mercoledì 25 gennaio 2012

SFOGO SANTANCHÉ: «SENZA LEGA CROLLIAMO A 15%»

«Non possiamo continuare così, senza la Lega se arriviamo al 15% è un miracolo». Lo sfogo di Daniela Santanché al termine della riunione del coordinamento lombardo del Pdl la dice lunga sugli umori a pochi mesi dalle amministrative. Lombardia e Veneto rischiano di più: se non si chiudono accordi con il Carroccio al primo turno, il pericolo che il Pdl non raggiunga il ballottaggio è concreto. In piccoli comuni del Milanese, a Como, a Monza. Meglio male accompagnati, insomma, che soli. E non esiste un piano B: tutte le speranze sono riposte nell’happy end con gli alleati riottosi. I dirigenti azzurri tra loro esorcizzano i timori più cupi. I numeri choc evocati dalla Santanché sono più che altro una sferzata. Ma in queste ore si svolgono sondaggi caserecci, che narrano di un 20% raggiunto a fatica e non dappertutto. Soglie da allarme rosso. Per un partito che l’anno scorso a Milano ha perso le comunali con un onorevole 28,7%. Ma anche Berlusconi ha sul tavolo cifre poco rassicuranti: un 23% nazionale che lo ha messo al lavoro sul premio di maggioranza. Per aiutare non più chi vince a governare, ma chi perde a limitare i danni. Legge elettorale ultima chiamata per l’alleanza con il Senatùr. Che continua a fare pressing per il voto subito. Facce tese, intanto, a Milano. C’erano La Russa, l’ex ministro Mariastella Gelmini, Mantovani, Romani, Laura Comi. È passato anche il governatore Formigoni, pur rassicurato sui suoi destini personali: un ampio rimpasto con vantaggi pratici per i fratelli-coltelli risolverà i problemi nell’immediato. E già ieri i toni dei lùmbard, a partire dal vicepresidente della regione Gibelli, si erano annacquati: staccare la spina? Non ancora. Tregua armata ma nel Pdl l’ansia resta alle stelle. È palpabile l’impossibilità di immaginare, e tanto meno costruire, uno scenario alternativo alla consueta alleanza. Serve l’intesa. Magari come a Legnano, siglata in fretta e furia intorno al candidato sindaco leghista Gelli. L’ordine impartito da via dell’Umiltà è abbassare i toni. Dare segnali di unità. Non frastornare un elettorato dove aumentano gli indecisi. Alla fine fissate le date dei congressi milanesi: il 12 provinciale, il 25 comunale. Spartizione delle quote raggiunta (o simulata) tra le diverse anime, i ciellini formigoniani e quelli che fanno capo a Lupi, i post-aennini, gli ex forzisti del falco Mantovani e di Podestà.Ora serve il passo successivo. Speranze riposte nel filo diretto tra Berlusconi e Bossi. Giura Valentina Aprea: «Per noi non è cambiato nulla, il governo Monti è una fase d’emergenza. Posso capire la pancia leghista che fibrilla, ma non c’è motivo per decidere politicamente di dividerci». Anche questo capitolo è tutt’altro che chiuso. L’ala dura del Pdl lombardo ha fatto un salto sulla sedia leggendo l’intervista di Di pietro al Quotidiano Nazionale in cui paventava l’inizio di una nuova Tangentopoli al Pirellone dopo gli ultimi fatti di cronaca. «Vogliono buttare giù Formigoni per via giudiziaria - è partito l’allarme - Non la Lega ma i magistrati». E resta una polveriera la Campania. Berlusconi ha firmato la nomina del commissario straordinario. A sostituire Cosentino sarà l’ex Guardasigilli Nitto Palma, voluto da Alfano. Un ex magistrato va a occuparsi delle relazioni pericolose a Sud. E ieri le facce dei parlamentari campani non erano entusiaste. Ultimo fronte: il futuro di Dell’Utri. Il 9 marzo la Cassazione si pronuncerà sul senatore.  
                                                                                                 r.d.c.m.
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martedì 24 gennaio 2012

