sabato 26 gennaio 2013


«L'ITALIA HA IL RECORD EUROPEO DI PRESCRIZIONI»

"L'Italia ha il triste primato in Europa del maggior numero di declaratorie di estinzione del reato per prescrizione (circa 130mila quest'ultimo anno) e, paradossalmente, del più alto numero di condanne della Corte Europea dei dirittidell'uomo per l'irragionevole durata dei processi". Lo ha affermato il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanno Canzio, durante l'intervento di apertura dell'Anno giudiziario a Milano. Il magistrato è critico verso l'attuale disciplina della prescrizione del reato che definisce "illogica nella parte in cui estende i suoi effetti sul processo penale, propiziandone il grado di ineffettività con il fallimento della funzione cognitiva e la sconfitta dell'ansia di giustizia delle vittime e della collettività". Continua l'alto magistrato: "Essa si rileva come un agente patogeno: scoraggia, mediante una sorta di premialità di fatto, le premialità legali dei diritti alternativi, incentiva strategie dilatorie e implementa strumentalmente le impugnazioni". Canzio propone una "ricetta" per risolvere il problema. "Al fine di restituire razionalità ed efficienza al sistema non è tuttavia opportuno allungare ulteriormente i termini della prescrizione e, di conseguenza, la durata dei processi, bensì sembra più coerente stabilire il divieto di dichiarare la prescrizione del reato nel corso del processo, salvo che (sulla falsariga del modello tedesco) prima della sentenza di condanna di primo grado non sia già decorso il tempo necessario, assicurando poi termini celeri e certi per le successive, eventuali fasi di impugnazione, la cui ingiustificata violazione non resti priva di conseguenze". ROMA MAFIA IN SETTORI PIU' DISPARATI "La delinquenza mafiosa, a dimostrazione della sua estrema pericolosità, non trascura nella realizzazione dei suoi fini di impegnarsi nei settori più disparati". È quanto afferma il procuratore generale presso la corte d'appello di Roma, Luigi Ciampoli, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. "La raccolta dei rifiuti, ad esempio - ha sottolineato Ciampoli - è uno dei campi sui quali si è concentrata l'attenzione e gli appetiti dei gruppi criminali in oggetto. La possibilità di lauti guadagni e la ufficiale gestione di un'apparente meritoria attività di interesse pubblico rispondono, infatti, pienamente a quel modus operandi che subdolamente cerca, in un infondato consenso popolare, l'opportunità di una sua legittimazione". Ciampoli sottolinea rispetto alla criminalità organizzata anche il peso del riciclaggio di denaro. "I numerosissimi rivoli che confluiscono nell'attività di lavaggio e di reimpiego dei danaro sporco o di altre illecite attività non soltanto sono allarmanti ma evidenziano soprattutto la concreta minaccia all'interno del sistema istituzionale del nostro Paese". Insomma "è evidente che una tale configurazione ed estensione del crimine richiede e sollecita risposte decise da parte della magistratura che non trovino, nella lentezza dei processi, nella lacunosità e farraginosità delle procedure, nella limitatezza delle riforme, dirette occasioni e motivazioni di ostacolo". BOOM REATI DI VIOLENZA SESSUALE E DOMESTICA "La Procura della Repubblica di Roma segnala un dato quantitativo complessivo decisamente in aumento (+ 186 fascicoli)" per quanto riguarda i delitti di violenza sessuale e di violenza domestica. Lo riporta il presidente dalla Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce, in un passaggio della sua relazione sull'amministrazione della giustizia nel distretto della Capitale. Nonostante questo "le differenze rispetto all`anno scorso sono minime" e "l’andamento è oscillante": a Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo questa tipologia di reati è in aumento; a Civitavecchia, Tivoli, Velletri si registra diminuzione; stabile a Latina. Tra il primo luglio 2011 e il 30 giugno 2012, riferisce Santacroce, risulta iscritto a Roma un numero di 5.475 procedimenti rispetto ai precedenti 5.289 e ne risultano definiti 4.143 mentre in precedenza erano stati 4.693. Dei procedimenti iscritti 648 riguardano casi di violenza sessuale, 34 episodi di violenza sessuale di gruppo, 290 episodi di prostituzione minorile e di pedopornografia. Risultano inoltre in aumento i procedimenti per violazione degli obblighi di assistenza familiare, per maltrattamenti in famiglia, per circonvenzione di persone incapaci e per atti persecutori (da 1.084 a 1.118). Aumentano i delitti per sottrazione di persone incapaci e di sottrazione di minori all’ estero (da 197 a 257) e dei reati di impiego dei minori nell’accattonaggio (da 46 a 65) . "Il dato di maggiore interesse - afferma Santacroce - è il numero complessivo delle misure cautelari richieste (da 130 a 208) a conferma di una criminalità in espansione che assume manifestazioni sempre più gravi". FIRENZE: AUMENTO 400% OMICIDI IN INCIDENTI STRADALI "Fra gli aspetti più preoccupanti, l'aumento del 400% di omicidi colposi commessi a causa della violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario in corso a Firenze. "Preoccupa inoltre - ha proseguito Drago - il 253,33% di aumento delle lesioni colpose in seguito ad incidenti sul lavoro"."RISORSE, QUESTUA UMILIANTE VERSO IL GOVERNO" Ogni giorno, gli uffici giudiziari sono costretti ad una "questua umiliante" verso il Governo, per ottenere risorse, che non sono neanche sufficienti al loro "funzionamento". È l'accusa contenuta nella relazione del presidente della Corte d'Appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario 2013. Ci vorrebbe "una riforma" che preveda un "decorso stanziamento finanziario di bilancio che ponga fine all'umiliazione di una questua quotidiana", ha precisato Drago, che ha puntato anche il dito contro 'l'amara, ma oggettiva conclusione del permanere, salvo episodiche e circoscritte eccezioni, della consueta crisi legata alla eccessiva durata dei processi". Drago ha anche ricordato la problematica del sovraffollamento delle carceri: "si consideri solo che rispetto alla media nazionale che è del 155%, a Sollicciano il sovraffollamento sfiora il 200%". "DELITTI CONTRO DONNE E STALKING, CI VUOLE RISPOSTA" "I delitti contro le donne, come gli omicidi eanche il reato di stalking, rappresentano un fenomeno che richiede una sollecita risposta". Così il procuratore generale presso la Corte d'Appellodi Roma, Luigi Ciampoli, in occasione dell'inaugurazione dell' AnnoGiudiziario. "Il quadro criminoso è ancora più allarmante - aggiunge - sesi considerano ulteriormente delitti come lo stalking e l'impressionantesequela di violenze ed omicidi nei confronti delle donne. Delitti chedenunciano attraverso la loro violenta espressione, l'intollerabileimbarbarimento della nostra società e la predilezione verso comportamentiche hanno, come solo contenuto, la ferocia. È evidente che una taleconfigurazione ed estensione del crimine richiede e sollecita risposte deciseda parte della Magistratura che non trovino, nella lentezza dei processi,nella lacunosità e farraginosità delle procedure, nella limitatezza delleriforme, dirette occasioni e motivazioni di ostacolo". TORINO: "NO TAV PERICOLOSE DEGENERAZIONI CRIMINALI" "Per quelli della mia generazione è ancora troppo vivo il ricordo di quel che ha significato la sottovalutazione di forme di violenza politica che in un Paese che pretende di essere civile e democratico non hanno diritto di cittadinanza". Lo ha detto il procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena, durante il suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario, riferendosi "alle degenerazioni criminali" dei No Tav. "E ben sanno - ha aggiunto - quelli della mia generazione, quanto breve e facile sia il passaggio, specie poi in momenti di grave crisi economica, dalla violenza politica di piazza ad altre forme peggiori che già in un non lontano passato hanno insanguinato l'Italia per più di un decennio. Dicevano i latini: principiis obsta (locuzione latina che vuol dire "resisti ai princìpi", cioè che bisogna nelle malattie prendere gli opportuni provvedimenti subito, senza attendere, ndr). Ricordiamocene". "Una manifestazione di totale solidarietà al procuratore di Torino Gian Carlo Caselli", vittima più volte di minacce da parte dei No Tav, è stata espressa inoltre dal procuratore generale, e anche alle forze dell'ordine. La platea ha risposto con un applauso.
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venerdì 25 gennaio 2013


