domenica 10 luglio 2011

LA TENTAZIONE DEL PREMIER: È MEGLIO VOTARE

 

La condanna della Corte d’Appello di Milano è l’ultima tegola di una stagione di frane giudiziarie e di fallimenti politici. Incerto sul da farsi e fiaccato dai sondaggi il Cavaliere medita perfino le urne. Tra i suoi, infatti, avanza la suggestione di elezioni «in tempi brevi» che mettano nel conto perfino la possibile sconfitta. «Passaggio obbligato», questo, per preparare «un nuovo 2008» e il miraggio dell’ennesima «rinascita» dopo «quella che seguì al fallimento del governo Prodi». «Io corruttore? Siamo alle solite, questa è una sentenza politica - si sfoga Berlusconi dopo il verdetto di Milano - Siamo all’ultimo anello della persecuzione giudiziaria...». E ce n’è per tutti i gusti a leggere le reazioni dei maggiorenti Pdl chiamati a far quadrato a difesa del capo. «Sentenza illegale», «verdetto comprato», «siamo al Tribunale di Mosca e all’inquisitore Vyscinskij», «ritorsione», «esproprio proletario», «clima da piazzale Loreto». Berlusconi, in realtà, la dava ormai per scontata «la mazzata» di ieri. Aveva provato a neutralizzarla approfittando di quel codicillo nascosto tra le pieghe del decreto legge sulla manovra economica, ma l’espediente «ad aziendam» si rivelò un boomerang e venne riposto nel cassetto in fretta e furia. Infuriato per la «sentenza farsa» di ieri, però, il Cavaliere medita di tornare ad inserire in qualche modo la «salva Fininvest» nella manovra che approderà in Senato. Un percorso irto di ostacoli, questo. E anche i fedelissimi, adesso, si mostrano scettici. «Si potrebbe tentare un accordo tra le parti per congelare l'esecutività della sentenza - auspica uno di loro - Varrebbe la pena provarci in attesa del responso definitivo della Cassazione...». Un verdetto negativo messo nel conto quello di ieri, l’ennesima tegola che il Cavaliere invincibile di un tempo non riesce a schivare. «Tutto gli va storto», ammettono i suoi. Ieri, ad esempio, sperava di recuperare immagine volando a Lampedusa per «rendersi conto di persona», parole del sindaco De Rubeis, «di come l’emergenza sbarchi sia ormai superata». Il tentativo di neutralizzare mediaticamente dalla Sicilia il ko atteso a Milano, però, è andato regolarmente in fumo. Nella notte di sabato, infatti, quattro barconi salpati dalla Libia avevano scaricato sull’isola più di mille profughi, a dimostrazione che il problema immigrazione è tutt’altro che risolto. E Berlusconi. così, ha preferito cambiare rotta per rifugiarsi in Sardegna, nel buen retiro di Villa Certosa. Un premier «incerto sul da farsi», così lo descrive uno dei suoi. Un giorno ostinato nell’andare avanti fino al 2013, l’altro pronto a mettere nel conto perfino «un proficuo periodo di rigenerante opposizione». «A chi pensate che siano rivolti gli inviti alla responsabilità che Letta rivolge ai membri del governo e che tracimano puntualmente fuori dalla stanza del Consiglio dei ministri? - chiede un esponente di primo piano del Pdl - Ecco, quegli appelli sono rivolti innanzitutto a Berlusconi...». Il Sottosegretario che consiglia prudenza e il Presidente del Consiglio che oscilla tra «il dovere di farsi carico dei problemi del Paese» e «i propositi incendiari». Il premier «sempre più isolato», in realtà, teme che la situazione precipiti e che la Lega si sfili. La tentazione delle elezioni anticipate, così, gli consentirebbe di «recuperare un rapporto forte con l’alleato di sempre preservando il nocciolo duro della sua maggioranza da capitalizzare alle urne con questa legge elettorale. Prima dei possibili referendum anti porcellum. Una eventuale sconfitta? Un periodo d’opposizione a un governo della sinistra costretto ad accollarsi le difficoltà della crisi economica - secondo questa tentazione - consentirebbe a Berlusconi di cavalcare il malessere per tornare in sella «contando su un rapido logoramento di un governo diverso». Un esecutivo tecnico retto «eventualmente» da Tremonti? Il Cavaliere, certo, «griderebbe al golpe e al ribaltone», ma «sfrutterebbe la rendita di posizione». Altro che Berlusconi pronto a fare «il padre nobile» e a passare la mano, quindi. Le suggestioni che viaggiano tra Arcore, Villa Certosa, Palazzo Grazioli e dintorni, a ben vedere, non fanno i conti con i drammi del Paese. E con un 2011 distante mille miglia dal 2008 e da quella «rivincita» che si è rivelata l’ennesima illusione berlusconiana.       c.p.s.m.

