martedì 30 novembre 2010

CERVELLI IN FUGA DALL'ITALIA: IN 20 ANNI PERSI 4 MLD

I cervelli italiani in fuga all'estero hanno portato con sè 4 miliardi di euro. E' questo il valore di tutti i brevetti realizzati dai nostri ricercatori nei vari laboratori in giro per il mondo, calcolato da una ricerca effettuato dall'ICom (Istituto per la Competitivita'), presentato oggi in occasione della cerimonia di consegna al Senato di una borsa di studio da parte della Fondazione Lilly a una giovane ricercatrice. Lo studio ha preso in esame i brevetti presentati dai ricercatori italiani all'estero negli ultimi 20 anni. Il valore dei brevetti diretti dai top 20 italiani fuggiti all'estero e' di 861 milioni di euro netti e su 20 anni il dato si attesta a 2 miliardi di euro. Se si considerano tutti i brevetti, quelli in cui e' italiano l'inventore principale o un membro del team, arriviamo ad un valore rispettivamente di 1,7 miliardi euro e a 3,9 miliardi di euro. La fuga descritta dalla ricerca appare inarrestabile: il 35% dei migliori 500 ricercatori italiani, spiega lo studio, abbandona il Paese. Fra i migliori 100, uno su due sceglie di lavorare all'estero, mentre nei top 50 la percentuale di fuga sale al 54% e solo 23 ricercatori sono ancora in Italia: ''Una tale situazione comporta anche una importante perdita economica per il nostro Paese - sottolinea Andrea Lenzi, presidente del Cun - Come dimostrato dalla indagine economica presentata in questo convegno, la ricerca non e' solo in teoria uno dei motori dello sviluppo di ogni sistema paese, ma e' anche in pratica un grande investimento'. Restera' invece in Italia, almeno per i prossimi 4 anni, Tiziana Vavala', la ricercatrice under 35 dell'universita' di Torino premiata oggi: per i suoi studi sui markers oncologici ricevera' 360mila euro."Fare la ricercatrice qui in Italia e' quasi un'avventura - ha affermato Vavala' - non un incentivo, non un incoraggiamento, e' quasi un atto di coraggio". La regione italiana che ha ceduto piu' talenti, secondo i dati presentati, e' la Lombardia, che si e' lasciata sfuggire 704 milioni di euro, come valore attuale dei suoi brevetti, e circa 1,7 miliardi di euro dal 1989 ad oggi. Per quanto riguarda invece il costo di un singolo scienziato che dall'Italia si trasferisce all'estero la perdita e' di 63 milioni, che diventano 148 se si considera tutta la durata media della vita scientifica del ricercatore, e a cui andrebbero aggiunti i 900mila euro necessari per tutto il ciclo di formazione. Alla consegna del premio, che dalla prossima edizione avra' anche il sostegno della fondazione Cariplo, c'era anche Napoleone Ferrara, l'ultimo dei Lasker Awards per la ricerca clinica, emigrato negli Usa gia' da molto tempo: "E' noto anche alla comunita' internazionale che l'Italia e' un paese pieno di talenti - spiega Ferrara - ma che i fondi e i posti nell'universita' sono meno di quelli che servirebbero. Negli Usa c'e' un investimento enorme nella ricerca, penso che il resto del mondo dovrebbe prendere esempio". La borsa di studio del 2011, il cui bando e' stato presentato oggi, avra' come tema: "Sviluppo di nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce della Malattie Alzheimer".

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lunedì 29 novembre 2010

BERLUSCONI: «CHI HA PAGATO LE MIE RAGAZZE?»



