martedì 7 febbraio 2012



VICENDA BNL-UNIPOL BERLUSCONI RINVIATO A GIUDIZIO

IL GUP: PROCESSO UTILE PER CHIARIRE IL CASO.Il processo a Silvio Berlusconi «non può ritenersi inutile» per chiarire definitivamente la vicenda della fuga di notizie relative all'intercettazione Fassino-Consorte avvenuta in piena scalata a Bnl da parte di Unipol e pubblicata sul quotidiano di famiglia 'Il Giornale' alla fine di dicembre 2005, qualche mese prima delle elezioni. L'utilità dei dibattimento è il motivo per cui il gup di Milano, Maria Grazia Domanico, come ha scritto nel suo provvedimento, ha disposto il rinvio a giudizio dell'ex premier accusato di rivelazione del segreto d'ufficio in quanto la conversazione quando venne pubblicata sulla stampa, era ancora coperta dal segreto istruttorio. Il giudice in sostanza ha condiviso le ragioni per cui il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, dopo aver chiesto l'archiviazione del caso e dopo aver dovuto formulare l'imputazione coatta per l'ex presidente del Consiglio, ha chiesto il processo. IL REATO CONTESTATO A BERLUSCONI VA IN PRESCRIZIONE NEL GIUGNO 2013- Quasi certamente il procuratore Romanelli, che già rappresenta la pubblica accusa nel dibattimento in cui è imputato per la stessa vicenda Paolo Berlusconi (la prossima udienza è fissata per il 6 marzo, ndr), chiederà la riunificazione dei due procedimenti. Il reato contestato a Silvio Berlusconi va in prescrizione nel giugno 2013.GHEDINI: ABBIAMO PERSO IL CONTO DEI PROCESSI- «Tutto come previsto, ma ormai abbiamo perso il conto dei processi. Questo deciso oggi è un caso unico in Italia di processo per rivelazione di segreto d'ufficio». È il commento dell'avvocato Niccolò Ghedini, alla decisione del gup di Milano di rinviare a giudizio Berlusconi. Secondo Ghedini, infine, «questo ennesimo processo finirà in un nulla di fatto come tutti gli altri». UNIPOL, BERLUSCONI RINVIATO A GIUDIZIO- Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio nel caso Unipol-Bnl, per rivelazione del segreto d'ufficio, e sarà processato a partire dal prossimo 15 marzo dalla seconda sezione penale del Tribunale penale di Milano. L’inchiesta dell'Unità sul«nastro di Natale»-Fassino intercettato? Fu regalo di Natale a Silvio Berlusconi... LA TELEFONATA INTERCETTATA. Silvio Berlusconi ha rilasciato dichiarazioni spontanee e poi «si è fatto interrogare» nel corso dell'udienza preliminare del processo in cui è imputato per rivelazione di segreto d'ufficio in concorso con il fratello Paolo per aver pubblicato su Il Giornale un'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ai tempi della scalata di Bnl su Unipol. A riferirlo è stato il legale del Cavaliere, Niccolò Ghedini lasciando il settimo piano del palazzo di giustizia di Milano dopo che il gup Maria Grazia Domanico si è ritirata in camera di consiglio. Anche Berlusconi ha lasciato il tribunale da un'uscita secondaria senza rilasciare alcuna dichiarazione.L'EX PREMIER LASCIA IL PALAZZO DI GIUSTIZIA- L'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha lasciato il Palazzo di Giustizia di Milano dopo meno di un'ora durante la quale ha partecipato all'udienza preliminare del caso Unipol-Bnl. Dal Gup, Maria Grazia Domanico, era attesa una decisione sul rinvio a giudizio o meno per violazione del segreto d'ufficio, in relazione alla pubblicazione sul quotidiano Il Giornale dell'ormai famosa telefonata intercettata, in cui Piero Fassino diceva a Giovanni Consorte: «Allora abbiamo una banca». Berlusconi ha abbandonato il settimo piano senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti tenuti a distanza. «MAI ASCOLTATO QUEL NASTRO» L'ex premier avrebbe escluso di aver mai ascoltato lo scambio di battute tra Piero Fassino e Giovanni Consorte. Secondo quanto si apprende, Silvio Berlusconi avrebbe, infatti, fatto notare - durante l'interrogatorio dell'udienza preliminare nell'ambito del processo Bnl-Unipol - che se mai avesse ascoltato una conversazione del genere, se ne sarebbe ricordato.L'INCHIESTA GIUDIZIARIA- La vicenda giudiziaria nacque con l'imprenditore Fabrizio Favata accompagnato in procura dall'ex pm Antonio Di Pietro. Venne presentato un esposto. Favata deluso a suo dire dalle attese che aveva suscitato in lui il contatto con Berlusconi («la famiglia vi sarà riconsocente per sempre» le parole che avrebbe pronunciato il Cavaliere) al momento della consegna del file audio andava in giro per le redazioni di mezza Italia a cercare di monetizzare il materiale. Anche il percorso del fascicolo in procura a Milano destò perplessità. In assenza delll'allora capo della procura Manlio Minale l'inchiesta venne affidata al pm Fabio De Pasquale, titolare di indagini Mills, Mediaset, Mediatrade e pm di udienza. Tornato in ufficio Minale censurò la decisione «perchè qui non abbiamo pm ad personam». L'inchiesta finì al sostituto procuratore Massimo Meroni che aveva già fatto domanda per trasferirsi a Bergamo come aggiunto. Favata finiva in carcere con l'accusa tra l'altro di aver incassato 300 mila euro di cui mai si troverà traccia nei suoi conti. Andato via Meroni, il fascicolò passò ancora di mano. Il pm Maurizio Romanelli iscrisse nel registro degli indagati anche Silvio Berlusconi per rivelazione di segreto e ricettazione, «affinchè sia un giudice a valutare». La procura come prima mossa chiese l'archiviazione per il fondatore di Fininvest, ma il gip Stefania Donadeo impose l'imputazione coatta e il pm in pratica fu costretto a cambiare linea sollecitando il rinvio a giudizio per rivelazione di segreto. Oggi il gup Domanico ha messo un punto fermo con il rinvio a giudizio. «Non mi aspettavo un epilogo diverso» conclude l'avvocato Longo.
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lunedì 6 febbraio 2012

