mercoledì 26 maggio 2010

MANOVRA, TREMONTI: «LA CRISI È UN TORNATE DELLA STORIA»

«Un governo che penalizza i magistrati, mortifica il personale giudiziario, vuole distruggere la giustizia». La dura presa di posizione è di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, che giudica la manovra economica del governo «gravemente iniqua e penalizzante non solo per i magistrati, ma per il complessivo andamento della giustizia». E la inserisce in una «strategia di insieme», di cui sono parte integrante «disegni di legge, come quello sulle intercettazioni» con cui «viene messa in dubbio la stessa possibilità di svolgere indagini». Md auspica la «mobilitazione generale di tutti gli operatori della giustizia» e denuncia: «i magistrati sono colpiti su due piani, con il prelievo forzoso per i redditi di importo superiore a 90.000 euro, che, ricordiamo, corrispondono a stipendi mensili superiori a 3500 euro, e con il blocco di ogni aumento di stipendio. In tal modo, si altera la stessa struttura del trattamento economico, e si provoca una reale riduzione degli stipendi».Quanto al personale giudiziario, «sin qui mortificato per la mancata riqualificazione e per l'impossibilità di progressioni in carriera, subisce oggi -segnala la corrente- la sterilizzazione di quegli aumenti già concordati in sede di contrattazione collettiva». Md ricorda che la giustizia, è stata «già drasticamente colpita con il taglio degli organici del personale, il blocco del turn over e un taglio dei consumi»;e ora «gli uffici giudiziari dovrebbero continuare a funzionare con una riduzione effettiva che arriva quasi al 25 % del personale e con fondi che ammontano a stento al 50 % di quanto stanziato nel 2008». «I cittadini debbono sapere di chi Š la responsabilità se, nonostante lo sforzo di magistrati, cancellieri, avvocati, non si riuscirà a far funzionare questa macchina» conclude Md che invita l'Anm a «continuare e rafforzare» la propria iniziativa di «pressione e protesta». Pronti alla mobilitazione anche i medici. Provvedimenti «tanto vergognosi quanto iniqui» su quali «non si faranno sconti» e anzi, si prepara la mobilitazione. A confermarlo l'Anaao-Assomed che «si attiverà - si legge in una nota - insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria, per organizzare azioni di protesta» contro la manovra economica varata dal governo che è l'ennesima «mannaia sui medici del servizio pubblico». A pagare «non possono essere sempre i soliti noti» rileva l'associazione sottolineando come la manovra «penalizzi, fino all'accanimento, i medici dipendenti del Ssn, mettendo le mani nelle tasche dei loro camici fino a sfondarle». I medici si vedranno «scippati gli incrementi economici di un contratto appena firmato» dal «congelamento e, per una parte non piccola, anche dal taglio degli stipendi» andando a pagare «la parcella della cattiva gestione della politica». Peraltro, «prendere i soldi direttamente dalle buste-paga dei medici vuol dire introdurre una nuova aliquota fiscale mascherata» e «ancora una volta il pubblico impiego viene additato come causa del dissesto dei conti e poi usato come un bancomat dello Stato». «Ma - conclude la nota - nessuna manovra correttiva può essere considerata equa se salvaguarda rendite finanziarie e privilegi per penalizzare il lavoro, tantomeno quello dei medici del Ssn chiamati a tutelare, in condizioni sempre più gravose e rischiose, un bene costituzionalmente garantito quale il diritto alla salute dei cittadini». Per il ministro dell'Economia Tremonti invece con la manovra finanziaria «l'Italia ha fatto una scelta molto chiara, quella di salvaguardare i livelli di stato sociale e di operare forti riduzioni di spesa dei governi centrale, regionale e locale». «È fondamentale - ha sottolineato - salvaguardare la coesione socialE». Il presidente del Consiglio Berlusconi illustrerà i contenuti della manovra questa sera alle 20,30 ai gruppi parlamentari del Pdl di Camera e Senato. Lo Stato deve costare di meno ai cittadini. Berlusconi lo ribadisce ai ministri al termine del Consiglio che ha dato il via libera alla manovra, ma soprattutto riassume così l'iter di un provvedimento che è lo stesso premier a bollare come rigoroso ma necessario, viste le richieste dell'Europa. Lotta all'evasione fiscale e nessun aumento delle tasse sono i due perni intorno al quale ruota il ragionamento del Cavaliere che oggi, in una conferenza stampa, entrerà nel dettaglio della