Wikileaks, the day after. Sono passate poche ore dalla pubblicazione dei segreti di Wikileaks, e le reazioni in tutto il mondo non si fanno attendere. A partire da quelle di Berlusconi. Il premier dopo lo tsunami parla da Tripoli: rivelazioni di funzionari di terzo grado che fanno male al Paese. E poi sulle ragazze: "Pagate per dire il falso. Io non frequento festini selvaggi". Ma il Pd chiede che riferisca al Copasir. Il giorno dopo lo tsunami Wikileaks, Berlusconi smette di ridere e dalla Libia va all'attacco sulle rivelazioni che lo vedono protagonista. Anzi, coprotagonista e "portavoce del capobranco Putin". "Non mi curo delle rivelazioni fatte da funzionari di terzo grado - ha detto - Queste cose fanno male al Paese". Ovviamente il presidente del Consiglio si riferisce al giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble che in un dispaccio riservato inviato agli Usa lo aveva definito:"Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno'': Un leader ''fisicamente e politicamente debole'' le cui ''frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". E proprio sugli scandali sessuali Berlusconi da Tripoli sostiene di non sapere cosa siano i "party selvaggi" di cui scrive Der Spiegel. ''Mi domando perché ci siano ragazze che dicono il falso sul mio conto. Mi domando perché lo facciano - afferma il premier Silvio Berlusconi -. Sono infondate e incredibili. Una ragazza che si dichiara prostituta di fronte al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, per trovare un marito. Allora - sottolinea il capo del governo - mi domando chi le ha pagate...''. E ancora: ''Io una volta al mese offro cene nelle mie case dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante. Le cose che vengono dette fanno male all'immagine del nostro Paese. Riferisca al Copasir. "Seppure i materiali di Wikileaks riguardassero anche anni in cui il governo c'era il centrosinistra, come sostiene il capogruppo del Pdl Cicchitto, noi non abbiamo un bel nulla da temere, né stravaganze diurne o notturne, né questioni d`affari", dice il Pd Ettore Rosato ribadendo come sia "inaccettabile, dopo quanto sta accedendo, che il presidente del Consiglio si sottragga agli obblighi di legge. Il Paese viene misurato, purtroppo, anche sulla sua immagine e perciò abbiamo bisogno di sapere quali siano i risvolti politici della documentazione che sta emergendo. In particolare - aggiunge Rosato - è giusto che davanti al Copasir siano dettagliati i rapporti tra Berlusconi e Putin in merito a vicende economiche che riguardano l'interesse del Paese". Anche il ministro degli esteri Franco Frattini ha detto senza mezzi termini che «Wikileaks vuole distruggere il mondo». Il ministro ha ribadito che non intende ''commentare nel merito''. ''La comunita' internazionale, quella vera, quella che vuole migliorare il mondo e non distruggerlo come vuole Wikileakes, deve reagire compatta senza commentare, senza retrocedere sul metodo della diplomazia, senza lasciarsi andare a crisi di sfiducia che, se diventasse sfiducia reciproca, potrebbe bloccare collaborazioni fondamentali per risolvere le grandi crisi che vi sono nel mondo'', ha spiegato il titolare della Farnesina da Doha dove si trova in visita. E a partire da Mosca, che prende tempo ritenendo prematuro commentare quanto emerso dai documenti riservati del Dipartimento di Stato diffusi da Wikileaks, il mondo oggi sembra trattenere il fiato in attesa di vedere 'concretizzate' le conseguenze delle rivelazioni, mentre continua il flusso ininterrotto di informazioni. Giungono da piu' parti, con dettagli di volta in volta rilevati da diverse testate in ogni angolo del mondo o direttamente dai documenti accessibili online, sebbene al momento si tratti solo di una minima parte (circa 200 sui 250mila sono disponibili in rete) della mole di informazioni del Dipartimento di Stato che, hanno affermato gli stessi responsabili di Wikileaks, verranno pubblicati in vari blocchi nel corso mesi. Cosi' oggi sul New York Times, uno dei grandi giornali in possesso del materiale raccolto da Wikileaks, si legge che gli Usa domandarono all'Italia di bloccare la fornitura a Teheran di 12 navi veloci con le quali l'Iran avrebbe potuto attaccare la flotta americana nel Golfo, e la richiesta fu accolta ''solo dopo 11 mesi di resistenze, durante i quali le prime 11 navi furono comunque consegnate''. Che nella imminenza della Operazione Piombo Fuso contro Hamas a Gaza, Israele cerco' invano di coordinare le posizioni con Egitto ed Anp. Oppure un messaggio datato 2009, citato da Le Monde, in cui una fonte in Iran riferisce che il leader religioso iraniano Ali Khamenei ha il cancro, tra gli altri che continuano ad affluire in maniera del tutto imprevedibile dalla montagna di informazioni telematiche. L'attenzione, poi, continua a concentrarsi su Julian Assange, l'uomo dietro quella che viene gia' definita 'la fuga di notizie piu' grande della storia', che potrebbe addirittura perdere il suo passaporto australiano. Solo un'ipotesi per il momento, ma l'Australia mette le mani avanti affermando che e' determinata a negare rifugio al fondatore di Wikileaks. Durissimo il ministro degli Esteri Franco Frattini che che ha affermato: Wikileaks ''vuole distruggere il mondo'' ribadendo tuttavia che non intende ''commentare nel merito''. C'e' poi chi minimizza l'impatto delle rivelazioni, come il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, secondo cui i documenti riservati della diplomazia Usa pubblicati dal sito Wikileaks non hanno provocato ''alcun danno al rapporto tra la Germania e gli Stati Uniti''. E oltreoceano continuano i tentativi -risultati finora vani- di fermare Assange e Wikileaks con tutti gli strumenti a disposizione: il senatore statunitense Joe Lieberman, che presiede la Commissione Homeland Security e Affari Governativi, ha chiesto a Barack Obama con urgenza di ''chiudere'' Wikileaks. ''La pubblicazione di questi file non e' altro che un attacco alla sicurezza nazionale - si legge in un comunicato del senatore -. Wikileaks sta mettendo a rischio la vita e la liberta' degli americani e dei non-americani. I responsabili (di Wikileaks) avranno il sangue sulle proprie mani''. La stampa di tutto il mondo ne parla, riferisce i dettagli per ora emersi e ritenuti piu' interessanti per il paese di riferimento. Unica anomalia la stampa cinese sulla quale non compare alcun riferimento alle rivelazioni di Wikileaks rispetto ai rapporti con Pechino. Unico riferimento, il messaggio nel quale si riporta la notizia che il re dell'Arabia Saudita avrebbe chiesto agli Stati Uniti di attaccare l'Iran. SCHEDE 1 Assange, l'uomo del giorno è sparito 2 La storia e i file segreti pubblicati 3 Il mistero sui server che fanno tremare il mondo 4 I leader secondo gli Usa, la catastrofe diplomatica americana. Onu: siamo inviolabili. Le Nazioni Unite sono un'organizzazione per «sua natura trasparente» il cui lavoro però deve essere considerato «inviolabile» dai paesi membri. È questa la prima reazione che è arrivata dal Palazzo di Vetro, secondo quanto si legge sul sito del Guardian e del Pais, dopo la pubblicazione dei documenti intercettati da Wikileaks secondo i quali gli Stati Uniti avrebbero cercato di organizzare un sistema per spiare l'attività del segretario generale dell'Onu e dei suoi funzionari. La Russia ''e' virtualmente uno Stato della mafia'' La Russia ''e' virtualmente uno Stato della mafia''. Cosi' i diplomatici americani secondo i documenti di Wikileaks riportati dai siti di alcuni quotidiani Usa. La Russia e le sue agenzie usano i boss della mafia per effettuare le loro operazioni, la relazione e' cosi' stretta che il Paese e' divenuto ''virtualmente uno stato della mafia''. Berlusconi: "Non si possono giudicare le relazioni tra Paesi dai dispacci di qualche diplomatico" Un uomo ''incapace e vanitoso'', amante delle ''feste selvagge'' e, anche per questo, ''stanco''. Dalle rivelazioni di Wikileaks emerge un giudizio tutt'altro che lusinghiero di Silvio Berlusconi. Un leader ''fisicamente e politicamente debole'', secondo le relazioni delle sedi diplomatiche americane in Italia intercettate dal sito internet di Julian Assange, che lo accusano di essere il ''portavoce'' di Putin in Europa. Tanto da spingere la segreteria del Pd a parlare, alla luce delle indiscrezioni rilanciate dai giornali internazionali, del ''discredito a cui Berlusconi ha portato l'immagine dell'Italia nel mondo''. Il diretto interessato non commenta, attenendosi al silenzio annunciato in giornata dal ministro degli Esteri Franco Frattini su notizie ''non confermate ne' certificate''. Ma secondo fonti autorevoli, la sua reazione, quando ad Arcore gli e' stato riferito il contenuto delle rivelazioni sull'Italia, e' stata una bella e sana risata. Non fosse altro perche' non si puo' giudicare il rapporto fra Italia e Stati Uniti, e' il ragionamento del premier emerso in ambienti del Pdl, dai dispacci di qualche diplomatico. Quello che conta sono soprattutto le relazioni fra i leader, che Berlusconi ha sempre considerato ''ottime'' a cominciare proprio da quelle con Barak Obama. E questo, come da sempre spiega il premier, si ragiona sempre in ambienti del Popolo della liberta', vale sia dal punto di vista personale che per le scelte di politica estera compiute nel corso degli anni. Nel caso di Roma e Washington, dunque, il rapporto di amicizia e' solido e non sara' messo in discussione da alcuni dispacci diplomatici, aggiungono le medesime fonti del Pdl. Il premier, si ricorda ancora negli stessi ambienti, ha sempre difeso il suo rapporto privilegiato con Vladimir Putin. Un rapporto ''straordinariamente stretto'', secondo un documento catturato da Wikileaks e diffuso dal New York Times, mentre il Sunday Telegraph racconta delle preoccupazioni americane per l'intesa Eni-Southstream e riferisce delle informazioni che Hillary Clinton, potente Segretario di Stato americano, ha chiesto a inizio anno su eventuali ''investimenti personali'' dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi Paesi. Legittimi interventi in favore delle imprese italiane che lavorano in Russia, riferiscono fonti del Pdl. Non fosse altro perche', secondo Berlusconi, tra i doveri di un presidente del Consiglio c'e' anche quello di lavorare per aiutare le industrie nazionali. Ma il Pd replica secco alle rivelazioni: ''I contenuti dei documenti resi noti oggi - sostiene la segreteria del partito - confermano il livello di discredito a cui Berlusconi ha portato l'immagine dell'Italia nel Mondo''. Il vicepresidente afghano portò con sé 52 milioni di dollari cash. Le accuse di corruzione in piu' occasioni mosse dagli Stati Uniti nei confronti dei dirigenti dell'Afghanistan si sono spesso fondate su qualcosa di piu' semplici sospetti. I file diffusi da Wikileaks - riporta il New York Times - hanno rivelato che quando il vicepresidente afghano Ahmed Zia Massoud lo scorso anno visito' gli Emirati Arabi Uniti, le autorita' locali, in accordo con gli agenti americani della Dea (Drug Enforcement Administration), scoprirono che l'uomo portava con se' 52 milioni di dollari in contanti. Un successivo e ironico telegramma dell'ambasciata americana di Kabul defini' il