CONTADOR SQUALIFICATO, PERDE VITTORIE A TOUR E GIRO D'ITALIA


di Sergio Conti

Il Tas di Losanna ha sospeso per doping per due anni, con effetto retroattivo, lo spagnolo Alberto Contador. Il campione della Saxo Bank perde così le sue vittorie al Tour de France 2010 e quelle al Giro d'Italia del 2010 e 2011. Il campione era stato trovato positivo al clenbuterolo nel luglio 2010 a un controllo antidoping nel Tour de France del 2010. Potrà tornare a correre ad agosto perché la sospensione ha effetto retroattivo. Per effetto della sentenza del tribunale sportivo lo spagnolo perde anche tutti i titoli conquistati dopo la positività al test: Contador, infatti, aveva continuato a correre in attesa della sentenza. Il ciclista della Saxo-Bank perde il Tour 2010 a beneficio del lussemburghese Andy Schleck, mentre il Giro 2011 passa all'italiano Michele Scarponi. Il Tas si pronuncerà in un secondo momento sulla richiesta dell'Uci di punire Contador con un'ammenda di quasi 2,5 milioni di euro. Lo stop comunque farà saltare allo spagnolo Giro d'Italia, Tour de France e Olimpiadi di Londra. Merckx: vogliono uccidere questo sport «È come se qualcuno volesse uccidere il ciclismo», commenta il cinque volte campione del mondo Eddy Merckx in merito alla squalifica di Contador. Oscar Pereiro, proclamato vincitore del Tour de France 2006 dopo la squalifica per doping dell'americano Floyd Landis, ha definito il verdetto «vergognoso» e sostiene che Contador «è innocente». Michele Scarponi: Prendo atto ma mi spiace .«Con la mia squadra, la Lampre-ISD, prendo atto delle decisioni degli organi preposti a valutare il caso Contador. Dal punto di vista umano mi dispiace molto per Alberto. Per quanto riguarda l' aspetto professionale, questa decisione non cambia il valore dei risultati ottenuti fino a ora e dei miei obiettivi futuri». Così commenta di Michele Scarponi, al quale la squalifica di Contador assegna la Maglia rosa del Giro d'Italia 2011 perché si era classificato secondo. Federciclismo: sentenza su Contador applica regole vigenti «La notizia è amara per tutti gli sportivi, ma evidenzia come il rispetto delle regole oggi è garantito al più alto livello da organi terziari e indipendenti, a prescindere dal nome e dalla fama degli atleti coinvolti». Lo scrive in una nota la Federazione Ciclistica Italiana.