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sabato 9 luglio 2011

SIENA, È RINATO IL MOVIMENTO DELLE DONNE

«Oggi a Siena si tiene l'incontro fondativo del movimento delle donne. Da ora in poi continueremo ad allargare la rete e a porre la nostra agenda di temi alla comunità politica». Come dimostrano le parole di Cristina Comencini, è andata ogni oltre previsione la partecipazione all'incontro "Se non ora quando", la kermesse al femminile che tiene viva la fiamma che si era accesa, in varie piazze italiane, lo scorso 13 febbraio. La sede di Santa Maria della Scala si è rivelata insufficiente e, pochi giorni fa, si era ottenuta, con l'intervento del sindaco Franco Ceccuzzi, la disponibilità del prato di Sant'Agostino, a 150 metri dal Duomo. Il successo di questa manifestazione-bis lascia davvero pensare che sia nata una «rete nazionale di donne», impegnate sui temi della maternità, del lavoro, ma più in generale sul ruolo della donna nella società italiana. I lavori si sono aperti con la proiezione di un video sulla manifestazione di febbraio, e, a seguire gli interventi dal palco: dai rappresentanti del comitato nazionale "Se Non Ora Quando?" all'economista Tindara Addabbo, da Linda Sabbadini dell'Istat e da Sabina Castelfranco della Stampa estera. «La situazione delle donne nel nostro Paese è critica: meno di metà delle donne lavora, al Sud neanche un terzo», ha detto Linda Laura Sabatini. «Siamo uno dei fanalini di coda dell'Europa per tasso di occupazione femminile - ha proseguito - la disoccupazione femminile è più alta di quella maschile (9,7% contro 7,6%) e, a parità di titolo di studio conseguito, le donne guadagnano meno degli uomini e ben il 40% delle laureate svolge un lavoro non adeguato al titolo di studio conseguito». «La presenza delle donne nei luoghi decisionali - ha aggiunto Sabatini - è bassa, soprattutto in quelli economici e politici, ed i mutamenti, quando ci sono, sono molto lenti e frutto di grandi fatiche delle donne». «Uno dei problemi più critici - ha concluso - è quello del rapporto tra maternità e lavoro: i tassi di occupazione continuano a risentire dei carichi familiari e si riducono all'aumentare del numero di figli». Affollatissima, piazza Sant'Agostino. Dal palco, brevi interventi: Francesca Izzo e Cinzia Guido hanno tratto un un bilancio del 13 febbraio, quindi Francesca Comencini, Fabrizia Giuliani, Flavia Perina di Fli, così come la presidente del Pd Rosi Bindi e Susanna Camusso: «la manovra economica è contro le donne, soprattutto contro le più giovani», ha detto tra l'altro la segretaria generale della Cgil, che riconosce, oggi a Siena, «un movimento importante, protagonista in questo Paese». Giulia Bongiorno, parlamentare di Fli chiede che si superino gli schieramenti politici e che le donne «votino solo i partiti che hanno a cuore l'interesse delle donne». Stasera, grande festa per le strade di Siena, con lo spettacolo in programma dalle 22.00 alle ore 23.30 sul prato di S. Agostino. Il quartetto d'archi «Euphoria», Angela Baraldi e Massimo Zamboni fra l'altro, canterà il pezzo «Quando, se non ora», quasi un inno il movimento. Lunetta Savino leggerà dei brani di Eve Ensler, l'autrice americana de «I monologhi della vagina» e la giovane attrice Emanuela Barilozzi interpreterà « Il Bambino sognato» scritto da Cristina Comencini. In chiusura, la musica di Teresa De Sio. E infine domani, a partire dalle 10 report e conclusioni sui temi trattati, fino all'incontro aperto su come si organizza, nel nostro Paese, una rete delle donne.

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venerdì 8 luglio 2011

ROMA, ALEMANNO:CHI L'HA VISTO? PREFETTO:«C'È GUERRA PER DROGA»

Ci aveva puntato molto, Alemanno, sulla questione sicurezza. Buona parte della sua campagna elettorale per il campidoglio era stata giocata denunciando una Roma in preda a malviventi, zingari, ed efferatezze varie. Adesso che i fatti violenti si ripetono sempre più frequentemente, si smonta l'immagine del duro e puro che il sindaco aveva voluto cucire su se stesso. Nella capitale è in corso «una battaglia per assumere la leadership per il traffico della droga legato alla presenza di un numero elevato di piccole bande criminali». A sostenerlo è il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, organizzato per fare un punto della situazione tra enti locali e forze dell'ordine dopo l'omicidio avvenuto a Prati.Il prefetto sottolinea che il «traffico di droga a Roma è gestito da tante piccole bande che si riforniscono sul mercato. Molte di loro sono state disarticolate nei mesi scorsi, ci sono decine di arresti. È ovvio - aggiunge - che decapitarle comporta che gli spacciatori più piccoli cerchino di assumere un ruolo guida sul mercato». Questo movimento «ha portato a 2/3 omicidi tra piccoli spacciatori».Intanto, Nicola Zingaretti ha lanciato una fiaccolata per dare un segnale. L'appuntamento è il 19 luglio, anniversario dell'uccisione del giudice Borsellino. «Trovo straordinario che all'idea di lanciare un segnale ci sia stata una risposta così ampia delle forze associative, sociali e politiche e delle istituzioni che ci fa ben sperare per l'appuntamento del 19. È un fatto molto importante che credo lanci anche un messaggio chiaro: Roma non si volta dall'altra parte», dice Zingaretti. Roma non resta indifferente, Alemanno che fa?

