sabato 26 giugno 2010

IL CAVALIERE E LA FORTUNA. A GONFIE VELE IN PRIVATO MENTRE IL PAESE CROLLA

I detti memorabili sulla «fortuna» si sprecano, fin dall’antico, anche se con significati contraddittori: la fortuna aiuta gli audaci (epico), ciascuno è fabbro della sua fortuna (self-made-man romano), o, invece, la fortuna è cieca (scettico in partenza). In generale è ragionevole pensare che la fortuna ci vuole e però bisogna meritarsela. Ora, Silvio Berlusconi, di fortuna nella vita ne ha avuta tanta. Pure «agevolata», da un certo periodo storico in qua. Per esempio, quando bisognava che l’amico presidente del Consiglio tornasse da Londra per varare il decreto salva-tv e quello prese un jet e tornò sull’italico suolo. Poi, più o meno agevolato, capì quando era il momento di «scendere in campo». E, sia pure provvisoriamente, battè il poco coeso cartello dei «progressisti» guidato da Achille Occhetto presentatosi al duello tv con un vestito color cioccolato che a Gioachino Rossini aveva portato una sfiga orrenda la sera della prima del suo “Barbiere di Siviglia”, risoltasi in un tonfo clamoroso. Appunto. Nel 1994 le sue aziende erano in rosso di circa 8.000 miliardi di lire. Oggi hanno vele gonfie da scoppiare. Ha «militarizzato» il controllo del mercato pubblicitario con la legge Gasparri ed ha ridotto la Rai ad una ancella in ginocchio per debiti e carenza di idee. La stessa Rai che un decennio fa chiudeva dei bei bilanci e rifilava a Mediaset sonore batoste. Dal punto di vista personale e familiare, Berlusconi ha dunque sfruttato al meglio l’autostrada politica che gli hanno spalancato il dominio di cinque canali e tg su sei, le divisioni e gli errori ostinati degli avversari. Che l’hanno battuto due volte, nel 1996 e nel 2006, con Prodi, salvo pugnalarlo e farsi la guerra fra loro. Dal punto di vista del Paese, al contrario, non c’è nella storia italiana, dal 1945, periodo più grigio o più nero di questo caratterizzato dal berlusconismo. Che cosa si può ricordare oltre alle leggi ad personam a cui ha forzato il Parlamento e che oggi servono a ministri appena nominati per non presentarsi davanti al giudice? Badate bene, per un grave reato finanziario, non per reati «politici». Forse sono memorabili i condoni, gli scudi fiscali, i tagli inferti a scuola e cultura? L’Italia berlusconizzata è un Paese invecchiato, intristito, impoverito, incapace di reagire, di inventare, di indignarsi persino. Un Paese che non investe nella cultura e nella ricerca pur essendo fra quelli che già meno spendono per questi capitoli essenziali che Obama (ma anche Sarkozy) considera i «motori» della ripresa e delle modernizzazioni. Un Paese diviso, anzi spaccato. Non soltanto fra governo e opposizione, ma pure fra governo centrale e Regioni, pronte a restituire alcune competenze avute oltre trent’anni fa per non alzare loro le tasse, per non prendere loro i denari, insieme ai Comuni, dalle tasche degli italiani, per non togliere dal fuoco le castagne bruciate da lui, da Tremonti e da Bossi. Neppure l’italico stellone ci aiuta più. Era una sorta di fortuna un po’ volgare, arronzata, che «aiutavamo» con qualche furberia, con qualche trovata ingegnosa. Berlusconi come Lippi? Beh, molto peggio: sicuro di sé fino alla boria (ricordatevi le passerelle nell’Abruzzo terremotato); incurante di critiche e consigli; incapace di fare squadra se non con altri come e peggio di lui. Guardate l’Expo 2015 di Milano che il tanto spregiato Prodi aveva portato a casa e che, affidata alla signora Moratti e ad altri genii lumbàrd, rischia il peggio. Anche perché un’idea che è una, ‘sti genii non l’hanno partorita, al di là della solita colata di cemento. Già, la forza delle idee. Lui ha la forza dei danèe . Per sé. Noi dovremmo avere quella delle idee, e del rigore. Per tutti. Ps: Un grande «menabuono» per chi della jella, e quindi, per converso, dello stellone, pensa, con Benedetto Croce, «non è vero, ma ci credo», è ritenuto il già citato Rossini. Ma, con tutta la simpatia e la stima per il grande Gioachino, stavolta temo non basti proprio.
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venerdì 25 giugno 2010

