«La previsione dell'arrivo della nube in Italia è stata fatta sulle basi di simulazioni sullo spostamento delle masse d'aria. I climatologi addirittura ci dicono che queste masse d'aria non arriveranno mai». Lo ha detto Elena Fantuzzi, responsabile dell'Istituto di radioprotezione dell'Enea. «In ogni caso - ha continuato l'esperta - se dovesse arrivare in Italia i valori sarebbero davvero irrilevanti, circa 10 mila volte in meno di Chernobyl». Su eventuali rischi per la salute Fantuzzi è convinta che non ci sia davvero nulla di cui preoccuparsi. «Se anche questa nube restasse per 4 giorni sulle nostre teste - ha spiegato l'esperta - i livelli di radiazione sarebbero bassi come quelli che respiriamo normalmente quando trascorriamo un minuto all'aria aperta». E anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha precisato che «problemi di sicurezza non ce ne sono» ed ha escluso «qualsiasi rischio per l'Italia». «Non c'è nessuna nube tossica- ha aggiunto- ma ci sono normali masse d'aria che si spostano e che quando arrivano da noi hanno quantità così ridotta che non si possono nemmeno misurare». Nonostante gli esperti continuino a tranquillizzare sulla nuvola giapponese, nel nostro Paese è scattata la psicosi. «In Italia non esiste un pericolo di esposizione a radiazioni, e l'assunzione di farmaci al di fuori dell'indicazione del medico è da considerarsi irrazionale e pericolosa». L'indicazione è del presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Andrea Mandelli, che osserva come la catastrofe che ha colpito il Giappone non debba suscitare panico e allarmismi per la salute della popolazione italiana a causa di una possibile esposizione a elementi radioattivi trasportati dalle correnti aeree. «È il caso di sottolinearlo - aggiunge - perché ci sono state segnalate dai colleghi che operano nelle farmacie di comunità numerose richieste di farmaci da usare in funzione di profilassi contro l'esposizione a radiazioni, in particolare prodotti a base di ioduro di potassio». Mandelli ricorda che «questa corsa ai medicinali in funzione di profilassi contro le radiazioni non si è registrata soltanto in Italia. In Francia la Farmacia centrale delle Forze armate ha ricevuto centinaia di richieste per preparati a base di iodio, ma anche le autorità sanitarie preposte alla radioprotezione hanno ribadito ieri che questi medicinali, nella situazione europea, sono inutili e caso mai dannosi anche per chi fosse di ritorno dal Giappone. Come farmacisti, inoltre, mettiamo in guardia i cittadini dal cercare di procurarsi questi o altri farmaci attraverso l'e-commerce, come accadde per gli antivirali ai tempi della pandemia influenzale».
mercoledì 23 marzo 2011
ARRIVA LA NUBE DAL GIAPPONE NESSUN RISCHIO, MA SCATTA LA PSICOSI
«La previsione dell'arrivo della nube in Italia è stata fatta sulle basi di simulazioni sullo spostamento delle masse d'aria. I climatologi addirittura ci dicono che queste masse d'aria non arriveranno mai». Lo ha detto Elena Fantuzzi, responsabile dell'Istituto di radioprotezione dell'Enea. «In ogni caso - ha continuato l'esperta - se dovesse arrivare in Italia i valori sarebbero davvero irrilevanti, circa 10 mila volte in meno di Chernobyl». Su eventuali rischi per la salute Fantuzzi è convinta che non ci sia davvero nulla di cui preoccuparsi. «Se anche questa nube restasse per 4 giorni sulle nostre teste - ha spiegato l'esperta - i livelli di radiazione sarebbero bassi come quelli che respiriamo normalmente quando trascorriamo un minuto all'aria aperta». E anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha precisato che «problemi di sicurezza non ce ne sono» ed ha escluso «qualsiasi rischio per l'Italia». «Non c'è nessuna nube tossica- ha aggiunto- ma ci sono normali masse d'aria che si spostano e che quando arrivano da noi hanno quantità così ridotta che non si possono nemmeno misurare». Nonostante gli esperti continuino a tranquillizzare sulla nuvola giapponese, nel nostro Paese è scattata la psicosi. «In Italia non esiste un pericolo di esposizione a radiazioni, e l'assunzione di farmaci