TERREMOTO A LUCCA, SENTITO DA MILANO A FIRENZE SMENTITI DANNI AGLI AFFRESCHI DEL VASARI

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita intorno nell'Appennino centrale. L'Ingv ha registrato l'epicentro è stato in Garfagnana (in provincia di Lucca), la zona di Castiglione di Garfagnana, Villa Collemandina e Pieve Fosciana, a una profondità 15,5 km e con una magnitudo di 4,8. La scossa di è verificata alle 15.48. La scossa è stata seguita da una minore di 2.3 gradi arrivata 5 minuti dopo nella stesso distretto. L''Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato le scosse del primo sciame a questi orari: 15.53, 15.57, 16,05, 16.09 e 16.17. Sono 10 le scosse di terremoto registrate dall'Ingv in un'ora fra Toscana ed Emilia. L'ultima - di magnitudo 2,3 - è avvenuta alle 16.51. Il distretto sismico delle scosse è individuato nella Garfagnana, eccetto per la scossa delle 16.22, localizzata a Frignano, in Emilia. Potrebbe trattarsi di uno sciame sismico quello avviato dalla scossa in Garfagnana: secondo Alessandro Amato, dell'Ingv, «è ancora presto per dirlo, ma seguiranno altre scosse di assestamento». Una nuova scossa infatti si è registrata sull'Appennino tosco emiliano. Secondo quanto riporta l'Ingv, un lieve terremoto di magnitudo 2.0 si è registrato con epicentro vicino a Gallicano, piccolo comune in provincia di Lucca. Al momento nessun danno segnalato. La scossa sismica è stata registrata in buona parte della Toscana, nella zona della Garfagnana, secondo i primi dati della Protezione civile. Gente in strada a Lucca e anche a Pisa. La scossa è stata avvertita in Toscana, inclusa Firenze con molta paura tra gli abitanti. In Emilia, l'hanno sentita a Modena, Bologna (compreso il palazzo della Regione) e Reggio. Sisma sentito fino a Milano. «La scossa è arrivata senza pravviso nè scosse più leggere - spiega ancora Amato dell'Ingv - ma ora ne seguiranno altre. È un classico terremoto appenninico, medio-forte, abbastanza superficiale avendo profondità di 15 chilometri». La Garfagnana è considerata dagli esperti una zona dall'alto rischio sismico: nel 1920 l'intera regione fu devastata da un forte terremoto superiore ai 6,5 gradi. «Scossa di terremoto in Toscana. Sto contattando la protezione civile per le prime verifiche». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Contattata anche dalla Regione Emilia Romagna la Protezione civile.INTERROTTA LA LINEA FERROVIARIA LUCCA-AULLA- Chiusa in via cautelativa la linea ferroviaria Lucca-Aulla. Sono, infatti, in corso le verifiche strutturali e la circolazione ferroviaria in Garfagnana è stata interrotta. «Si pensa che l'interruzione durerà almeno due ore - spiega l'assessore provinciale alla Protezione civile Diego Santi - e serve per verificare che la linea ferroviaria sia integra». Le persone che si trovavano sui treni al momento della scossa sono state immediatamente assistite e saranno trasportate alle destinazioni attraverso pullman sostitutivi.IN GARFAGNANA PERSONE SI RIVERSANO IN PIAZZA- Molta paura, ma, al momento almeno, non risultano danni a cose o persone. La popolazione si è riversata nelle piazze dei paesi e, adesso, è ammassata nelle aree ritenute 'sicure' e individuate dalla Protezione civile come tali. Intanto si sta mettendo in moto la macchina della protezione civile per far fronte a possibili situazioni emergenziali. VIGILI FUOCO: AL MOMENTO NESSUN RICHIESTA SOCCORSO- Al momento non è arrivata nessuna richiesta di soccorso o segnalazione di danni ai vigili del fuoco per il terremoto che è stato avvertito in Garfagnana (Toscana) e in Emilia. Sono giunte al centralino dei vigili del fuoco solo tante richieste di informazioni da diverse regioni. Attualmente ci sono squadre in ricognizione sul territorio e due elicotteri si sono alzati in volo da Bologna e Genova per sorvolare l'area della Garfagnana.                                           p.c.m.s.r.d.c.
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giovedì 24 gennaio 2013