Finanziaria con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il via libera alla manovra arriva comunque al termine di una giornata accompagnata da tensioni che hanno visto al centro proprio il titolare del Tesoro contro cui si sono scatenati i malumori di diversi ministri, anche nel corso della riunione a palazzo Chigi. Malumori legati soprattutto al fatto che il tesoro non avrebbe fornito cifre e dettagli sui tagli ed alcune misure, come per esempio la soglia della tracciabilità dei pagamenti in contanti e la decurtazione degli stipendi dei dirigenti pubblici. Tremonti, raccontano alcuni partecipanti al cdm, si sarebbe presentato solo con l'articolato della manovra senza fornire ai diretti interessati neanche l'entità dei tagli ai vari dicasteri. Insomma, una riunione sempre sul filo dell'equilibrio che avrebbe caratterizzato anche l'incontro tra Berlusconi, il ministro dell'Economia e il sottosegretario Letta che ha preceduto il Consiglio. Un incontro ristretto per risolvere gli ultimi nodi relativi alla tracciabilità dei contanti, misura che il premier avrebbe bollato come impopolare. Il compromesso è stato raggiunto con l'abbassamento della soglia da 7000 euro a 5000, così come voluto fortemente dai sindacati che hanno appoggiato la manovra. Inoltre, dalla scure dei tagli è stata esentata la presidenza del Consiglio. Un delicato punto di bilanciamento, dunque, quello raggiunto tra il premier ed il titolare di via XX Settembre che ha consentito il via libera alla finanziaria nonostante i mal di pancia di diversi ministri. Un approvazione che, stando a quanto raccontano diversi presenti, sarebbe aperta a modifiche anche se fonti ufficiali dell'Esecutivo precisano che l'approvazione è definitiva. Rimarrebbero spazi solo per limature tecniche. Oltre a dare il via libera al testo, il Cdm avrebbe autorizzato preventivamente la fiducia qualora le circostanze lo rendessero necessario. I dettagli della finanziaria sono stati oggetto di discussione anche nella successiva cena a palazzo Grazioli tra Cavaliere, il leader della Lega Umberto Bossi, che ha apprezzato l'operato del responsabile del Tesoro e smentito tensioni nel governo, il ministro della Semplificazione Legislativa Roberto Calderoli e lo stesso Tremonti. Resta il fatto, racconta chi ci ha parlato, che il presidente del Consiglio avrebbe preferito una gestione diversa della costruzione della manovra. Tant'è, raccontano i fedelissimi, che oggi illustrerà in prima persona agli italiani le misure prese, proprio per ovviare ai "difetti" di comunicazione che -rimarca- avrebbero impedito di trasmettere ai cittadini i segnali di ottimismo. L'incontro con i sindacati Il ministro dell'Economia ha anche parlato alle parti sociali di un lungo elenco di società e enti che, con i tagli previsti dalla manovra 2011-2012, saranno sciolti. Un taglio che ''non sara' simbolico'', avrebbe detto il ministro. Da Tremonti la conferma che ci saranno ''parecchi tagli'' e ''significative riduzioni dei trasferimenti'' agli enti locali. Inoltre, avrebbe detto ancora il ministro, ''il federalismo fiscale fara' risparmiare''. Immediato lo sfogo di Vasco Errani: 'Non ci sono state fornite le cifre in modo chiaro e puntuale e anche questo e' un problema: e' difficile partecipare ad uno sforzo di governo della spesa pubblica senza sapere quali sono i riferimenti complessivi'', ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni al termine dell'incontro col governo sulla manovra a Palazzo Chigi.''Ci sono rischi per l'attuazione del federalismo?'', gli e' stato chiesto. ''Se per esempio il governo si trattenesse tutte le risorse relative a quelli che erano i fondi per l'attuazione delle Bassanini - ha risposto Errani - il federalismo fiscale non avrebbe piu' nulla da attuare: c'e' bisogno di chiarezza per fare una manovra seria, che non sia recessiva, vogliamo fare la nostra parte ma in modo da poter svolgere ognuno la sua funzione''. Sul condono, infine, Errani ha detto che si parla di regolarizzazione catastale sulle case fantasma ma ''se si regolarizza una casa senza nessuna concessione edilizia - ha puntualizzato - si tratta di fatto di un condono''. ''Leggendo le prime bozze che circolano, non mi pare ci sia molto. Anzi. Questa e' una manovra depressiva. E' solo un giro di specchi''. Cosi' Pier Luigi Bersani ha commentato da Pechino, dove si trova per il forum politico Europa-Cina, le linee della manovra economica che il governo varera' questa sera. ''Non si affronta nulla di strutturale, tagli indiscriminati e nessuna crescita'', ha aggiunto. