Ci aveva puntato molto, Alemanno, sulla questione sicurezza. Buona parte della sua campagna elettorale per il campidoglio era stata giocata denunciando una Roma in preda a malviventi, zingari, ed efferatezze varie. Adesso che i fatti violenti si ripetono sempre più frequentemente, si smonta l'immagine del duro e puro che il sindaco aveva voluto cucire su se stesso. Nella capitale è in corso «una battaglia per assumere la leadership per il traffico della droga legato alla presenza di un numero elevato di piccole bande criminali». A sostenerlo è il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, organizzato per fare un punto della situazione tra enti locali e forze dell'ordine dopo l'omicidio avvenuto a Prati.Il prefetto sottolinea che il «traffico di droga a Roma è gestito da tante piccole bande che si riforniscono sul mercato. Molte di loro sono state disarticolate nei mesi scorsi, ci sono decine di arresti. È ovvio - aggiunge - che decapitarle comporta che gli spacciatori più piccoli cerchino di assumere un ruolo guida sul mercato». Questo movimento «ha portato a 2/3 omicidi tra piccoli spacciatori».Intanto, Nicola Zingaretti ha lanciato una fiaccolata per dare un segnale. L'appuntamento è il 19 luglio, anniversario dell'uccisione del giudice Borsellino. «Trovo straordinario che all'idea di lanciare un segnale ci sia stata una risposta così ampia delle forze associative, sociali e politiche e delle istituzioni che ci fa ben sperare per l'appuntamento del 19. È un fatto molto importante che credo lanci anche un messaggio chiaro: Roma non si volta dall'altra parte», dice Zingaretti. Roma non resta indifferente, Alemanno che fa?
venerdì 8 luglio 2011
ROMA, ALEMANNO:CHI L'HA VISTO? PREFETTO:«C'È GUERRA PER DROGA»
Ci aveva puntato molto, Alemanno, sulla questione sicurezza. Buona parte della sua campagna elettorale per il campidoglio era stata giocata denunciando una Roma in preda a malviventi, zingari, ed efferatezze varie. Adesso che i fatti violenti si ripetono sempre più frequentemente, si smonta l'immagine del duro e puro che il sindaco aveva voluto cucire su se stesso. Nella capitale è in corso «una battaglia per assumere la leadership per il traffico della droga legato alla presenza di un numero elevato di piccole bande criminali». A sostenerlo è il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, organizzato per fare un punto della situazione tra enti locali e forze dell'ordine dopo l'omicidio avvenuto a Prati.Il prefetto sottolinea che il «traffico di droga a Roma è gestito da tante piccole bande che si riforniscono sul mercato. Molte di loro sono state disarticolate nei mesi scorsi, ci sono decine di arresti. È ovvio - aggiunge - che decapitarle comporta che gli spacciatori più piccoli cerchino di assumere un ruolo guida sul mercato». Questo movimento «ha portato a 2/3 omicidi tra piccoli spacciatori».Intanto, Nicola Zingaretti ha lanciato una fiaccolata per dare un segnale. L'appuntamento è il 19 luglio, anniversario dell'uccisione del giudice Borsellino. «Trovo straordinario che all'idea di lanciare un segnale ci sia stata una risposta così ampia delle forze associative, sociali e politiche e delle istituzioni che ci fa ben sperare per l'appuntamento del 19. È un fatto molto importante che credo lanci anche un messaggio chiaro: Roma non si volta dall'altra parte», dice Zingaretti. Roma non resta indifferente, Alemanno che fa?




Ci aveva puntato molto, Alemanno, sulla questione sicurezza. Buona parte della sua campagna elettorale per il campidoglio era stata giocata denunciando una Roma in preda a malviventi, zingari, ed efferatezze varie. Adesso che i fatti violenti si ripetono sempre più frequentemente, si smonta l'immagine del duro e puro che il sindaco aveva voluto cucire su se stesso. Nella capitale è in corso «una battaglia per assumere la leadership per il traffico della droga legato alla presenza di un numero elevato di piccole bande criminali». A sostenerlo è il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, organizzato per fare un punto della situazione tra enti locali e forze dell'ordine dopo l'omicidio avvenuto a Prati.Il prefetto sottolinea che il «traffico di droga a Roma è gestito da tante piccole bande che si riforniscono sul mercato. Molte di loro sono state disarticolate nei mesi scorsi, ci sono decine di arresti. È ovvio - aggiunge - che decapitarle comporta che gli spacciatori più piccoli cerchino di assumere un ruolo guida sul mercato». Questo movimento «ha portato a 2/3 omicidi tra piccoli spacciatori».Intanto, Nicola Zingaretti ha lanciato una fiaccolata per dare un segnale. L'appuntamento è il 19 luglio, anniversario dell'uccisione del giudice Borsellino. «Trovo straordinario che all'idea di lanciare un segnale ci sia stata una risposta così ampia delle forze associative, sociali e politiche e delle istituzioni che ci fa ben sperare per l'appuntamento del 19. È un fatto molto importante che credo lanci anche un messaggio chiaro: Roma non si volta dall'altra parte», dice Zingaretti. Roma non resta indifferente, Alemanno che fa?