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domenica 5 febbraio 2012

TRISTE IL PAESE CHE NON CREDE NEL WEB

 Cresci Italia o cresci web? Tra gli slogan lanciati da Monti (salva, cresci, semplifica) uno brilla per assenza. Nessuno infatti riguarda il futuro digitale del Paese. E anche quando appaiono, i riferimenti a Internet sono così generici e a piccole dosi da ricordare più una ricetta omeopatica che un piano di sviluppo. Eppure il contributo della Rete all’economia di un Paese non è secondario: in Inghilterra rappresenta il 7% del Pil, in Italia il 2% (dati 2010). In mezzo, per intenderci, c’è una differenza per noi pari a 100 miliardi di euro l’anno, più o meno a quanto ammonta la nostra evasione fiscale. Il Boston Consulting Group ha di recente calcolato che l'industria digitale italiana potrebbe arrivare al 4% del Pil nel 2015. Potrebbe. Perché per arrivare da quelle parti bisogna avere progetti chiari e idee lucide, pena il rischio che il futuro digitale affoghi nelle acque agitate della crisi. Sarebbe un suicidio. È opinione diffusa, ormai, che puntare su Internet non sia più un atto di fede ma un'esigenza economica. Perché riduce i costi, fa circolare le idee e aiuta a creare nuove aziende e dunque nuovi posti. Nei Paesi che rappresentano il 70% dell'economia mondiale (G8, Svezia, Corea del Nord e le “lettere” dei famosi Bric: Brasile, India e Cina) Internet ha prodotto nel 2009 la bellezza di 1376 miliardi di dollari; solo in Italia nel 2010 ha superato i 30 miliardi di euro. E non è un caso che la Finlandia, Paese ad altissima crescita tecnologica, abbia modificato la Costituzione per definire Internet “diritto universale di tutti i cittadini”. Ragioni sociali e politiche, certo. Ma anche squisitamente economiche se è vero, come ha detto la commissaria Ue Neelie Kroes che«l’innovazione e la cultura digitale sono la base su cui costruire il futuro della nostra società».Anche per questo sorprende come i ministri del governo, premier compreso, insistano con ostinata regolarità su un argomento “vecchio” come l’articolo 18 tralasciando di intervenire, con altrettanta insistenza e puntualità, su temi assai più moderni come Internet e la nuova economia digitale. Col risultato di trasformare il dibattito politico, non in una discussione su come costruire il futuro, ma in una guerra di posizione tra favorevoli e contrari. Non è così che si unisce ilPaese.Enonècosìchecisi allontana dal famoso baratro. Anziché parlare di licenziamenti, non sarebbe più interessante discutere di come creare nuovi posti? Non sarebbe più costruttivo capire come aiutare i giovani a lanciarsi in nuovi business digitali? Non sarebbe meglio facilitare la nascita e la crescita delle famose start-up, piccole aziende dalle grandi idee? La scorsa settimana Monti ha spiegato che anche l’Italia si doterà di un’Agenda digitale, un percorso ragionato e coordinato per portare economia e società nel nuovo universo Internet. È una buona notizia, peccato che l’annuncio per il momento è solo questo arrivi con anni di ritardo e che l’Italia sia l’unico Paese in Europa a non averlo ancora fatto. Il risultato è che il 46% degli italiani non usa Internet e duemila Comuni avete letto bene, uno su quattro non è raggiunto dalla Rete. E non è finita. Esiste un indice chiamato “networked readiness” che misura la propensione a sfruttare le possibilità offerte dalla rete; ebbene, secondo una classifica stilata lo scorso anno dal World economic forum, l'Italia è scivolata al 51esimo, perdendo 13 posizioni in cinque anni. Non solo sfruttiamo poco Internet, ma lo facciamo sempre meno. Tra i piani di Monti, Internet fa capolino durante la terza fase, quella del “semplifica Italia”, comparendo a proposito degli snellimenti burocratici per rendere più efficiente e meno costosa la macchina del Paese. Principio nobile e apprezzato, ma che rivela una visione forse un po’ antiquata. Internet non è solo uno strumento utile, comodo e “creatore di risparmi”: è anche il mezzo più efficace per far crescere l'economia nazionale. Forse era proprio lì, nel “cresci Italia” che andava inserito. Magari indicando quei passi, minimi ma necessari, per rimettere il Paese lungo una carreggiata digitale. Qualche esempio? Dare una connessione minima a tutti i cittadini: non i 30 megabit indicati dall'Europa per il 2015, ma almeno uno o due per leggere le mail e navigare); ridurre il divario nord-sud e coprendo i buchi e neri che ancora esistono in Meridione (soprattutto Molise e Basilicata); sbloccare gli 800 milioni di euro per la banda larga “spariti” durante il governo Berlusconi; reinvestire quel miliardo in più emerso a sorpresa dall'asta per le frequenze da dedicare alla connessione Internet sui cellulari (i famosi smartphone). Ultima considerazione. L'agricoltura rappresenta oggi il 2,36% del Pil: è una voce importante della nostra economia tanto che accanto a Monti siede un ministro con l'incarico di occuparsi solo di tali questioni. Forse non è ancora il caso di creare un ministero per la Rete, ma certo è curioso che un settore che potrebbe arrivare al 4% del Pil nel giro di tre anni sia ancora senza un progetto e senza una casa. «Meno cabernet, più Internet», dice una battuta che gira da tempo in rete.Senza rinunciare al glorioso vino il messaggio è chiaro. Ed è arrivato il momento di pensarci.
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sabato 4 febbraio 2012