QUEL NO AI REFERENDUM ECCO LE MOTIVAZIONI DELLA CONSULTA

I due referendum sulla legge elettorale sono stati bocciati per evitare il vuoto legislativo che si sarebbe creato con l'abrogazione dell'attuale sistema di voto. In più, il secondo quesito è stato dichiarato inammissibile anche «per contraddittorietà e per assenza di chiarezza». È quanto risulta dalle motivazioni della sentenza di inammissibilità pronunciata dai giudici della Corte costituzionale il 12 gennaio scorso e depositata oggi in cancelleria. Se il referendum di abrogazione dell'attuale legge elettorale avesse avuto esito positivo il risultato, osserva la Consulta, sarebbe stato «l'eliminazione di una legge costituzionalmente necessaria», che invece «deve essere operante e auto-applicabile, in ogni momento, nella sua interezza». Vittoria sì a referendum non ripristina norme precedenti. La Corte costituzionale richiama alcune pronunce precedenti. Innanzitutto una sentenza del 1987 (n.29), in cui è stato sottolineato che «gli organi costituzionali o di rilevanza costituzionale non possono essere esposti neppure temporaneamente alla eventualità di paralisi di funzionamento, 'anche soltanto teoricà». Assieme ad un'altra sentenza, più recente, del 1995, in cui è stato affermato che questo principio «postula necessariamente, per la sua effettiva attuazione, la costante operatività delle leggi elettorali relative a tali organi». Nè può essere accolta la tesi della «reviviscenza», argomentano i giudici costituzionali, richiamando ancora sentenze precedenti (n.16 e 15 del 2008): in caso di vittoria dei sì al referendum, e quindi di abrogazione della legge in vigore, l'effetto non sarebbe quello «di ripristinare automaticamente una legislazione non più in vigore, che ha già definitivamente esaurito i propri effetti». Nel quesito con cui si chiedeva l'abrogazione totale del 'Porcellum', osserva ancora la Consulta, l'obiettivo non era la «mera demolizione di una disciplina», ma la «sostituzione di una legislazione elettorale con un'altra». «La richiesta referendaria è diretta a introdurre - senza peraltro indicarlo in modo esplicito - un dato sistema elettorale, tra i tanti possibili, per di più complesso e frutto di ibridazione tra sistemi diversi. Il quesito non consente quindi agli elettori la scelta tra la sopravvivenza di una disciplina e la sua eliminazione e cela diverse intenzionalità, ciò che mette in discussione la chiarezza del quesito». Le norme elettorali di organi costituzionali o di rilevanza costituzionale, del resto, possono 'essere abrogate nel loro insieme esclusivamente con una nuova disciplina, compito che solo il legislatore rappresentativo è in grado di assolvere. Il referendum popolare abrogativo si palesa nella specie strumento insufficiente, in quanto idoneo a produrre un mero effetto abrogativo sine ratione'», sentenzia ancora la Corte costituzionale richiamando un principio affermato nel 1987.               p.c.s.m.

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lunedì 23 gennaio 2012

RETE, LEGA VUOLE CENSURA. DOMANI PROTESTA CONTRO «BAVAGLIO DEL WEB»

Sull'emendamento di Gianni Fava (Lega Nord) si preannuncia una dura battaglia in aula alla Camera. La proposta di modifica al disegno di legge Comunitaria 2011, approvato giovedì scorso in commissione Politiche dell'Unione europea di Montecitorio, ha scatenato numerose proteste sia da parte dei politici che delle associazioni. L'emendamento obbliga, infatti, i fornitori di servizi web a rimuovere contenuti illegali non solo su comunicazione delle autorità competenti (come previsto dalla attuale normativa), ma anche dei «soggetti interessati» (e cioè di chi possiede i diritti d'autore). La proposta di modifica precisa inoltre che i fornitori di hosting, come ad esempio Facebook, YouTube, ma anche il proprietario di un piccolo sito, siano obbligati a rimuovere i contenuti «anche in relazione ad attività o a informazioni illecite precedentemente memorizzate dal prestatore a richiesta dello stesso o di altri destinatari del servizio». Ad esempio, su segnalazione di una casa discografica, YouTube si troverebbe a dover rimuovere non solo il videoclip di Lady Gaga condiviso illegalmente dall'utente X, ma anche tutti gli altri video della cantante caricati dagli altri utenti. Si dovrebbe quindi dotare di sistemi di controllo preventivi, che secondo alcuni esperti comporterebbero una sorta di censura a priori e potrebbe limitare la condivisione di risorse online. L'emendamento già ribattezzato 'bavaglio del web' non poteva non trovare la dura risposta di quelli che sono oggi i partiti di maggioranza. Futuro e libertà ha presentato una norma per abrogare l'articolo 18 della Comunitaria, il Pd invece ha risposto con una modifica che intende sopprimere l'emendamento Fava. Intanto l'aula della Camera ha iniziato la discussione generale del ddl, che dovrebbe essere votato tra domani e mercoledì. E sul piede di guerra ci sono anche le associazioni Libertiamo, Il Futurista, Articolo 21 e Agorà Digital, che proprio domani alla Camera alle 11.30 terranno una conferenza stampa contro «il bavaglio del web». Presenti anche i deputati Flavia Perina (Fli), Giuseppe Giulietti (Misto) e Marco Beltrandi (Radicali italiani).                                                                                      m.c.s.p.

