domenica 23 ottobre 2011

MUORE MARCO SIMONCELLI VALENTINO ERA UN FRATELLO MINORE UCCISO DALL' ELETTRONICA

di Sergio Conti

Marco Simoncelli e' morto per le conseguenze del grave incidente nel quale e' rimasto coinvolto sulla pista di Sepang nel Gp della Malaysia. A dare la notizia e' stato il responsabile della comunicazione della Dorna. Simoncelli, 24 anni, era giunto in arresto cardio circolatorio al centro medico della pista. Nell'incidente sono rimasti coinvolti oltre a Simoncelli (Honda), Colin Edwards (Yamaha) e Hiroshi Aoyama (Honda). A terra, senza casco e' rimasto Simoncelli, che e' stato letteralmente investito da Colin Edwards e da Valentino Rossi, che non e' caduto.La gara e' stata cancellata. ROSSI 'SIC COME UN FRATELLO MINORE - Arrivano via Twitter le uniche parole ''pronunciate'' ufficialmente da Valentino Rossi dopo il terribile incidente di oggi che ha visto la morte di Marco Simoncelli. ''Il Sic per me era come un fratello minore - scrive Valentino sul social network - tanto duro in pista come dolce nella vita. Ancora non posso crederci, mi manchera' un sacco''. Poche ma incisive parole per ribadire quanto affetto ci fosse tra Marco e Valentino, che lo aveva preso sotto la sua ala protettiva come, appunto, un fratello minore. NEL PADDOCK SGOMENTO E DOLORE,MA SI RIAPRONO POLEMICHE SICUREZZA - Un week end di gara come molti, il 17/o della stagione 2011, con la Motogp a fare da piatto forte nello spettacolo delle tre classi offerte dal motomondiale. Così si presentava la gara di Sepang. Le aspettative erano tutte favorevoli per lo squadrone Honda Repsol che aveva dominato le prove con la pole di Dani Pedrosa e il warm up conquistato da Casey Stoner. Nessuno, però, poteva aspettarsi quello che è poi accaduto a quasi 5 minuti dal via della gara. Una moto bianca che prima scarta sulla destra e poi improvvisamente si mette davanti alle ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. Un corpo scivola e un casco che rotola via. La gara che si ferma, e tutti si accorgono che qualcosa di grave è successo. "Oddio, oddio...", l'esclamazione di Valentino Rossi al rientro ai box, dove era cominciata l'attesa per la notizia definitiva. Lì, le lacrime di Valentino - l'amico, il testimone diretto dell'incidente, forse anche l'involontario corresponsabile del colpo letale - dicono molto di più di qualsiasi parola. Marco Simoncelli appare subito grave e la mente di tutto il paddock ritorna a quel giorno di settembre di un anno fa, dove per un analogo incidente perse la vita Shoya Tomizawa nella Moto2 a Misano, solo che allora la gara non fu fermata. Il pilota giapponese, quasi come Simoncelli, perse il controllo della sua Suter e finì sotto alle ruote dell'inglese Scott Redding e di Alex De Angelis. Per quanto differente sia la dinamica generale dell'incidente, la fine di Marco Simoncelli somiglia a quella del collega giapponese, investito anche lui da due colleghi. Lo sconcerto appare subito sul volto di Valentino Rossi che inizia a spiegare nervosamente la dinamica dell'incidente a tutti quelli che ha accanto nel box, per poi uscire con la testa tra le mani sussurrando "oddio, oddio". Marco Simoncelli, 24 anni, si è spento alle 16.56 (ora locale, le 10.56 in Italia) a Sepang, nel centro medico del circuito malese. Mentre si combatte con il dolore di questa perdita, in molti stanno analizzando cosa non è andato. Per l'imprevedibilità stessa dell'incidente, forse non ci sarà mai una risposta. Rimangono alcune polemiche sul piatto, generate in questa stagione, che riguardano anche la condotta di gara di Marco Simoncelli. Per i piloti spagnoli, Marco è sempre stato un ingombrante fastidio. Sin dai tempi della 250 con Hector Barberà e Alvaro Bautista, i duelli erano