TROFEO ITALIANO MARATHON TIM CASTELLO DELL’ACQUA

di SERGIO CONTI


Tutto è pronto per accogliere i piloti partecipanti a questo secondo appuntamento del Trofeo Italia Marathon TIM a Castello Dell’Acqua. Domani alle ore 10 partirà il primo concorrente di questa edizione 2010 della Due Giorni Della Valtellina. Che prenderà il via dall’area della società IMEVA. Il percorso sarà rinnovato, ma nonstravolto rispetto alle precedenti edizioni; sicuramente però, nuove per tutti saranno le cinque zone poste in località Sazzo. Questa gara offrirà,come è sua abitudine, scorci e paesaggi unici, inseriti in un contesto giustamente competitivo, ma che presterà attenzione anche all’aspetto ludico, tema conduttore per chi vorrà anche solo farsi due bei giorni in moto. Saranno presenti parecchi big del trial italiano, a cominciare da quel Fabio Lenzi (Montesa) da sempre estimatore di questa gara e vincitore delle prima prova di questo Trofeo TIM il quale, da campione in carica, sarà impegnatissimo a fare del suo meglio sulle 25 zone tracciate, su terreno di vario genere, con la consueta abilità dal Moto Club Valtellina organizzatore dell’evento. Oltre al bresciano, in azione ci sarà anche Daniele Maurino (Gas Gas) che aver chiuso al secondo posto alla DGDB,qui senza dubbio vorrà contendere la vittoria a Lenzi in entrambe le giornate di gara. Al via dovrebbe presenziare anche Andrea Vaccaretti (Beta) assieme e molti top driver che senza dubbio apprezzeranno questa gara che avrà il suo epilogo domenica 27 giugno con partenza alle ore 9, replicando il tracciato del sabato, ma in senso contrario e con zone modificate e rese più impegnative. Sabato sera, come evento di contorno, si svolgerà una esibizione di Bike Trial nell’ area partenza, con la presenza di biker a livello nazionale e internazionale, che sfrutteranno le zone predisposte per la gara di trial. Anche per questa edizione non mancherà il sempre apprezzato ristoro in quota dove in località le Piane, in un contesto scenografico unico e bellissimo, sia per il sabato che la domenica tutti potranno gustare i famosi e mitici pizzoccheri della Valtellina, cibo corroborante e ritemprante per i partecipanti di questa grande gara.Appuntamento dunque per tutti, anche per i possessori della semplice tessera Sport o Tessera FMI, per partecipare a queste due grandi giornate di trial con il Moto Club Valtellina, tutti assieme per “gustarci” gara, luoghi e cibo di questa sempre bella ed accogliente Valtellina.
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giovedì 24 giugno 2010

SCIOPERO GENERALE CGIL: «SULLE SPALLE DEI SOLITI NOTI»

«Contro le scelte politiche del governo e per cambiare una manovra sbagliata e ingiusta», queste le motivazioni dello sciopero generale della Cgil: otto ore per i lavoratori pubblici, quattro per i privati (ma i metalmeccanici della Fiom scioperano per l’intera giornata), con manifestazioni e presidi in molte città. Motivazioni che la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia fa finta di non conoscere: «Contro cosa scioperano? - chiede retoricamente - Contro l’Europa, contro i mercati? La manovra va fatta, anche noi crediamo che alcuni aspetti non vadano bene, ma il saldo deve essere quello». La Cgil rassicura la presidente: c’è sì bisogno di una manovra correttiva, ma quella proposta è «ingiusta e depressiva», fatta sulle spalle dei soliti noti, dice la vice segretaria generale Susanna Camusso, a Bologna per la manifestazione cui parteciperanno anche Pd, Idv, Sel e Popolo viola (il segretario Epifani è in Canada per il congresso della confederazione sindacale internazionale). «La manovra è necessaria - continua - anche perché per due anni il governo ha negato la crisi senza mettere in atto alcuna misura anticiclica», ma «vorremmo credere che la presidente sappia che non c’è una sola manovra possibile, un solo modo di trovare risorse e di tagliare le spese. La Cgil dunque in piazza con l’opposizione «per cambiare un’operazione che abbatte il Pil dello 0,8%, come certifica Confindustria (0,4% all’anno, ndr) perché il paese ha bisogno di crescere attraverso politiche di stimolo e per l’occupazione». Dito puntato, insomma, contro un provvedimento che non contempla strumenti di sostegno all’occupazione e allo sviluppo, proprio mentre il tasso di disoccupazione è arrivato al 9,1% (dati Istat).Una manovra iniqua perché divide il paese scaricando i costi sui lavoratori, sulle Regioni, sugli Enti locali e sui cittadini più esposti. In sciopero anche per la libera informazione e la giustizia, contro i tagli alla cultura, allo spettacolo e all’editoria. Nelle piazze sarà letto l’appello per la manifestazione del primo luglio a piazza Navona e che vede la Cgil tra i promotori. In diverse città parleranno lavoratori del mondo dell’informazione e della cultura mentre i lavoratori poligrafici e dell’emittenza privata sciopereranno in concomitanza con la giornata del silenzio del 9 luglio. Con una premessa beneaugurante: «Lo sciopero proclamato paga. Il ministro Tremonti annuncia una retromarcia sugli scatti di anzianità della scuola». Così Corso d’Italia commenta le aperture sugli scatti del personale scolastico.A Roma manifestazione e corteo fino a piazza Farnese, a Milano comizio in piazza Duomo. A Napoli interviene Fulvio Fammoni (e ci sono anche Vendola e Di Pietro). Liguria (eccezion fatta per La Spezia), Toscana e Piemonte effettueranno lo sciopero il 2 luglio. Numerosi esponenti del Pd partecipano alle manifestazioni promosse: a Milano, tra gli altri ci sarà anche Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro, e a Roma Cesare Damiano, capogruppo in commissione Lavoro della Camera. Nei trasporti astensione dal lavoro per quattro ore. Per piloti, assistenti di volo e personale di terra degli aeroporti dalle 10 alle 14. Alitalia raccomanda di verificare chiamando lo 800.650055 o collegandosi a www.alitalia.it.Dalle 14 alle 18, lo stop nel trasporto ferroviario: escluse le fasce a maggiore mobilità pendolare (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21), circolazione regolare per i treni a media e lunga percorrenza. Il trasporto pubblico locale - bus, metro, tram e ferrovie concesse - si ferma per 4 ore in fasce orarie diverse da regione a regione, rispettando le fasce di garanzia. Interessati anche navi e traghetti che ritarderanno di 4 ore le partenze, i camion per tutto l’arco della giornata, i portuali per 4 ore per ciascun turno di lavoro, gli addetti alle autostrade per 4 ore al termine di ciascun turno ed il personale dell’Anas per l’intera giornata. Coinvolti anche l’autonoleggio, il soccorso autostradale, le autoscuole, i trasporti funebri. I docenti commissari negli esami di maturità sono stati esonerati dal partecipare.
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mercoledì 23 giugno 2010