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domenica 22 gennaio 2012

LA CINA FESTEGGIA IL CAPODANNO NEL NOME DEL DRAGO

 

L’esodo è finito. Per qualche giorno milioni di individui si sono spostati da un capo all’altro dell’immenso territorio nazionale. Per ognuno la meta era il luogo di origine, dove era imperativo arrivare non oltre la vigilia del Capodanno, che quest’anno in Cina cade il 23 gennaio. La tradizione vuole che la ricorrenza si festeggi con la famiglia nel posto dove si è nati. Aerei, treni, autobus erano stati prenotati con largo anticipo. Per pagarsi la trasferta, molti hanno attinto ai risparmi faticosamente accumulati in mesi di duro lavoro. Questo vale soprattutto per i contadini attratti dal miraggio dell’occupazione in fabbrica nelle città costiere, quelle che più di tutte hanno contribuito al boom economico dell’ultimo decennio. Inizia l’anno del Drago, unico animale ad avere carattere mitologico tra i dodici cui è intestata la scansione del calendario tradizionale. Per questa ragione i 365 giorni che vivremo all’ombra dell’immaginario bestione, sono considerati forieri di eventi straordinari. Si prevedono importanti cambiamenti, per lo più positivi. E non a caso i demografi, più ancora degli astrologhi, pronosticano un incremento delle nascite in Cina pari al 5%, perché avere un figlio benedetto dal Drago porta bene al pargolo non meno che a chi gli sta intorno. Curiosamente gli esperti cinesi si dilungano nel descrivere i cambiamenti repentini che il prossimo futuro potrebbe riservare ai popoli degli altri Paesi, alludendo all’eventualità di cocenti sconfitte per Obama, Putin, Sarkozy, nelle rispettive sfide elettorali in Usa, Russia, Francia. Silenti o evasivi restano invece sulle prospettive politiche di casa propria. Eppure alcuni sviluppi sono pressoché scontati. Per ottobre è fissata da tempo la convocazione del congresso del partito comunista. Il diciottesimo della serie. È già stabilito che due terzi del comitato permanente dell’ufficio politico del partito, del Consiglio di stato e della Commissione militare centrale vadano in pensione. E allora se gli astrologhi evitano di addentrarsi nei meandri dei palazzi del potere e descrivere le lotte intestine che si preparano, non è solo per il timore di spiacere a qualche pezzo grosso, come solitamente accade nei regimi totalitari, ma anche perché il congresso incombente non è di facile lettura. La transizione del 2012 si preannuncia più complessa di quella che, nel 2002, vide l’avvicendamento fra la coppia Jiang Zemin-Zhu Rongji e quella attualmente al vertice della Repubblica popolare: Hu Jintao come capo di Stato e Wen Jiabao come premier. I nuovi leader designati, Xi Jinping e Li Keqiang, non sembrano avere una consolidata presa sull’insieme del partito. Con Xi Jinping è schierata la vecchia guardia, i cosiddetti «principi rossi», vale a dire gli eredi dei campioni della lunga marcia e della rivoluzione. Li Keqiang gode invece del favore dei giovani e dei riformatori. In realtà le distinzioni non sono così nette, perché Xi a sua volta, almeno in economia, propone misure liberalizzanti e ha uno stile relativamente anticonformista. L’uno e l’altro sono circondati nel Politburo da figure abbastanza ingombranti, come Bo Xilai e Wang Yang. Il primo è stimato da chi vuole rimettere l’economia sotto il controllo dello Stato, il secondo è il beniamino di coloro che vogliono maggiori aperture al mercato. Insomma possiamo prevedere che Xi succeda a Hu e Li a Wen, ma è meno chiaro il contesto in cui questo avverrà. Intanto una trasformazione epocale è avvenuta senza nemmeno aspettare il via libera del Drago. Nel più popoloso Paese contadino della terra per la prima volta gli abitanti delle campagne sono meno numerosi di quelli delle città. Il sorpasso è fotografato dalle rilevazioni dell’Ufficio nazionale di statistica. Le cronache sportive direbbero che i secondi prevalgono di una incollatura: 51,3% contro 49,7. In realtà il mutamento era maturato nei fatti già da un po’, ma è la prima volta che il censimento rispecchia la realtà abitativa dei lavoratori migranti, che ufficialmente risiedono nei villaggi ma trascorrono la maggior parte dell’esistenza in città. Corollario della crescente urbanizzazione è la crescita delle agitazioni sociali. Proprio nelle zone di massima espansione produttiva, l’anno passato ha visto il moltiplicarsi di scioperi e proteste. La regione del Guandong, avanguardia delle privatizzazioni e della modernizzazione tecnologica, sta diventando anche la locomotiva delle contestazioni che da sindacali si fanno sempre più spesso apertamente politiche. Cittadine come Wukan e Wanggang stanno conquistandosi un posto nelle cronache e forse un giorno nei libri di storia, per le vittoriose battaglie popolari contro la corruzione delle autorità. Sempre più apertamente viene messo in discussione il ruolo egemone del partito comunista, anche se poi capita che i promotori delle rivolte contro le requisizioni forzate dei terreni a vantaggio dei latifondisti amici dei dirigenti politici, diventino segretari dell’organizzazione di partito locale, come è accaduto a Wukan. In groppa al Drago vedremo con ogni probabilità cavalcare schiere di cittadini e contadini desiderosi di equità sociale non meno che di miglioramenti nelle condizioni di vita materiali. Meno facile è prevedere il modo in cui le autorità reagiranno alla domanda di giustizia e di libertà che sale dalle vittime dei soprusi e degli arbitri.                                                                                       m.c.s.p. 
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sabato 21 gennaio 2012