ART. 18, LO STRAPPO DI MONTI: «BASTA CITTADELLE»

«L’articolo 18 è un tema centrale della discussione. È ora di passare dai miti, dai simboli, alla realtà». Con questo passaggio dell’ intervista rilasciata a Repubblica Tv, Mario Monti scopre le carte del suo governo sul tavolo del lavoro: e sono carte pesantissime. Non solo per la norma sui licenziamenti senza giusta causa, che in questo modo viene imposta come prioritaria nella trattativa (al contrario di quanto si era detto finora), con un’ipotetica scadenza a fine marzo. Ma anche per una lunga serie di osservazioni sulla politica sociale, che lasciano amaro in bocca. Come quella sul «buonismo» dei governi passati. Sarebbe questo il motivo per cui l’Italia è ridotta male. «Per decenni i governi italiani hanno avuto troppo cuore, hanno diffuso troppo buonismo sociale - dichiara il premier - soprattutto prima che arrivasse l’Europa un po’ austera a renderci più attenti». E non si ferma qui. «Anche i tecnici hanno un cuore - aggiunge - ma spesso più si eroga bontà, più si creano le condizioni che graveranno sui giovani».Insomma,serve rigore,austerità, «cattiveria», naturalmente con i lavoratori. Che dire della corruzione dilagante, dell’ evasione massiccia, dell’abbandono di intere regioni del Paese nelle mani della criminalità? Nulla di tutto questo: l’Italia sta male perché si sarebbe concesso troppo ai lavoratori, che nel frattempo - va ricordato - hanno continuato a perdere potere d’acquisto, mentre una piccola fetta di società si è arricchita sempre di più.Invece per Monti torna l’assioma: meno diritti da una parte, più dall’altra. Come una coperta tirata di qua o di là. «Bisogna dare meno tutele a chi oggi ne ha troppe ed è quasi blindato nella sua cittadella - dichiara - e darne di più a chi è in forme estreme di precariato o è fuori dal mercato del lavoro». Insomma, serve un travaso: così gli over 50 potranno starsene a casa e gli under 35 andare al lavoro. Sarebbe questa la soluzione? Per il governo (e anche per Confindustria) proprio la possibilità di reintegro nel posto di lavoro terrebbe lontani gli investimenti stranieri. Finora avevano raccontato di una burocrazia elefantiaca, di mancanza di infrastrutture, di incertezza del diritto: ma questa del reintegro finora non si era mai sentita.CHI USA LO SPREAD-È chiaro a questo punto che il governo vira verso destra: prima Elsa Fornero che tira dritto con o senza consenso dei sindacati, poi Monti che picchia duro su chi « è blindato nella cittadella». Non è un caso che Silvio Berlusconi annuncia al Financial Times un forte sostegno all’esecutivo Monti. Con l’ex premier sembra esserci una luna di miele mai interrotta. Tanto che Monti ne prende le difese, dichiarando che si è esagerato ad usare lo spread per attaccare il suo predecessore. Forse non è neanche un caso che le esternazioni sull’ articolo 18 arrivano a poche ore dall’incontro sul lavoro con la delegazione Pdl, tra cui anche il «falco» Maurizio Sacconi. Probabilmente il premier pensa a quella «maggioranza ampia ma purtroppo evanescente» che il giorno prima lo ha inchiodato alla prima sconfitta in un’ aula parlamentare sulla responsabilità civile dei giudici. Poi tenta un accreditamento anche a sinistra. C’ è da dire che che il pelo alla sinistra. «In manovra abbiamo pur sempre introdotto una cosa, che non abbiamo chiamato “imposta patrimoniale” per non urtare le sensibilità di chi non gradiva quell’impostazione», spiega riferendosi alle tasse sugli immobili e sui depositi bancari. Quanto all’equità, il premier difende le sue iniziative sulla lotta all’evasione, elemento decisivo per la redistribuzione della ricchezza. Ma è chiaro che la partita centrale per il governo oggi è il lavoro,ela supposta contrapposizione giovani-vecchi. Tanto che il premier si perita di chiarire la sua ultima gaffe sul posto fisso che sarebbe «monotono». Specifica che intendeva dire semplicemente che i giovani dovranno abituarsi a cambiare posto e luogo di lavoro. Anzi, arriva persino a consigliare ai giovani di nonpensare necessariamente a un futuro in Italia. Per un premier di un Paese non è il massimo. La partita europea - che pure è cruciale - resta sullo sfondo. Assicura che, dopo il rigore, cioè dopo l’entrata in vigore dell’ultima intesa sulle regole di finanza pubblica (il cosiddetto fiscal compact), con la germania si potrà ragionare di Eurobond. Insomma, una visione di medio-lungo termine, a patto che, tanto per citare Keynes, nel lungo termine non saremo tutti morti. Sulla Tobin tax (la tassa sulle transazioni finanziarie)Monti si dice convinto che i tempi siano maturi.
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venerdì 3 febbraio 2012