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giovedì 7 luglio 2011

MOTOCROSS/CAMPIONATO ITALIANO FEMMINILE TROFEO ITALIA,ULTIMO ROUND

di PAOLA MAURIZIO

Domenica 10 luglio si conosceranno i vincitori del Trofeo Italia Motocross e del Campionato Italiano Femminile. Sul crossdromo La Gamellona di Paroldo, infatti, andrà in scena l’ ultima tappa stagionale dei due tornei. Siamo entrati nel vivo dell’estate ed ecco che si avrà già l’epilogo di un campionato, anzi due che hanno contraddistinto questa stagione nazionale con il Motocross. Il quarto round del Trofeo Italia Motocross e Campionato Italiano Femminile sancirà il verdetto finale eleggendo i “Campioni 2011”, confermando ulteriormente la crescita di questo torneo in termini di partecipazione. Teatro dell’ultimo evento in calendario è il famoso crossdromo La Gamellona, situato a Paroldo, condotto dalla regia del Moto Club Cairo Montenotte e, ovviamente, con la supervisione di FX Action promoter anche di questi campionati. Un epilogo, questo, che eleggerà 5 nuovi campioni nelle varie categorie dove soltanto nel Campionato Italiano Femminile si avrà una titolarità tricolore. Ricordiamo, infatti, che il Trofeo Italia non consegna il titolo di Campione Italiano Motocross. Per prima cosa la valutazione dei papabili pretendenti alla vittoria. Partendo dalla MX1 Over 21, Luca Derosa comanda con ben 391 punti su Luca Malimpensa ed i punti in palio per le due manche ancora da disputare sono 500, quindi è ancora tutto in ballo. Nella MX Under 21 la lotta al vertice è tra Musso e Laurenzi, i due sono divisi da 128 punti, e anche qui è tutto da decidere. Nella MX2 Under 21 abbiamo assistito, l’ultima volta, ad un nuovo vincitore, Nicola Recchia che di sicuro saprà rendersi protagonista anche nel round finale in programma il prossimo week end. Della partita saranno invece assenti altri due: l’attuale leader di classifica Alessio Della Mora e Luca Moroni, terzo, che hanno scelto di prendere parte al Campionato Europeo 125 di scena in Germania. Via libera, dunque, non solo a Recchia ma anche a Leonardo Amadio già protagonista in apertura di stagione e che senza i due marchigiani sembra il più probabile pretendente al titolo. Lotta ancora più serrata nella MX2 Over 21 dove solo 20 punti dividono il leader attuale, Marincioni, dal suo diretto inseguitore, Faccioli. Il risultato più scontato sembra essere davvero quello del tricolore Femminile dove Chiara Fontanesi è sempre più proiettata verso l’alloro di campionessa. I distacchi con le dirette avversarie non sono esagerati ma qui i punteggi sono molto più contenuti e i 50 punti totali delle due manche che si disputeranno a Paroldo sembrano davvero essere una formalità per la giovane parmense.
TIME TABLE
TROFEO ITALIA/C.I. FEMMINILE MOTOCROSS 2011
Sabato 9

08.00-09.00 Operazioni preliminari MX1

09.00-10.00 Operazioni preliminari MX2

10.00-10.30 Operazioni Preliminari C.I. Femminile

09.30-09.50 Prove Ufficiali MX1 Gruppo B (20 minuti)

10.00-10.20 Prove Ufficiali MX1 Gruppo A (20 minuti)
10.30-10.50 Prove Ufficiali MX2 Gruppo A (20 minuti)
11.00-11.20 Prove Ufficiali MX2 Gruppo B (20 minuti)
11.30-11.50 Prove Ufficiali MX2 Gruppo C (20 minuti)
12.00-12.20 Prove Ufficiali C.I. Femminile (20 minuti)
14.00-14.25 Qualificazioni MX1 Gruppo B (25 minuti)
14.35-15.00 Qualificazioni MX1 Gruppo A (25 minuti)
15.10-15.35 Qualificazione MX2 Gruppo A (25 minuti)
15.45-16.10 Qualificazione MX2 Gruppo B (25 minuti)
16.20-16.45 Qualificazione MX2 Gruppo C (25 minuti)
16.55-17.15 Qualificazione C.I. Femminile (20 minuti)
Domenica 10
08.00-08.20 Warm Up MX1 Gruppo B (20 minuti)
08.25-08.45 Warm Up MX2 Gruppo B (20 minuti)
08.50-09.10 Warm Up MX1 Gruppo A (20 minuti)
09.15-09.35 Warm Up MX2 Gruppo A (20 minuti)
09.40-09.55 Warm Up C.I. Femminile (15 minuti)
Chiusura P.P. - Part.Gara
10.30-10.40 1a corsa MX1 Gruppo B (15’ + 2 giri)
11.05-11.15 1a corsa MX2 Gruppo B (15’ + 2 giri)
11.40-11.50 1a corsa MX1 Gruppo A (20’ + 2 giri
12.20-12.30 1a corsa MX2 Gruppo A (20’ + 2 giri)
13.00-13.10 1a corsa C.I. Femminile (15’ + 2 giri)
15.00-15.10 2a corsa MX1 Gruppo B (15’ + 2 giri)