SCUSE SOTTOVOCE DEL FATTO PER LA VIGNETTA SCHETTINO-PD

Alla fine le scuse sono arrivate. Sottovoce, per parafrasare il famoso motto di di Gigi Marzullo. E soprattutto senza dare alla retromarcia una adeguata pubblicità. Il direttore del Fatto Antonio Padellaro ha scritto una lettera a Carla Boto, la segretaria del Circolo Pd Marconi di Roma, quello che con più forza aveva fatto sentire la sua protesta per quella vignetta che, facendo il verso alla nuova campagna Pd per il tesseramento, “iscriveva” ai democratici Franco Schettino, il famigerato comandante della nave Concordia.Una vignetta che aveva scatenato i militanti del Pd sul Web, che avevano gridato allo «sciacalllaggio» da parte del giornale di Padellaro e Travaglio. «Quella vignetta non andava pubblicata», scrive il direttore. «Capita (ma non dovrebbe capitare) che i giornali sbagliano e che l’errore non sia riparato in tempo prima della pubblicazione. Questo è avvenuto ma ciò naturalmente non mi libera dalla responsabilità che ho come Direttore del giornale». «Abbiamo il massimo rispetto per il Partito democratico (a cui non risparmiamo critiche quando lo riteniamo opportuno) ma soprattutto per i suoi iscritti», prosegue Padellaro. «Possiamo sbagliare ma nessuno ci toglierà mai il diritto e il dovere di riconoscere i nostri errori». «Di riconoscere gli errori è capitato anche a noi, è segno di onestà intellettuale», replica la segretaria del circolo Pd via Internet. «E tuttavia correttezza vorrebbe che la lettera del direttore venisse pubblicata anche sul Fatto, con le stesso risalto di quella vignettaccia». Sul Fatto però non c’è traccia della lettera di Padellaro. E neppure al Nazareno, sede dei democratici. Né un biglietto, né una telefonata informale di scuse.

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venerdì 20 gennaio 2012

TIR IN SICILIA: PROTESTA A OLTRANZA, NEGOZI VUOTI

I padroncini dell'Aias alla mezzanotte di oggi interromperanno la protesta iniziata domenica. Ma tutti gli altri autotrasportatori indipendenti, assieme ai produttori agricoli e ai pescatori delle marinerie, «continueranno la protesta a oltranza», afferma il comitato 'Forza d'urto'. Un ennesimo colpo alle speranze dei siciliani, stremati da cinque giorni di proteste, dalla penuria di carburante e dai supermercati che si stanno svuotando. Numerosi gli arresti per furto di benzina, ad auto e barche, uno dei sintomi dell'esasperazione; ad Agrigento i vigili urbani sono rimasti a piedi per mancanza di carburante. Bloccato il porto di Palermo. FERRO, DEI 'FORCONI': "I PRESIDI RESTANO" Da questa mattina i vertici del movimento sono riuniti in un'assemblea permanente e aperta a tutti nella zona industriale di Catania. La tensione resta alta. «I presidi non li togliamo e la protesta andrà avanti - spiega Mariano Ferro del Movimento dei forconi - perchè attendiamo ancora risposte concrete. Questo popolo sì è messo in cammino e non possiamo fermarlo senza una vera ragione. Ma allargheremo le maglie dei presidi per permettere il rifornimento delle stazioni di servizio e la presenza di generi di prima necessità». LOMBARDO: FISSATO INCONTRO CON MONTI- Il governatore Raffaele Lombardo oggi ha sentito il presidente del Consiglio Mario Monti: «All'inizio della prossima settimana ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa. Non condividiamo certo i metodi della protesta, ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione». VENTISEI BLOCCHI STRADALI IN SETTE PROVINCE - Sono ventisei i blocchi stradali ancora attivi in sette province siciliane organizzati dal movimento forza d'urto e che in cinque giorni hanno bloccato tir, autobotti, camion carichi di alimenti, carburante, e altri prodotti. Ogni presidio ha un proprio responsabile che coordina il blocco e decide chi deve superarlo. Intanto è cominciato il secondo giorno di sciopero della fame di uno dei leader del movimento dei forconi, Martino Morsello, dopo le dichiarazioni del presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che ha denunciato infiltrazioni mafiose tra i manifestanti. «Col mio gesto - dice Morsello - voglio che venga accertata la verità di tali gravissime affermazioni e conoscere i nomi dei personaggi mafiosi che potrebbero essere vicini al nostro movimento. Sono sicuro che da parte di tre protagonisti, Mariano Ferro, Giuseppe Scarlata e me, che hanno costituito il movimento, non ci può essere nessuna ombra di dubbio di collegamenti con esponenti mafiosi. Mi rendo disponibile a collaborare con Lo Bello e i rappresentanti di categoria e le istituzioni per arrivare ad accertare eventuali infiltrazioni nel movimento». A PALERMO CORTEO SOLIDARIETÀ DEGLI STUDENTI - Un centinaio di studenti e giovani dei centri sociali sta partecipando al corteo organizzato a Palermo dal coordinamento degli studenti medi, in segno di solidarietà alle proteste degli autrasportatori dell'Aias e degli agricoltori del movimento dei Forconi, al quinto giorno di sciopero in tutta la Sicilia. In testa al corteo, partito dalla Cattedrale, che sta sfilando per corso Vittorio Emanuele, c'è uno striscione con scritto «Rivolta popolare», e alcune bandiere con il simbolo della Trinacria. «Gli attacchi di questi giorni al 'Movimento dei forconì sono strumentali - dice Federico Guzzo del coordinamento studenti medi -. Se è vero come qualcuno dice che ci sono dei mafiosi infiltrati, mi chiedo perchè non facciano i nomi. Appoggiamo la protesta contro la crisi e la globalizzazione, perchè noi la viviamo in prima persona». I manifestanti sono diretti al porto. Corso Vittorio Emanuele èstato momentaneamente chiuso al traffico. Confindustria: «Mafiosi tra i manifestanti»A Palermo la benzina è ormai esaurita nei distributori. Solo poche stazioni di rifornimento hanno delle scorte e si registrano lunghe code come a un distributore in via Sciuti: le auto sono incolonnate a partire da viale delle Magnolie dove è impossibile il transito. Due vigili cercano a fatica di far transitare i bus.                                                                           m.c.s.p.
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giovedì 19 gennaio 2012