sempre finiti a favore di Marco, mentre i suoi avversari terminavano a terra. Qualcosa del genere si è visto anche quest'anno, con l'irruenza di Simoncelli che spegneva i sogni mondiali di Dani Pedrosa per un sorpasso finito male (per lo spagnolo) poco prima della metà della gara. Da quel momento Simoncelli è stato richiamato più volte sia dalla direzione di gara che dai suoi colleghi, primo tra tutti Jorge Lorenzo. Il campione della Yamaha, ha spesso attaccato Simoncelli, giudicandolo uno troppo spericolato e arrivando a proporre la regola di non poter sorpassare se non in rettilineo. La provocazione di Lorenzo, certamente non è poi stata presa in considerazione, ma Simoncelli era in qualche modo temuto dai suoi avversari, mentre era un modello per i suoi colleghi della Moto2, come ad esempio Mattia Pasini e Raffaele De Rosa, con i quali aveva ottimi rapporti. L'incidente di oggi, comunque, mette i riflettori ancora una volta sulla questione sicurezza. "Alle volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport - le parole di Pedrosa - Sono cose che non dovrebbero succedere". Mentre si è riusciti a fare molto nelle infrastrutture, con l'ottenimento di via di fuga più ampie in tutte le piste dove si corre e l'arrivo di caschi e tute sempre più specifiche e protettive (anche grazie all'airbag), non si riesce a risolvere il problema dell'investimento. In casi come quelli di oggi e come quanto accaduto poco più di un anno fa a Misano con Tomizawa, non sembra esservi soluzione immediata da adottare, ma rimane solo la grande frustrazione per la perdita e il rimorso che i piloti coinvolti, Edwards e Rossi, possono portare con loro da oggi in poi. ERA 'IL SIC', CAMPIONE FUORI DAGLI SCHEMI - Marco Simoncelli ha perso la vita in gara, nel Gp della Malaysia, dopo una scivolata che, invece di portarlo fuori dalla pista, lo ha trascinato sotto le ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. Nato a Cattolica il 20 gennaio 1987, ma residente a Coriano (Rimini), Marco comincia a correre giovanissimo, già a sette anni nelle minimoto. La passione del giovane Simoncelli viene aiutata in ogni modo dalla famiglia, con Paolo, il padre (presente oggi sul circuito di Sepang), che arriverà a chiudere la sua attività commerciale per seguire la carriera del figlio. Simoncelli, per il paddock 'il Sic', diventa campione europeo della 125 nel 2002 e nello stesso anno debutta nel mondiale 125 nella gara di Brno in Repubblica Ceca. Il primo campionato completo per Simoncelli è nel 2003, dove, sempre nella ottavo di litro termina 21/o. Andrà meglio l'anno successivo, nel 2004, quando, sempre in 125, Marco chiude all'11/o posto. Il 2005 è l'ultimo anno nella ottavo di litro, e Marco ottiene una vittoria (nella prima gara a Jerez), un secondo posto in Catalogna e 4 terzi posti. Alla fine del campionato 2004 sarà quinto e deciderà il passaggio in 250 con la Gilera. Nel 2006, nella quarto di litro, Simoncelli impiega un po' di tempo per ambientarsi.Le prime soddisfazioni arrivano nel 2007, mentre il titolo iridato Marco lo conquista nel 2008, sulla pista di Sepang, quella che oggi lo ha visto finire la carriera nel peggiore dei modi. La stagione 2009 inizia in salita per Marco Simoncelli, che si infortuna a una mano prima dell'inizio della stagione e per questo sarà costretto a saltare la prima gara. Alla fine, nonostante i buoni risultati (6 vittorie e 3 terzi pisti), chiuderà il suo anno da campione del mondo in carica con un terzo posto.L'anno successivo è la volta della Motogp, Marco Simoncelli debutta nei test di Valencia con il Team di Fausto Gresini. Lo scorso anno è stata la stagione di rodaggio per Marco, che ha chiuso in ottava posizione il mondiale. Simoncelli è approdato alla Motogp