15.35-15.45 2a corsa MX2 Gruppo B (15’ + 2 giri)
16.10-16.20 2a corsa MX1 Gruppo A (20’ + 2 giri)
16.50-17.00 2a corsa MX2 Gruppo A (20’ + 2 giri)
17.30-17.40 2a corsa C.I. Femminile (15’ + 2 giri)
Classifiche provvisorie di campionato dopo la 3^ prova
MX1-Under 21: 1.Musso pt.604; 2.Laurenzi 476: 3.Ferrini 316.
MX1-Over 21: 1.Derosa pt.1420; 2.Malimpensa 1069; 3.Debbi 692.
MX2-Under 21: 1.Della Mora pt.1047; 2.Amadio 1028; 3.Moroni 940.
MX2-Over 21: 1.Marincioni pt.577; 2.Faccioli 557; 3.Neri 465.
Femminile: 1.Fontanesi C. pt.125; 2.Parrini 108; 3.Rivetti 100; 4.Padrini 80; 5.Sbrana 77.
Nella foto> Chiara Fontanesi
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mercoledì 6 luglio 2011

DELIBERA AMMAZZA-WEB: AGCOM FA PASSO INDIETRO


L'Agcom ha approvato con sette voti a favore un astenuto e un voto contrario lo schema di regolamento sul diritto d'autore che nell'attesa dei giorni scorsi aveva scatenato la protesta della rete, e che viene posto ora ad una consultazione pubblica di 60 giorni. Lo schema prevede che per la rimozione dei contenuti coperti da copyright, «la procedura dinanzi all'Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti».La procedura, inoltre «non prevede alcuna misura di inibizione dell'accesso ai siti internet».«Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell'Autorità e sul rapporto tra l'intervento amministrativo e i preminenti poteri dell'Autorità giudiziaria». Questo il commento del presidente dell'Agcom Corrado Calabrò, dopo l'approvazione da parte dell'Autorità dello schema di delibera sul diritto d'autore. «L'articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti - ha aggiunto il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò dopo l'approvazione da dello schema di delibera sul diritto d'autore -. È nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un'audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno». LE REAZIONI «Aspettiamo di conoscere il testo definitivo per un giudizio più compiuto. Se è vero che è stata attenuata la sovrapposizione con il potere giudiziario, rimangono comunque enormi perplessità». Lo afferma il senatore Vincenzo Vita, vicepresidente Pd della commissione Cultura. «Con il solo voto contrario di Nicola D'Angelo e l'astensione di Michele Lauria - prosegue Vita -, l'Agcom ha approvato lo schema di regolamento sul diritto d'autore. Qualche modifica c'è stata, parrebbe. Per rimuovere i contenuti verrebbero fatti alcuni 'warning'. Il periodo del contraddittorio passa a 10 giorni, anzichè i 5 previsti. Poi, però, incombe il rischio censura». «E rimane intatto l'abnorme problema delle competenze, profilandosi un vero e proprio conflitto di attribuzione - aggiunge Vita - Chi di noi lavorò sulla legge 249 del 1997, istitutiva dell'Autorità, sa bene che sul tema dei diritti un organismo di alta amministrazione ha dei limiti intrinseci, se manca una legge primaria». «Abbiamo chiesto - conclude il senatore - di poter ascoltare in Parlamento Corrado Calabrò per spiegare alle Camere quali sono le intenzioni reali alla fine della consultazione. Comunque, oggi è un brutto giorno per la libertà della Rete. E a quest'ultima ora - e al Parlamento - che deve passare la parola». Non conosciamo il testo integrale della decisione dell' Agcom ma solo un comunicato che la riassume. A me sembra un'operazione di maquillage che non cambia la sostanza delle cose. È stato fatto qualche piccolo aggiustamento ma rimane, in capo all'Autorità, un potere di rimozione dai siti web dei contenuti, sulla base di valutazioni fortemente discrezionali, con pesantissime sanzioni che possono arrivare fino a 250 mila euro».È quanto afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: «Resto convinto che, quando si incide su diritti riconosciuti e tutelati dalla Carta Costituzionale, è bene che gli interventi a difesa del diritto d'autore siano nelle mani dell'autorità giudiziaria che, per indipendenza e autonomia, può offrire ai cittadini un quadro forte di garanzia». «È bene che la parola su questa materia torni al Parlamento - conclude Di Pietro - infatti, una consultazione di 60 giorni, fatta durante il periodo estivo, non può certo essere sostitutiva del ruolo e della funzione delle Camere».                                                                     c.p.s.m.