POMIGLIANO DICE SÌ MA FRONTE DEL NO AL 36%

Vince ma non sfonda il sì al referendum che si è svolto oggi allo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco: un voto che è servito ai lavoratori per esprimere il proprio consenso o meno all'intesa siglata lo scorso 15 giugno tra la Fiat e la sigle sindacali, eccetto la Fiom. I sindacati si dicono soddisfatti del 63% dei consensi circa conquistato dal sì mentre il ministro Sacconi afferma che adesso il paese è più moderno. Ma nella fabbrica campana della Fiat sono tutti consapevoli che a pesare nel prossimo futuro sarà anche il 36% raggiunto dal fronte del no. Ora è tutto nelle mani della Fiat e qualcuno, come la Fiom, teme che questo risultato possa non bastare al Lingotto e che l'azienda possa giocare sulla percentuale negativa registrata nella consultazione per tirarsi indietro e negare gli investimenti, ovvero i 700 milioni per il progetto nuova Panda a Pomigliano. Poco dopo i primi scrutini, che in verità sembravano profilare una vittoria del sì con oltre il 76%, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi aveva esortato la Fiat a riconoscere che «vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale». C'è poi l'altro fronte dei sindacati con la Fim e la Uilm in primo luogo, che se da un lato si dicono soddisfatte del successo ottenuto, dall'altro chiedono alla Fiat di ratificare presto l'accordo e, quindi, di tener fede agli impegni. Saranno quindi giorni altrettanto decisivi quelli che seguiranno al referendum di ieri. Il sindacato più critico all'accordo, la Fiom, anche stanotte ha ribadito il suo no all'intesa, ma secondo quanto sottolineato dal segretario della federazione napoletana, Massimo Brancato, «se la Fiat apre una trattativa e si predispone ad una mediazione che rispetti la costituzione, le leggi dello stato e il contratto, ci sediamo a un tavolo e siamo disponibili a fare un negoziato». E a chiedere di riaprire le trattative, quando il risultato già sembrava offrire ai contrari all'accordo un risultato per così dire affatto deludente, arriva anche la vice segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso: «la partecipazione al voto era prevedibile come la prevalenza del sì - spiega la sindacalista - Chiediamo a Fiat di avviare l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano e di riaprire la trattativa per una trattativa condivisa da tutti». E se il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, subito dopo l'esito del voto sottolinea che in questo referendum «ha vinto il lavoro e il buon senso», il segretario della Uil Campania, Giovanni Sgambati mette in evidenza come «una percentuale così elevata di partecipazione non si era mai registrata in un referendum sulla flessiblità nel settore metalmeccanico». Un buon risultato, avvertono, anche se stasera, all'uscita della fabbrica alcuni lavoratori dello stabilimento, con in mano solo le primissime proiezioni hanno comunque già avvertito: «anche se vince il sì la lotta per i nostri diritti continua».La reazione della Cgil Il risultato del referendum alla Fiat di Pomigliano indica che l'azienda ha sbagliato a contrapporre lavoro e diritti, e bisogna quindi riaprire il confronto per trovare una soluzione condivisa. Lo sottolinea la vicesegretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, secondo cui i 'sì' sono «per il lavoro e i no per non cancellare i diritti». «La partecipazione al voto era prevedibile - spiega la Camusso - come la prevalenza dei sì: i lavoratori di Pomigliano si sono ritrovati improvvisamente arbitri di una contesa che preme su di loro e sulle loro aspettative personali perchè in quel territorio, caratterizzato da un'alta disoccupazione, uno stabilimento come quello della Fiat svolge un ruolo essenziale e non sostituibile». «Anche un voto così particolare - aggiunge la vicesegretaria - nella sua articolazione tra sì e no, dice che ci vuole una soluzione condivisa, come la Cgil ha sempre sostenuto. Tanto più che intese che cancellano diritti sono inefficaci in quanto illegittime». Per questo, «chiediamo alla Fiat di confermare e avviare, l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano, di riaprire la trattativa per un'intesa condivisa da tutti». «Al governo - conclude la Camusso - che è stato ininfluente sulle scelte industriali, che ha voluto giocare una sua partita di divisione del sindacato, il voto dice che un paese moderno difende i diritti dei lavoratori».Il ministro Sacconi: «Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea, ho fiducia nella nota determinazione di un manager come Marchionne che saprà certamente rispettare il patto siglato con le organizzazioni che hanno avuto il coraggio di decidere». Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a proposito del risultato del referendum allo stabilimento di Pomigliano, dove ha vinto il sì all'accordo non sottoscritto dalla Fiom.La Fiat prende tempo dopo l'esito non esaltante del referendum nello stabilimento di Pomigliano sull'accordo separato con i sindacati. Nel voto dei lavoratori non c'è stato l'ampio consenso atteso dall'azienda (almeno il 70-80%), ma per il momento dal Lingotto non arrivano prese di posizione, rinviando forse alla tarda mattinata. L'amministratore delegato Sergio Marchionne è a Torino e non si prevedono spostamenti. La sua prossima uscita pubblica potrebbe essere lunedì 28 all'assemblea degli industriali torinesi, dove interverrà il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia. Iniziano intanto a circolare indiscrezioni sulle prossime mosse dell'azienda, secondo cui si starebbe già valutando l'opzione Polonia per la produzione della nuova Panda. Ipotesi su cui fonti del Lingotto gettano acqua sul fuoco, spiegando che i giochi restano aperti e si stanno valutando le diverse possibilità. Tra le soluzioni emerse negli ultimi giorni, alternative al piano previsto dall'accordo sindacale, c'è anche il cosiddetto piano C, che prevede una newco controllata da Torino per rilevare lo stabilimento e riassumere gli addetti con un nuovo contratto definito dal management del Lingotto. Una strada sicuramente meno complicata rispetto alla scelta polacca, che aprirebbe invece forti problemi sul fronte politico e sindacale.
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martedì 22 giugno 2010