come pilota ufficiale, direttamente sotto contratto HRC, ma appoggiato alla struttura di Fausto Gresini. Lo stesso status aveva quest'anno e avrebbe avuto anche l'anno prossimo, a testimonianza di quanto la Honda credesse nel suo talento.Nonostante gli errori di quest'anno e le cadute, alcune delle quali hanno coinvolto altri piloti, come Dani Pedrosa a Le Mans, Marco aveva ottenuto due podi in questa stagione. Un terzo posto in Repubblica Ceca e un secondo posto nella scorsa gara di Phillip Island. Marco Simoncelli, che si era diplomato in gestione delle comunità alberghiere, è sempre stato un pilota schietto e disponibile. Il suo carattere da combattente lo ha sempre contraddistinto nei duelli in pista. Famosa la frase del suo amico/rivale Valentino Rossi che aveva detto di Marco: "Fare un duello con lui è come andare a fare a botte con uno più grande di te, sai che le prendi". In effetti il fisico ha sempre contraddistinto il Sic. Troppo grande per la 125 e per la 250 in entrambe le categorie si dovette lavorare per costruire dei 'codini' più lunghi solo per lui e la stessa cosa è stata fatta anche dalla Honda per permettere a Marco di potersi stendere bene sulla moto in rettilineo. Appassionato di carte da gioco, Simoncelli sfidava spesso giornalisti e meccanici a tre sette e sul tavolo da gioco era spontaneo come lo era in pista. Marco, infatti, nonostante le contestazioni dei suoi colleghi per la sua guida aggressiva, ma mai scorretta, ha sempre risposto direttamente alle critiche, senza alcun timore reverenziale. Con la perdita di Marco Simoncelli, salgono a tre i piloti deceduti in gara nell'era moderna del mondiale (Daijiro Kato il 20 aprile del 2003 a Suzuka, Shoya Tomizawa il 5 settembre 2010 a Misano Adriatico e Marco Simoncelli. AGOSTINI: PURTROPPO NOSTRO SPORT PERICOLOSO - ''E' sempre dura quando succedono queste cose, non hai parole, ti chiudi in te stesso pensando a un ragazzo giovane che ha perso la vita amando il suo sport che purtroppo sappiamo essere pericoloso''. Giacomo Agostini commenta cosi', ai microfoni di Sky Sport, la terribile notizia della morte di Marco Simoncelli a Sepang.''E' stato trascinato all'interno della pista dalla sua moto - dice ancora il pluricampione del mondo - e quelli che arrivavano da dietro non hanno potuto evitarlo''. Secondo Agostini, ''la gomma ha una colpa ma siamo anche noi piloti che vogliamo che la gomma duri dall'inizio alla fine senza calare di prestazione e spingiamo i tecnici a fare delle gomme che durino fino alla fine. Sarebbe piu' giusto fare come ai miei tempi, quando la gomma si degradava e si andava piu' piano fino ad arrivare al traguardo tutti nelle stesse condizioni''. Poi, sempre dai microfoni di Sky, Agostini si lascia andare ad un ricordo del pilota scomparso oggi: ''era ancora un bambino, una persona piacevole che mi aveva promesso di venirmi a trovare a Bergamo in inverno. La sua fidanzata e' di quella zona e lo aspettavo con ansia''. N LUTTO LA SUA CORIANO, IL DOLORE DEI FAN - I fan e amici di Marco Simoncelli si ritrovano al Bar Sport, in piazza a Coriano, dove vive da sempre la famiglia del pilota che era nato nella vicina Cattolica. "L'ho visto nascere, lo seguo da sempre da quando giocava a calcio negli esordienti di Riccione", dice tra le lacrime Giordano Balducci, 65 anni, titolare del bar, ma anche fondatore di quello che doveva essere il Marco Simoncelli Fan Club, fondato nel 2008, quando il pilota vinse il mondiale 250."Maxi schermo per seguire la gara e grande festa al ritorno di Marco - dice - quella volta eravamo migliaia nella palestra della scuola". Poi però quel fan club non si è più fatto: "No, ci trovavamo qui tutti al bar seguire le corse e festeggiare. Andare con lui a fare il tifo