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martedì 5 luglio 2011

SEI GIORNI DI ENDURO 2011 - I CONVOCATI MAGLIA AZZURRA


di PAOLA MAURIZIO

La Federazione Motociclistica Italiana annuncia l'elenco dei piloti Maglia Azzurra selezionati per fare parte della squadra nazionale di Enduro impegnata all'86^ Sei Giorni di Enduro, in calendario a Kotka-Hamina, in Finlandia, dall'8 al 13 agosto 2011. Sono 6 i piloti selezionati per il Trofeo e 4 per il Trofeo Junior, meglio conosciuto come il ‘Vaso', mentre 3 saranno le ‘riserve' che parteciperanno al Trofeo per Club.
Trofeo Mondiale
E1 Andrea Beconi, Kawasaki, HP Moto Team
E3 Alessandro Botturi, Gas Gas, Gas Gas Italia
E2 Edoardo D'Ambrosio, HM, HM Honda Zanardo
E3 Maurizio Micheluz, Fantic Motor, Scuderia Fantic Motor Doimo Cityline
E2 Dany Philippaerts, Beta, Team Costa Ligure Beta Boano
E2 Alex Salvini, Husqvarna, Husqvarna CH Racing Monster Energy
Trofeo Junior
E2 Gianluca Martini, Lunigiana Enduro
E2 Jonathan Manzi, KTM Factory, KTM Farioli
E1 Thomas Oldrati, KTM Factory, Team KTM Factory
E2 Giacomo Redondi, Husqvarna, Husqvarna CH Racing Monster Energy
La Maglia Azzurra, in Finlandia, andrà alla ricerca del 14° successo nella Sei Giorni, un successo che manca in Italia dal 2007 a La Serena in Cile.
Per quanto riguarda il Vaso, sono 12 i successi nel palmares azzurro, l'ultimo nel 2008 in Grecia. Della spedizione faranno parte anche Guido Conforti (Yamaha, Motoclub Treviglio), Nicolò Mori (TM, TM Racing) e Nicolas Pellegrinelli (KTM, GP Motorsport) per il Moto Club Italia. A condurre il team azzurro in Finlandia, saranno Franco Gualdi, Capo Spedizione della Sei Giorni Enduro, ed il Direttore Tecnico Enduro, Gionni Fossati.Franco Gualdi: "Quest'anno sarà una Sei Giorni molto particolare dove saranno assenti anche i campioni in carica della Francia. Sicuramente ci saranno meno ‘nomi', ma il livello rimane comunque alto. La superfavorita è la Finlandia, padrona di casa e con una tradizione enduristica di altissimo livello. Dal canto nostro, avremo due ottime squadre che potranno puntare al podio sia nel Trofeo, sia nel Vaso".
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lunedì 4 luglio 2011