denaro ''una somma significativa'', precisando che Massoud poteva portarlo senza rivelarne ne' l'origine, ne' la destinazione. Il dirigente afghano ha sempre negato di aver portato denaro al di fuori dell'Aghanistan. Wikileaks, caricata solo una minima parte dei documenti. Il processo di caricamento dei file e' ancora in corso, si legge sul sito di Wikileaks: allo stato attuale solo una minima parte della documentazione e' disponibile online. Imprecisato il tempo che richiedera' l'operazione. Wikileaks, Berlusconi "ci ride sopra" Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni diffuse dal sito di Wikileaks sull'Italia, si è fatto una risata. Bersani: massimo discredito per l'Italia "I contenuti dei documenti resi noti oggi confermano il livello di discredito a cui Berlusconi ha portato l'immagine dell'Italia nel Mondo''. Questo un primo commento della segreteria del Pd su quanto sta emergendo dalle rivelazioni di Wikileaks. Usa, critiche ai reali inglesi. Ci sono anche apprezzamenti poco lusinghieri nei confronti della famiglia reale e del governo britannico nei dispacci del Dipartimento di stato americano divulgati da Wikileaks. Lo ha detto alla BBC Simon Hoggart, uno dei giornalisti del quotidiano Guardian che hanno lavorato alla massa di documenti messi a disposizione dei media dal sito di Julian Assange. In un dispaccio, che il Guardian mettera' online nelle prossime ore, si afferma che almeno un esponente della famiglia reale britannica (si tratterebbe del principe Andrea) ha agito a volte in modo inopportuno. Altri documenti indicano che l'attuale premier, il conservatore David Cameron, non gode di grande considerazione alla Casa Bianca. Nemmeno il suo predecessore, il laburista Gordon Brown, tuttavia, era amato dagli americani. Secondo la BBC, dai dispacci che verranno pubblicati nelle prossime ore emergeranno anche ''feroci critiche'' all'operato della Gran Bretagna in Afghanistan. 11mila file "segreti" ma nessuno "top secret" Dei 251.287 file diffusi da Wikileaks 11mila sono classificati come "segreti" e 9mila sono considerati "noforn", ossia materiale considerato troppo delicato per condividerlo con il governi stranieri. Molti non sono riservati e nessuno e' segnalato come "top secret". I documenti Wikileaks sono online.Wikileaks ha pubblicato sul proprio sito i documenti del Dipartimento di Stato Usa. El Paìs, 3012 i file inviati dall'Italia. Sono ''3.012'' i file inviati dalle sedi diplomatiche americane in Italia e 'catturati' da Wikileaks. Lo rende noto il quotidiano spagnolo El Pais in una mappa intitolata ''Intercambio dei documenti e zone calde del pianeta''. Le sedi diplomatiche americane in Italia, secondo la mappa, non sono tra quelle che hanno inviato piu' documenti rivelati dal sito di Julian Assange. Al primo posto, c'e' l'ambasciata Usa ad Ankara, con 7.918 telegrammi inviati. Al secondo posto, la sede statunitense a Baghdad, con 6.677 documenti e al terzo Tokio, con 5.697. L'Italia, secondo i dati forniti da El Pais, si piazzerebbe al sedicesimo posto di questa speciale classifica. La Clinton s'informa sugli investimenti personali di Berlusconi. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto all'inizio di quest'anno alle ambasciate americane a Roma e Mosca informazioni su eventuali ''investimenti personali'' dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi. E' quanto si legge in un documento riservato anticipato dal sito Wikileaks e pubblicato dal settimanale tedesco Der Spiegel. Iran, armi da Corea del Nord in grado di colpire Ue. L'Iran ha ottenuto sofisticati missili dalla Corea del Nord in grado di colpire l'Europa occidentale. Lo afferma il New York Times citando i documenti Wikileaks. Arabia Saudita voleva attaccare Iran. Il re Abdallah d'Arabia Saudita "ha chiesto spesso agli Stati Uniti di attaccare l'Iran per mettere fine al programma nucleare di Teheran", secondo l'ambasciatore saudita negli Stati Uniti Adel al-Jubeir citato in alcuni documenti delle sedi diplomatiche Usa. Il re consigliava a Washington di "tagliare la testa al serpente" e sottolineava che lavorare con gli Stati Uniti per combattere l'influenza iraniana in Iraq era una priorità strategica del re e del suo governo, secondo la fonte. Guantanamo, detenuti furono imposti ai paesi stranieri. Dopo le numerose polemiche riguardanti Guantanamo, i diplomatici americani fecero pressioni su alcuni paesi stranieri perché accettassero alcuni dei detenuti del carcere. Alla Slovenia fu detto che se voleva incontrare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe dovuto accettare un prigioniero, mentre all'isola di Kiribati furono offerti incentivi del valore di milioni di dollari per accettare un gruppo di detenuti. E' quanto si legge in alcuni documenti trasmessi a Washington dai diplomatici americani. Gli Stati Uniti suggerirono inoltre che accettare più detenuti sarebbe stato "un modo low cost per il Belgio di emergere in Europa". E' quanto emerge dalle anticipazioni dei 251.287 documenti ottenuti dal sito internet WikiLeaks e pubblicati dal New York Times. Berlusconi incapace, vanitoso e stanco per le lunghe nottate. “Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno'': questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio italiano e' un leader ''fisicamente e politicamente debole'' le cui ''frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza'', afferma sempre la Dibble in un documento inviato a Washington e reso noto da Wikileaks. Il telegramma della Dribble e' citato dal Guardian, uno dei giornali che ha ottenuto da Wikileaks i documenti segreti. Putin definito alpha dog", maschio dominante. Vladimir Putin definito ''alpha dog'', il maschio dominante : e' una delle colorite espressioni contenute dei cablogrammi del Dipartimento di Stato resi pubblici oggi dal sito di Julian Assange Wikileaks. Il presidente russo e' uno dei leader mondiali che vengono etichettati senza peli sulla lingua dai diplomatici di Washington: il presidente afghano Hamid Karzai e' ''ispirato dalla paranoia'' mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel ''evita i rischi ed e' raramente creativa''. Le definizioni sono state raccolte dal Guardian, uno dei giornali a cui Wikileaks ha passato la mole di documenti diplomatici. «Pechino ha diretto attacco informatico a Google Usa» Le autorità cinesi ("China's politburo") avrebbero diretto un'intrusione nei sistemi informatici della Google, come rivelato da una fonte cinese all'ambasciata Usa di Pechino, e come è riportato in un telegramma riservato reso pubblico da Wikileaks. Lo si legge sulle anticipazioni fornite dal New York times on line. L'attacco a Google faceva parte di una campagna coordinata di sabotaggio informatico condotta da agenti governativi, esperti privati e 'fuorilegge di internet' reclutati dal governo cinese. Sin dal 2002 avrebbero avuto accesso al sistema informatico del governo Usa e dei suoi alleati occidentali. Condanne da tutti i Paesi. La Casa Bianca ha condannato "nei termini più forti" la pubblicazione "irresponsabile e pericolosa" di nuovi documenti diplomatici statunitensi, sottolineando che l'iniziativa del sito Wikileaks potrà far correre rischi di morte a molte persone. "Che sia chiaro, queste rivelazioni faranno correre rischi al nostro corpo diplomatico, ai membri delle comunità dei servizi di informazione, e alle persone nel mondo intero che fanno appello agli Stati Uniti per aiutarli a promuovere la democrazia e un governo trasparente", ha affermato il portavoce del presidente Barack Obama, Robert Gibbs, in un comunicato. I documenti sensibili che Wikileaks si appresta a pubblicare "possono mettere in pericolo la vita di molte persone". Lo ha dichiarato il Foreign Office britannico che condanna ogni tipo di pubblicazione di documenti classificati. "Condanniamo ogni tipo di pubblicazione non autorizzata di informazioni classificata, come condanniamo ogni fuga di documenti classificati in Gran Bretagna". Si legge su un comunicato del ministero degli Esteri britannico. La pubblicazione di questi documenti "può mettere in difficoltà la sicurezza nazionale, non è nell'interesse del Paese e come hanno affermato gli Stati Uniti può mettere in pericolo molte vite", ha sottolineato il ministero. L'imminente pubblicazione di nuovi documenti da parte di Wikileaks, tra cui documenti inviati dall'ambasciata americana di Londra a Washington, fa tremare i polsi a numerosi responsabili di governi internazionali mentre Washington ha moltiplicato i contatti con gli alleati per attenuare l'effetto. Un giornalista del quotidiano britannico Guardian ha confermato che il suo giornale pubblicherà domani ampi stralci degli oltre 250 mila documenti, alcuni dei quali dovrebbero rivelare la posizione critica dell'amministrazione americana nei confronti del primo ministro britannico Gordon Brown, ma anche dell'attuale inquilino di Downing Street David Cameron. "Abbiamo una relazione molto forte con il governo americano. E questa continuera", ha sottolineato il Foreign Office. «Gheddafi usa il botox» Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra ''le piu' delicate'' El Pais cita questa sera quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, secondo ElPais, l'ambasciatore americano a Tripoli ''racconta che Gheddafi usa il botox ed e' un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori''. Il giornale, che annuncia per l'edizione cartacea in edicola domani mattina ulteriori rivelazioni e dettagli, parla fra l'altro anche dei ''sospetti che la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner solleva a Washington, fino al punto che la segretaria di stato giunge a chiedere informazioni sul suo stato di salute mentale''. Il quotidiano spagnolo afferma che ''le espressioni usate in alcuni documenti sono di natura tale da poter dinamitare le relazioni fra gli Usa ed alcuni dei suoi principali alleati'' e ''possono porre a rischio alcuni progetti importanti della sua politica estera, come l'avvicinamento alla Russia o l'appoggio di alcuni paesi arabi''. ''La portata di queste rivelazioni e' tale, aggiunge El Pais, che si potra' parlare di un prima e di un dopo, per quanto riguarda le usanze diplomatiche''. ''Queste indiscrezioni possono porre fine ad una era della politica esterna''. «Un "mediatore ombra" italiano che parla russo tra Berlusconi e Putin» Ci sarebbe un mediatore ''ombra'' italiano che parla russo nelle relazioni fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Vladimir Putin. E' quanto affermano - secondo il New York Times che riporta documenti di Wikileaks - i diplomatici americani nel 2009 descrivendo la relazione fra Berlusconi e Putin, fatta anche di regali lussuosi e redditizi contratti energetici. "Diplomatici americani a Roma riportano nel 2009 come i loro contatti italiani descrivano il rapporto tra Berlusconi e Putin come 'straordinariamente stretto'. Secondo il documento, diffuso dal New York Times, il rapporto includeva 'generosi regali', lucrosi contratti in campo energetico e un 'oscuro intermediario italiano che parla russo". Secondo i diplomatici Usa Berlusconi appariva sempre piu' come "il portavoce di Putin" in Europa. «Tendenze islamistiche di