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha iniziato il suo intervento chiedendo chiarimenti sulle misure relative a finestre per le pensioni e buonuscita per i dipendenti pubblici. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avrebbe replicato ribadendo che sulle pensioni non sono previsti interventi strutturali. Intervenire sulle finestre, avrebbe detto il ministro, ''e' solo uno spostamento dell'erogazione della pensione''. ''Il grosso dei sacrifici lo si chiede sempre ai lavoratori, pubblici e privati'' e non c'e nessuna misura ''di sostegno a occupazione e investimenti. Quindi e' una manovra che non mantiene un profilo di equità'', ha dichiarato a questo punto Epifani, aggiungendo che la manovra ''va quindi cambiata in Parlamento''.Per la Cgil, ha detto Epifani, ''non e' in discussione che ci voglia una manovra correttiva come fanno altri Paesi. Continuo a rammaricarmi - ha quindi aggiunto il leader della Cgil - del fatto che il governo aveva detto che eravamo in una situazione di tranquillita' e non era vero''. ''Un giudizio definitivo lo daremo alla lettura del testo'' ma ''non e' in discussione che vi voglia una correzione'', ha spiegato Epifani dopo l'incontro a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali. ''La manovra mantiene un profilo di iniquita' sociale: un reddito da un milione di euro non viene toccato, ma un lavoratore pubblico che guadagna 1.500 euro si', cosi' come un lavoratore privato che deve andare in pensione''. Per la Cgil ''resta un giudizio di fondo: il grosso dei sacrifici e' per i lavoratori poubblici e privati''Critica anche la posizione del giuslavorista e senatore del Pd Pietro Ichino sulla manovra, che si e' dice ''sbalordito'' per ''l'azzeramento dell'Autorita' indipendente per la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni pubbliche, parte della riforma Brunetta nata da un accordo tra maggioranza e PD''. Ne ha parlato a Genova a margine delle celebrazioni per i 60 anni della Cisl. ''Che si debba dare il segnale del massimo rigore nei conti pubblici e' fuori discussione - ha affermato Ichino -. Quello che e' stupefacente e' che in questo momento in cui come forse non mai e' indispensabile saper distinguere tra sprechi e spese utili, rami secchi e corpo vivo dell'amministrazione pubblica, le rendite e la retribuzione del lavoro produttivo, il governo azzera cio' che e' stato fatto in questi due anni anche con un forte, responsabile, costruttivo contributo dell'opposizione, perche' viene azzerata l'Autorita' indipendente per la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni pubbliche, strumento cardine per quella distinzione''.''Si torna cosi' a porsi nelle condizioni per cui i tagli diventano indiscriminati, i cosiddetti tagli orizzontali - ha proseguito Ichino - che non distinguono tra cio' che va tagliato e potrebbe essere tagliato anche molto di piu' e cio' che invece ferisce nel vivo il corpo produttivo del Paese. Questo e' un errore clamoroso che non possiamo perdonare al governo''. ''Questo e' il momento di andare a fondo nella liberalizzazione dei servizi alle famiglie e alle imprese invece di tornare indietro con misure di tipo corporativo. Questo e' il momento di fare la riforma del Welfare e del mercato del lavoro, altro che come dice Sacconi, 'in un periodo di crisi non si fanno le riforme'. Il periodo di crisi e' il momento in cui si devono fare le riforme. Anche per questo aspetto c'e' un dissenso profondo rispetto alla linea del governo'', ha detto il giuslavorista. ''Il messaggio positivo che dobbiamo lanciare ai mercati per ridare fiducia nel sistema Italia non e' solo l'equilibrio dei conti pubblici, ma e' anche la capacita' dell'Italia di tornare a crescere, ad essere competitiva sul terreno internazionale. Per questo non bastano i conti pubblici in ordine - ha proseguito Ichino - ma occorre anche guarire quel male oscuro di cui soffre da vent'anni la nostra economia, che negli ultimi vent'anni e' cresciuta la meta' della media del resto dell'UE ed in questo periodo di crisi ha perso piu' di quanto abbiano perso in media gli altri Paesi europei''. ''Questo male oscuro lo si cura incidendo nelle piaghe e nelle tare del nostro sistema e quindi questo e' il momento di fare le riforme''.
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martedì 25 maggio 2010