ENDURO/ARMANNI SI LAUREA CAMPIONE ITALIANO VETERAN


di PAOLA MAURIZIO

All’ombra dell’imponente fortezza di Bardi, in provincia di Parma, si è svolta, sotto un caldo sole estivo, la quarta e penultima tappa del tricolore Major. Un fine settimana ricco di emozioni e spettacolo a partire dal titolo conquistato con una giornata di anticipo da parte di Osvaldo Armanni (foto) che fa sua la classe Veteran con un totale di 100 punti, realizzati con la conquista della prima posizione in tutte le prove corse quest’ anno. Se per Armanni è stata una giornata segnata da un meritato bagno di spumante, non è stato così per il resto delle classi,che dovranno attendere il prossimo 25 settembre per il verdetto finale della stagione. Protagonisti di due brutte cadute sono stati Mauro Uslenghi e Ivano Giordano. Nessuna conseguenza per i due piloti Major, anche se per l’ incidente di Uslenghi si è dovuta annullare la prova nella SuperVeteran per permettere ai soccorsi di poter intervenire. Tornando alla gara ottima l’organizzazione del Moto club Bobbio, con a capofila il nostro Vice Presidente Federale Fabio Larceri, coadiuvata perfettamente dagli amici del gruppo “I Desperados” di Bardi, i quali hanno ideato e creato i circa 50 km di percorso calcato dai 249 piloti al via della prova emiliana dove all’interno erano disposte le due speciali della gara. Un Enduro Test ed un Cross Test sono state le prove in gara, le quali però non sono state cronometrate durante il primo giro, mentre il fettucciato è stato ripetuto una volta in più prima di rientrarealpaddock.A conquistare la giornata e la classe Elite, non valida però la sua posizione ai fini del campionato,è stato uno scatenato Oscar Balletti (Beta) al suo rientro in gara dopo l’intervento alla spalla, mentre, passando alla classifica di gara, troviamo un ottimo Alessandro Botturi (Gas Gas) vincitore della Elite, seguito da Roberto Bazzurri (Husqvarna), mentre nel terzo gradino del podio sale Alessio Paoli su HM Honda. In campionato mantiene salda la sua prima posizione Attilio Pignotti (Hm Honda) che però finisce sesto di giornata. La Expert1 è ancora sotto il segno di Massimiliano Siragusa (KTM TNT Corse) che precede ancora una volta Paolo Bertorello (KTM), mentre la terza posizione viene conquistata da Felice La Marca su HM Honda del TNT Corse. Zampata vincente nella Expert2 per Marco Feltracco (KTM) che strappa la prima posizione al leader di campionato Fabio Occhiolini (Yamaha Macota), con Roberto Cesareni al terzo posto in sella alla sua KL Kawasaki.La Expert3 vede trionfare per la quarta volta consecutiva Pierluigi Surini (HM Honda Full Bike Team) con Fabrizio Hriaz (Fantic Motor) ad inseguirlo in seconda posizione. Ottimo terzo posto per Luciano Mastrantonio su Beta. Passando alla Master1 ad avere la meglio è stato anche questo fine settimana Pablo Peli (Yamaha) che rifila alle sue spalle Mirko De Felice (KL Kawasaki), mentre la medaglia di bronzo viene conquistata da Giorgio Alberti (HM Honda).Continua il trend positivo per Giuseppe Gallino nella Master2 che a Bardi fa suo il primo posto di classe seguito da Angelo Maggi (HM Honda Moto90 Saronno), con Luca Politanò (SBR) che termina terzo.Davide Dall’Ava conclude la sua gara conquistando la medaglia d’oro nella Master3 rifilando dietro di sé un bravo Niccolò Zanchi (Fantic Motor) e Carmelo Mazzoleni (KTM).Nella Veteran a conquistare la vetta del podio è stato il neo tricolore della stessa Osvaldo Armanni (HM Honda Full Bike Team) mettendo alle sue spalle Giancarlo Moscone (HM Honda) e Claudio Bartolini (KTM).Con una speciale in meno disputata a causa della caduta di Uslenghi, la SuperVeteran vede a fine gara il trionfo di Angelo Signorelli (Yamaha MTG Team), che sembra non conoscere rivali per il momento. La seconda e terza posizione vengono occupate rispettivamente da Remo Fattori (KTM BG Norelli) e Cesare Bernardi (HM Honda).Tra le squadre il Motoclub Sebino festeggia la prima posizione grazie a Cesareni, Surini, Armanni e Brissoni, seguito dal Mc Costa Volpino (Peli, Alberti, Zigliani, Pegurri) al secondo posto e dal Motoclub Trieste (Cabass, Hriaz, Zanardo, Marassi) che fa sua la terza posizione. A trionfare tra i Team è il Full Bike grazie ai suoi piloti Sala, Surini, Armanni e Fattori. Medaglia d’argento per il TNT Corse (De Felice, Giannettoni, Siragusa, Occhiolini), mentre quella di bronzo è andata all’MTG Team (Maggi, Ciarpaglini, Mauri, Signorelli).Dopo questo doppio impegno del 26 giugno a Terni e Bardi, un meritato periodo di riposto attende i nostri piloti Major, che ritorneranno ad accendere i motori il prossimo 25 settembre sull’Abetone, per l’ultima e decisiva tappa del tricolore 2011, grazie al Motoclub Abetone.

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domenica 3 luglio 2011

CAMUSSO: NON TOCCATE LE PENSIONI, IN PIAZZA IL 15 LUGLIO IN OPPOSIZIONE AL GOVERNO BERLUSCONI



La Cgil «ha preannunciato una mobilitazione del 15 luglio del sindacato pensionati: sarà una mobilitazione di tutti i territori per le pensioni, ma anche per la sanità è sui temi della crescita». Lo ha detto la segretario generale della Cgil, Susanna Camusso confermando la mobilitazione del sindacato sui temi della manovra economica. La segretario della Cgil ha quindi sottolineato l'iniquità della manovra per quanto riguarda il taglio alle rivalutazioni pensionistiche:«quando si parla dei mille e quattrocento euro si parla di mille euro netti. Sono le pensioni di operai, impiegati che spesso hanno raggiunto i 40 anni di lavoro, quel famoso ceto medio che bisognerebbe salvaguardare sul piano dei redditi e quindi dei consumi. Si tratta di un ceto che è stato già penalizzato con riduzioni delle pensioni che spesso gli servono anche a proteggere figli disoccupati». Per trovare risorse per fare la manovra «noi diciamo da lungo tempo innanzitutto che per prendere soldi bisogna rimettere in moto la crescita. E poi si deve prendere a chi guadagna di più, osserva ancora il segretario della Cgil che aggiunge: «non è vero che non ci sono situazioni dove non si potrebbero trovare risorse quando il 10% famiglie italiane detiene il 47% della ricchezza nazionale».Per questo, conclude Camusso, «noi diciamo che serve un riequilibrio. Si colpisca chi ha determinato questa crisi e si utilizzino le risorse per far stare meglio chi sta peggio e per far ripartire la crescita».                                                              c.p.s.m.