BERLUSCONI PREPARA LA «SORPRESA» E ATTACCA MONTI: MI HA TOLTO SCORTA


«Avete una sollecitudine maggiore del governo che apprestandomi io a fare campagna elettorale nelle piazze e nei palazzetti dello sport ha opportunamente provveduto con sollecitudine a diminuirmi la scorta». Silvio Berlusconi parte all'attacco di monti. E durante la trasmissione di Radio 2, "Ventotto minuti", va giù duro. Chi «ha come preoccupazione la mia sicurezza mi ha pregato di non andare nelle piazze preferendo i luoghi chiusi». Ma è lo steso Viminale a sbugiardarlo. Nessuna riduzione della scorta per l'ex presidente, si apprende dal ministero. Come premier - spiegano le stesse fonti - Berlusconi disponeva di un dispositivo di protezione di«primo livello», mantenuto per i dodici mesi successivi alle sue dimissioni, secondo quanto previsto dalla legge. Alla fine dell'anno scorso la situazione è stata nuovamente valutata e si è deciso di continuare ad assicurare all'ex presidente del Consiglio il «medesimo livello di protezione, numericamente inalterato».In questi giorni si è andato completando il passaggio della responsabilità del servizio di scorta dall'Aisi (che se ne doveva occupare fino a novembre, per un altro anno appunto) al Viminale: a vigilare sulla sicurezza di Berlusconi, attualmente impegnato nella campagna elettorale, saranno i carabinieri, anche se alcuni aspetti «tecnici» continueranno a essere di pertinenza dell'apparato dei servizi di sicurezza. Incassata la replica, il leader del Pdl è poi ritornato sull' esclusione di Nicola Cosentino dalle liste del Pdl: «Dispiacere è poco», la parola giusta è «dolore», dice parlando di Marcello Dell'Utri, ma anche dell'ex sottosegretario. «Ho avuto veramente dolore - spiega - nel dover chiedere di dover fare un passo indietro a Dell'Utri, a Cosentino e ad altri che erano presi di mira dalla stampa ostile a noi e che prendevano spunto da queste presenze nelle nostre fila per dire che il nostro movimento ospitava personaggi non in regola con la legge». Su Grillo dice: «I sondaggi che conosco io danno il Movimento poco sopra il 10%», «è una presenza ininfluenete perché ha criticato tutto ciò che essite nella politica, anche giustamente, ma non ha poi fatto il passo avanti verso alcuna proposta. Anche la scelta dei loro candidati - aggiunge - dà a me una grande cuoriosità di vederli poi in faccia». Berlusconi parla anche dei suoi rapporti con la ex moglie e della sentenza che lo obbligherebbe a versarle 100.000 euro al giorno di alimenti: nega di aver recentemente incontrato Veronica Lario per parlare della questione del divorzio ma, intervistato da Radiodue, sottolinea che la vedrà presto perché quella emessa dal tribunale di Milano è una sentenza «irrealistica». «C'è stata una sentenza inaspettata - dice - e irrealistica e credo che dovrò addirittura intervenire in questa situazione. Prima avevo lasciato fare agli avvocati, non mi ero mai messo di mezzo, non avevo mai nemmeno parlato né con i miei figli né con mia moglie. Penso che prossimamente inconterrò mia moglie e parleremo di questo fatto». L'incontro negli scorsi giorni, sostiene, «non c'è stato», «credo ci sarà un incontro prossimamente, ma ce ne sono stati diversi anche con i miei figli. Ci sentiamo al telefono con una certa regolarità anche perché chiamo quotidianamente per sentire i miei nipoti».E quando la conduttrice rivanga la famosa questione dell'epiteto "culona" che il leader Pdl avrebbe riservato ad Angela Merkel, Berlusconi puntualizza: «Il rapporto con la signora Merkel è sempre stato molto cordiale. Non ci siamo risentiti ultimamente perché io non ho avuto più voglia di risentirla in quanto mi sono offeso». Il Cavaliere sottolinea che, al contrario, la Cancelliera non ha nulla di cui sentirsi offesa. «hanno raccontato di una mia definizioen della signora Merkel che mai mi sarei permesso di dare. Possono criticarmi per molte cose ma non per non avere rispetto per le persone». Un po' maldestramente, il Cavaliere ritorna anche sulla gaffe con Barack Obama. Non si dice pentito di aver definito 'abbronzato' il presidente Usa e spiega: «Abbronzato è un complimento e io avrei voluto avere il suo colore che fa salute». «L'ho già giurato sulla testa dei miei figli e dei miei nipoti», ricorda Silvio Berlusconi a Radio 2, in merito a suoi presunti rapporti con la mafia. «Io sono stato colpito dalla mafia per minacce verso i miei figli e ho dovuto portare la mia famiglia fuori Italia per un'estate. Poi ho deciso che non potevamo stare loro di là e io di qua e siamo andati in Spagna». Il leader Pdl racconta poi di avere un affetto particolare per Mps, motivo per cui non desidera intervenire nella questione che riguarda lo scandalo della banca: «Ho un legame di affetto particolare con il Monte dei Paschi di Siena: fu la banca che mi concesse i mutui per costruire Milano 2 e Milano 3. Era l'unica società che concedeva mutui anche in tempi di crisi, ho una particolare disposizione d'animo nei suoi confronti». «Non conosco questa situazione, non la commento» anche perchè riguarda «una istituzione a cui voglio bene». Sulle accuse rivolte dal quotidiano di famiglia al Pd, Berlusconi risponde: «Io non ho nessuna responsabilità per ciò che fa e dice Il Giornale».                  

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mercoledì 23 gennaio 2013


ITALIANI IN ALLARME PER LA PENSIONE FORNERO: ALTRI ESODATI? CHIEDETE A INPS PREOCCUPATI DI DOVER LASCIARE IL LAVORO DOPO I 70 ANNI

Gli italiani sono rassegnati (ma scontenti) di dover lavorare più a lungo e sembrano molto preoccupati per la propria vecchiaia sul fronte economico. E' quanto emerge da uno studio del Censis commissionato dalla Covip presentato oggi secondo il quale circa un lavoratore su tre vorrebbe andare in pensione prima dei 60 anni, a fronte di appena il 3,7% che ritiene che sia possibile un'uscita così precoce dal lavoro. Il 24,7% teme che dovrà aspettare di compiere 70 anni prima di andare in pensione (oltre l'80% ritiene che dovrà aspettare almeno di avere 64 anni) a fronte di oltre il 72% degli intervistati che vorrebbe andare entro i 60. L'84% degli intervistati è convinto che le regole sulla previdenza cambieranno ancora mentre appena l'8,1% pensa che "finalmente" ci siano regole stabili. Quasi la metà dei lavoratori (il 46%) prevede una vecchiaia di ristrettezze con assegnipensionistici di poco superiori alla metà dello stipendio e "senza grandi risorse da spendere". mentre solo l'8,2% pensa che potrà avere una vecchiaia serena dal punto di vista economico grazie a buoni redditi. il 24,5% pensa che non potrà vivere nell'agiatezza, anche se qualche sfizio potrà toglierselo mentre il 21,5% afferma che la situazione è molto incerta e non riesce a immaginare come sarà la propria vecchiaia.Già oggi gli assegni previdenziali sono bassi con oltre il 35% dei pensionati di vecchiaia con importi inferiori a 1.000 euro (quattro milioni di persone). I lavoratori italiani, si legge nella ricerca, pensano che quando andranno in pensione riceveranno un assegno pari in media al 55% del proprio reddito attuale. I giovani (18-34 anni) si aspettano un importo pari al 53,6% del proprio reddito mentre coloro che ora hanno tra i 55 e i 64 anni si aspettano che l'assegno pensionistico arrivi al 60,1% del loro reddito da lavoro. I dipendenti pubblici sono chiaramente più ottimisti rispetto al proprio reddito da pensione e si aspettano un assegno pari al 62% del loro reddito a fronte del 55% atteso dai dipendenti privati e il 51% dagli autonomi. L'insicurezza, sottolinea il Censis, riguarda anche il percorso previdenziale personale: il 34% dei lavoratori (percentuale che sale al 41% tra i dipendenti privati) teme di perdere il lavoro e di rimanere senza contribuzione, il 25% di dover affrontare una fase di precarietà con una contribuzione intermittente, il 19% di avere difficoltà a costruirsi, oltre la pensione pubblica, fonti integrative di reddito, come ad esempio la previdenza complementare.La paura di perdere il lavoro si estende anche ai lavoratori pubblici (il 21,4% degli intervistati). Nella crisi la previdenza, come sistema e come percorso personale, catalizza paure e incertezze, creando ansia piuttosto che sicurezza. Come fonte di reddito per integrare la pensione pubblica,sottolinea ancora il Censis, il 70% dei lavoratori indica forme di risparmio diverse dalla previdenza complementare (acquisto diretto di strumenti finanziari, investimenti immobiliari, polizze assicurative) mentre solo il 16,5% dichiara di preferire una forma di previdenza complementare. La previdenza complementare, poco conosciuta, non suscita tra i lavoratori la fiducia necessaria a far sì che vi investano i loro risparmi. Tra i motivi della scelta di non aderire alla previdenza complementare, si legge nella ricerca, al primo posto emergono quelli economici: il 41% dichiara di non poterselo permettere, il 28% non si fida degli strumenti di previdenza complementare, il 19% si ritiene troppo giovane per pensare alla pensione, il 9% preferisce lasciare il Tfr in azienda.
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martedì 22 gennaio 2013