MOTOCICLISMO/ EUROPE CUP MINIBIKE MX 2010 TORINO MOTOR FEST – OVAL LINGOTTO TORINO

di SERGIO CONTI


È grande festa delle minibike due giornate di caldo torrido e splendido sole hanno accompagnato "Torino Motor Fest". In pista si sono susseguite a ritmo serrato prove e gare di Minibike e Supercross, regalando sempre grande spettacolo. L’evento della Coppa Europa Minibike MX 2010 riservata alle piccole 4 tempi ha vissuto il clima di una gara veramente importante con spunti agonistici davvero intensi, del resto come ci si aspettava visto la posta in palio. L'organizzazione ha risposto alla grande creando tutte le situazioni idonee perché questo spettacolo si potesse concretizzare: dalla pista preparata per l’occasione alla cura meticolosa di ogni particolare e in “action”, i piloti, hanno ripagato con grande spettacolo e gare emozionanti.La Minibike ha vissuto già dal sabato, nelle prove, la prevista realtà su come sarebbe stato difficile battere i francesi in questa disciplina, anche se gli italiani hanno tentato per tutti i due giorni di cogliere il risultato a sorpresa. Sabato dopo la pole position fatta segnare dai francesi nelle cronometrate, sia nella Amatori 12 con Clement Godefroy, sia nella Pro 12 con Mike Valade, si assisteva alla sfida uno contro uno dove la vittoria di Lorenzo Cucini ha suscitato speranza e creato il giusto clima di fiducia per le gare del giorno dopo. Si è iniziato a fare sul serio: il via di gara 1, nella Amatori 12, ha visto lo scatto fulmineo del francese Clement Godefroy su Bucci Moto che allungava e andava a vincere senza problemi. In gara 2 la buona partenza di Dragonetti ed il giusto ritmo che gli ha permesso di reggere al comando per un paio di giri ha fatto ben sperare, ma poi l’italiano ha dovuto lasciare il passo a Godefroy che nonostante la perdita del filtro aria è andato a vincere anche gara 2 aggiudicandosi così l’ambito trofeo della Coppa Europa Minibike MX 2010 nella categoria Amatori 12. La categoria Pro 12 ha visto al via i migliori piloti italiani ma Valade, in sella alla Bucci Moto, ha azzeccato due partenze magistrali e si è aggiudicato entrambe le gare conquistando anch’egli la Coppa Europa e ribadendo che è lui, oggi, il pilota più forte d'Europa e grande talento di questa disciplina. La pattuglia italiana ha fatto bella figura. Guidata da Lorenzo Cucini (Rotek), Christian Ravaglia (Bucci Moto) e Manuel Beconcini (Holeshot), un trio che ha ben figurato ed è giunto nell'ordine alle spalle del transalpino; quarto assoluto Manuel Coppellotti (Holeshot), quinto Mario Rolandi (Rotek), sesta posizione per il portoghese Guerreiro. Nella Amatori 10 vittoria di Emanuele Scaciotti (Rotek) su Fabio Fassio (PBS). Podio tutto italiano nella Pro 10: vince l'italiano Giovanni Quaglino (Italian Minis). Nella Women affermazione di Daniela Gatti (Bucci Moto) e nella Rookie di Vannich Sega (Lem) seguito da Alessio Finello (Bucci Moto). In rappresentanza della UEM era presente a Torino Mr. Roman Frast che con FX Action sta già gettando le basi per il prossimo Campionato Europeo Minibike MX 2011 previsto su tre prove, vista l'ottima riuscita di questo evento. Un breve cenno anche all’ entusiasmante evento di Supercross organizzato da Off Road Pro Racing e co-gestito da FX Action. Le due società promoter hanno collaborato con grande professionalità unendo gli sforzi per consegnare, al pubblico, un evento delle grandi occasioni. Questa gara, valida come 2° Trofeo Torino Motor Fest, è stata vinta da Cyrille Coulon, terzo il nostro Stefano Dami.