AUTO, BANCHE, MUTUI: LIBERALIZZAZIONI, LE MISURE

Un intervento a 360 gradi che tocca un po' tutti: dalle assicurazioni, con norme per favorire il calo dell'Rc auto, ai trasporti, fino all'energia con la previsione di scorporare Snam da Eni o gli interventi sulla rete dei carburanti. Sono le misure che approderanno domani, venerdì, tra varie proteste (farmacie e tassisti in primo luogo), al Consiglio dei Ministri. In sintesi una scheda d'agenzia sull'ultima bozza. Con possibili variazioni dopo il passaggio al Cdm. Al Cdm provvedimento per via libera ad asta frequenze tv CONTO CORRENTE E BANCOMAT - Arriva il conto corrente bancario di base. Sarà un decreto, in assenza di una convenzione con l'Abi, a fissarne i criteri. Si stabilisce anche l'individuazione ex lege delle commissioni che le banche applicheranno sui prelievi fatti con Bancomat. RC AUTO, SCATOLA NERA - Se si installa la scatola nera in auto i costi sono a carico delle assicurazioni che praticano anche uno sconto sull'Rc auto. Gli intermediari dovranno inoltre fornire informazioni sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi. CARCERE PER FALSE PERIZIE- Rischio carcere fino a cinque anni e radiazione dall'albo per i periti assicurativi che accertano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice. MUTUI E BANCHE - Chi contrae un mutuo potrà scegliere fra almeno due gruppi assicurativi, presentati dalle banche, con il quale stipulare il contratto di assicurazione sulla vita. FARMACIE, VIA I TURNI - Arriva la liberalizzazione degli orari, e dei turni, per farmacie. FISCO A RATE - Variabilità delle rate prevedendo un piano di rientro con rate a Equitalia variabili di importo crescente per ciascun anno con rate inizialmente basse. VIA TARIFFE PROFESSIONISTI, ANCHE NOTAI- Sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime per rendere libera la contrattazione tra il professionista e il cliente. Diventa obbligatorio per tutti i professionisti il preventivo scritto ai clienti. Salta la determinazione degli onorari dovuti per l'opera professionale dei notai. SNAM VIA DA ENI IN 6 MESI- Entro sei mesi dall'entrata in vigore del dl liberalizzazioni il governo dovrà emanare un Dpcm per la separazione di Snam da Eni. GAS, NUOVI CALCOLI - Arriva un nuovo metodo per il calcolo delle tariffe del gas decise ogni trimestre dall'Autorità per l'energia. NO ESCLUSIVA BENZINAI- I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti titolari anche della relativa autorizzazione petrolifera possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore. Niente limiti per i distributori di benzina self-service fuori dai centri abitati. PIÙ PUNTI VENDITA GIORNALI- Si sopprime il limite minimo di superficie per la vendita della stampa quotidiana e periodica- AUTORITÀ ENERGIA DIVENTA AUTORITÀ RETI - L'Autorità per l'Energia diventa l'Autorità per le reti e si occuperà anche del settore dei trasporti. SU TAXI DECIDERÀ AUTORITÀ - La nuova 'Autorità per le reti determinerà per i taxi l'incremento del numero delle licenze, la possibilità per i titolari di averne più d'una, nuove licenze part-time, orari più flessibili, extraterritorialità e tariffe più flessibili. Resta da vedere se il governo accoglierà alcune delle proposte dei tassisti 'TRIVELLA LIBERA''? CLINI SMENTISCE- La bozza prevedeva la semplificazione delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Ma il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini smentisce. NUCLEARE, SMANTELLAMENTO PIU' VELOCE - Accelerazione delle attività di smantellamento dei vecchi siti nucleari. RFI E FERROVIE, NO OBBLIGO CONTRATTO NAZIONALE- La separazione di Rfi da Fs verrà decisa sulla base di una valutazione dell'Autorità delle reti nel settore ferroviario. Non c'è più l'obbligo, per le imprese ferroviarie e per le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che operano in Italia, di osservare i contratti collettivi nazionali di settore.
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mercoledì 18 gennaio 2012