ECONOMIA NEWS ISTAT: SU INATTIVITA' ITALIA BATTUTA IN UE SOLO DA MALTA

Nel 2011 il tasso d'inattivita' tra i 15 e 64 anni e' al 37,8%, valore tra i piu' elevati d'Europa, con l'Italia battuta solo da Malta. Lo rileva l'Istat nel rapporto 'Noi Italia'. Particolarmente elevata e' l'inattivita' femminile (48,5%). Sono considerati inattivi coloro che ne' sono occupati ne' sono in cerca di un lavoro. Nel 2011 in Italia e' occupato il 61,2% della popolazione di 20-64 anni, solo un decimo di punto in piu' rispetto al 2010. Lo rileva l'Istat nel rapporto 'Noi Italia', aggiungendo che, nella graduatoria europea, solamente Ungheria e Grecia presentano tassi d'occupazione inferiori. Guardando alle donne, le occupate sono solo il 49,9%. Nel 2011 il 44% circa della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha come titolo di studio piu' alto la licenza di terza media, un valore molto distante dalla media Ue27 (26,6%), e fra i 18-24enni il 18,2% ha abbandonato gli studi prima di conseguire il diploma (43,5% tra i giovani stranieri), contro il 13,5% dei Paesi Ue. E' il poco confortante quadro che emerge dal rapporto Istat ''Noi Italia''. Il Belpaese resta indietro anche per quanto riguarda la spesa in istruzione e formazione, 4,5% del Pil nel 2010, valore piu' basso di quello dell'Ue27 (5,5%), e il livello delle competenze degli studenti: l'indagine Pisa dell'Ocse colloca il nostro Paese agli ultimi posti nella graduatoria dei 25 paesi Ue partecipanti alla rilevazione. Il 20,3% dei 30-34enni ha conseguito un titolo di studio universitario (o equivalente), ma nonostante l'incremento che si osserva nel periodo 2004-2011 (+4,7 punti percentuali), la quota e' ancora molto contenuta rispetto all'obiettivo del 40,0% fissato dalla strategia europea ''Europa 2020''. Nel 2011, infine, sono oltre due milioni i cosiddetti Neet, cioe' i giovani tra i 15 e 29 anni non inseriti in un percorso scolastico e/o formativo ne' impegnati in un'attivita' lavorativa (il 22,7% del totale), un valore fra i piu' elevati in Europa. Significativa e' anche la differenza di genere, con una percentuale del 20,1% fra i ragazzi e del 25,4% fra le ragazze. OLTRE 8 MLN DI POVERI NEL 2011, 11% FAMIGLIE ITALIANE - Nel 2011 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l'11,1%: si tratta di 8,2 milioni di individui poveri, il 13,6% della popolazione residente. E' quanto ricorda l'Istat nel rapporto 'Noi Italia', aggiungendo che la povertà assoluta coinvolge il 5,2% delle famiglie, per un totale di 3,4 milioni di individui. Guardando al 2010, fa sapere sempre l'Istat, circa il 57% delle famiglie residenti in Italia ha acquisito un reddito netto inferiore a quello medio annuo (29.786 euro, circa 2.482 euro al mese). In Sicilia si osserva la più elevata diseguaglianza nella distribuzione del reddito e il reddito medio annuo più basso (il 28,6% in meno del dato medio italiano).
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lunedì 21 gennaio 2013



PROCESSO RUBY: NO AL RINVIO SENTENZA ARRIVERÀ DOPO IL VOTO

I giudici del processo Ruby hanno rigettato l'impedimento degli avvocati di Berlusconi, Ghedini e Longo, entrambi candidati, uno alla Camera e l'altro al Senato, ma hanno ridefinito il calendario delle udienze. In questo modo, sia la requisitoria del pm Ilda Boccassini sia le arringhe dei difensori che la sentenza, arriveranno a marzo, e quindi dopo il voto del 25 febbraio. Nicolò Ghedini, uno degli avvocati di Silvio Berlusconi, ha chiesto di sospendere il processo Ruby fino a dopo il voto altrimenti lui, il suo collega Piero Longo e lo stesso ex premier non possono occuparsi della campagna elettorale. In apertura dell'udienza del processo in cui il Cavaliere è accusato di concussione e prostituzione minorile, Ghedini ha fatto presente ai giudici che anche lui e Longo sono candidati. Insomma, provano in tutti i modi a rinviare: avevano chiesto, invano, lo stop per un presunto "legittimo impedimento". La sentenza è comunque prevista per l'11 di marzo. Il calendario al momento prevede il 28 gennaio l'audizione della mamma di Ruby, l'11 febbraio la requisitoria, altre udienze il 4 e dell'11 marzo. I giudici hanno detto no perché superflui a cinque testimoni (tra cui George Clooney e il calciatore del Real Madrid Ronaldo) su sei chiesti dalla difesa. I giudici, che la scorsa settimana avevano deciso di non sospendere il dibattimento per la campagna elettorale, hanno proposto ai pm di rinviare la loro requisitoria al 4 marzo, dopo il voto. Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini si è opposta, ha spiegato al collegio, presieduto da Giulia Turri, di non avere bisogno di altro tempo per riflettere e di non ritenere giusto che «il peso eccessivo» di un rinvio debba gravare sulla procura. «In passato nel 2001, nel 2006, nel 2010 i processi a Silvio Berlusconi sono sempre stati sospesi in occasione della campagna elettorale con il parere favorevole della Procura della Repubblica. Ora no e questo è molto grave. Il Tribunale nel caso decidesse di andare avanti si assumerebbe le sue responsabilità», ha insistito il legale nell'udienza in corso. «È aperta la campagna elettorale - ha affermato Ghedini - e stamattina saremo dovuti essere a una riunione per il coordinamento di questa, nella quale conta il voto di lista e, se non si raggiunge un determinato quorum di voti, nessuno viene eletto». Ghedini si è definito «molto amareggiato» perché, nell'ambito di una «leale collaborazione col tribunale, “non si senta l'esigenza di consentire ai parlamentari uscenti di contribuire alla campagna elettorale. O facciamo campagna elettorale o ci occupiamo dei processi - ha insistito il difensore di Berlusconi - certo si può rinunciare al mandato perché nessuno è indispensabile e valutare se nella sede di Milano si possa fare ancora questo processo, valutando anche che in Corte d'appello si vuole fare la requisitoria del processo Mediaset prima delle elezioni”. Se il tribunale non dovesse accogliere ancora, come già accaduto in passato, la richiesta di sospendere il processo, «valuteremo il da farsi», ha aggiunto Ghedini. Una delle mosse possibile sarebbe rinunciare al mandato di avvocato che significherebbe attendere la nomina di un sostituto e quindi far trascorrere il tempo. «Crediamo francamente che un mese di rinvio, con la sospensione della prescrizione, sia una cosa non perniciosa per i tempi del processo», ha concluso Ghedini davanti ai giudici.                                                                               p.c.m.s.r.d.c.
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domenica 20 gennaio 2013