SCIENZIATI: LO ZUCCHERO È PERICOLOSO COME L'ALCOL

 Lo zucchero è economico, è buono e vende. Perché le aziende dovrebbero ridurre la sua quantità nei prodotti alimentari? Il problema è che lo zucchero fa male e non solo ai nostri denti. Fa male come il tabacco e l’alcol: forse il suo uso andrebbe regolamentato. Un articolo appena pubblicato sulla rivista Nature da un gruppo di ricercatori dell’Università della California solleva questa settimana la questione: “Una crescente mole di prove scientifiche mostra che il fruttosio può innescare processi tossici per il fegato e favorire molte altre malattie croniche. Se si tratta di piccole quantità, non è un problema, ma molto zucchero uccide. Lentamente”. Lo zucchero che usiamo è molto: si calcola che negli ultimi 50 anni, il suo consumo sia triplicato nel mondo. La causa principale di questo aumento è in quegli “zuccheri aggiunti” che si trovano in moltissimi cibi industriali. Con questa denominazione si intende “qualsiasi dolcificante che contiene la molecola fruttosio e che viene aggiunto al cibo nel corso della lavorazione”. Eppure, un crescente numero di studi mostra che lo zucchero consumato in eccesso non è solo un fornitore di calorie, ma è legato alle malattie associate alla sindrome metabolica: l’ipertensione (il fruttosio infatti fa aumentare gli acidi urici che a loro volta alzano la pressione), i trigliceridi alti e la resistenza all’insulina, il diabete e il processo di invecchiamento. Inoltre, il fruttosio ha effetti tossici sul fegato simili a quelli provocati dall’alcol. “Non ci sorprende – scrivono gli autori dell’articolo - se pensiamo che l’alcol deriva proprio dalla fermentazione dello zucchero”. E proprio come tabacco e alcol, lo zucchero può creare dipendenza. Secondo recenti ricerche, infatti, agisce sul cervello incoraggiando un suo uso continuativo. Infine, c’è l’impatto sociale dell’eccessivo consumo di zucchero. Solo negli Stati Uniti ogni anno le malattie del metabolismo costano 65 miliardi di dollari in produttività persa e 150 miliardi di dollari in spese sanitarie. Come si può quindi ridurre il consumo di zucchero? I ricercatori sostengono che si debba guardare alle politiche messe in piedi contro l’alcol e il tabacco. E l’esperienza dimostra che gli effetti maggiori si sono ottenuti con le strategie di controllo: tassazione, controllo sulla distribuzione, limiti di età. Questi strumenti, laddove sono stati utilizzati, hanno abbassato il consumo e diminuito i danni alla salute. La proposta degli autori dell’articolo, quindi, è quella di tassare di più i prodotti alimentari che contengono zuccheri aggiunti. Ma si può pensare anche ad altri strumenti, l’ importante è regolamentare il consumo. Non sarà facile, dicono i ricercatori, soprattutto in quei mercati emergenti dove le bevande dolci e gasate costano meno dell’acqua. Ma non si diceva la stessa cosa quando si trattò di imporre il divieto di fumo nei locali pubblici?
                                                                                               r.m.c.p.s.d.
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giovedì 2 febbraio 2012

TAGLIO AI VITALIZI: NO DI 26 DEPUTATI BEN 15 SONO DELLA LEGA...