era impossibile, i viaggi sono troppo lunghi". La notizia della morte si è diffusa in pochi minuti: "Stanno cominciando ad arrivare - dice Balducci - ma è troppo presto sono tutti scioccati, chiusi in casa a guardare la televisione".Un pensiero va alla mamma di Marco che questa volta è rimasta a Coriano con la sorellina di 12 anni. "Bisogna a andarla a trovare, non la si può lasciare sola in questo momento". Ma davanti all'abitazione della famiglia Simoncelli questa mattina appena si è saputo della tragedia sono arrivati i carabinieri per sbarrare il passo a chiunque volesse entrare nella strada privata che porta alla villetta del campione. E' su Facebook che amici e fan di tuttìItalia hanno espresso in tempo reale la disperazione per il lutto. A solo 3 minuti dalla conferma della morte, decine di post sulla pagina Facebook del fanclub di Simoncelli che in molti chiamano "Super Sic". Attivata appena qualche ora fa la pagina Marco Simoncelli Forever in our heart dove si stanno moltiplicando i post dei tifosi. MATTIA PASINI, ADDIO AMICO, CON TE PEZZO CUORE - Il cordoglio per la perdita di Marco Simoncelli sta riempiendo i social network. Molti i messaggi nel mare della rete, ma tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, spicca il messaggio di Mattia Pasini.Il pilota della Moto2 ha condiviso gran parte della sua carriera con Marco Simoncelli, dalle minimoto al mondiale."Non riesco a descrivere questo momento - scrive Pasini su Facebook - con te credo sia rimasto un pezzo di me,un pezzo di vita, un pezzo di cuore. Tutte le nostre avventure, battaglie sin da quando eravamo bimbi, bimbi con un sogno. Bé, oggi mi domando se ne vale ancora la pena". Intanto il paddock del motomondiale è letteralmente sotto choc, ed in particolare è apparso sconvolto Valentino Rossi, secondo quanto hanno documentato le telecamere di Italia 1. GRAZIANO ROSSI, CHOC IN DIRETTA TV - Graziano Rossi, ex campione motociclista e padre di Valentino, ha appreso della morte del pilota della Honda Marco Simoncelli pochi minuti dopo il suo arrivo alla manifestazione 'Ruotamania' che si sta svolgendo a Lignano Sabbiadoro. Appena giunto a Lignano, Rossi aveva chiesto di poter vedere in tv la gara alla quale stava partecipando anche suo figlio. Pochi istanti, il tempo di arrivare al secondo giro, e la drammatica scena dell'incidente, dove è rimasto coinvolto anche lo stesso Valentino, si è stagliata davanti ai suoi occhi, raggelandolo."Marco era un grande amico di mio figlio - ha commentato subito dopo la conferma ufficiale della morte del pilota - avevano un legame fortissimo e anche io lo conoscevo molto bene. Era una persona splendida, un bravo pilota". raziano Rossi, che alle 12 non era ancora riuscito a contattare telefonicamente Valentino, ha deciso di sospendere il suo spettacolo, in programma nel pomeriggio, per poter recarsi a Rimini e porgere di persona le condoglianze alla famiglia di Simoncelli. nche da parte degli organizzatori di 'Ruotamania' è stato espresso cordoglio. "Il nostro pensiero, nell'ambito di una manifestazione dedicata ai motori e alle moto - ha affermato la presidente, Danila Ciotta - non può che andare a Marco Simoncelli. E' una giornata di lutto per tutti". ONTEZEMOLO, RICORDAVA GILLES VILLENEUVE - "Sono molto triste per la morte di Marco Simoncelli". E' quanto ha dichiarato il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo."Mi aveva molto impressionato per la velocità, il talento e la grinta che aveva dimostrato quest'anno - ha detto ancora Montezemolo - per queste qualità mi ricordava Gilles Villeneuve ma il destino ha voluto accomunarli in un una maniera così tragica. A nome di tutta la Ferrari voglio esprimere alla famiglia di Marco tutto il nostro cordoglio".