NEVE E FORTE VENTO, ALLERTA METEO UN NUOVO PEGGIORAMENTO SULLE REGIONI CENTRO-MERIDIONALI

La perturbazione di origine atlantica che sta interessando l'Italia, porterà nelle prossime ore un nuovo peggioramento sulle regioni centro-meridionali, che saranno interessante anche da un forte vento. Il Dipartimento della Protezione Civile, d'intesa con tutte le Regioni coinvolte, ha dunque emesso una nuova allerta meteo che integra ed estende quella diffusa ieri e che prevede a partire dalla serata di oggi piogge e temporali, localmente anche molto intensi e accompagnati da forti raffiche di vento, su Campania e Basilicata. Tra stasera e domani, inoltre, si prevedono venti forti meridionali su Puglia, Sardegna, Sicilia, Campania, Basilicata e Calabria. Il Dipartimento seguirà l'evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le Regioni e le strutture locali di protezione civile. TOSCANA: SOPRA LIVELLO GUARDIA OMBRONE E SERCHIO-Le abbondanti precipitazioni che stanno interessando la Toscana da ieri hanno portato i corsi d'acqua Ombrone Pistoiese e Serchio a superare il primo livello di guardia rispettivamente all'idrometro di Poggio a Caiano (Prato) e a Borgo a Mozzano. Tuttavia la situazione, secondo le informazioni diffuse dalla Sala operativa della Protezione civile regionale (Soup), è sotto controllo e non desta preoccupazione al momento. In salita anche il livello dell'Ombrone a Grosseto. Le piogge stanno interessando in particolare l'area settentrionale della regione, nelle province di Massa Carrara, dove sono segnalati alcuni allagamenti e smottamenti, Lucca, dove per una frana è interrotta la strada provinciale 47 di Canottola, e l'Appennino Pistoiese. Per quest'area la situazione dovrebbe migliorare dal pomeriggio quando la perturbazione dovrebbe spostarsi verso il centro-sud. Secondo il bollettino della Protezione civile della Provincia di Firenze delle 10, nel Fiorentino "nelle ultime ore si sono registrate precipitazioni su tutto il territorio con cumulato massimo di 10.4mm/3h registrato alla Consuma. Le temperature sono in aumento e lo zero termico attualmente è intorno ai 2000 metri. I corsi d'acqua sono in condizioni di stabilità o in lieve aumento, solo il fiume Ombrone ha superato il primo livello di guardia all'idrometro di Poggio a Caiano ed è stata aperta la Sala Operativa del Servizio di Piena. Per le prossime ore sono previste precipitazioni su tutto il territorio provinciale anche a carattere di rovescio o temporale". Ieri la protezione civile regionale aveva emesso un'allerta meteo moderata per pioggia e temporali fino alle 12 di domani.NEVE IN PIEMONTE, OLTRE 50 CENTIMETRI NEL CUNEESE-Domenica imbiancata dalla neve in Piemonte. Da ieri pomeriggio tutta la regione è stata interessata dall'annunciata perturbazione. Le maggiori precipitazioni nel Cuneese, a Valdieri, dove il manto bianco ha superato i 50 centimetri. Una trentina, invece, i centimetri caduti a Cuneo città, venti in provincia di Alessandria ed altrettanti in Val Susa. Solo una spolverata, invece, in pianura, Torino compresa. L'Arpa prevede un miglioramento per domani e martedì, poi una nuova perturbazione.EMILIA-ROMAGNA: PIOGGIA GHIACCIATA SU VALICHI A1 E A15 - Pioggia ghiacciata è segnalata in Emilia-Romagna, nel tratto appenninico dell'autostrada A1 tra Bologna e Firenze e sull'A15, tra Berceto e Pontremoli. Non si registrano, comunque, problemi alla circolazione. La situazione é monitorata dalla Polizia Stradale.                         p.c.m.s.r.d.c.

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sabato 19 gennaio 2013


NEVE FINO IN PIANURA 

Schiarite, ma ancora ghiaccio sulle strade nelle Marche, dopo le abbondanti nevicate di ieri nell'entroterra e la pioggia sulla costa. Al ghiaccio è dovuto un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 3 'Fogliense' nel Comune di Auditore (Pesaro Urbino), dove un uomo é stato investito da un'auto, che è scivolata e ha sbandato, travolgendolo. L'uomo era uscito di casa per andare a vedere un'altra auto uscita di strada. E' in gravi condizioni ed è stato trasportato all'ospedale di Torrette di Ancona in eliambulanza. Nel resto della regione, dove è previsto un rialzo della temperatura tra oggi e domani, non ci sono criticità. Ha ripreso a nevicare nell'alta Ciociaria. I fiocchi stanno cadendo di nuovo, ma in modo debole, nel comprensorio montano intorno a Fiuggi. Dopo la tregua della giornata di ieri e una notte di gelo, nevica ancora a Filettino, dove tra mercoledì e giovedì si sono accumulati circa cinquanta centimetri. E nevica anche agli Altipiani di Arcinazzo, tra le province di Roma e Frosinone: questa mattina nella località di villeggiatura il termometro ha raggiunto -7. I fiocchi hanno ripreso lentamente a cadere anche a Fiuggi, ma al momento non ci sono problemi per la circolazione. Intanto la notte scorsa l'intero comprensorio è finito nella morsa del gelo con diversi gradi sotto lo zero. A Campocatino e Campo Staffi la colonnina di mercurio è scesa fino intorno a -9, mentre questa mattina nelle due stazioni sciistiche si registra una temperatura tra -4 e-5. Freddo pungente anche a Fiuggi. Calabria ancora stretta nella morsa del gelo. In attesa dei caldi venti di scirocco e libeccio, che da domani, secondo gli esperti, faranno innalzare le temperature anche di oltre 10 gradi, portando pioggia su gran parte della regione, oggi in Sila, dove ha smesso di nevicare, si sono registrati -6 gradi nel corso della notte e -4,5 alle ore 12. Anche a quote più basse le temperature registrate in mattinata non crescono di molto: 5 gradi a Cosenza e 2,4 a Catanzaro.Sta giungendo sull'Italia una forte perturbazione accompagnata e sospinta da aria calda da sud con venti di scirocco sull'Adriatico e di Libeccio sul Tirreno, ma sulla pianura padana centro-occidentale rimane uno strato gelido nei bassi strati, che consentirà tanta neve anche in pianura, fino a oltre 8 cm tra il pomeriggio oggi e domani mattina. Antonio Sanò direttore del portale www.iLMeteo.it sottolinea che nevicate sono previste in pianura su Piemonte, Lombardia, Emilia Occidentale (Piacenza - Parma) e a bassissime quote sui rilievi liguri e sulle Alpi. Inizialmente fiocchi deboli cadranno sulla Toscana e sull'Umbria e sul frusinate. Neve più copiosa è attesa su basso Piemonte e rilievi liguri, e nella notte fiocchi misti a pioggia potranno scendere anche tra Genova e Savona per via del fenomeno della Tramontana scura.A Milano la neve dal pomeriggio fino a domattina con un manto nevoso dai 5 agli 8 centimetri così come a Torino prima di lasciar spazio alla pioggia nel corso di Domenica; la neve inizialmente cadrà anche sull'Emilia occidentale quindi a Parma e Piacenza e qui si trasformerà in pioggia nelle prime ore di domani. Altre nevicate imbiancheranno il resto delle Alpi e gli Appennini a quote via via più elevate. Una seconda forte perturbazione giungerà subito domenica sera e lunedì e porterà severo maltempo generale, con temporali sulla Campania, basso Lazio e Sicilia e pioverà quasi ovunque, il limite delle nevicate si innalzerà anche sulle Alpi oltre i 1200 metri. Le piogge continueranno al centro-sud, Isole Maggiori e nordest fino a martedì, mentre tra mercoledì e giovedì è atteso un nuovo importante peggioramento del tempo per la formazione di un vortice ciclonico mediterraneo, a cui saranno associate ancora una volta piogge, temporali e nevicate di nuovo in pianura al nord e a bassa quota al centro per l'arrivo di aria fredda nuovamente da nord.                                                                                                                          