TRICOLORE MINIBIKE MOTARD E CHALLENGE MOBSTER TORNANO IN PISTA

di SERGIO CONTI

Dopo un lungo letargo si torna in pista con le Minibike Motard. Dopo la prova di Busca corsa ad aprile, i piloti dell'Italiano e del Challenge Mobster approdano per la prima volta in Veneto. Tutto è pronto per questo giro di boa del campionato che si snoderà sulla Pista Azzurra di Jesolo il prossimo week end. La notizia più eclatante è il ritorno di Michele Cannistaro sulla moto che lo scorso anno fu segno di un binomio vincente: la WT Motors. Michele ha ritrovato l'accordo con la casa di Jesi lasciando così la Holeshot dopo le prime gare della stagione; questa casa, infatti, risulta maggiormente impegnata nel fuoristrada. Tutti in attesa dunque di rivedere le sfide ravvicinate tra Cannistraro e Levi, a tutto vantaggio di un indubbio spettacolo!A Jesolo si dovrebbe registrare la partecipazione di numerosi piloti con griglie piene anche nel Challenge Mobster, il trofeo monomarca della casa piemontese. Sabato i gestori della pista apriranno i cancelli per le prove libere del circuito dalle ore 8,00 alle ore 16,00.
Domenica 27 giugno - Time Table
ORE 07.30 -09.00 OPERAZIONI PRELIMINARI E VERIFICHE TECNICHE
INIZIO PROVE UFFICIALI SESSIONI DA 10 MINUTI
ORE 09,15 CHALLENGE MOBSTER
ORE 09,30 STOCK BOY MOTARD
ORE 09,45 MB OPEN
ORE 10,00 STOCK AMATORI
ORE 10,15 STOCK AGONISTI
INIZIO PROVE CRONOMETRATE SESSIONI DA 15 MINUTI
ORE 10,30 CHALLENGE MOBSTER
ORE 10,50 STOCK BOY MOTARD
ORE 11,10 MB OPEN
ORE 11,30 STOCK AMATORI
ORE 11,50 STOCK AGONISTI
INIZIO GARA 1 - 10 MINUTI + 2 GIRI
ORE 12,00 PREPARCO GARA 1 CHALLENGE MOBSTER
ORE 12,10 PARTENZA GARA 1 CHALLENGE MOBSTER
ORE 12.15 PREPARCO GARA 1 BOY MOTARD
ORE 12.25 PARTENZA GARA 1 BOY MOTARD
PAUSA PRANZO
ORE 14.30 PREPARCO GARA 1 MB OPEN
ORE 14.40 PARTENZA GARA 1 MB OPEN
ORE 14.45 PREPARCO GARA 1 STOCK AMATORI
ORE 14.50 PARTENZA GARA 1 STOCK AMATORI
ORE 15.00 PREPARCO GARA 1 STOCK AGONISTI
ORE 15.05 PARTENZA GARA 1 STOCK AGONISTI
INIZIO GARA 2 - 10 MINUTI + 2 GIRI
ORE 15,20 PREPARCO GARA 2 CHALLENGE MOBSTER
ORE 15,30 PARTENZA GARA 2 CHALLENGE MOBSTER
ORE 15.35 PREPARCO GARA 2 BOY MOTARD
ORE 15.45 PARTENZA GARA 2 BOY MOTARD
ORE 15.50 PREPARCO GARA 2 MB OPEN
ORE 16.00 PARTENZA GARA 2 MB OPEN
ORE 16.05 PREPARCO GARA 2 STOCK AMATORI
ORE 16.15 PARTENZA GARA 2 STOCK AMATORI
ORE 16.20 PREPARCO GARA 2 STOCK AGONISTI
ORE 16.30 PARTENZA GARA 2 STOCK AGONISTI
Nella foto> Francesco Levi
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domenica 20 giugno 2010