Erdogan». Secondo quanto pubblicato dallo Spiegel nei documenti di Wikileaks gli Usa mettono in evidenza che il primo ministro turco Erdogan costituisce una minaccia islamica perche' sarebbe in particolare sotto l'influenza del suo ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu. Secondo i diplomatici americani Davutoglu sarebbe "particolarmente pericoloso" per le influenze fondamentaliste da lui esercitate su Erdogan. Un consigliere del partito turco al governo Akp dichiara ironicamente in un documento americano "vogliamo riprenderci l'Andalusia e vendicarci della disfatta dell'assedio di Vienna nel 1683". Erdogan avrebbe sistemato in posizioni di comando banchieri islamici e si informerebbe esclusivamente attraverso giornali vicini al fondamentalismo. Nel documento e' scritto che "il capo del governo turco e' circondato da una cerchia di ferro di consulenti sottomessi (ma presuntuosi)" e si considera "il tribuno popolare dell'Anatolia". Le Monde sui rapporti Usa-Iran. Le prime rivelazioni da Wikileaks pubblicate dal sito on line del francese Le Monde riguardano i rapporti Usa-Iran e in particolare il dossier nucleare. In alcune dichiarazioni raccolte a Parigi da diplomatici che parlano con un iraniano che lavora a Teheran per un'organizzazione internazionale, l'Iran viene descritto come ''una totale dittatura''. I documenti rivelano anche un tentativo di assassinare, nel gennaio 2010, ''un presentatore televisivo irano-americano'' che vive a Londra protetto dai servizi inglesi. Un agente iraniano avrebbe ''tentato di reclutare in California un killer per assassinarlo''. NYT: Gli Usa spiavano l'Onu. Il Dipartimento di Stato Usa nel luglio 2009 ordino' di spiare i vertici delle Nazioni Unite, compresi il segretario generale, Ban Ki-moon, e i rappresentanti in Consiglio di sicurezza di Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna: e' quanto scrive il sito del quotidiano britannico Guardian rivelando il contenuto dei documenti segreti pubblicati da Wikileaks. La direttiva ''classificata'', scrive il Guardian, fu spedita a 30 ambasciate a nome della segretaria di stato, Hillary Clinton, e chiedeva la raccolta di dati personali su questi e numerosi altri dirigenti e anche sottosegretari, consiglieri e collaboratori, comprese le password usate, le chiavi in codice usate per comunicare e anche i dati biometrici. ''Informazioni - scrive il Guardian - che sembrano sfumare il confine fra diplomazia e spionaggio''. Paìs: «Berlusconi è il portavoce in Europa di Putin». Una relazione straordinariamente stretta fra Vladimir Putin e il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, che include ''regali generosi'', contratti energetici redditizi: Berlusconi ''sembra essere il portavoce di Putin'' in Europa. Cosi' - riporta il New York Times - i diplomatici americani hanno descritto nel 2009 le relazioni fra Italia e Russia. Procura di Roma valuta se ci sono estremi reato. La Procura di Roma, una volta esaminato il contenuto e la natura dei documenti della diplomazia americana in via di pubblicazione, valutera' l'esistenza di eventuali estremi di reato. La mole di documenti che stanno per essere pubblicati. La nuova pubblicazione conta circa 260.000 documenti diplomatici, tra questi 8.000 sarebbero direttive del Dipartimento di Stato statunitense. Nessuno dei file sarebbe classificato Top secret: la metà sarebbe senza livello di segretezza, il 40,5% "confidenziali", circa 15.652 quelli "segreti". Il sito conferma: i media pubblicheranno i file. "El Pais, Le Monde, Speigel, Guardian e New York Times" pubblicheranno questa sera la documentazione di fonte Usa anche se il sito di Wikileaks sara' irraggiungibile". Lo scrivono i responsabili del sito via Twitter. Wikileaks, i responsabili del sito: «Siamo sotto attacco» Il sito di Wikileaks e' sotto attacco informatico. Lo annunciano i responsabili via Twitter. "Stiamo subendo un DDoS (distributed denial of service, letteralmente negazione del servizio)", si legge nel messaggio stringato. Il sito da circa un'ora era effettivamente irraggiungibile. Il Guardian pero' annuncia che pubblichera' i documenti in proprio possesso, qualunque sara' lo stato del sito di Wikileaks questa sera. Escono i primi file: critiche Usa a Karzai, Mandela e Gheddafi. I file in uscita da Wikileaks conterrebbero molte critiche mosse dagli Usa a imrpotanti leader mondiali come Nelson Mandela, Hamid Karzai e il colonnello Gheddafi. Lo anticipano i giornali britannici secondo cui sarebbe a rischio dalla pubblicazione anche la relazione privilegiata Usa-Gran Bretagna per via di alcune osservazioni sul premier David Cameron. Il giornale Mail on Sunday scrive che il presidente sudafricano accuso' il presidente Usa George Bush di essere razzista perche, ai tempi dell'invasione dell'Iraq, ignoro' le richieste dell'Onu perche Kofi Annan era di colore. Secondo il Sunday Tims invece ci sarebbero rivelazioni esplosive per le relazioni di Usa e Gran Bretagna con opinioni negative date da Washinghton sui governi di Blair, Brown e dello stesso Cameron. Una 'gelata' si attende anche per i rapporti di Usa e Russia. Secondo il Kommersant infatti ci sarebbero palesi critiche degli Usa ai leader russi nonche le registrazioni di colloqui tra diplomatici americani russi. Non dovrebbe invece esserci nulla di compromettente per i rapporti tra Usa e Israele. IL premier Benjamin Netanyahu ha fatto oggi sapere di essere stato contattato dal governo Usa in merito ai file Wikileaks da cui non dovrebbero emergere elementi di polemica. Frattini: fuga notizie rivela vulnerabilità Usa. La pubblicazione da parte di Wikileaks imminente, dei documenti del dipartimento di Stato Usa ''dimostra la vulnerabilita' degli Stati Uniti'' sul piano della sicurezza dei propri dati sensibili. Lo ha detto il ministro degli esteri, Franco Frattini, conversando con i giornalisti a bordo dell'aereo che lo ha portato in Qatar. ''E' bastato che un funzionario fornisse il proprio codice di accesso'' al sito di Julian Assange perche' venissero prelevati, e poi pubblicati, gli scambi di informazioni tra le ambasciate Usa e il dipartimento di Stato. ''Se succede questo in America - si chiede sconcertato il ministro - figuriamoci cosa succede in paesi con standard di sicurezza apparentemente meno sofisticati''. Il titolare della Farnesina ha assicurato che in Italia ''i dati sensibili sono assolutamente sicuri''. Frattini: «Questo è l'11 settembre della diplomazia mondiale».Le imminenti rivelazioni di Wikileaks saranno ''l'11 settembre della diplomazia mondiale'' perche' ''faranno saltare tutti i rapporti di fiducia tra gli Stati''. Ne' e' convinto il ministro degli Esteri Franco Frattini a poche ore dalla pubblicazione dei documenti americani dei quali precisa di non conoscere ancora il contenuto. Autorità inglesi temono "collera" dei musulmani. Il governo di Londra ha messo in guardia i britannici residenti in Pakistan, Iraq, Iran e in altri Paesi musulmani per il rischio di reazioni violente a causa della pubblicazione di documenti riservati da parte di Wikileaks contenenti commenti "anti-musulmani". Lo afferma il quotidiano britannico "Sunday Times". Il governo britannico teme che alcune conversazioni tra diplomatici contengano critiche su argomenti sensibili fatte sia dagli Stati Uniti sia dalla Gran Bretagna "che potrebbero spingere a considerare Londra alleata del grande Satana per attaccare l'islam", ha riferito un responsabile del governo di Londra che ha chiesto l'anonimato. "C'è un certo nervosismo perché si potrebbe accendere alcune teste calde", ha aggiunto la fonte. Il ministero della Difesa britannica ha chiesto ai responsabili dei principali giornali di "muoversi con cautela" per le possibili implicazioni, in merito alla sicurezza nazionale, che potrebbero derivare dalla pubblicazione di questi documenti diplomatici. Assange: documenti su maggiori questioni mondiali. ''I documenti che stiamo per pubblicare riguardano essenzialmente tutta le maggiori questioni in ogni Paese del mondo''. Lo afferma - riporta l'agenzia Bloomberg - il fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks e' intervenuto in video alla terza conferenza annuale di giornalisti investigativi arabi (Arij), ad Amman in Giordania. Fra poche ore e' prevista la pubblicazione di migliaia di documenti: alle 22.30 ora italiana i quotidiani che hanno avuto copia dei file, quali The New York Times, The Guardian, El Pais e Der Spiegel, dovrebbero mettere online le proprie analisi sulla documentazione. Sale l'attesa per la pubblicazione da parte di Wikileaks dei riservatissimi documenti che minacciano una tempesta diplomatica globale. Gli Usa hanno avvertito i governi chiamati in causa nei documenti confidenziali che Julian Assange vuole far mettere in rete. L'ora X delle rivelazioni dovrebbe scattare stasera alle 22.30, con le pubblicazioni da parte di vari quotidiani internazionali, a cominciare da New York Times, Guardian, Le Monde e Der Spiegel. Ci sarebbe materiale imbarazzante anche per l'Italia e oggi il ministro Franco Frattini suggerisce alla magistratura di "valutare seriamente" l'ipotesi di mettere sotto inchiesta chi dovesse pubblicarle "poiché si tratta di notizie frutto di reato". Per il Pdl, l'operazione Wikileaks cambia la stessa nozione di terrorismo con una accezione "più vasta" di quella tradizionale. Il capo di Wikileaks - dice il ministro degli Esteri in al Corriere della Sera - è sotto processo in almeno dieci Paesi ed è ricercato. E com'è noto le autorità americane hanno arrestato e messo sotto processo il responsabile di queste fughe". Parla invece di una nuova forma di terrorismo il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Nelle prossime ore - osserva in una nota - vedremo l'effettiva entità dell'operazione Wikileaks e quindi saremo in grado di dare una valutazione ponderata". Frattini precisa che non commenterà "mai" notizie "frutto di un reato", ma chiede "la consapevolezza di un interesse nazionale: anche perché è noto che il materiale copre fatti dal 2006 al 2009...".Per il capo della diplomazia italiana i magistrati non dovrebbero invece indagare sul contenuto delle rivelazioni, anche se riguardasse dei reati: "Si tratterebbe di rivelazioni identiche a quelle che arrivano da una busta anonima inviata alla Procura della Repubblica. Che fa un procuratore, indaga sulla base di un anonimo?". Intanto gli Stati Uniti hanno respinto qualunque negoziato con Wikileaks, affermando che il sito internet specializzato possiede i documenti in violazione della legge americana. "Non intavoleremo un negoziato sulla diffusione o la divulgazione di documenti confidenziali americani ottenuti illegalmente", ha scritto il consulente giuridico del Dipartimento di Stato, Harold Koh, in una lettera indirizzata al fondatore del sito, Julian Assange, e al suo avvocato, girata ai mass media. Quanto ai contenuti, la ridda delle indiscrezioni rilancia oggi con Gheddafi e Mugabe, ma anche Mandela. Secondo il Daily Mail, infatti, anche l'eroe anti-apartheid sarebbe "fortemente criticato" dal Dipartimento di stato nei documenti in via di diffusione.
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domenica 28 novembre 2010