E’ ENDUROMANIA A FIRENZE IN ATTESA DELL’EVENTO NOTTURNO DI SABATO PROSSIMO AL MANDELA FORUM


di Sergio Conti

Firenze
Mancano pochi giorni all’apertura dei cancelli del Florence Extreme Enduro Indoor, l’evento dedicato al motociclismo fuoristrada che si svolgerà dal 21 al 22 gennaio al centro PalaForum Mandela di Firenze. All’evento hanno già aderito alcuni dei più forti piloti del panorama enduristico internazionale e nazionale. L’evento, unico nel suo genere nell’Italia Centrale, è dedicato agli appassionati del motociclismo estremo che nel capoluogo toscano troveranno l’ambiente ideale per confrontarsi su ostacoli artificiali, particolarmente interessanti, che rappresentano in poche centinaia di metri le difficoltà che generalmente si incontrano in una gara di enduro dallo sviluppo di una cinquantina di chilometri. Da lunedì inizieranno i lavori di allestimento all’interno del palasport con decine di camion che scaricheranno terra per allestire il percorso di gara di questa prima edizione del Florence Extreme Enduro Indoor, ed a questo debutto non vorrà mancare nessuno. Ci saranno grandi sfide ma nulla è scontato. Ora tocca all’A.M. Fiorentina offrire a tutti, pubblico e protagonisti, vincitori e vinti, uno spettacolo da ricordare. Non sarà facile, la macchina organizzativa è in trepidazione da settimane, tutto volge al meglio, molti immaginano l'inconfondibile odore acuto delle benzine bruciate, altri immaginano la vittoria ma tutti sognano di esserci! C’è attesa per il grande evento dell’enduro che sabato prossimo al Mandela Forum di Firenze vivrà sicuramente uno dei momenti più esaltati di questo inizio di stagione 2012. Gli organizzatori, visto il grande impegno profuso e visto l’enorme interesse dimostrato già alla vigilia da aziende, team, piuttosto che dai media nazionali, cercano la consacrazione, e non sarà difficile visto l’elenco dei piloti che si daranno battaglia al Mandela Forum, con il fuoriclasse dell’Isola di Man David Knight (Ktm), l’ex iridato francese Rodrig Thain (HM Honda), lo spagnolo Cristobal Guerrero (Ktm), gli svedesi Joakim Ljunggren (Husaberg), Martin Larsson (Husaberg), Henrik Lindholm (Honda), Johan Edlund (Husaberg), il francese Rudy Cotton (Gas Gas), il tedesco Mike Hartmann (Husaberg), lo spagnolo Leon Xavier e il rappresentante del team organizzatore KST, il belga Jeff Goblet (Yamaha) per citarne alcuni. Tra gli azzurri i fuoriclasse Alex Salvini (Husqvarna), Giovanni Gritti (TM), Simone Albergoni (HM Honda), i fiorentini Alessio Paoli (Suzuki) e Luca Gualdani (TM), Duccio Graziani (Yamaha), il massese Gianluca Martini (Beta), gli aretini Fabio Occhiolini (Yamaha), Daniele Tellini (Beta), Luca Uccellini (Honda), e tanti altri. Oltre ad essere una delle città più affascinanti d’Europa, apprezzata non solo per le sue bellezze artistiche ed architettoniche, ma anche per i suoi magnifici dintorni, ha da sempre ospitato importanti manifestazioni sportive. “Il territorio fiorentino ha una lunga tradizione di amore per lo sport e per il motociclismo in particolare” afferma Cinzia Pratesi, organizzatrice dell’evento, “E' qui che ogni anno si corre il motomondiale, al Mugello, vantando anche il Centro Tecnico Federale per le attività fuoristradistiche, oltre a una lunga storia di uomini che hanno scritto pagine importanti del motociclismo, e ora anche l’enduro indoor, dopo il mondiale del 1991". Grande fermento anche per gli eventi che si svolgeranno la domenica con il confronto nazionale per il quale sono ancora aperte le iscrizioni, di scena i piloti nazionali dell’enduro ma anche minienduro e minicross. Alle ore 20 di sabato le luci saranno puntate sui protagonisti in pista con le varie batterie che porteranno alle tre finali, la prima alle 21,40 e la altre alle 22,20 e 22,50. La domenica è di scena il confronto national con le gare che inizieranno dalle ore 12 e finali dalle 15. Biglietti disponibili per diversi settori: da € 24,30 a € 69 per la balconata Gold. La domenica posto unico € 28,75. Ridotti per tesserati FMI, Soci Coop e CRFI. Per l’acquisto: www.ticketone.it oppure Call Center tel. 892.101.LA STORIA DELL’ ORGANIZZAZIONE