Sono 26 i deputati (ex o in carica) che hanno fatto ricorso contro la riforma del vitalizio. Ben 15 sono della Lega. Sono tre (Roberto Rosso e Giorgio Jannone del Pdl, Daniele Molgora della Lega) su un totale di 26 i deputati in carica che hanno presentato ricorso al Consiglio di giurisdizione della Camera contro la decisione dell'ufficio di presidenza di Montecitorio di modificare il sistema previdenziale dei deputati. I restanti 23 sono tutti ex parlamentari, specialmente della XII legislatura, la maggior parte della Lega nord (ben 15 in tutto). Lo ha reso noto il presidente del Consiglio di Giurisdizione, Giuseppe Consolo (Fli), dopo la riunione di oggi in cui è stata fissata per il 18 aprile prossimoalle 13.30 la prima udienza pubblica. Con la delibera dell'ufficio di presidenza del 14 dicembre scorso è stato approvato il il nuovo sistema previdenziale per i deputati basato sul metodo di calcolo contributivo, che ha sostituito il vitalizio a partire dal 1° gennaio di quest'anno. La nuova disciplina prevede: l`accesso al trattamento a 65 anni, con un periodo contributivo minimo di 5 anni (per ogni anno di mandato ulteriore, l'età è diminuita di un anno con il limite inderogabile di 60 anni). Tale requisito vale per tutti i deputati cessati dal mandato, indipendentemente dalla data di inizio del mandato parlamentare; l'applicazione del sistema pro rata ai deputati in carica al 1° gennaio 2012, e ai parlamentari che avevano esercitato il mandato elettivo precedentemente a tale data e che saranno successivamente rieletti. Contro questa decisione hanno presentato ricorso 26 tra deputati ed ex deputati: della Lega il parlamentare in carica Daniele Molgora e gli ex soprattutto della XII legislatura cioè Elisabetta Castellazzi (nata a Milano nel 1966), Franca Valenti (nata a Milano nel 1959), Roberta Pizzicara (nata a Milano nel 1955), Diana Battaggia (nata a Venezia nel 1966), Enrico Cavaliere (nato a Venezia nel 1958, deputato sia nella XII che nella XIII), Oreste Rossi (nato ad Alessandria nel 1964, deputato nell'XI, XII e XIII legislatura), Alberto Bosisio (nato a Lecco nel 1953), Francesco Stroili (nato a Venezia nel 1954), Edouard Ballaman (nato a Vallenried nel 1962), Flavio Bonafini (nato a Brescia nel 1953), Fabio Padovan (nato a Conegliano nel 1955, deputato nell'XI legislatura), Salvatore Bellomi (nato a Robecco D'Oglio nel 1952), Roberto Asquini (XII e XII legilsatura, nato a Udine nel 1964), Giulio Arrighini (XI e XII legislatura, nato a Brescia nel 1962). Hanno presentato ricorso anche due ex Fi, cioè Emanuela Cabrini (XII legislatura nata a Piacenza nel 1961) e Paola Martinelli (XII legislatura, nata a Parma nel 1955); due ex deputati dell'Ulivo Michele Cappella (XIII legislatura, nato in provincia di Catania nel 1953), Antonio Borrometi (XIII legislatura, nato a Modica nel 1953), Ugo Malagnino (XIII legislatura nato a Manduria nel 1952); due ex di An Domenico Basile (XIII legislatura, nato a Vibo Valentia nel 1952) e Daniele Franz (XIII e XIV legislatura, nato a Udine nel 1963); uno di Rifondazione comunista, Martino Dorigo (XI e XIII legislatura, nato a Venezia nel 1961). Ha presentato ricorso anche Adriano Paroli (classe '62, eletto dalla XIII all'attuale legislatura), deputato del Pdl che soltanto quindici giorni fa ha optato per la carica di sindaco di Brescia.
                                                                                            d.c.r.p.s.m.

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mercoledì 1 febbraio 2012

SENATORE PDL COMPRA E RIVENDE PALAZZO E LUCRA 18 MILIONI

Una mediazione d'oro nella compravendita di un palazzo nel centro di Roma, in Via della Stamperia, a pochi passi da Fontana di Trevi. Il palazzo in un sol giorno ha raddoppiato il suo valore. Comprato per 26 milioni e mezzo di euro e rivenduto poche ore dopo a 44 milioni, più Iva. Autore della compravendita d'oro l'immobiliare «Estate due» di Brescia, il cui amministratore unico è il senatore del Pdl Riccardo Conti. La storia è stata raccontata ieri sera dal Tg La7, con un servizio firmato da Flavia Filippi, come riferiscono oggi alcuni giornali. L'immobiliare bresciana compra il palazzo il 31 gennaio del 2011 dal Fondo Omega, società immobiliare gestita dalla Fimit di Massimo Caputi per conto di Intesa Sanpaolo. Lo stesso 31 gennaio l'«Estate due» del senatore lo vende all'Enpap, l'Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi che lì dovrebbe trasferire la sua sede oggi più lontana dal centro. Un'operazione lampo, e un guadagno in un sol giorno di 18 milioni di euro per la società del senatore Conti, esperto del ramo perché l'immobiliarista lo fa da tempo.Non c'è un'inchiesta, non ci sono reati - osserva il Corsera - ma l'operazione ha destato qualche sospetto tra gli stessi iscritti dell'ente di previdenza degli psicologi che proprio sul sito Internet dell'Enpap hanno cominciato a chiedere chiarimenti. Cinque piani più un seminterrato, comprendendo anche l'Iva il palazzo è stato comprato a un prezzo di 14 mila euro al metro quadro. «La cifra appare molto elevata - scrivono gli iscritti dell'Enpap sul web -considerando l'attuale momento di pesante crisi anche del mercato immobiliare. E ci sono preoccupanti interrogativi visto che si sta parlando di milioni di euro dei nostri depositi e delle nostre pensioni». Ma ci sono anche altri aspetti che sembrano singolari, almeno a prima vista. Il Fondo Omega è stato creato proprio per valorizzare il patrimonio immobiliare del gruppo Intesa: possibile che accetti un prezzo che poche ore dopo è già raddoppiato? Non solo. Perché - sempre secondo la ricostruzione del Tg La7 - il senatore non tira fuori nemmeno un euro di tasca sua: la proprietà del palazzo gli viene trasferita sulla parola. E paga la prima tranche da 5 milioni di euro il 3 febbraio 2011, due giorni dopo averne incassati 7 dall'ente degli psicologi. Con un passato nella Dc e poi nell'Udc, il senatore Conti ha prima seguito Follini per poi avvicinarsi a Giovanardi e aderire infine al Popolo della libertà. Al Senato è entrato in sostituzione del governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Oltre a fare l'immobiliarista ha una piccola partecipazione nella Lux Vide, la società che produce fiction per la tv fondata da Ettore Bernabei. E alcune quote anche nella Brevivet, tour operator con sede a Milano e Brescia che organizza pellegrinaggi e viaggi religiosi. È il senatore più ricco del bresciano, nel 2008 ha denunciato 608mila euro.                                                                                     r.d.c.m.s.p.