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domenica 23 maggio 2010

MANOVRA, TFR CONGELATO PER TRE ANNI

Quel centinaio di articoli che circolano nelle stanze del Palazzo sono una bomba a orologeria. Nella bozza della manovra Giulio Tremonti ha azzerato tutti i centri di potere fin qui costruiti dai suoi alleati/concorrenti. In una fitta rete di articoli viene demolito l’impero Bertolaso: aboliti i grandi eventi, depotenziati gli interventi d’emergenza, ordinanze sottoposte al controllo del ministero dell’Economia, limitate le deroghe per le assunzioni. Come dire: il plenipotenziario delle calamità non esiste più. Sarà forse per questo che voci parlamentari riferiscono di un Tremonti accerchiato da colleghi di governo inferociti, incluso il «semprecalmo» Gianni Letta? Se Letta piange, La Russa non ride. E con lui il suo attivissimo sottosegretario Guido Corsetto, vero «inventore» della Difesa Spa, oggi abrogata con un tratto di penna. Senza tanti giri di parole se ne va la «scatola magica» da cui Corsetto prometteva di far sgorgare fiumi di risorse per lo Stato, con diritti d’immagine su marchi e divise militari e con la gestione degli immobili. Così come si riduce il fondo per il riordino delle carriere militari (cui attinge anche la polizia): colpiti gli ambienti vicini all’area finiana. Furioso pare sia anche Renato Brunetta, che si è visto congelare tutte le sue «rivoluzioni». L’accusa per il ministro è sempre la stessa: fa il gioco della Lega. Il partito di Bossi è pronto ad accettare anche una tosatura agli enti locali, pur di blindare il titolare del Tesoro e correre verso il federalismo. Ma la pressione su Tremonti è diventata quasi ingestibile: i conti vanno peggio di quanto si dica e il governo è in tumulto. La data di martedì per il varo a questo punto appare sempre più incerta. Ministri a parte, la manovra fa piangere soprattutto i cittadini, in particolare quelli meno rappresentati dal Carroccio (i dipendenti pubblici) e chi rispetta le regole. L’impianto complessivo si basa, come sempre, su una tantum. Dopo lo scudo, ora arriva la sanatoria edilizia, che le indiscrezioni cifrano per 5-6 miliardi, una somma assolutamente irrealistica dopo i condoni già passati. Indiscrezioni inquietanti anche sul fronte dei pubblici. Gli uffici starebbero preparando una misura sulle liquidazioni molto dura: il Tfr sarebbe spalmato in tre anni, anziché erogato entro tre (o sei) mesi dal pensionamento. Per l’intera platea degli statali si prospettano anni di impoverimento. Nella scuola si prevede che «per il personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario gli anni 2010-11-12 (cioè già da quest’anno, ndr) non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali». Niente scatti, niente progressioni: tutto perso. Sui rinnovi contrattuali si scrive che «non si dà luogo, e senza possibilità di recupero». La spesa per consulenze, convegni, sponsorizzazioni, missioni e formazione è dimezzata rispetto ai livelli del 2009: l’Italia torna indietro. Il testo circolante conferma il taglio per ministri e membri del governo (-10%). Sui dirigenti è previsto un taglio del 5% sulla quota variabile e nessun aumento al rinnovo. In generale, poi, c’è il taglio del 10% sugli stipendi superiori ai 75mila euro. Ma tutta questa partita potrebbe subire una frenata per via delle minacce di ricorsi già partite dalle associazioni di categoria. Stangata nella sanità: ticket di 7,5 euro per i non esenti e di 3 euro per gli attuali esenti. Sembra sfumare l’ipotesi di un pedaggio sul Grande raccordo anulare. Nebbia fitta sul fronte fiscale, anche perché l’81% delle imprese chiuderà in perdita, dunque niente acconti.

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sabato 22 maggio 2010

INTERCETTAZIONI, FINIANI CONTRO. «NO A FIDUCIA»


"E' tangibile il rischio dell' espatrio delle notizie dall' Italia su giornali e tv straniere". E' l'allarme che Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati Pdl, lancia in un articolo per 'GenerazioneItalia'. "Cosa accadrebbe - si chiede l' esponente finiano - se cio' che dovesse essere vietato al Corriere della sera, a Repubblica o ai telegiornali Rai e Mediaset dovesse trovare ampiaospitalita' su Le Monde, sul Times o sui grandi media internazionali a cominciare dal network di mr. Murdoch? Che faremo dinanzi al fenomeno inedito dell'espatrio della notizia? Grideremo al complotto?". "Secondo noi - prosegue - va evitato un altro grave errore politico che si chiama voto di fiducia. Lo diciamo con chiarezza e per tempo. La legge sulle intercettazioni, per suanatura, deve avere un percorso squisitamente parlamentare, tormentato quanto si vuole, ma senza rischio di interventi liquidatori e ultimativi da parte del governo". "Si conceda al Parlamento, all'opposizione ma anche alla maggioranza, alle categorie interessate, ai cittadini tutto il tempo necessario per discutere e trovare mediazioni sul testo. Non e' - osserva - una settimana di dibattito in piu' che puo' vanificare l'esito finale"."Terza istantanea considerazione. Siamo particolarmente esposti come Paese a particolari attenzioni da parte dell'alleato americano. Putin, Gheddafi e dintorni. Certe nostre relazioni non incontrano il massimo gradimento. La voce critica verso la nuova normativa di un esponente del governo americano in visita in Italia - aggiunge - costituisca motivo di seria riflessione. La legge sulle intercettazioni ha bisogno di altri correttivi. Basta un granello di buon senso. Il Pdl deve adoperarlo".Il Consiglio dei ministri non ha ancora ipotizzato di ricorrere alla fiducia per l'approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha spiegato il ministro delle Riforme e leader della Lega Nord, Umberto Bossi. «È una cosa di cui si parlerà in Cdm - ha spiegato Bossi - fino ad adesso non si è ventilata» l'opzione del ricorso alla fiducia. Reazioni anche da Bruxelles: «Porteremo il provvedimento sulle intercettazioni davanti agli organismi di controllo europei e sottoporremo la questione nella prossima sessione di lavoro del Parlamento europeo», ha annunciato il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella. «Il Pd -spiega- solleverà la questione in sede Ue non per processare l'Italia in Europa, ma perchè se verrà approvato si indebolirà drasticamente uno dei più efficaci strumenti in mano agli investigatori e all'opinione pubblica per la lotta internazionale alla criminalità organizzata e al terrorismo, un'eventualità concreta come testimonia la reazione allarmata dell'amministrazione statunitense».
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venerdì 21 maggio 2010