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sabato 22 ottobre 2011

BERLUSCONI A VESPA: «ALCUNE PROCURE TENTANO LA RIVOLUZIONE»

Alcune Procure politicizzate stanno tentando una specie di rivoluzione». Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervistato da Bruno Vespa per il suo ultimo libro. «Non è un paese normale - sottolinea il premier - quello in cui i magistrati, e non il popolo, tentano di mandare a casa i governi a colpi di inchieste. Perché questo è un paese in cui tutti sanno che, accanto alla stragrande maggioranza di magistrati che fanno solo e bene il loro lavoro, ce ne sono alcuni che perseguono invece disegni politici. Ebbene - conclude Berlusconi - io credo necessario garantire che i risultati elettorali non vengano annullati dall'azione di chi usa la giustizia come arma di lotta politica e magari per costruirci sopra carriere politiche: è una garanzia minima che la democrazia deve dare a se stessa». «Pensi a tutte le volte in cui il Csm ha agito di fatto da terza Camera, pretendendo di giudicare cosa il Parlamento e il governo debbano o non debbano fare, con ciò stravolgendo il principio della divisione dei poteri». E anche il presunto sfogo del presidente del Consiglio con Lavitola, in cui Berlusconi avanzava l'ipotesi di portare 'in piazza milioni di persone' di 'far fuori il Palazzo di giustizia di Milano' e di 'assediare Repubblica' «è un'assurdità», dice il premier a Vespa. «Per l'ennesima volta - aggiunge - è stato vergognosamente travisato il senso della conversazione, che andava esattamente nella direzione opposta. Ogni comportamento o manifestazione eversiva è esecrabile. Figuriamoci se me ne voglio intestare una o capeggiarla. Ho denunciato gli incredibili livelli di violenza raggiunti da un nutrito gruppo di facinorosi nella manifestazione di Roma del 15 ottobre, chiedendo l'individuazione e la punizione dei violenti. Quindi, lo ribadisco - conclude - io non ambisco ad alcuna rivoluzione, se non a quella liberale».                 r.d.c.
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venerdì 21 ottobre 2011

NUBIFRAGIO, SI CONTANO I DANNI L'OPPOSIZIONE ATTACCA ALEMANNO


Non si placano le polemiche dopo la paralisi della città
Rutelli: il sindaco parla troppo e non risolve nulla

ROMA- Il sindaco di Roma Gianni Alemanno chiede lo stato di calamità naturale per il violento nubifragio che si è abbattuto sulla Capitale. Una richiesta «più che supportata» anche secondo la presidente della Regione Lazio Renata Polverini che resta in attesa del conto dei danni per presentarla alla Presidenza del Consiglio. La polemica intanto resta alta dopo la paralisi della città. I tempi per la richiesta di Calamità naturale «sono legati alla definizione dei danni provocati dal nubifragio, che ancora non sono stati quantificati: quando i danni superano un certo livello, ci sono le condizioni per la Calamità naturale», ha detto oggi il sindaco. «I nostri centralini stanno ancora ricevendo chiamate e segnalazioni», ha aggiunto motivando l'assenza, al momento, di un bilancio definitivo sui danni provocati dal maltempo ieri che la Cna ha stimato in milioni di euro. «I poteri di provocare un nubifragio ancora non gli ho. Le parole di che me ne da la colpa si commentano da sole», ha poi aggiunto il sindaco, rispondendo a chi gli chiedeva delle accuse delle opposizioni dopo la paralisi della città. «L'allerta meteo parlava solo di temporali e non di piogge torrenziali come quelle di questa mattina - ha sostenuto ieri Alemanno -. E l'intensità è stata imprevista». Dalla Protezione Civile replicano: la perturbazione era stata «già annunciata nell'avviso di condizioni meteorologiche avverse diramato nella giornata di ieri». L'avviso di allerta meteo diramato ieri dalla Protezione civile, si fa notare, però non parlava di nubifragio, ma solo di forti temporali: «Dalle primo ore di domani e per le successive 24-36 ore, si prevedono: precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale localmente di forte intensità, su Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Campania e Lazio», si legge. Ma la polemica viaggia sulle quantità. «Le previsioni sono state stravolte dall'emergenza - afferma Alemanno -. Il riconoscimento dello stato di calamità naturale varrà come giustificazione per tutti i cittadini che non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro per l'interruzione dei servizi pubblici locali». «Quando c'è un nubifragio significa che la pioggia supera le medie stagionali e le fogne, per quanto possano essere mantenute, risultano insufficienti - ha spiegato Alemanno -. Per evitarlo bisognerebbe fare fogne di dimensioni enormi, a prescindere, con costi inarrivabili per la città». L'opposizione intanto va