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sabato 2 luglio 2011

L'IRA DI PD E SINDACATI: «GIÙ LE MANI DALLE PENSIONI»


La stretta a sorpresa sulle pensioni sta facendo sollevare un coro di no tra le opposizioni e i sindacati. Le forbici della manovra colpiscono gli assegni previdenziali di livello relativamente modesto, come quelle da 1.400 euro al mese. Il decreto per la correzione dei conti pubblici prevedrebbe infatti la mancata rivalutazione per il biennio 2012-2013 delle pensioni superiori a cinque volte il minimo, cioè 2.300 euro al mese (il minimo delle pensioni inps 2011 è di 476 euro al mese), mentre quelle più basse, comprese tra 1.428 e 2.380 euro mensili, dovrebbero essere valutate per tenere conto dell'inflazione, ma solo nella misura del 45%. A ciò si aggiungerebbe l'allungamento dell'età minima di pensione che dal 2014 salirà di almeno tre mesi con l'anticipo dell'agganciamento automatico delle speranze di vita. «Si colpiscono le pensioni intorno ai 1.000 euro mensili netti», spiega Stefano Fassina, responsabile per il Pd di Economia e lavoro, visto che «dall'importo annuo indicato di 18mila euro va sottratto il 30 per cento di tasse». Dunque, precisa Fassina, «sono almeno 5 milioni i pensionati su cui ricadrà l'intervento». E questa, ha poi tenuto a sottolineare, «è sola una delle norme. Poi c'è il ticket che pesa soprattutto sui pensionati visto che più di altri ricorrono al servizio sanitario nazionale. E ancora, l'aumento da 34 a 120 euro del bollo sui titoli a partire dai 1.000 euro investiti; anche qui parliamo di piccoli risparmiatori spesso anziani». Da ultimo, ha proseguito, «c'è il colpo pesantissimo e insostenibile a Comuni, Province e Regioni, con 10 miliardi di tagli che vanno ad aggiungersi ai 13 miliardi dello scorso anno. Tutti gli amministratori, anche quelli leghisti, hanno già annunciato che dovranno tagliare i servizi sociali e assistenziali». Non ci stanno neanche le parti sociali. «I pensionati cominciano a pagare subito e subiranno un ulteriore peggioramento della loro condizione nei prossimi anni». Lo afferma Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil, commentando la manovra e i tagli previsti alla previdenza e all'assistenza. Cantone annuncia anche una manifestazione il 15 luglio davanti Montecitorio per protestare contro le decisioni del Governo. «Tra i più colpiti - sottolinea Cantone - saranno gli assegni previdenziali di importo medio, la maggioranza del totale dei pensionati, quelli che percepiscono intorno agli 800 euro netti, che, oltre a essere tassati maggiormente, avranno una riduzione drastica dell'assistenza socio sanitaria, un ulteriore balzello per salvaguardare la loro salute».Per il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica si tratta di «una misura inaccettabile, inserita in una manovra che ancora una volta colpisce i soliti noti» a cui il sindacato «si opporrà con forza anche con la mobilitazione». Alt anche dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Il governo ed il parlamento devono correggere il provvedimento che blocca la rivalutazione delle pensioni», dice. E aggiunge: «La norma rende ancora più vulnerabili quei pensionati che negli ultimi quindici anni hanno già visto ridursi il potere di acquisto delle loro pensioni». Quello che si aspetta, Bonanni è «non solo un chiarimento dal governo», ma anche che il parlamento corregga «questa palese iniquità, individuando nella riduzione dei livelli amministrativi, negli sprechi e nei costi impropri della politica, la copertura necessaria per dare soluzione ad un provvedimento ingiusto e socialmente non sostenibile».Per Vendola «la manovra Berlusconi-Tremonti candida chi dirige le amministrazioni territoriali, presidenti di regione, di province e sindaci a diventare esclusivamente dei curatori fallimentari». «La manovra - prosegue il leader di Sel - era partita con gli effetti speciali degli annunci, che riguardano sempre il futuro, mai il presente, degli tagli alla casta e alla politica. E poi quando uno osserva il contenuto vero della manovra capisce, guardando ad esempio l'incredibile vicenda del blocco delle pensioni, che si tratta della patrimoniale sui ceti medio bassi del nostro Paese. È la patrimoniale sui poveri. Nient'altro».A nulla sono servite le precisazioni dell'Inps, che in una nota spiega che «quello adottato nella manovra è un meccanismo di rivalutazione a fasce per cui tutte le pensioni sono oggetto di rivalutazione, anche se in misura progressivamente inversa rispetto all'entità della pensione». In questo modo le pensioni più basse, fino a un importo di 1.428 euro mensili, sono rivalutate al 100%. Le pensioni tra tre e cinque volte il minimo - nello scaglione tra 1.428 e 2.380 euro mensili - saranno rivalutate al 100% nella fascia fino a 1.428 e al 45% nella fascia fino a 2.380. Le pensioni oltre cinque volte il minimo - ovvero superiori a 2.380 euro mensili - saranno rivalutare al 100% nella fascia fino a 1.428 euro, al 45% nella fascia da 1.428 a 2.380, mentre il blocco della rivalutazione scatterà nella quota superiore a 2.380 euro mensili.                                                                                   c.p.s.m.