A.M. FIORENTINA-L’Associazione Motociclistica Fiorentina è nata nel 1954 grazie allo slancio di un gruppo di appassionati provenienti dal M.C. Firenze. L’A.M.F. ha sempre cercato di costituire il polo d’attrazione alternativo del motociclismo sportivo fiorentino, spinti anche da un doppio rapporto di rivalità sportiva ma anche collaborazione nell’opera di proliferazione del motociclismo regionale. L’attività sportiva è iniziava subito frenetica con la partecipazione alle gare su strada degli anni ‘50, periodo in cui i piloti gigliati primeggiavano ovunque rappresentando i due maggiori club cittadini.Nell’albo d’oro dell’epoca figurano Giuliano Maoggi nel Motogiro, Vittorio Piani, padre dell’attuale Vice Presidente oltre che pilota del sodalizio fiorentino, Romano Roschild, Piero Coppini, Alighiero Nardi e Duilio Marchi nella Coppa d’Oro Dragoni per squadre di club, e la vittoria di Maoggi nella Gran Fondo Milano – Taranto. L’A.M.F. vinceva e vinceva ancora su tutte le competizioni individuali ed a squadre, con il Marchese Frescobaldi, Cintolesi e Passaporti fino a conquistare nel 1960 la Medaglia d’Oro F.M.I. per eccellenza organizzativa. Nel ruolo di organizzatore l’A.M.F. spicca nelle discipline fuoristradistiche trovavando terreno fertile da Figline Valdarno al Monte Morello fino alle Due Strade, mettendo in evidenza i regolaristi fiorentini con i veloci Gagliardi, Piero Valoriali, Romano Cassi, Vittorio Piani, Romano Adami, Mario Frizzi, capitanati dal seigiornista Valter Reggioli. Nei primi anni ’60 l’A.M.F. risultava fra i primi sodalizi come numero di soci tesserati, fino ad ottenere il diploma di prima classificata nella campagna associativa 1963 con oltre 1.000 aderenti. Sotto la guida di Lido Gualdani, venne conquistato il titolo italiano cross senior 250cc. con Ivano Bessone nel ’76 e di Stefano Gualdani nel ’79 con il neonato Trofeo Supermotocross, challenge nato proprio da un’idea dello staff direttivo della A.M.F. e Lido Gualdani ne fu l’ispiratore principale sia come direttore di gara che come organizzatore riuscendo a portare allo Stadio Militare di Firenze un primo embrione di cross indoor in Italia. Anche nella regolarità l’A.M.F. è sempre stata al top nazionale della specialità, sbancando i titoli tricolore junior del ’78 con Luca Meucci, Claudio Amerini e Lanfranco Missio, per non parlare dei titoli regionali. Anche la Coppa Italia Cross 50 vedeva belle prove dei giovani crossisti fiorentini negli anni ‘70, anni in cui in squadra figurava anche l’ex pilota F1 Alessandro Nannini. Nel 1991 arriva la consacrazione mondiale con l’organizzazione del Mondiale Enduro a Rufina, che ospiterà poi la prova del 1998. Seguiranno poialtre importanti organizzazioni con la Rievocazione del Circuito di Campo di Marte nel 1999, gare di campionato nazionale di varie discipline, dal Motorally all’enduro Senior, Major. Per quanto riguarda il settore sportivo l’Associazione Motociclistica Fiorentina ha allargato i propri confini tesserando campioni di altre regioni come Paolo Carrara, Franco Rossi piloti professionisti di enduro impegnati ai massimi livelli, inoltre ha Due sinora le volte che l’A.M.F. ha sfiorato il titolo mondiale Enduro, nell’anno 2000 con il pilota svedese Peter Bergvall e il pilota inglese David Knight, premiati con il fiorino d’argento dal Comune di Firenze, mentre nell’ anno 2003 il sodalizio si è dovuto accontentare di un 7° posto al mondiale di enduro con il pilota svedese Martin Lind. Tra le gare allestite dall’A.M.F. anche manifestazioni nazionali e regionali di enduro, moto d’epoca, la Sgommata di Pomino, la mostra per Moto Auto e Ricambi d’epoca. Nell’evoluzione degli anni, il punto fermo che ha caratterizzato tutta l’attività del club è stata la presenza costante di Carlo Badini e Cinzia Pratesi, oggi rispettivamente Presidente e Segretaria dell’Associazione Motociclistica Fiorentina, che manterranno alto il blasone conquistato in 58 anni di attività, e oggi li ritroviamo davanti ad un altro eccezionale evento motociclistico, cioè il Florence Estreme Enduro Indoor.
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martedì 17 gennaio 2012