UNA PONTIDA AMARA PER BOSSI

«C'è un solo ministro per il federalismo e sono io»: parafrasando Raul Gardini che sosteneva «la chimica sono io», Umberto Bossi sul 'pratonè di Pontida ha voluto mettere le cose in chiaro sulla nomina di Aldo Brancher a ministro per l'Attuazione del federalismo. Lo ha detto senza mezze parole, da una parte tranquillizzando il popolo leghista, entrato in fibrillazione perchè con la nomina dell'ex dirigente Fininvest aveva temuto la perdita di potere della Lega, dall'altra avvertendo Berlusconi che non c'è spazio per alcun ridimensionamento del Carroccio, soprattutto su una materia come il federalismo. «C'è un solo ministro per il federalismo e sono io», ha detto Bossi.«Per il federalismo l'accoppiata è sempre quella, io e Calderoli. Con Aldo Brancher - ha puntualizzato - non è cambiato nulla, si è passati dal federalismo al decentramento». A tranquillizzare i leghisti, che nonostante la pioggia e il freddo sono rimasti per cinque ore ad ascoltare tutti gli oratori, è intervenuto anche Roberto Calderoli: «Quello di Brancher è il ministero per il decentramento e non del federalismo perchè quello è di Bossi». Anche il governatore del Piemonte Roberto Cota ha precisato: «Il regista del federalismo è Bossi, su questo non c'è alcun dubbio». Per convincere il suo popolo che nulla è cambiato, Bossi ha rispolverato il nome di Gianfranco Miglio, l'intellettuale che nei primi anni '90 è stato l'ideologo del partito per i suoi studi sul federalismo e per l'invenzione delle macroregioni, tra le quali la Padania: «La storia della Lega - ha spiegato - è la storia della libertà. Quando partimmo con Miglio pensavamo che prima doveva esserci il federalismo e poi il decentramento, che significa distribuire i poteri della capitale».Per Bossi, insomma, la prossima battaglia, una volta conquistato il federalismo, sarà quello di decentrare i ministeri in altre città, come è accaduto in Inghilterra e in Francia. Diverse le interpretazioni nel centrosinistra. «Anche Bossi - ha commentato il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi - silura l'inutile ministro Brancher. Berlusconi e Brancher ne prendano atto e agiscano di conseguenza. Un ministero inutile voluto per tenere insieme una maggioranza ogni giorno sempre più divisa». «Bossi ha detto che il ministro che si occupa del federalismo è lui, tanto per non farsi venire in mente idee strane. Ma questo nuovo ministro, Brancher, a che serve?» ha affermato Enrico Farinone del Pd che ha chiesto a Berlusconi una spiegazione sulla «palese contraddizione». Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd ha invece attaccato Calderoli secondo il quale c'è solo un ministro per il federalimo ed è Bossi: «In consiglio dei ministri c'era e deve aver ascoltato anche lui quali sono le deleghe di Brancher».
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sabato 19 giugno 2010