IL POPOLO DELLA RETE IN PIAZZA IMBAVAGLIATO




Di fronte alla norme del centrodestra sulle intercettazioni «per l'opposizione è doverosa ogni pratica ostruzionistica». Lo dice Pier Luigi Bersani all'assemblea del Pd intervenendo sulla discussa norma voluta dal governo. «La giusta esigenza di eliminare l'abuso delle intercettazioni e la loro conseguente diffusione, si sta ribaltando in norme che danneggiano gravemente le indagini e - sottolinea Bersani - mettono un bavaglio all'informazione sconosciuto a ogni Paese democratico».
Intanto in piazza Montecitorio si raduna il popolo del web. “No alla riforma delle intercettazioni che mette il bavaglio alla stampa e le manette alla magistratura licenziata dalla Commissione Giustizia del Senato". Il 'popolo delle rete' torna in piazza con sit-in e “speaker's corner” contro le nuove norme sulle intercettazioni, all'esame del Senato. L'appuntamento è davanti a Montecitorio a Roma. Ma altre manifestazioni si sono svolte a Napoli e in altre città. "I cittadini italiani non vogliono la censura che scaturirebbe da questa norma. Parmalat, i fatti di Genova e tante altre inchieste esplose in questi anni sarebbero passate senza nessuna informazione se il ddl intercettazioni fosse già stato in vigore", denunciano gli organizzatori "Ma soprattutto per noi - popolo della rete - con le nuove norme verrebbe di fatto impedito di diffondere le libere informazioni come facciamo da quando abbiamo scoperto che il web è anche uno spazio di libera circolazione delle notizie". In piazza anche l'ex garante per la privacy, Stefano Rodotà: «Quello che sta accadendo è un cambiamento di regime. Si sta toccando l'articolo 21 della Costituzione» mentre «la Corte europea dei diritti dell'uomo ha fatto sentenze che se fossero legge dovrebbero far vergognare chi ha scritto questa legge. Conoscere per deliberare, diceva Einaudi. Questa -sottolinea l'ex garante- è la democrazia». «Ritengo -spiega ai cronisti Rodotà- che sia possibile tutelare la privacy delle persone non implicate nelle indagini senza arrivare a queste conclusioni». «Quando si attacca la possibilità di informazione dei cittadini -conclude- si tocca uno dei cardini della democrazia». Ancora più dura Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, a margine dell'assemblea nazionale dei democratici. Quando arriverà in aula «faremo di tutto perché il ddl sulle intercettazioni, nel testo attuale, non venga approvato. E quando dico di tutto vuol dire che useremo ogni strumento che abbiamo a nostra disposizione e anche forme non ortodosse di protesta». Poi invita «i senatori della maggioranza a ragionare su questo provvedimento e non a dire soltanto sì, sì». Per la capogruppo questo ddl «lede il diritto all'informazione» e ha «un effetto di censura» che «non è accetabile in un paese democratico». All'appello contro la "legge bavaglio" sulle intercettazioni hanno già aderito quasi 120.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni e hanno dato il loro sostegno i costituzionalisti Valerio Onida, Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Mario Dogliani, molti giornalisti, editori come Giuseppe Laterza e Lorenzo Fazio di Chiarelettere, le associazioni Articolo 21, Free Hardware Foundation, Il Popolo Viola, Valigia Blu, Festival Internazionale del Giornalismo, i sindacati Usigrai, Unione degli Studenti, e poi Current Tv, Wikimedia Italia, Boicotta il Biscione e tantissimi altri. "Chiediamo a tutti di partecipare imbavagliati" al sit in di oggi, dove sarà allestito uno speaker's corner dal quale "ciascuno potrà manifestare il proprio dissenso".
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giovedì 20 maggio 2010