AL VIA LE PRIME DENUNCE: «SIAMO STATI ABBANDONATI»

L'avvocato francese dei superstiti della nave Costa Concordia ha annunciato stamattina la presentazione di una denuncia contro il gruppo Costa Crociere, proprietario della nave naufragata, per omissione di soccorso, omicidio colposo e mancata osservanza delle norme di sicurezza. I suoi clienti, Patrice e Tatiana Vecchi, residenti a Cavalaire-sur-Mer, nel sud-est della Francia, hanno organizzato un collettivo di vittime al quale aderisce un centinaio di persone, ha spiegato il legale, Frederic Casanova. La denuncia, che sarà presentata questo pomeriggio alla procura di Tolone, nel sud della Francia, riguarda nello specifico il comandante della nave, Francesco Schettino «che non era al suo posto - precisa l'avvocato Casanova - tutto era nella più completa disorganizzazione, e Costa Crociere dovrà dare delle spiegazioni». Patrice Vecchi, impegnatissimo a trovare aderenti al collettivo, spiega da parte sua che «il gruppo sarà più forte se le persone saranno unite piuttosto che presentando denuncia separatamente». Al di là del fatto che la procedura di emergenza è scattata in ritardo - ha spiegato ancora Vecchi, passeggero della nave e organizzatore del collettivo - si è trattato solo di un'enorme confusione. Non è normale che parecchi di noi si siano trovati senza giubotto di salvataggio, mentre tutti quelli del personale di servizio ne avevano». Vecchi denuncia «mancanza di preparazione» dell'equipaggio, senza contare che «una volta sbarcati - spiega - quelli della Costa sono completamente spariti. Siamo stati abbandonati a noi stessi». Olivier Carrasco, superstite francese residente a Bordeaux, aveva annunciato domenica una sua denuncia contro Costa Crociere, accusando il gruppo di essere stato inadempiente. Clini: dichiareremo lo stato d'emergenza. «Lo stato di emergenza verrà dichiarato per consentire e attuare le misure necessarie in tempi rapidi, cioè corrispondenti alla sfida di evitare la dispersione in mare di oltre 2000 tonnellate di carburante stivate nei serbatoi. Abbiamo bisogno di procedere con urgenza, in tempo più brevi di quelli consentiti dalle procedure ordinarie». A dirlo il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, su Canale 5, a proposito del recupero della nave Costa naufragata all'isola del Giglio. «Bisogna fare in fretta perchè le condizioni meteoclimatiche stanno per cambiare e anche per evitare e per prevenire rischi ambientali, perchè l'eventuale rottura di serbatoi avrebbe effetti difficilmente valutabili», ha dichiarato Clini, riferendosi alla Costa Concordia. «C'è il rischio che la nave vada più in giù e non esistono mezzi meccanici per trattenerla - continua -. Stiamo operando in una situazione veramente al limite». C'è la possibilità di trovare altre persone vive a bordo della nave? «Considerando l'alto numero di dispersi non è da escludere, ma bisogna fare in fretta», ha poi aggiunto il ministro dell'Ambiente. «I subacquei stanno facendo un lavoro molto rischioso - spiega - operando in condizioni molto difficili, ma necessarie per cercare di recuperare eventuali altre persone. Ora la priorità è salvare le possibili vite umane». «Abbiamo chiesto alla Compagnia di darci entro domani il piano di lavoro per svuotare i serbatoi, ed entro 10 giorni quello per rimuovere la nave». Clini ha confermato che «c'è il rischio di scivolamento della nave verso un fondale più profondo e purtroppo non esistono mezzi meccanici per trattenere la nave». Tra le ipotesi in campo, quella più «favorevole sarebbe di tamponare la falla creata e portare la nave in linea di galleggiamento - continua Clini -.Questo consentirebbe di trascinare la nave lontano dal punto in cui si trova ora, per operare. Ma al momento non siamo di grado di dire se questa opzione è praticabile». E nell'ipotesi in cui la nave scivolasse più a fondo, bisogna distinguere. «Se scivolasse senza rotture - precisa - si potrebbe operare ugualmente per il recupero carburante senza il pericolo di disastro ambientale. Ma il rischio è che scivolando ci possano essere delle rotture dello scafo e dei serbatoi, e allora la situazione sarebbe veramente difficile». Quanto a lasciare la nave sul fondale marino, Clini chiarisce che «anche questa è un'altra ipotesi da valutare. Siamo in una situazione in cui ci sono diversi scenari, ma non siamo in condizione di dire quale è quello più probabile».                                                        p.c.s.m.
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