NO DEL PD AL PALALOTTOMATICA. LA SINISTRA LANCIA LA SUA MANOVRA: «NOI, PER LA CRESCITA»
Il Pd si mobilita contro la manovra con la manifestazione di oggi al Palalottomatica di Roma. I sacrifici per rimettere a posto i conti pubblici,dirà ,come anticipato, il segretario Pierluigi Bersani nel suo intervento, non li devono fare i lavoratori dipendenti ma i «furbetti» delle rendite finanziarie, e dei capitali "scudati", quelli «che guadagnano come Berlusconi e che in questa manovra metteranno zero euro». Ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti alla manovra: le proposte di modifica sono 2.550, quasi per metà (1.205) presentate dalla maggioranza. La convention al Palaeur Inizia con una raffica di fischi rivolti a Silvio Berlusconi. In un palazzetto pieno di bandiere del Partito democratico viene proiettato una sorta di "blob" di dichiarazioni del presidente del Consiglio e la platea risponde fischiando. Il video prosegue per alcuni minuti, sempre accompagnato dai fischi, e alterna anche immagini dei ministri Maria Stella Gelmini e Giulio Tremonti, prima della chiusa finale riservata a Corrado Guzzanti che imita il ministro dell'Economia. In sala, seduti in prima fila, i dirigenti del partito a cominciare da Walter Veltroni, Dario Franceschini e Piero Fassino. Assenti Franco Marini e Massimo D'Alema per impegni all'estero. Presente anche Susanna Camusso, destinata a succedere a Guglielmo Epifani alla guida del Cgil.Il discorso di BersaniUn Bersani a tutto campo contro la manovra, Berlusconi, la Lega e Tremonti. E infine, il lancio della campagna d'estate del Pd incentrata sui temi della democrazia e sociali. Accolto dallo sventolare di tante bandiere del partito, Bersani si rivolge alla platea dicendo che «questo è il Pd che io ho in testa. Un partito con mani, cuore, testa e piedi dentro la società, dentro i problemi della gente comune». Questo, insiste Bersani, «è il modo di essere che ci darà la strada di un grande partito popolare». Ma avverte il segretario, «questo non è il punto di arrivo, ma l'inizio, gambe in spalla inizia la campagna d'estate» che si svolgerà soprattutto nelle «migliaia di feste che saranno la nostra vetrina vivente». Il Governo «dà una pistola in mano alle Regioni e ai Comuni perché sparino al popolo», dice il segretario del Pd, per quanto riguarda le conseguenze dei tagli ai trasferimenti agli enti locali decisi dal Governo. L'articolo uno della Costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo, ma secondo Bersani il premier non se lo ricorda. «Si vede chiaro dai suoi messaggi che la sua memoria, che pure è vivida, non arriva al secondo comma», ha detto il segretario del Pd nel suo intervento alla manifestazione contro la manovra, «allora glielo ricordiamo noi: quelle forme e quei limiti sono una magistratura indipendente, una libera informazione, e che tutti sono uguali di fronte alla legge». Ma, ha aggiunto, «tutto questo non si può cambiare e se non gli piace va a casa». L'esecutivo guidato da Berlusconi «è una macchina tarata per accumulare consenso, non per fare governo». Sulla manovra finanziaria è «depressiva, non ha niente per la crescita e lo sviluppo, non c'è un'idea. Saremo da capo dopo qualche mese, ma dopo avere dato una botta tremenda ai redditi», ha spiegato Bersani. Il segretario dei Democratici ha contestato, soprattutto, un aspetto: «La manovra è zoppicante perché ha un pilastro virtuale: sono stati messi già in conto i soldi che verranno dall'evasione. Ma li vedranno con il binocolo tutti quei soldi che hanno messo lì provenienti dall'evasione e se cade il pilastro cade tutta la casa, che è traballante». «Vorrei mandare un messaggio a Bossi, un messaggio a Pontida per dirgli: guarda Umberto che con il “Va pensiero” o tifando Paraguay non si mangia mica né si fa il federalismo», dice Bersani. «Questa Lega qua è dura sugli inni e sulla Nazionale di calcio ma con i miliardari è mollacciona», incalza Bersani. ChiamparinoLa manovra «incide nella carne viva e in gioco ci sono i servizi ai cittadini». Così Sergio Chiamparino è tornato a chiedere al governo di modificare la manovra. «Vogliamo che la manovra sia ritoccata, non che vengano toccati quei 24 miliardi ma altre cifre», ha detto il presidente dell'Anci nel suo intervento alla manifestazione del Pd. «I tagli sono insostenibili, iniqui e inaccettabili», ha insistito, «non chiedo che si modificano i saldi, ma che il governo intervenga sulle altre voci». Chiamparino si è poi rivolto direttamente al ministro del Tesoro, Giulio Tremonti: «ministro, ci sembra di non chiedere la luna. Siamo responsabili, ma non siamo arrendevoli», ha detto. Quanto agli sprechi, il sindaco di Torino ha rirato in ballo di nuovo il ministero del Tesoro. «Possibile che ci siano solo nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni? Vogliamo andare a fare un giro in qualche Ministero? Per esempio in via XX Settembre, dove c'è un supermercato interno. Allora si guardi un po in casa propria...». Chiamparino ha poi puntato il dito su quel federalismo di cui il governo ha fatto una bandiera: «ci sono più ministri al federalismo che federalismo», ha detto citando la nomina di Aldo Brancher. «Ministri troppi, federalismo nulla», ha insistito. Dunque, il presidente dell'Anci è tornato a chiedere all'Esecutivo di ascoltare le richieste degli enti locali. «La prepotenza centralistica può anche vincere, ma attenzione perchè alla fine perde l'Italia», ha ammonito.Il videoappello di Scalfaro«C'è un richiamo di giustizia sulla manovra economica su cui non ci sono obiezioni di principio, ed è fuori dubbio la necessità ed anche la quantità, ma i pesi della crisi cadono sulle spalle dei più deboli e cadono pesantemente». Così il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, parla della manovra economica. «È una crisi grave che colpisce tutta l'Europa - osserva Scalfaro - e non solo, lasciando le persone che sono più ricche, più opulente, che hanno un'abbondanza di ricchezza e non pagano niente, o che pagano una virgola e questo grida vendetta». Secondo l'ex presidente della Repubblica «c'è un grido di giustizia che deve essere accolto ed esteso anche ad altro». L'accenno è al tema della giustizia dove il concetto «che la legge è uguale per tutti, un principio di civiltà fondamentale che viene colpito». Scalfaro ritiene che «la gente forse non è matura per una scelta politica o per una scelta di partecipazione ma per il cittadino che paga le tasse e ce la mette tutta è arrivato il tempo dei no su certe cose». Fabrizio GifuniIl passaggio più applaudito è quando si rivolge alla platea con le parole «compagne e compagni... è tanto che volevo dirlo». Ma l'intervento dal palco del Palalottomatica, dell'attore Fabrizio Gifuni è tutto molto sentito dal popolo del Pd. È un susseguirsi di applausi, soprattutto quando Gifuni confessa che «il sentimento che provo in questo periodo è la paura e non mi vergogno a dirlo anche se fa male. Poi penso alle parole di Giovanni Falcone, quando gli chiesero se aveva paura e lui rispose 'certo, solo gli incoscienti non hanno paurà. Ho paura di vivere in questo paese perchè sono tempi bui, opachi, molto molto pericolosi, perchè il genocidio culturale di cui parlava Pasolini è compiuto». Gifuni condanna anche la avvenuta «distruzione della memoria storica», definendola «uno degli obiettivi più perseguiti» da questo Governo«. L'attore sprona quindi il Pd a darsi da fare in prima linea, perchè »sono stanco di battaglie di retroguardia per difendere la cultura. Non voglio più che l'unica differenza tra un governo progressista ed uno di centrodestra è che il primo fa meno tagli alla cultura. Bisogna rimetterla al centro, perchè cultura, arte, scuola, formazione sono parte fondante del tessuto connettivo della società. Mi aspetto tanto - conclude - dal giorno in cui ci sarà un governo di persone più illuminate di quelle attuali e non voglio più che queste speranze siano tradite».Vinicio AlbanesiSubito dopo sale sul palco don Vinicio Albanesi, presidente della comunità Capodarco, che chiede al segretario del Pd, Pierluigi Bersani seduto in prima fila, di aggiungere alle sei proposte programmatiche presentate per emendare la manovra, un settimo punto: «la lotta contro la povertà» perché «non possiamo più aspettare di morire tutti».
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venerdì 18 giugno 2010