venerdì 1 luglio 2011

RIFIUTI, NAPOLITANO AL GOVERNO: IL DECRETO NON BASTA



Napolitano firma il decreto ma lo giudica non risolutivo ed evidenzia i limiti del provvedimento non rispondete alle attese.Incalza il governo sullo scottante dossier rifiuti il capo dello Stato: «Il governo non si fermi qui». Il provvedimento varato non è risolutivo, il governo deve adottare ogni ulteriore necessario intervento.Il capo dello Stato chiede un nuovo intervento del governo per un effettivo superamento dell'emergenza nazionale. «Nel rilevare i limiti di contenuto del provvedimento- si legge in una nota del Quirinale - che nel testo approvato ieri dal Consiglio dei ministri non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo, il Capo dello Stato auspica che il Governo adotti ogni ulteriore intervento necessario per assicurare l'effettivo superamento di una emergenza di rilevanza nazionale attraverso una piena responsabilizzazione di tutte le istituzioni insieme con le autorità locali della Campania». Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si è detto «molto soddisfatto delle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano» che ha definito il decreto rifiuti approvato ieri «non risolutivo» della situazione della città. È quanto si apprende da fonti di Palazzo San Giacomo.Il sindaco anche oggi ha ribadito che il decreto così come è stato approvato è «deludente e pilatesco». Dopo il via libera del decreto bluff con il voto contrario della Lega, ieri è intervenuto il cardinale Sepe. «Delusione e amarezza. Napoli ancora umiliata e tradita nella sua dignità, nelle sue attese e soprattutto nei suoi diritti. Di fronte al dramma che continua a vivere, come pure parte della provincia, ogni parola appare ormai fuori posto. I rifiuti nelle strade sono la tragica eloquenza di una situazione intollerabile non solo da oggi, ma dal momento stesso in cui si è originata». Così in una nota, l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, che invita a dimenticare le polemiche per lavorare insieme più intensamente e liberare la città anche da una cattiva immagine.«Quella che da troppo tempo viene definita emergenza è, in realtà, il segno di una sconfitta senza fine che riguarda tutti - dice - ma che oggi rischia di abbattersi come un colpo mortale su una Napoli già duramente provata su altri versanti. Anche nelle situazioni più difficili, esistono tempi diversi rispetto le varie fasi dell'impegno richiesto a ciascuno. Come pastore, avverto il dovere di sottolineare che questo è il momento della responsabilità comune, del serrare le fila e mettere da parte ogni forma di polemiche che la dolorosa e assurda vicenda rifiuti può originare».«Non si tratta di spargere veli pietosi sul passato, nè di chiudere gli occhi di fronte alle responsabilità maturate a livello politico e amministrativo, senza neppure escludere manifestazioni di scarsa cura per il bene comune messe in atto a livello individuale - spiega il presule - per non parlare della morsa con la quale la criminalità organizzata tenta di stringere ai suoi criminali interessi anche questa ennesima crisi».Il momento delle analisi e della ricerca delle colpe verrà, ora l'emergenza è «quella di salvare non solo il buon nome della città, ma la città stessa: la salute, il decoro, la dignità della sua gente e, primi fra tutti, dei più deboli. Se la Chiesa avverte ora la necessità di riprendere la parola, lo fa unicamente per segnalare una tale urgenza: si faccia presto! Non si indugi per mettere in atto tutto ciò che occorre per liberare Napoli da una vergogna che rischia di sovrastarla. Nessuna comunità civile può mai meritare ciò che sta sopportando da troppo tempo. Ma basta con misure che non risolvono. Basta con gli attendismi. Basta anche con gli scambi di accuse che servono solo ad allontanare la soluzione. La triste vicenda dei rifiuti è questione morale per tutti. Di fronte a chi continua a rifugiarsi negli egoismi e non riesce a liberarsi da visioni settarie della realtà, non ci può essere risposta. Nessuno può pensare di vivere una vita sana e al riparo da infezioni se nel corpo c'è comunque una patologia. Napoli ha bisogno di guardare avanti e di recuperare una speranza che rischia di restare sepolta sotto i cumuli di rifiuti». c.p.s.m.

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