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martedì 31 gennaio 2012

CIG E PENSIONI 'SVOLTA' WEB PD: INPS RESTITUISCA I SOLDI

Da domani, mercoledì 1 febbraio, le domande di pensione e delle principali prestazioni previdenziali ed assistenziali potranno essere presentate esclusivamente online.«svolta on line». Il 31 gennaio, infatti, termina per tali domande il periodo transitorio, iniziato il 30 settembre 2011, durante il quale le prestazioni potevano continuare ad essere richieste anche con le modalità tradizionali. Il processo di digitalizzazione delle domande di prestazione, che porterà al suo completamento alla totale telematizzazione dei servizi, avviene infatti con gradualità per ciascun servizio, assicurando un periodo transitorio durante il quale le consuete modalità di presentazione continuano comunque ad essere in vigore per permettere la più ampia informazione e divulgazione delle novità riguardanti la presentazione delle domande mediante la modalità telematica. Le domande per le quali da domani scatta l'obbligo di presentazione telematica sono le seguenti (circolare n. 131 del 10 ottobre 2011): ricostituzioni supplementi, assegni familiari, ricostituzioni documentali,ricostituzioni contributive,ricostituzioni reddituali. Pensioni di anzianità (per i casi in cui trova applicazione la precedente normativa) e vecchiaia. Assegni sociali. Pensioni/assegni di invalidità e inabilità. Pensioni ai superstiti reversibilità. CIG E PENSIONI. Oltre alle domande di pensione e delleprincipali prestazioni previdenziali ed assistenziali, il 31 gennaio termina il periodo transitorio anche per le richieste di Assegni familiari ai Piccoli Coltivatori Diretti (circolare n. 149 del 22 novembre 2011). La presentazione di tali domande deve quindi essere effettuata attraverso uno dei seguenti canali: Web - avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino. Tramite PIN attraverso il portale dell'Istituto, www.inps.it. Telefono - contattando il contact center integrato, al numero verde 803164; patronati e tutti gli intermediari dell'Istituto - usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi. Dal 1° febbraio, infine, al termine del proprio periodo transitorio, anche le domande di autorizzazione alla Cassa integrazione ordinaria Industria, Edilizia e Lapidei (circolare n. 141 del 28 ottobre 2011) e autorizzazione alla Cassa integrazione guadagni straordinaria ed ai Contratti di solidarietà (circolare n. 148 del 22 novembre 2011) dovranno essere presentate esclusivamente online, utilizzando le modalità specificate nelle rispettive circolari. Errori di calcolo Inps,interrogazione PD. «L'Inps ha inviato nel mese di dicembre a numerosi titolari di pensione la richiesta di restituzione di somme erroneamente corrisposte per periodi che vanno dal gennaio 1993 alla prima metà del 2003. Quali urgenti iniziative intenda assumere il governo per comprendere le dimensioni e la diffusione del fenomeno e per individuare le ragioni che hanno determinato questi errori di calcolo - in molti casi risalenti a circa venti anni addietro - anche per attutire, se non eliminare, insopportabili decurtazioni di reddito a molte persone e famiglie che percepiscono pensioni di importi comunque modesti». È quanto chiede il gruppo del Pd al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con un'interrogazione (primo firmatario Lino Duilio) che sarà discussa domani al question time.                                                                        r.d.c.p.m.s.