IL POPOLO DELLA RETE DOMANI IN PIAZZA IMBAVAGLIATO

“No alla riforma delle intercettazioni che mette il bavaglio alla stampa e le manette alla magistratura licenziata dalla Commissione Giustizia del Senato". Il 'popolo delle rete' torna in piazza con sit-in e “speaker's corner” contro le nuove norme sulle intercettazioni, all'esame del Senato. L'appuntamento è per domani dalle 14 davanti a Montecitorio a Roma. Ma altre manifestazioni sono in programma a Napoli e in altre città. "I cittadini italiani non vogliono la censura che scaturirebbe da questa norma. Parmalat, i fatti di Genova e tante altre inchieste esplose in questi anni sarebbero passate senza nessuna informazione se il ddl intercettazioni fosse già stato in vigore", denunciano gli organizzatori "Ma soprattutto per noi - popolo della rete - con le nuove norme verrebbe di fatto impedito di diffondere le libere informazioni come facciamo da quando abbiamo scoperto che il web è anche uno spazio di libera circolazione delle notizie". All'appello contro la "legge bavaglio" sulle intercettazioni hanno già aderito quasi 120.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni e hanno dato il loro sostegno i costituzionalisti Valerio Onida, Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Mario Dogliani, molti giornalisti, editori come Giuseppe Laterza e Lorenzo Fazio di Chiarelettere, le associazioni Articolo 21, Free Hardware Foundation, Il Popolo Viola, Valigia Blu, Festival Internazionale del Giornalismo, i sindacati Usigrai, Unione degli Studenti, e poi Current Tv, Wikimedia Italia, Boicotta il Biscione e tantissimi altri. "Chiediamo a tutti di partecipare imbavagliati" al sit in di domani, dove sarà allestito uno speaker's corner dal quale "ciascuno potrà manifestare il proprio dissenso".
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mercoledì 19 maggio 2010

MOTOCICLISMO/ ARRIVA LA VALLI BERGAMASCHE PER UN GP D’ITALIA D’ENDURO PIENO DI PASSIONE E SPETTACOLO

di Sergio Conti


La Valli Bergamasche valida per il GP d’ Italia, terza prova del Campionato del Mondo Enduro, è sicuramente la gara più attesa, ricca di storia e significati per tutto il circus del Campionato Mondiale, per i suoi piloti e per gli appassionati. La Valli Bergamasche, infatti, riesce ancora a regalare emozioni a tutti i tifosi di enduro del mondo. Eccola, la più bella gara di fuoristrada pronta per scrivere nuove pagine di storia. La gara - mito, che si materializzerà quest’ anno a Lovere, sulla sponda nord del lago d’ Iseo, sabato 22 e domenica 23 maggio. La Valli è un mito per tutto il mondo dell’ enduro perché sui suoi percorsi, ha sempre scritto capitoli d’ antologia. È un mito per ogni appassionato di enduro poiché tutti i nostri campioni hanno siglato imprese eccezionali. Anche per il mondiale enduro è un riabbracciarsi con aspre mulattiere e passaggi storici come per due delle quattro speciali, tracciate sull’ altopiano di Bossico, a pochi chilometri da Lovere. La storia della Valli Bergamasche nasce nel 1948 quando due bergamaschi «doc» come Mino Baracchi (lo stesso ideatore del famoso trofeo ciclistico a coppie, n.d.r.), presidente del Moto Club Bergamo e Giacomo Manzoni, dirigente della neonata sezione Ponte Nossa del l’ MC Bergamo, ebbero l’ idea di organizzare una moto cavalcata tra le valli delle montagne bergamasche. 257 chilometri da percorrere, una ventina di partecipanti con premi in denaro di 18.000 Lire al vincitore e 1.000 Lire per il ventesimo classificato, mentre per richiamare il pubblico in attesa del passaggio dei piloti, vennero organizzate gare di tiro alla fune e altri giochi come intrattenimento. Era il 4 luglio 1947 quando, dal caffè Savoia di Bergamo, prese il via la prima edizione della Valli Bergamasche. E da allora siamo arrivati a quota 41 edizioni. Quest’ anno la Valli Bergamasche sarà sicuramente una gara ricca di emozioni in tutte le classi. E, poi questa volta a Lovere ci potrà anche essere l’ occasione per scoprire nuovi e antichi luoghi che hanno fatto la storia dell’ enduro bergamasco nel mondo. Una gara «mito» che rivive ogni volta, ma anche un mezzo atto a raggiungere angoli da sogno. Luoghi incantati di un’ Italia mai abbastanza celebrata, come le Valli Bergamasche, che questa gara ha inventato e che oggi, ancor onora e fa rivivere un mito davvero eterno. Del resto i numeri di questa 41° Valli Bergamasche parlano chiaro: 159 iscritti, dei quali 30 piloti nelle classi E1 e E2, 25 nella E3, ben 63 nella EJ e 11 nella EW, sono cifre da record mai avuti negli ultimi sette anni del mondiale enduro. Nella classe E1 l’attesa è per il rinnovato duello tra Antoine Meo (Husqvarna 250 4T) e Johnny Aubert (KTM 250 4T) anche se sarà da seguire la prova del rientrante Fabio Mossini (Honda 250 4T). La pattuglia azzurra in questa classe vedrà complessivamente al via dieci piloti tra i quali anche Maurizio Micheluz (TM Racing 250 4T), Maurizio Gerini (Husqvarna RSmoto 125 2T), Vanni Cominotto (Yamaha MO-TO RP Team 250 4T) Roberto Rota (KTM Sissi Racing 125 2T) e Stefano Passeri (Husqvarna 250 4T). La E2 riparte a pari punti dal duello tra il quattro volte iridato Ivan Cervantes (KTM Farioli 450 4T) ed il tre volte campione del mondo Mika Ahola (Honda 450 4T). Da seguire in questa classe il sicuro debutto della nuova BMW-Husqvarna 450 4T del finlandese Juha Salminen. Anche nella E2 dieci gli italiani in gara tra cui spiccano Thomas Oldrati (KTM Farioli 250 2T), Fabrizio Dini (Beta Boano 450 4T) e Oscar Balletti (Honda 450 4T). Tutti a tifare Simone Albergoni (KTM Farioli 300 2T) nella E3. Il pilota bergamasco delle Fiamme Oro punta a fare sua la prima vittoria stagionale contro David Knight (KTM Farioli 500 4T) e Christophe Nambotin (Gas Gas 300 2T). Atteso a una riconferma dei brillanti piazzamenti ottenuti nei primi due GP di Spagna e Portogallo anche Alessandro Botturi (Husaberg Iron Racing Team 500 4T), come pure il giovane Mirko Gritti (Beta Boano 500 4T), fresco vincitore della 500 4T nella prova degli Assoluti d’Italia di Varzi. Gli italiani in gara nella E3 saranno complessivamente dodici. Sono invece ben ventitre i giovani italiani «Under 23» impegnati ella EJ con Edoardo D’ Ambrosio (Husaberg Iron Racing Team 450 4T) ed i cinque portacolori del Team Italia, tra cui Massimo Mangini (KTM 125 2T) e Michael Pogna (KTM 250 2T) attesi a un buon risultato in questa classe. Alla Valli Bergamasche farà il suo debutto anche la prima delle tre prove del mondiale riservato alle donne. Undici le «pilotesse» al via tra cui le due italiane Anna Sappino (Honda 250 4T) ed Emanuela Balduzzi (Yamaha 250 4T). «Non abbiamo mai avuto negli ultimi anni un elenco di partecipanti così ricco per un GP del Mondiale. La Valli Bergamasche dimostra d’ essere una gara in grado di richiamare piloti da tutto il mondo. Tra le donne c’ è persino un’ australiana arrivata appositamente per la gara. Sono inoltre sorpreso della grande partecipazione di giovani italiani nella classe EJ, segno che l’ enduro in Italia è sempre vivo e molto sentito. Spero in un risultato positivo per i nostri piloti anche se per tutti noi la vittoria più bella l’ ha già ottenuta il Moto Club ergamo che ha organizzato davvero una super gara» - Ci ha raccontato Franco Gualdi, responsabile dell’enduro azzurro.
Nella foto- Simone Albergoni