                                                                                                            p.c.m.s.r.d.c.

venerdì 18 gennaio 2013


SONDAGGI: SALE IL PDL, SI RIDUCE LA DISTANZA DAL PD

Con il 33 percento, la coalizione di centrosinistra si conferma quella con più consensi in vista delle prossime elezioni, ma perde quasi due punti (-1,9%) rispetto alla settimana scorsa. Nel dettaglio, infatti, il Pd perde un punto (da 29,8% a 28,8%) mentre Sel scende dal 4,4 percento al 3,8 percento. Sale invece il centrodestra, che si attesta al 27,2 percento (+1,9%) per effetto della crescita del Pdl (+2%, toccando quota 17,7%), che bilancia la flessione della Lega Nord+Lista Tremonti (-0,7%). E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Pressoché stabile la coalizione di Centro intorno a Monti (- 0,1%), che si attesta al 13,7 percento, con il risultato di Scelta civica con Monti (8,6%), Udc (4,1%) e Fli (1%). Dopo un periodo di flessione, torna invece a crescere il Movimento 5 Stelle, che sale di quasi un punto percentuale (+0,9%), raggiungendo il 16,8percento. Significativa anche la salita di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, che guadagna quasi un punto percentuale (+0,9%) superando la soglia del 5 percento (5,4%). In lieve flessione (-0,3%) Fare per fermare il declino, al 2,2 percento. Una nota di swg precisa che si tratta di un sondaggio telefonico (CATI) e online con metodo online CAWI - su un campione casuale probabilistico stratificato e di tipo panel ruotato di 1500 soggetti maggiorenni (su 4800 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Il campione intervistato online è estratto dal panel proprietario SWG. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza.

giovedì 17 gennaio 2013


BERLUSCONI E L'ALFABETO DELL'ETERNO RITORNO


A come Alfano. Lui è rimasto indietro. Doppiato dalle Amazzoni.

B come Bunga Bunga. Sempreverde. Dalle ragazze di Drive In che allietavano i capodanni, alle cene eleganti nel sottosuolo di Arcore. Non pensate male: è una barzelletta. Divertentissima, secondo Bondi.

C come Caimano. E' tornato ed è lui che guida la rimonta. Mica Silvio

D come Dell'Utri. E' il tormentone del toto-candidature. Perché “stavolta saranno liste pulite”. Alfano: “Voglio il partito degli onesti”. Marcello è “un galantuomo ma non possiamo permetterci di candidarlo”. Magari finirà con l'”arricchire” la formazione di Micciché. E' un amico. Non ha un voto, ma ha la memoria lunga. Mica è l'unico nei guai: Cosentino, Papa, Milanese, Nespoli. Ma Silvio tiene la contabilità: c'è un solo condannato definitivo nel partito, ed è Aldo Brancher.

F come Formigoni. Non è attaccato alla poltrona che occupa: gliene basta una qualunque. Per non dimettersi dal Pirellone (13 indagati tra consiglio e giunta, lui compreso) ha lottato più di Cassius Clay. Ma per lo scranno al Senato ha sconfitto il senso del ridicolo.

G come Ghedini. Tranquilli. Sarà ricandidato insieme a Longo. Lo ha annunciato Silvio urbi et orbi. Come potrebbe farne a meno: gli avvocati sono la sua coperta di Linus. E pazienza se la strategia spesso non è vincente. Vedi da ultimo la fuga di Ruby Rubacuori in Messico e l'ideona del “legittimo impedimento perenne: il risultato è che il tribunale di Milano procede come un treno.

Oppure

G come Gaffes. Sempre di Ghedini. Prima fu il conio dell'utilizzatore finale. Adesso un vero colpo di genio: “Berlusconi non può fare allo stesso tempo l'imputato e il candidato”. Ecco, bravo, l'hai detto.

I come inquisiti nelle liste. Vedi alla lettera D. Vi sembrano tanti? Mica ci sono solo quelli: tanti altri non li hanno mai beccati (questa gira su Twitter).

L come Lega. Dopo tanta ammuina, eccoli di nuovo alleati di ferro. Torna la Casa delle Libertà. Stesso capo della coalizione. Bossi più acciaccato ma sempre capolista. L'unico salto di qualità è la promozione di Tremonti, che ha il nome nel simbolo del Carroccio.

Oppure

L come Lazio. Chi è il candidato pidiellino del terzo millennio? Un esponente della società civile? Un giovane parlamentare su cui investire? Una donna interamente vestita? Un volto pulito dopo gli scandali del Batman ciociaro e della governatrice in auto blu contromano per lo shopping? No, è Storace.

N come nipoti. E' appena nato il settimo e i telespettatori di Lilli Gruber lo hanno saputo per primi. Alla nascita pesava 3,4 chili. E' stato chiamato Riccardo. La madre è Eleonora, secondogenita di Veronica Lario. Il padre è il modello inglese Guy Binns. Nessuno dei sette è stato registrato all'anagrafe come nipote di Mubarak.

O come Olgettine. Un condominio dove tutti vorrebbero abitare. Un consigliere regionale, Nicole Minetti, come amministratore. Un tesoriere, Spinelli, come bancomat per bollette e spese vive. E una “paghetta” di tutto rispetto. Che ancora ricevono.