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lunedì 30 gennaio 2012

ITALIA, STORICO GELO SIBERIANO -6 A ROMA, -30 SULLE ALPI

Mai così freddo da 27 anni: -15 in pianura e fino a -30 sulle Alpi. Quella in arrivo da domani sulla penisola «non è una normale ondata di gelo», dicono i metereologi: «La neve caduta nelle ultime ore sul nord ovest è solo un antipasto di una fase molto più fredda che ci accompagnerà nei prossimi giorni. Sarà una settimana all’ insegna del supergelo e della neve per molte regioni con temperature da record. Una situazione eccezionale e forse storica, vicina alle storiche ondate di gelo del 1956 o del 1985». Ma cosa succede? «Tutto è causato dall’ espansione dell’ anticiclone russo siberiano e che sta gelando gli Stati orientali. Tra Russia e Ucraina il termometro ha raggiunto i -25 gradi; i -20 gradi a Bucarest e Tallin, -15 gradi a Varsavia. Temperature da brivido in Carelia, sino a -37 gradi. Ci sono le condizioni affinchè questa ondata di gelo possa risultare storica, non solo per l’ intensità quanto per la durata: insomma non una normale ondata di freddo». Tra martedì e mercoledì il transito di un impulso polare produrrà nevicate in pianura prima al Nord, poi entro mercoledì sulle pianure di Toscana, Umbria, Marche, sino ad arrivare alle porte di Roma e forse anche a Napoli. Tra giovedì e venerdì si acutizzerà il Buran, il vento gelido proveniente dalla steppa russa. Le temperature subiranno un calo sensibile ovunque e nel fine settimana potranno registrarsi temperature minime sino a-15 gradi in molte località della pianura Padana e delle vallate interne del centro. Ecco alcuni valori previsti: Milano -11 gradi, Firenze -10, Bologna -11, Ferrara -12, Venezia -9, Torino -12, Perugia -10, Roma -6, Campobasso e Potenza -9. Temperature da freezer anche sulle Alpi: sino a -30 gradi. È probabile che qualche record storico possa essere raggiunto e superato. Al Nord le temperature rimarranno sotto zero anche durante il giorno con tipiche «giornate di ghiaccio». Secondo le elaborazioni altre incursioni fredde sono previste durante febbraio, un mese freddo e in controtendenza rispetto alla prima parte dell’ inverno. Conferma la freddissima fase invernale in arrivo anche ilmeteo.it, di Antonio Sanò e Andrea Falcinelli: martedì un nocciolo di aria fredda polare artico scende dalla Francia diretto verso l’ Italia, mentre da est giungono masse d’ aria gelida siberiana al nord. Mercoledì si determinerà un vortice ciclonico con venti forti di Bora, di scirocco su Adriatico e Ionio, maestrale su Sardegna e Tirreno, tramontana su Liguria e Toscana e il maltempo si porterà veloce al centrosud e in Sicilia, ma il «colpo di scena» è previsto per giovedì: un nuovo nucleo freddo perturbato da ovest con contributi continentali, che riscendono ad ovest accerchiando le Alpi, colpisce la Sardegna con neve a 400m. Attese nevicate sulle regioni adriatiche, al centro a 400m e su Campania, Lucania, Foggiano, con 20cm ogni 6 ore sull’ Irpinia. Ancora preannuncio di neve sabato: dal Riminese alla Puglia e poi anche in pianura su Lucania, Cilento, nord Calabria e cosentino. Fiocchi previsti anche in Sardegna, fino Cagliari, e sul Lazio e Roma. Domenica in arrivo temperature polari, che si ricordano soltanto nel 1985, 1996 e 2001: -16°C in Piemonte, -15 in Emilia, -10 sul resto del nord, -8 al centro, -8 anche a Genova, -4 a Roma e Napoli. E per il maltempo, scuole chiuse oggi a Torino, per il persistere di precipitazioni nevose e il formarsi nella notte di vaste aree ghiacchiate del manto stradale e dei relativi marciapiedi. «In via precauzionale e a tutela della incolumità dei cittadini, il Sindaco di Torino Piero Fassino - si legge sul sito del Comune - ha disposto la chiusura oggi delle scuole di ogni ordine e grado, inclusi asili nido e scuole materne su tutto il territorio comunale». «Analoga misura riguarda i centri per persone anziane o disabili e i cimiteri. L'Università di Torino e il Politecnico hanno comunicato la chiusura delle proprie Sedi. Oggi a Torino non è attiva la ztl (zona a traffico limitato)».                                                                                             r.d.c.m.s.p.
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