A ORTONA GLI SPECIALISTI DELLA SUPERMOTO CON I MIGLIORI PILOTI DEL PANORAMA ITALIANO E INTERNAZIONALE CHE SI SFIDERANNO IN GARE MOZZAFIATO AL LIMITE DELLA SPETTACOLARITÀ PER RIUSCIRE A CONQUISTARE IL TITOLO

di PAOLA MAURIZIO

Ortona

Per chi vuole unire una vacanza piacevole allo show di Ortona non ha che accomodarsi vista l’affascinante sequenza di varietà per trascorrere un fine settimana diverso. Non solo mare in questo tratto di costa, ma anche città d’arte, parchi, terme, e castelli seicenteschi che circondano questa bella cittadina come l’intera provincia.Ecco dove sarà ospitata la quarta prova degli Internazionali d’Italia Supermoto, presentando un circuito inedito e atteso da tutti nel week-end del 3 e 4 luglio.L’happening della massima categoria sarà ospitato dal bel “Circuito Internazionale d’Abruzzo” della città di Ortona e organizzato come al solito da DBO con l’egida della FMI.Gli Internazionali d’Italia Supermoto si trasferiscono a Ortona, in Abruzzo, per celebrare il quarto round del torneo internazionale dopo quelli di Castelletto, Busca e Viterbo.Ivan Lazzarini (HM Honda) arriva all’appuntamento in testa alle due graduatorie, nazionale e internazionale, ma il suo obiettivo sarà quello di incrementare il vantaggio e riprendersi quella gloria che nell’ultimo match laziale gli è stata strappata da un irresistibile Davide Gozzini (TM).Il bresciano a Viterbo ha trasformato tutti in inseguitori, aggiudicandosi entrambe le finali come non era ancora mai successo in questa stagione. Due piloti, stessa necessità: vincere.Lazzarini e Gozzini nell’ordine in classifica tricolore, ma dietro altri hanno la necessità di mettersi in mostra, da Christian Ravaglia (Aprilia) che si trova alle spalle della coppia di testa, quindi Fabio Balducci (Suzuki), Giovanni Bussei (Honda), Edgardo Borella (Ktm), Elia Sammartin (Honda), Fabrizio Bartolini (Husqvarna), Andrea Occhini (Suzuki), Alberto Dall’Era (Ktm), tutti intenzionati ad accorciare le distanze con i primi della classe.Capolista anche in classifica Internazionale, il pesarese è seguito dal francese Thomas Chareyre (Husqvarna) e da Gozzini, rispettivamente secondo e terzo nel mondiale.Oltre alle classi S1 e Internazionale nel programma del weekend ortonese sono inseriti anche il tricolore Open e la Coppa Italia FMI, guidati rispettivamente dall’ex campione europeo Luca D’Addato (Honda) che deve guardarsi da Massimiliano Porfiri (Honda) e Lorenzo Pes (TM)rispettivamente secondo e terzo in classifica, e dal maceratese Diego Monticelli (Honda) che precede in campionato di Coppa Italia Paolo Salmaso (Ktm) e Andrea Taffurelli (Honda), secondo e terzo.Nella scaletta dei confronti più attesi anche la Coppa nazionale Young, che vede in testa con ben sei vittorie parziali Lorenzo Promutico (Honda) su Simone Croci (Suzuki) e Riccardo Lodigiani (Fantic), ed i monomarca HM Honda e Suzuki con i rispettivi leader Enrico Veglia e Thomas Gory pronti a continuare lo spettacolo delle tre precedenti prove.Il programma ufficioso di sabato prevede piloti in pista dalle ore 10,15 per i rispettivi turni di prove ufficiali, mentre dalle 14,00 scenderanno in pista per le qualifiche che finiranno attorno alle 17,00. La domenica moto in pista dalle 8,30 con le prove ufficiali, quindi warm-up e l’inizio delle gare finali che vede scendere in pista la prima manche internazionale alle ore 14,00 con replica alle 16,00. A seguire la cerimonia di premiazione che assegnerà le nuove tabelle rosse e un cospicuo montepremi.
PREZZO BIGLIETTI
- Sabato € 10 biglietto unico
- Domenica intero € 15
- Domenica ridotti FMI € 10
- Under 14 ingresso gratuito
COME RAGGIUNGERE IL CIRCUITO INTERNAZIONALE D’ABRUZZO
Coordinate gps: +42°18'18.69'' N /+14°23'02.27'' E
Google maps: 42.305361,14.384233
● All'uscita di Ortona dell’autostrada A14 svoltare a sinistra per Ortona centro, successivamente, alla prima rotonda, seguire la strada Provinciale per Orsogna, all'altezza di Cucullo seguire direzione per Strada Villa Torre. Questo itinerario è adatto alle auto e moto, non è consigliato ai mezzi pesanti in quanto vige un divieto.
● Attraverso la Statale 16 Adriatica raggiungere il piccolo centro di San Donato, nel Comune di Ortona, contrada conosciuta per la presenza del Cimitero Canadese di Guerra.Ai successivi incroci sulla SS16 seguire l'indicazione per San Leonardo, quindi per il Circuito Internazionale d’Abruzzo.
CLASSIFICHE DOPO LA TERZA PROVA
S1 GRADUATORIA TRICOLORE: 1. Ivan Lazzarini (HM Honda) punti 144; 2. Davide Gozzini (TM) 129; 3. Christian Ravaglia (Aprilia) 107.
S1 GRADUATORIA INTERNAZIONALE: 1. Ivan Lazzarini (HM Honda) punti 123; 2. Thomas Chareyre (TM) 112; 3. Davide Gozzini (TM) 111.
GRADUATORIA OPEN: 1. Luca D’Addato (Honda) punti 1.310; 2. Massimiliano Porfiri (Honda) 900; 3. Lorenzo Pes (TM) 890.
GRADUATORIA COPPA ITALIA: 1. Diego Monticelli (Honda) punti 1.330; 2. Paolo Salmaso (Ktm) 1.230; 3. Andrea Taffurelli (Honda) 844.
GRADUATORIA YOUNG: 1. Lorenzo Promutico (Honda) punti 1.500; 2. S. Croci (Suzuki) 1.070; 3. R. Lodigiani (Fantic) 1.040.
GRADUATORIA TROFEO HONDA: 1. Enrico Veglia punti 540; 2. Jonny Falai 516; 3. Gianluca Guiotto 496.
GRADUATORIA TROFEO SUZUKI: 1. Thomas Gory punti 219; 2. Kevin Dursapt 168; 3. Alessandro Ghirelli 152.