L’ULTIMO OLTRAGGIO A ELUANA: 9 FEBBRAIO GIORNATA PRO-LIFE



Il governo torna a offendere la memoria di Eluana Englaro. Venerdì infatti il Consiglio dei ministri ha approvato l’istituzione per il 9 febbraio, data della morte di Eluana, della «giornata nazionale degli stati vegetativi». Due anni dopo la scomparsa della giovane, il prossimo 9 febbraio si terrà dunque la prima giornata dedicata ai malati e alla famiglie che, legittimamente, scelgono il percorso opposto rispetto a quello della famiglia Englaro. Ed è proprio nella scelta di quella data che si coglie lo spirito ideologico, e offensivo, del governo. Che già era entrato a gamba tesa nella vicenda con il decreto con cui palazzo Chigi cercò di fermare la decisione della magistratura, fermato solo dalla saggezza del Quirinale che negò la propria firma. «Ora il ricordo di Eluana non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti», ha spiegato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, che ha definito Eluana «una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura». «La giornata sarà un’occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l’esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita». Nel ragionamento della Roccella, che proprio ieri ha incontrato il Papa durante una veglia per la vita a San Pietro (e ha fatto sapere che il Pontefice l’ha «incoraggiata» ad «andare avanti nell’azione politica di difesa della vita sui temi della bioetica») spicca dunque il senso di ritorsione contro la scelta della famiglia Englaro. E persino di rivincita contro la decisione di Fazio e Saviano di non ospitare le associazioni pro-life. «La giornata potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono - dice Roccella- troppo spesso coscientemente accantonate dai media, come ha dimostrato la vicenda della trasmissione “Vieni via con me”».La decisione del governo ha provocato l’indignazione della Consulta di bioetica. «È l’ultima offesa del governo alla memoria di Eluana, nel tentativo di acquisire il sostegno della Chiesa cattolica», dice il presidente Maurizio Mori. «Si usa l’anniversario per espropriare il messaggio lasciato da Eluana, affermando che il 9 febbraio deve essere una giornata capace di unire tutti sull’unico obiettivo di difesa a oltranza della vita, diametralmente opposto a quello voluto da Eluana». Ancora più netto il senatore Pd Ignazio Marino: «Il sottosegretario Roccella non ha la delicatezza neppure di rispettare il dolore di una famiglia in un’anniversario così importante. La strumentalizzazione che viene fatta dimostra la mancanza di sensibilità e rigore istituzionale da parte di persone che, ci auguriamo, dal 15 dicembre torneranno a fare altri mestieri». In Rai intanto è partita la gara a invitare esponenti pro-life, vinta naturalmente da Porta a Porta, che questa settimana dedicherà una puntata speciale alle famiglie di malati in stato vegetativo. Stamattina sarà sul tema anche «A sua immagine» su Raiuno, ospite il direttore di Avvenire, e nel pomeriggio pure Domenica In parlerà dell’argomento. Intanto l’Anci replica ai ministri Maroni, Sacconi e Fazio, che in una circolare avevano definito illegittimi i registri con i biotestamenti realizzati da circa 70 Comuni: «Quei registri sono legittimi e rispondono a una diffusa domanda sociale».
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sabato 27 novembre 2010