P come PdL. Ricordate? L'acronimo che “non scalda il cuore”. Berlusconi: “Cambieremo il nome”. Alfano: “Sì, e lo cambieremo alle primarie”. Sarà Forza Italia. No, Forza Silvio. No, una sola parola. Stiamo facendo degli studi. Accettiamo suggerimenti. Creativi a Palazzo Grazioli. Una squadra di grafici al lavoro. Speriamo che almeno li abbiano pagati.

Oppure

P come Primarie. Non pervenute. Sono rimaste indietro con Alfano.

Q come Quirinale. Mica penserete che voglia andarci. “Ho detto mille volte che non mi interessa”. Però tutti questi presidenti di sinistra. Pure Ciampi? Pure lui. Ci starebbe benissimo Mario Draghi. E' lui il vero Supermario, mica Monti. E' il dinosauro nel cilindro. E' più a sinistra di Gianni Letta. Ah, no, scusate, questo era ieri.

S come Simbolo. E come Solito. Uguale. Identico. C'è scritto “Berlusconi presidente” esultano gli azzurri. Sì, ma presidente del suo partito, mica del Consiglio, ribatte Maroni. Che spiritosone. Pure le gag sono stantie.

T come Tremonti. C'erano una volta i consigli dei ministri in cui SuperGiulio, isolato, vessava Bondi, tiranneggiava la Gelmini, faceva infuriare Galan, affermava spavaldo che “la cultura non dà il pane”. Poi ci sono state le liti con Silvio sui conti pubblici, le mani di forbice, il decreto crescita mai nato, lo sciagurato vertice di Cannes, l'avvento di Monti, la lettera del Quirinale che rivelava le perplessità del ministro dell'Economia. Il Cavaliere giurò vendetta: “Giulio sparla di me all'estero”. Lui uscì dal Pdl, annusò (invano) la Lega, battezzò davanti a una sala vuota della riviera romagnola il suo movimento 3L. Sparito? Quando mai: è il candidato premier della Lega 2.0. E Berlusconi non vede l'ora di fare il suo ministro dell'Economia per continuare a litigare a spese nostre.

U come Udienze. Mai senza. Ruby e le Olgettine. Tarantini e la D'Addario. Il nastro Unipol e i diritti tv. I risarcimenti di Mediaset che “gridano vendetta” e gli alimenti a Veronica che non tengono conto della crisi. Però tenetevi forte: subito prima del voto di febbraio potrebbe arrivare la sentenza milanese sulla vicenda della giovane marocchina.

V come Verdini. E' l'uomo forte, ora come prima. Ha spianato Alfano. E' inquisito ma fa le liste pulite. E' toscano ma fa le liste dappertutto. E' un ex forzista ma più aennino di La Russa. E' sempre in sella e ci resterà a lungo.

mercoledì 16 gennaio 2013


REDDITOMETRO, AGENZIA ENTRATE:SALVO CHI «SFORA» DI MILLE EURO

Il redditometro «non interesserà situazioni in cui la spesa si discosta dal reddito di mille euro per dodici mesi l' anno». Lo ha precisato il vicedirettore dell'Agenzia delle Entrate, Marco Di Capua, in occasione di un convegno sull'anagrafe tributaria.REDDITOMETRO, INCONTRO MONTI-BEFERA
Intanto, stasera il premier uscente incontra Attilio Befera. Non filtrano da Palazzo Chigi anticipazioni sui temi del colloquio tra il presidente del Consiglio e il direttore dell'Agenzia delle entrate. Di stretta attualità nel dibattito politico è,comunque, la questione dell'applicazione, e di una eventuale rimodulazione, del cosiddetto redditometro. I CONTROLLI-I controlli sui contribuenti «saranno inferiori ai 40 mila l'anno», ha sottolineato il vicedirettore dell' Entrate. Tali controlli sono previsti da una convenzione tra Agenzia delle Entrate e Ministero dell'Economia. COLPISCE EVASIONE SPUDORATA-Il nuovo redditometro «è uno strumento per intercettare forme di evasione spudorata, per intercettare i finti poveri». Lo ha sottolineato il vicedirettore vicario dell'Agenzia delle entrate, Marco Di Capua, intervenendo a un convegno sull'anagrafe tributaria. Il redditometro «non è uno strumento di accertamento di massa e non è la panacea: è uno strumento-ha aggiunto - insieme ad altri, importante come altri». «NON CRIMINALIZZA RICCHEZZA»
Con il nuovo redditometro «non c'è una criminalizzazione della ricchezza, perché è giusto avere libertà nell'uso del proprio reddito», ha assicurato il vicedirettore vicario dell'Agenzia delle entrate, Marco Di Capua, intervenendo a un convegno sull'anagrafe tributaria. L'obiettivo, ha sottolineato, «è un'applicazione equilibrata e intelligente del redditometro».

martedì 15 gennaio 2013


ANNUNZIATA: «CARA SINISTRA, SAPER COMUNICARE È DA LEADER»

Lucia Annunziata sospende “In ½ ora” e accoglie i “Leader”: la giornalista avvia un nuovo programma in prima serata su Rai3 dove vuole mettere a confronto i leader degli schieramenti politici o i loro colonnelli e le loro squadre con cittadini, giornalisti e intellettuali sui temi caldi in vista delle elezioni. Da venerdì 18 per almeno quattro settimane. E la giornalista, nella video intervista a www.unita.it, interviene sulle capacità comunicative e sulla sostanza dei rappresentanti politici: “Ci sono i contenuti e c'è la loro comunicazione. Faccio notare, soprattutto alla sinistra ora spaventata da Berlusconi, che il modo con cui ci si rapporta con il pubblico è una grandissima parte della leadership”. E sulle polemiche intorno a Santoro e Travaglio criticati da molti per la loro puntata con il Cavaliere? “Non credo la puntata lo abbia rilanciato, è stata una grande trasmissione e un tale seguito ha un suo centro di verità”. Primo ospite Ingroia, Berlusconi ha accolto l'invito (figurati se declina), dagli altri la redazione attende risposte. “Leader” va in onda davanti a Palazzo Montecitorio, non in studio, da una sala dell'Hotel Colonna Palace dirimpetto all'ingresso della Camera. Da quella sala la giornalista raccontò una crisi di governo praticamente in diretta. La presentazione del programma vede l'esordio davanti alla stampa del neo direttore di Rai3 Andrea Vianello (il conduttore di “Agorà”) e la formula è piuttosto nuova per l'Italia: “Quello che cerchiamo di fare è come l'uovo di Colombo – spiega la giornalista – C'è uno scollamento tra la cittadinanza e la politica. Mettere i leader e le loro squadre a confronto con i cittadini, e non voglio parlare di popolo o gente ma di cittadini, è un format americano, accade per esempio con le Town-call, dove i candidati affrontano la cittadinanza. Abbiamo inviati in giro che scelgono chi portare qui: avvocati, inquilini, blogger, non solo chi ha visibilità in tv ma chi rappresenta tematiche più grandi”. Non sono quindi interviste a quattr'occhi come a “In ½ ora”? “No. Più che il conduttore io farò il coordinatore, sono interviste collettive. Per i politici magari non è facile, però non voglio processi distruttivi, vorrei piuttosto far vedere di più i cittadini ed emergere nuovi volti”. QUATTRO PUNTATE, C'E' IL TETTO DELLA PAR CONDICIO- Le puntate in calendario, di due ore ciascuna, a oggi sono quattro: da qui al 24 febbraio ci sono in tutto sei venerdì ma per gli ultimi due “Leader” è in sospeso per cui possono aggiungersene due o meno. Nel penultimo venerdì andrebbe a battere con il festival di Sanremo e comunque sulle ultime due settimane dipende – spiega Vianello – da cosa decide la commissione parlamentare sulla par condicio. La domanda principale riguarda naturalmente gli invitati. “Abbiamo invitato Grillo. Chi mandano poi i politici dipende da loro. Se Bersani manda Renzi a noi va benissimo”. L'invito è diretto ai capi di coalizione? “Non necessariamente. L'unico candidato premier sicuro ora è Bersani”, risponde in conferenza stampa Lucia Annunziata. Non esclude intervengano due esponenti di schieramenti diversi in una stessa serata, separatamente però, non insieme. “Bisognerà vedere se la formula funziona, magari sarà un flop, però è una formula nuova”, chiosa Lucia Annunziata.