al di fuori dell'indicazione del medico è da considerarsi irrazionale e pericolosa». L'indicazione è del presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Andrea Mandelli, che osserva come la catastrofe che ha colpito il Giappone non debba suscitare panico e allarmismi per la salute della popolazione italiana a causa di una possibile esposizione a elementi radioattivi trasportati dalle correnti aeree. «È il caso di sottolinearlo - aggiunge - perché ci sono state segnalate dai colleghi che operano nelle farmacie di comunità numerose richieste di farmaci da usare in funzione di profilassi contro l'esposizione a radiazioni, in particolare prodotti a base di ioduro di potassio». Mandelli ricorda che «questa corsa ai medicinali in funzione di profilassi contro le radiazioni non si è registrata soltanto in Italia. In Francia la Farmacia centrale delle Forze armate ha ricevuto centinaia di richieste per preparati a base di iodio, ma anche le autorità sanitarie preposte alla radioprotezione hanno ribadito ieri che questi medicinali, nella situazione europea, sono inutili e caso mai dannosi anche per chi fosse di ritorno dal Giappone. Come farmacisti, inoltre, mettiamo in guardia i cittadini dal cercare di procurarsi questi o altri farmaci attraverso l'e-commerce, come accadde per gli antivirali ai tempi della pandemia influenzale».




«La previsione dell'arrivo della nube in Italia è stata fatta sulle basi di simulazioni sullo spostamento delle masse d'aria. I climatologi addirittura ci dicono che queste masse d'aria non arriveranno mai». Lo ha detto Elena Fantuzzi, responsabile dell'Istituto di radioprotezione dell'Enea. «In ogni caso - ha continuato l'esperta - se dovesse arrivare in Italia i valori sarebbero davvero irrilevanti, circa 10 mila volte in meno di Chernobyl». Su eventuali rischi per la salute Fantuzzi è convinta che non ci sia davvero nulla di cui preoccuparsi. «Se anche questa nube restasse per 4 giorni sulle nostre teste - ha spiegato l'esperta - i livelli di radiazione sarebbero bassi come quelli che respiriamo normalmente quando trascorriamo un minuto all'aria aperta». E anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha precisato che «problemi di sicurezza non ce ne sono» ed ha escluso «qualsiasi rischio per l'Italia». «Non c'è nessuna nube tossica- ha aggiunto- ma ci sono normali masse d'aria che si spostano e che quando arrivano da noi hanno quantità così ridotta che non si possono nemmeno misurare». Nonostante gli esperti continuino a tranquillizzare sulla nuvola giapponese, nel nostro Paese è scattata la psicosi. «In Italia non esiste un pericolo di esposizione a radiazioni, e l'assunzione di farmaci al di fuori dell'indicazione del medico è da considerarsi irrazionale e pericolosa». L'indicazione è del presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Andrea Mandelli, che osserva come la catastrofe che ha colpito il Giappone non debba suscitare panico e allarmismi per la salute della popolazione italiana a causa di una possibile esposizione a elementi radioattivi trasportati dalle correnti aeree. «È il caso di sottolinearlo - aggiunge - perché ci sono state segnalate dai colleghi che operano nelle farmacie di comunità numerose richieste di farmaci da usare in funzione di profilassi contro l'esposizione a radiazioni, in particolare prodotti a base di ioduro di potassio». Mandelli ricorda che «questa corsa ai medicinali in funzione di profilassi contro le radiazioni non si è registrata soltanto in Italia. In Francia la Farmacia centrale delle Forze armate ha ricevuto centinaia di richieste per preparati a base di iodio, ma anche le autorità sanitarie preposte alla radioprotezione hanno ribadito ieri che questi medicinali, nella situazione europea, sono inutili e caso mai dannosi anche per chi fosse di ritorno dal Giappone. Come farmacisti, inoltre, mettiamo in guardia i cittadini dal cercare di procurarsi questi o altri farmaci attraverso l'e-commerce, come accadde per gli antivirali ai tempi della pandemia influenzale».
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