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MOTOCICLISMO/COPPA ITALIA 4°ROUND 25–26-27 GIUGNO«PIERO TARUFFI»DI VALLELUNGA

di SERGIO CONTI


Il Gentlemen’s Motor Club di Roma a sole due settimane dalla seconda edizione del Trofeo del Presidente torna sul circuito di casa “Piero Taruffi” di Vallelunga per la quarta tappa della Coppa Italia.Il ricco cartellone proposto vede ben dieci partenze,oltre ai giovanissimi piloti della Coppa Italia prenderanno il via i piloti della Kawasaki, classi 250 e 600; i piloti della Honda con i trofei RS125GP, la Hornet Cup e la CBR 600RR Cup; i piloti della K-Cup, trofeo organizzato dalla Metzeler e i piloti della Rookie Cup in sella alla Moriwaki MD 250 che gareggeranno insieme ai ragazzi della Metrakit 125 GP.I piloti della Coppa Italia, che quest’anno viene gestita direttamentedalla Federazione Motociclistica Italiana, si trovano al giro di boa, tre gare disputate sui circuiti di Misano e Franciacorta e tre ancora da disputare sui circuiti di Vallelunga e Mugello. In questo momento domina la classifica assoluta, con sessantuno punti, Luca Oppedisano. Il genovese, grazie alle ultime due vittorie, si è portato in testa distaccando il suo diretto inseguitore, Manuel Tatasciore, di cinque punti. In terza posizione troviamo Daniele Aloisi, nome già noto nel Trofeo del Centauro, con un bottino di quarantanove punti. Tutto ancora da decidere: vedremo se nella quarta tappa i piloti riusciranno daranno un volto definitivo alla classifica, oppure se rimarrà ancora questo bel clima di incertezza sportiva. Sarà abbinato alla Coppa Italia 2010, il Trofeo Italia preGP 125, piattaforma di riferimento per il proseguimento di carriera nelle categorie racing superiori fino alla GP. Il Trofeo offrirà ai giovanissimi piloti, dai quattordici ai diciasette anni, un’opportunità di massima visibilità.Anche per il Ninja Trophy, riservato alle classi 250 e 600, siamo al quarto appuntamento in programma, mentre proprio sul tracciato romano di Vallelunga chiuderà la stagione 2010 il 12 Settembre con l’ultima gara in programma. La classifica della 250 vede dominare la classe Stock da Federico Massa con centoquaranta punti mentre la SuperSport vedetrionfare con centocinquanta punti e con tre vittorie consecutive,Benito Tarantino. Nella 600 solo un punto divide il leader dell’assoluta Olmo Spigariol da Roberto Antonello.Il trofeo Honda si articola anche quest’anno su tre classi con la RS125GP, la Hornet Cup e la CBR 600RR Cup. La RS125GP continua ad essere un ottimo trampolino di lancio per i giovani appassionati che cercano successo e visibilità: proprio da questo trofeo sono passati nomi illustri come Marco Melandri, Manuel Poggiali e Simone Corsi. A due gare dall’inizio della stagione domina l’assoluta Davide Stirpe con quarantacinque punti; alle sue spalle Marco Faccani e Andrea Tucci, entrambi con trentatre punti.La Hornet Cup festeggia quest’anno i dieci anni di successi registrati; infatti è dal 2000 che si svolge questo trofeo dedicato alle naked più vendute in Europa. La classifica assoluta vede in testa il toscano Lorenzo Segoni con cinquanta punti con ben diciassette punti di vantaggio su Paolo Bentivogli. In terza posizione un romano, Angelo Conti, a ventidue punti. La CBR 600RR 600 Cup vede in testa alla classifica con trentotto punti Diego Giugovaz, in seconda piazza a soli cinque punti troviamo Alex Sassaro. Terza posizione per Emanuele Magnanelli con ventiquattro punti.Nella K-Cup, trofeo monogomma riservato alla Metzeler, i piloti sono giunti alla quarta tappa in programma. Nella classifica assoluta della 600 troviamo Simone Fornasari con settantotto punti, seguito da Davide Eccheli e Fabio Mottola. Nella Open domina con cinquantatre punti Diego Pilia seguito da Marco Cantini e Massimo Rizzi, entrambi con un bottino di quarantotto punti. Nella Stock 1000 il leader dell’assoluta è Simone Romaldi con settantatre punti, seguito da Michelangelo Pesciarelli e Diego Pierucci. Nel Trofeo Moriwaki 250 troviamo un nome che già conosciamo nella 125SP Trofeo del Centauro: si tratta di Marco Guetti, leader dell’assoluta del Centauro, che nel Trofeo Moriwaki si trova invece in quarta posizione con trentaquattro punti. Le prime tre posizioni dell’assoluta vengono ricoperte da Andrea Zanella con sessanta punti, seguito da Vladislav Cangi con quarantacinque punti e in terza posizione Lorenzo Carbone con trentotto punti.Il costo del biglietto per la giornata di domenica sarà di euro 20, ridotto a 15 per le donne, gli under 18 e i Tesserati FMI; sarà invece gratuito per gli under 14.Le prove ufficiali inizieranno sabato alle ore 9.00 mentre si entrerà nel vivo di questo week end di pura passione domenica alle ore 9.15 con il warm up del Trofeo Honda 125 GP.Il Gentlemen’s Motor Club vi aspetta sul tracciato romano di Vallelunga per il quarto round della Coppa Italia.
Nella foto> Daniele Aloisi
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