LA SINISTRA SI RITROVA UNITA NELLA PIAZZA DI SUSANNA



«Il Pd è presente ovunque si possa esprime la realtà vera del Paese». Pier Luigi Bersani sfila tra le bandiere rosse della Cgil verso piazza san Giovanni. Al suo fianco Rosy Bindi. Segretario e presidente insieme, a testimoniare che il Pd è con i lavoratori. Con tutti i lavoratori. Perchè «il lavoro è il problema centrale» in Italia e «mentre il governo continua a predicare che i cieli sono azzurri», sale «il disagio e anche la rabbia». Nessuna divisione interna al partito ha tenuto questa volta il segretario democratico lontano dalla piazza. E così, sotto il palco della neo-segretaria Susanna Camusso, si ritrova il centrosinistra. Da Nichi Vendola (Sel) che esalta «l'Italia migliore» che si oppone a Berlusconi, a Paolo Ferrero (Fds), che invoca lo sciopero generale. «La situazione può dar luogo a tensioni pericolose», dice Bersani. Nessun allarmismo, da parte sua. Ma la presa d'atto della «sfiducia» e della «rabbia» che ci sono nel Paese di fronte a una situazione economica per la quale il segretario democratico condivide «le preoccupazioni di Napolitano». Questo è «un governo pericoloso, un governo dell'instabilità», dice Bersani. «Di pericoloso c'è solo una opposizione che ha rinunciato a fare proposte per abbracciare mani e piedi la demagogia e la propaganda dei massimalisti», replica il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto. Ma sotto il palco della Cgil il segretario del Pd sottolinea che tutt'altra è la sua ricetta: «Rispondere con speranza e fiducia». Per questo l'11 dicembre il Pd porterà proprio in piazza san Giovanni i suoi elettori per gridare «le sue proposte», senza limitarsi «a dire no a Berlusconi». Il segretario democratico, di fronte alla crisi politica e al «disagio della società» che incalzano, archivia dunque le divisioni interne al partito che lo hanno tenuto lontano dalla manifestazione della Fiom di ottobre e suggella con un abbraccio con la Camusso la vicinanza alla Cgil. «Siamo qui - spiega Bindi - per chiedere all'Italia di fare ogni sforzo per l'unità del mondo del lavoro». Un appello a tutti sindacati perchè tornino a unire le forze. Una manifestazione Cgil-Cisl-Uil la invoca anche Vendola. Che esalta chi è sceso in piazza oggi come «l'espressione dell'Italia migliore, che chiede all'Italia peggiore che è barricata a Palazzo Chigi di sgombrare il campo, perchè ha fatto solo danni». Anche Antonio Di Pietro, che in piazza non c'è ma manda una delegazione Idv, torna a invocare la cacciata di Berlusconi, un premier «che ha avallato la precarietà». E mentre il verde Angelo Bonelli invita alla «rivolta morale», il leader del Prc Paolo Ferrero che auspica lo «sciopero generale». Con toni e accenti diversi, il centrosinistra si ritrova insomma unito in piazza. E, mentre Oliviero Diliberto invita Bersani ad aprire la manifestazione di dicembre «a tutte le opposizioni», il tema del lavoro riesce a mettere in sordina anche le questioni politiche. Bersani e Vendola si incontrano ai piedi del palco e si abbracciano calorosamente. È l'abbraccio tra il leader del Pd e lo sfidante per la leadership del centrosinistra, che torna anche oggi a invocare le primarie «non per cannibalizzarci, ma per stimolarci reciprocamente a ritrovare la nostra base».
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venerdì 26 novembre 2010

FRATTINI DENUNCIA: «SI DISCREDITA L'ITALIA». PD: VERO, È IL GOVERNO



Per Franco Frattini non c'è un complotto internazionale contro l'Italia, anzi contro il governo ma ci siamo vicini. E la prova sono le indagini su Finmeccanica, il crollo di Pompei (la casa dei gladiatori si è autodemolita?), le immagini dei rifiuti a Napoli e ora documenti che Wikeleaks starebbe per pubblicare. C'è per il ministro degli Esteri una strategia per danneggiare l'immagine dell'Italia sul piano internazionale. Orfini del Pd ironizza: “il governo ha ragione, c'è un tentativo di screditare l'Italia, ma i responsabili sono i fallimenti dell'esecutivo”. Questo ha sostenuto Frattini questa mattina al consiglio dei ministri e Berlusconi ha approvato. In conferenza stampa il presidente del consiglio è stato chiaro denunciando una presunta campagna diffamatoria contro il governo e contro il nostro Paese. Il responsabile della Farnesina nella riunione odierna - come recita il comunicato finale - ha citato le indagini su Finmeccanica, la diffusione ripetuta di immagini sui rifiuti di Napoli o sui crolli di Pompei e soprattutto l'annunciata pubblicazione di rapporti riservati concernenti la politica estera degli Stati Uniti, con possibili ripercussioni negative anche per l'Italia. Frattini si è riferito ai documenti che saranno diffusi da Wikileaks: «Ho parlato oggi con il Dipartimento di Stato e mi è stato anticipato - ha detto poi il responsabile della Farnesina - che ci saranno documenti di scenario che riguardano anche l'Italia». Contro l'Italia - ha precisato Frattini - «non c'è un complotto, io ho parlato di elementi preoccupanti. Serve fermezza e determinazione per difendere l'immagine nazionale e la tutela degli interessi economici e politici del Paese». «Ha ragione il governo: si sta cercando di screditare il paese sul piano internazionale – interviene Matteo Orfini, responsabile Cultura della segreteria del Pd - Solo che di fatto i responsabili sono il presidente del Consiglio Berlusconi e i suoi ministri con i loro fallimenti, come testimoniano proprio le foto dei rifiuti a Napoli e quelle che ritraggono i crolli a Pompei. La verità è che il governo non è stato capace di affrontare i problemi del paese. Si tratta di incompetenza, non di complotto».
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giovedì 25 novembre 2010

MONTEZEMOLO STRAPAZZA SILVIO: «BASTA CON I SUPERMAN»