domenica 13 gennaio 2013



ELEZIONI, SIMBOLO PDL: BERLUSCONI FA IL FURBO


«Berlusconi è il presidente del Pdl». Così Roberto Maroni, al termine della presentazione del suo libro, al castello di Melegnano, ha risposto a chi gli chiedeva di commentare il simbolo depositato dal Pdl al Viminale in vista delle politiche, che contiene la dicitura 'Il Popolo della libertà Berlusconi presidente', malgrado nell'accordo siglato tra Pdl e Lega vi sia scritto che il Cavaliere non correrà per la poltrona di premier. «Non temo niente» ha continuato il segretario federale della Lega Nord, replicando a chi gli chiedeva se non vede il rischio di fraintendimenti. Terza e ultima giornata al Viminale per presentare i simboli per correre alle elezioni politiche del 2013. Il termine scadrà alle ore 16. Silvio Berlusconi è il capo della coalizione di centrodestra: lo ha confermato stamattina Ignazio Abrignani, responsabile dell'ufficio elettorale del Pdl, è arrivato al Viminale per depositare il simbolo del Popolo delle Libertà. PRESENTATI DUE SIMBOLI DIVERSI l Pdl ha presentato due simboli diversi per le politiche 2013: in tutta Italia per Camera e Senato correrà con la scritta «Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente». Nelle circoscrizioni estere di Camera e Senato la scritta sarà «Il Popolo della Libertà Centrodestra Italiano». PDL, I PARTITI DELLA COALIZIONE- I partiti della coalizione sono sette, come nello schieramento del centrosinistra: Pdl, Lega Nord, Grande sud insieme a Mpa, Pensionati, Intesa popolare, Mir e La Destra di Storace.CALDEROLI RITIRA IL SIMBOLO MARONI PRESIDENTE- Il nome di Maroni resta solo sul simbolo tradizionale della Lega con Alberto da Giussano. Roberto Calderoli ha appena ritirato al Viminale l'altro simbolo con la dicitura 'Maroni Presidente'. Alle elezioni politiche del 2013 la Lega nord, coalizzata con il Pdl, correrà quindi con il simbolo che comprende le scritte 'Maroni', 'Tremonti', 'Padania', 'Lega nord' e la figura di Alberto da Giussano.

venerdì 11 gennaio 2013


FAN CONTRO LA VEZZALI IN POLITICA LEI: «MIO NON È OPPORTUNISMO»

Valentina Vezzali campionessa olimpica di scherma, ora gioca sulla pedana della politica: pur avendo in programma di continuare fino alle Olimpiadi del 2016, la schermitrice è tra i candidati della lista civica che sostiene Mario Monti. Ma molti fan su internet non apprezzano affatto la scelta. C'è chi la definisce “opportunistica”. L'atleta ci rimane male e risponde. «Ho letto attentamente i vostri commenti e sono dispiaciuta nel leggere che alcuni di voi reputano la mia una scelta opportunistica e soprattutto non mi danno fiducia in ambito politico», scrive sul suo sito la fuoriclasse del fioretto mondiale. «Ma avverto - aggiunge - un senso di profondo dispiacere nell' avvertire che la scelta di 'salire in politica' sia letta come un momento in cui approdare in un mondo avulso dalla realtà, fatto di poltrone e benefici economici. È questo profondo senso di sfiducia verso la Politica che mi lascia l'amaro in bocca, più di ogni altro giudizio sulla mia persona. È anche per questo motivo che ho scelto di dire sì alla proposta avanzatami dal professore Mario Monti. Conoscete il mio carattere e la mia determinazione.Ecco, credetemi, saranno queste le due 'armi' che utilizzerò per fare in modo che la politica torni ad essere vista come quel momento di serio, reale e concreto servizi alla collettività di un Paese». «Non avevo di certo ambizioni di carriera politica, nè tanto meno intenzioni di 'accaparrarmi' poltrone. Se ho scelto di impegnarmi in questa ambiziosa sfida è perché mi sento di poter dare il mio contributo all'Italia, infondendo esperienza, entusiasmo e passione nell'azione di risanamento e rinnovamento dell'Italia che Mario Monti ha avviato e che adesso avanza come proposta al vaglio di tutti i cittadini italiani». Valentina Vezzali, (foto) ma lei non era berlusconiana? «Come ci pensate? A Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, c'è una via intestata al mio bisnonno Oliviero Bernieri, che è stato un partigiano. Al funerale della mia bisnonna partecipò anche Sandro Pertini. Le origini della mia famiglia sono chiare. Come si può essere diffusa una voce del genere?». Magari da quel giorno a Porta a Porta, nel 2008. Ricorda? Disse a Berlusconi: “Da lei presidente mi farei toccare”.«Una semplice battuta, travisata e strumentalizzata da chi non conosce la scherma. Lo invitai a incrociare le lame in studio. Lui disse che non mi avrebbe toccato neanche con un fiore. Io replicai: da lei mi farei toccare. "Toccare" nel gergo schermistico significa affondare una stoccata. Una risposta sportiva e gentile. Quanto ci hanno ricamato...». Vezzali, ora in lista per Mario Monti. «Sì. Ci siamo sentiti giorni fa, poi ci siamo visti. È bastata una stretta di mano. Ho deciso di far parte della squadra perché Monti è una persona seria che crede nella famiglia, nei valori come l'etica e la morale e credo possa veramente fare qualcosa per risollevare le sorti dell'Italia». E le Olimpiadi di Rio nel 2016? «Sono e resto un'atleta. Il mio obiettivo, oltre a contribuire a cercare di risollevare le sorti dell'Italia, resta Rio». Un grande personaggio come la Valentina Vezzali che rappresenta le Fiamme Gialle deve restare al proprio posto, non scendere in politica da entrambe le parti, con un nonno partigiano.                                                                          p.c.m.s.r.d.n.
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