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martedì 18 maggio 2010

MOTOCICLISMO/ DAWID CIUCCI RIENTRA DALLA SPAGNA MANTENENDO LA TERZA POSIZIONE IN GRADUATORIA NEL CAMPIONATO EUROPEO MOTOCROSS CLASSE 125

di SERGIO CONTI


Quinta prova del mondiale motocross MX1 a Bellpuig in Catalogna e seconda prova per l’UEM 125, il campionato europeo che segue in alcune tappe il torneo iridato della specialità. Dawid Ciucci (foto) con la Max Bart Powered by Steels KTM supportata da sponsor d’eccezione, ha gestito meglio che ha potuto la sua terza posizione in graduatoria conquistata in occasione della prova di apertura avvenuta a Mantova lo scorso aprile. Caduto in allenamento un paio di giorni prima della prova catalana fratturandosi un dito di una mano, il perugino aveva mostrato di poter resistere al dolore ancora vivo per tutto il weekend. In Spagna come al Tazio Nuvolari, ha dominato il francese Tixier, ma alle sue spalle la lotta è stata dura per agguantare le posizioni migliori. Dawid ha dovuto correre in difesa per salvare quantomeno la graduatoria, realizzando nelle due gare, generose e degne di un emergente come lui, un quarto e un sesto posto, chiudendo al quinto posto in classifica assoluta di giornata e come sempre tra i migliori dei piloti italiani, e permettendosi di mantenere la terza posizione in campionato a soli 30 punti dal leader quando mancano ancora ben cinque tappe e l’ ultima sarà nuovamente in Italia. Prossimo impegno continentale per Dawid è il 5 e 6 giugno in Francia a St Jean, dove cercherà di regalare altre soddisfazioni a tutto il suo staff di addetti ai lavori, amici e sponsor che lo sostengono ovunque. Impegno agonistico con il solo scopo di allenarsi anche per Lorenzo Brogi (Ktm) e Jarno Anichini (Ktm) che nel fango del circuito Santa Barbara hanno preso parte alla terza prova del Campionato Italiano Motocross con i grandi della specialità. Il risultato è stato positivo ed entrambi sono riusciti a raccogliere punti nelle due manche, pur non potendovi più prendere parte per altri impegni concomitanti.
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