Se non è una discesa in campo ufficiale, ci somiglia molto. Quaranta minuti di discorso tutti politici, per parlare della «ricostruzione» dell’Italia, dopo 15 anni di «non scelte» che ci hanno portato a un «obiettivo arretramento». E per dire che lui vuole essere in prima fila: «La vita mi ha dato molto, per questo ho il dovere di fare qualcosa per il mio Paese». Luca di Montezemolo di fatto è già in politica. E picchia duro sul suo bersaglio naturale, il Cavaliere. «Lo one man show è finito, ora è il momento di uno sforzo corale, non di pochi superman». Ce l’ha col Cavaliere? «Non parlo solo di lui, ma certo lui ha rappresentato una fase della politica molto personalizzata. Sono fasi della storia, che cambiano. Anche per me la politica da solo non avrebbe senso, mi sono sempre circondato di persone molto più brave di me. Conta la squadra». Dice di non volere le elezioni, sprona il governo a «fare», ma ormai parla del Cavaliere al passato: «Un ciclo si va chiudendo nel peggiore dei modi, le promesse della seconda Repubblica non si sono realizzate. Bisogna ricostruire partendo dall’etica, dai doveri. E da una grande operazione sullo stato di salute in cui versa il Paese. Non ho dubbi che l’Italia ce la farà, pochi paesi hanno tante energie e talenti». IRONIA SUL CAVALIERE Il presidente della Ferrari sceglie l’appuntamento della sua Fondazione Italia futura dedicato al lavoro giovanile per presentare le sue ricette. Rosso Ferrari un po’ dappertutto, nella sala dietro piazza di Spagna. Ironia sul governo, che proprio ieri mattina ha presentato un pacchetto di proposte per i giovani molto simili a quelle di Montezemolo, a partire dagli sconti fiscali per le nuove imprese giovanili: «Ci fa un enorme piacere che le nostre proposte siano apprezzate». Poi il lapsus: «Siamo felici che il governo continui a bruciarsi... a bruciarci sui tempi, per noi è un ottimo incentivo ad andare avanti». Risate in sala. Berlusconi, in mattinata, lo aveva punzecchiato: «Gli altri parlano, noi facciamo». E lui: «Dichiarazioni nervose». Parlano gli esperti, Marco Simoni, Irene Tinagli, alcuni giovani scelti tra le centinaia che hanno scritto per raccontare le loro storie di talento e difficoltà. Montezemolo chiosa: «Non esiste una maledizione che costringa l’Italia al pantano, sembriamo un pugile all’angolo, dobbiamo liberarci delle paure». Fa un passo avanti: «Inizia una fase nuova per Italia Futura, non siamo un centro studi, la nostra presenza sul territorio crescerà, e anche il mio impegno». «La politica non è un monopolio della classe politica», attacca l’ex numero uno della Fiat. «Una classe politica autoreferenziale, miope, che ha perso il contatto con i problemi veri del Paese». Spara e zero. E prova a costruire i fondamentali della sua visione: «Bisogna investire in cultura e ricerca, mangiare cultura fa bene al Paese». Due le parole chiave: «Crescita e solidarietà, due alberi secolari, dobbiamo farci carico di chi sta meno bene». Dove intendete collocarvi? «Presto per dirlo, comunque è un progetto riformista», spiega Andrea Romano, direttore di Italia Futura. Che racconta dei 25mila iscritti, e del radicamento che sta per partire: Toscana, Piemonte, Napoli, Genova, queste le aree col maggior numero di iscritti. In alcune di queste zone potrebbero partire anche esperimenti di liste civiche, embrioni del partito di Montezemolo, che la Swg già fissa al 9%. Intanto ieri è stato assestato un bello «schiaffo» al Cavaliere, sussurrano nel backstage. In platea c’è Massimo Calearo dell’Api che lo saluta calorosamente, Casini manda gli auguri: «Se vuole entrare in politica è benvenuto, ma io non ho accordi con nessuno». Apre Enrico Letta: «Analisi e proposte interessanti e condivisibili». 
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mercoledì 24 novembre 2010

NEL CAPITALISMO DI RELAZIONE LIGRESTI NON PUÒ MAI CADERE

In questo Paese non cambia mai nulla. Siamo ancora qui a discutere di un piano finanziario per salvare il costruttore Salvatore Ligresti, uomo di potere per tutte le stagioni, traghettato dalla Prima alla Seconda Repubblica con il suo pesante carico di inchieste, condanne e sospetti, sopravvissuto al naufragio craxiano grazie alla fedeltà tributata in epoche diverse a Enrico Cuccia, a Silvio Berlusconi, a Cesare Geronzi. Ma è inutile sorprendersi. Ligresti è immortale, non può fallire. Può forse finire male, abbandonato, umiliato, un personaggio che da quarant’anni è in prima fila nelle battaglie per la conquista degli affari più ricchi, un campione del capitalismo di relazione che siede nei salotti di Mediobanca, del Corriere della Sera, delle Assicurazioni Generali, di Unicredit, della Pirelli? Il capitalismo italiano è talmente piccolo, oligarchico che i protagonisti devono far finta di niente, anche se non si sopportano, e mostrare almeno esteriormente un simulacro di unità, di condivisione delle disgrazie degli altri sodali anche se, in verità, non vorrebbero nemmeno mangiare un pizza insieme. L’ipocrisia trionfa, soprattutto sul mercato. Ieri la Borsa ha bocciato l’aumento di capitale di Premafin (la scatola finanziaria dei Ligresti) di 225,7 milioni di euro e quello della controllata Fondiaria Sai di 460 milioni. I titoli delle due società sono caduti, ma non succederà nulla di clamoroso. L’emergenza di Ligresti nasce dal fatto che il suo gruppo ha un debito di oltre 2 miliardi di euro, circa la metà verso il sistema Mediobanca. A fronte di questa situazione delicata il costruttore ha messo in campo una serie di alleanze e l’ aumento di capitale che, in poche parole, rappresentano la sintesi del conflitto di interessi, della commistione indebita tra parti correlate e della prevalenza degli interessi dell’azionista di controllo rispetto alle minoranze. Prima di deliberare il doppio aumento di capitale, che sarà garantito dal Credit Suisse guidato da quel Federico Imbert che in altri tempi finanziò la scalata dell’Olivetti a Telecom Italia, Ligresti ha stretto un accordo con i francesi di Groupama, un’importante compagnia di assicurazioni francese che possiede il 5% di Mediobanca a sua volta primo azionista delle Assicurazioni Generali. Groupama rileva circa il 17% di Premafin, la finanziaria posseduta da Salvatore Ligresti con i figli Jonella, Giulia e Paolo, ma questo sarebbe solo un investimento di portafoglio. È ridicolo. È chiaro che Premafin passa da un controllo singolo (la famiglia Ligresti) a uno congiunto (Ligresti col 34% più Groupama col 17%) e quindi è necessaria un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale, ma questa opzione dovrà essere valutata dalla Consob del neo presidente Giuseppe Vegas. Groupama ha fatto sapere che in caso di opa l’alleanza salterebbe. Vedremo di che pasta è fatto Vegas. Ma non è finita qui. Contestualmente all’accordo con Groupama, Ligresti ha fatto entrare in Premafin anche il finanziere francese Bollorè, anche lui azionista di Mediobanca e premiato con la vicepresidenza alle Generali per l’appoggio garantito a Cesare Geronzi nella sua scalata al vertice della compagnia di Trieste. Questa ammucchiata finanziaria meriterebbe qualche chiarimento da parte dalla Consob, dell’Antitrust e dell’Isvap (l’Autorità delle assicurazioni). Ma è probabile che non succederà nulla. Ligresti ha superato mille ostacoli, gode ancora di fedeli alleati e di solidi protettori. Una volta stava con gli amici di Paternò, Michelangelo Virgillito e Raffaele Ursini al quale sfilò il primo pacco di azioni Sai. Era amico fraterno del senatore Antonino La Russa, padre di Ignazio il fascista ripulito nelle acque di Fiuggi oggi ministro della Difesa. Perchè Ligresti dovrebbe temere di perdere il trono? Anzi, è capace di sottili vendette. Al Corriere della Sera si fa rappresentare da Massimo Pini, l’uomo di Craxi nelle Partecipazioni Statali. Il passato offre insegnamenti e risorse. Il costruttore, che secondo la leggenda avrebbe iniziato con un sopralzo in via Savona, finì in carcere per l’inchiesta Mani Pulite: restò quattro mesi a San Vittore, senza spiegare perchè nella “Milano da bere” due licenze edilizie su tre finivano sempre alla sua Grassetto. Fu condannato a due anni e 4 mesi di reclusione e affidato ai servizi sociali. Prima del suo reinserimento nel mondo degli affari si convinse a spiegare il suo ruolo nell’inchiesta Eni-Sai e patteggiò per le tangenti sui piani edilizi di Pieve Emanuele, per i lavori al palazzo di Giustizia di Milano e per la vendita degli immobili Ipab. A settembre Ligresti ha perso la moglie, Antonietta Susini. Nel 1981 la signora fu vittima di un rapimento. Due degli autori, più tardi, furono trovati ammazzati e un terzo, affiliato al capo mafia Stefano Bontate, scomparve nel nulla.
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martedì 23 novembre 2010


BERSANI: «PAESE NEL PANTANO SE SI VA AL VOTO, VINCIAMO»


E' scontato che il governo sara' sfiduciato? "Non c'e' niente di scontato", risponde il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che stamattina è ospite di Radio Anch'io. "Con la nostra mozione di sfiducia- aggiunge- di certo almeno si capira' chi e' a favore e chi e' contro. Credo che la nostra iniziativa fara' riconoscere i dati reali della situazione politica. Sara' l'occasione per chiarire che c'e' una crisi formale di questo governo e io voglio sperare che sara' l'occasione per aprire una diversa fase". E' possibile un governo di transizione dopo il 14 dicembre? "Rispondo di si' purche' il tema sia ben posto", dice Pier Luigi Bersani a Radio Anch'io. "Il 14 dicembre- aggiunge- il massimo a cui puo' aspirare Berlusconi e' avere un voto in piu' anche alla Camera. Non credo che ci arrivera', ma questo non significa governabilita' ma un'ulteriore debolezza di questo governo". "Non ho paura delle elezioni. Faccio questo pronostico: se andiamo a votare vinciamo". "Ma riflettiamo un attimo sull'Italia: con una legge elettorale che consente di eleggere il presidente della Repubblica con il 34 per cento, neppure io vorrei vincere. Serve allora una legge elettorale decente che consenta l'apertura di una situazione nuova. Questo e' meglio per il paese", aggiunge il segretario del Pd. "Posso capire che nella tempesta finanziaria in giro per l'Europa avere una cosa che si possa chiamare legge di stabilita' evita qualche rischio speculativo", dice Pier Luigi Bersani a Radio anch'io. "Ma sta di fatto- aggiunge- che anche questa legge non risolve niente"."Trovo irresponsabile per un capo di un governo descrivere una situazione fittizia e mettere del cloroformio in giro cercando di sopravvivere. Per un paese come il nostro e' una presa in giro". Cosi' il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a Radio Anch'io. "Noi siamo quelli dei guelfi e dei ghibellini, il bipolarismo l'abbiamo nel sangue", dice Bersani a Radio anch'io. "Credo- aggiunge- alla legittimita' di posizioni centrali che diano flessibilita' al sistema ma non immagino la possibilita' di una balena nel mezzo". A proposito di Fini, Bersani spiega: "Credo che stia lavorando per impostare un nuovo tipo di destra, liberale, meno populista. In Italia non l'ho mai vista, ma gli faccio gli auguri". "Il governo apra un tavolo con tutte le istituzioni interessate e anche con l'opposizione". Lo chiede Pier Luigi Bersani a Radio anch'io a proposito dell'emergenza rifiuti. "Come sono andato a piedi a palazzo Chigi- aggiunge- sono pronto ad andarci invitato a una riunione in cui vediamo assieme cosa facciamo seriamente per uscire da questo problema. Su questo do assoluta disponibilita'". "Siamo alle tattiche, al gioco del cerino, a chi si fa dire di 'no' e a chi dice di 'ni', ma non credo che queste tattiche portino lontano". Cosi' il segretario del Pd commenta la recente apertura di Casini al centrodestra. "Anche per questo- aggiunge- abbiamo avanzato la mozione di sfiducia perche' con questa si dice 'basta con i tatticismi'".
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lunedì 22 novembre 2010

LA CANOTTIERI SEBINO EMERGE NEL FONDO NAZIONALE – PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO DALLA GEMELLATA GLASGOW UNIVERSITY BOAT CLUB

di PAOLA MAURIZIO

La Canottieri Sebino è pronta ad affrontare con grande determinazione i nuovi appuntamenti invernali incentrati sul fondo, la disciplina del remo che impegna gli atleti sulla distanza dei 6 km. Grandi soddisfazioni in questo campo sono già pervenute dalle due impotanti gare di livello nazionale disputate sul Lago di Varese nello scorso week end. Sabato la Coppa Insubria, regata riservata a equipaggi singoli, giunta alla sua 11^ edizione e partecipata da 88 atleti, ha visto Paolo Ghidini emergere come 4° assoluto: un risultato entusiasmante con il quale Paolo si è classificato 1° nella categoria juniores. Qui occupano posizioni di rilievo anche i compagni di squadra Adriano Mascarino (3°) e Pietro Cipolloni (4°), le cui performance hanno portato ad un piazzamento assoluto rispettivamente in undicesima e ventquattresima posizione. Meritevole di nota anche l'esito della gara dedicata ad Allievi e Cadetti disputata sulla distanza di 4km, nella quale Simone Mascarino si è piazzato 5° assoluto, con il rilievo del 4° posto nella specifica classifica per la categoria Cadetti. Domenica è seguita la prima prova di Coppa Italia di Gran Fondo, che ha visto in acqua 260 equipaggi ed oltre 500 vogatori impegnati nelle specialità singolo, 2 senza, quattro di coppia e 8con. In tutte la Sebino ha partecipato con propri equipaggi o con soluzioni miste per gli armi più 'complessi'. Con l'ammiraglia si è distinto il Master biancoazzurro Massimo Sangrigoli che insieme agli atleti della Varese e della Tritium ha ottenuto la medaglia d'argento. Sul podio del singolo junior ritroviamo Paolo Ghidini che anche in questa seconda manifestazione ha dato conferma delle sua qualità atletica, regalandoci un bel terzo posto, tanto più incisivo perchè conquistato a seguito di una sfida particolarmente emozionante giocata con i bravissimi concorrenti di Sispert e Alpis in un 'fazzoletto' di 2"60. Un gratificante bronzo è stato ottenuto anche dal quattro di coppia master composto da Aristide Bonomelli, Paolo Gabriello, Luca Giuliani insieme al collega Barzaghi della Tritium. Benchè escluso dal podio si evidenzia l'onorevole quinto posto di Gabriele Bonomelli e Davide Macario nel 2 senza, segno di una buona competitività nell'ambito di una graduatoria articolata su quattordici posizioni. Alla soddisfazione per questi risultati agonistici la Sebino affianca oggi il compiacimento per una bella notizia giunta poco fa dal quartier Generale del Glasgow University Boat Club: il prestigioso sodalizio remiero scozzese ha suggellato l'intensa relazione di gemellaggio che lo lega da anni alla Sebino intitolatando alla società loverese una nuova imbarcazione. Con questo gesto il Club,che con i suoi 140 anni di storia è uno dei più antichi esistenti in Europa e che vanta una posizione di primo piano nel panorama delle società universitarie, ha riconoscendo un tributo di affetto ed un segnale di amicizia nello sport davvero profondo alla Sebino. Dopo i primi contatti avvenuti nel 2007 i due sodalizi hanno instaurato un programma di collaborazione unico nel suo genere, che mette a confronto modi diversi di vivere la passione per il canottaggio e unisce le forze per cogliere con ancora maggiore entusiasmo gli stimoli offerti dal panorama agonistico internazionale. Grazie al supporto degli amici scozzesi la Sebino ebbe modo di partecipare per la prima volta nel 2008 alla mitica Horr sul Tamigi di Londra, mentre l'estate successiva la squadra scozzese si è allenata sulle acque del sebino per prepararsi alla storica Henley Royal Regatta di Oxford. I ritiri incrociati, sia estivi che invernali, si sono susseguiti in questi quattro anni a ritmi cadenzati, sino all'ultima ospitalità prestata dalla Glasgow a nove atleti della Sebino nell'agosto scorso. Una nuova occasione di incontro si prospetta per la prossima primavera, quando sarà la Sebino ad accogliere sulle proprie acque l'intera squadra femminile del Club. La nuova barca "Sebino" ha le fattezze di un 'quattro' di punta, ed è stata inaugurata in occasione della animatissima festa sociale che il Club ha organizzato sabato scorso. La Sebino, seppur invitata, non ha potuto presenziare alla cerimonia del battesimo, ma pensa con emozione ed onore alla propria insegna che d'ora in poi solcherà le placide acque del Clyde River!
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