all'attacco. In Campidoglio, in apertura di seduta dell'Assemblea capitolina, le opposizioni hanno protestato aprendo gli ombrelli contro «l'indifferenza del sindaco e della Giunta per i gravi disagi patiti dai cittadini e per la mancata manutenzione preventiva». «Il bilancio drammatico del nubifragio di questa mattina a Roma esige un momento della verità. Il sindaco Alemanno parla troppo ma non risolve nulla». Lo ha detto il leader dell'Api, Francesco Rutelli, e sfidante sconfitto di Alemanno alle ultime elezioni. L'ex sindaco di Roma considera quanto accaduto «una pagina indelebile, non solo per il bilancio tragico delle vite umane perdute e per gli enormi danni alla città, ma perché è la prova di una disorganizzazione disastrosa». «Il giorno dopo il nubifragio, Alemanno chiede lo stato di calamità per pagare i danni e si sforza di liberarsi da ogni responsabilità. Ma la vera calamità naturale è proprio Alemanno. Non sapeva, anche se la protezione civile lo aveva avvertito, non poteva farci niente, anche se da tempo è scattato l'allarme sullo scarso funzionamento degli impianti fognari». Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell'Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. «Niente di sorprendente, visto che da quando è stato eletto, Alemanno non governa la città ma al massimo la utilizza per il suo tornaconto politico. Quello che sorprende, semmai, è che Alemanno non abbia speso una parola per evocare interventi strutturali che facciano in modo che, al prossimo temporale, Roma non si ritrovi nella stessa emergenza. O anche peggio, tenendo conto dell'ulteriore colata di cemento che sta per scendere sulla città, per effetto del piano casa». «Oggi, il giorno dopo l'emergenza a Roma, appaiono chiare, anche alla luce della lettura del Dispaccio della Protezione Civile diffuso qualche giorno fa e colpevolmente ignorato, quali siano le responsabilità del Comune di Roma e delle altre istituzioni come la Regione, nella tragedia che ha visto la morte per annegamento di Sarang Perera che viveva all'Infernetto in uno scantinato». Lo dichiara il Angelo Bonelli, presidente nazionale e capogruppo in Regione dei Verdi, che annuncia un esposto alla procura di Roma per disastro colposo. «Roma - prosegue - è una città abbandonata a se stessa, nella quale i cittadini devono fare manutenzione fognaria fai da te e sono incredibili le parole del sindaco Alemanno che nella giornata di ieri affermava di non essere stato avvertito quando in realtà la Protezione Civile aveva inviato una nota dettagliata ed estremamente circostanziata». Secondo Bonelli la responsabilità delle istituzioni non è solo quella di aver ignorato l'allarme ma «attiene anche alla pianificazione urbanistica. È noto da anni, infatti, che la zona di Acilia, CasalPalocco e dell'Infernetto ha delle grandi criticità dal punto di vista idrogeologico poiché è al di sotto del livello del mare ed è su un terreno alluvionale impermeabile all'acqua . Nonostante ciò, mentre oggi tutti fanno mea culpa per l'accaduto, da domani sono pronti a rimettere in moto le betoniere, anche grazie allo scriteriato Piano Casa varato dal Centrodestra regionale. È prevista in quella zona, infatti, un'edificazione folle - conclude - da ben due milioni di metri cubi che renderà, alle prime piogge, quel territorio una vera e propria trappola per chi ci vive».                                         p.c.s.
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giovedì 20 ottobre 2011

ROMA IN TILT, ALEMANNO IGNORA L'ALLERTA METEO

Una capitale europea come Roma paralizzata da un forte temporale peraltro annunciato dalla Protezione civile. Sono caduti 74 millimetri d'acqua in un'ora e mezzo. Moltissimo. Ma le strade si sono allagate, la città ferma, metropolitane bloccate, un morto e un disperso. Alemanno sotto accusa: non fa niente per la città. Recuperato il corpo di Lianake Gamemada l'immigrato cingalese di 32 anni annegato stamani nel seminterrato in cui abitava all'Infernetto, periferia sud di Roma. Sono servite molte ore per recuperare il cadavere. L'uomo era rimasto bloccato nel seminterrato riempito d'acqua dal violento nubifragio. Dopo i rilievi della Scientifica il corpo è stato fatto uscire in un furgone della polizia mortuaria e familiari e amici non hanno avuto il permesso di vederlo come chiedevano. La sorella di Perera, una ragazza giovane e minuta, ha avuto una crisi nervosa ed è stata soccorsa. E’ stata riaperta la stazione San Giovanni. Invariato lo stato della rete metro. Quindi Metro A non è attiva nella tratta Travertino - Anagnina, ci sono Bus sostitutivi. È attiva la tratta Travertino-Battistini ma restano chiuse le stazioni Termini, Re di Roma, Colli Albani. Per la Metro B: è chiusa la tratta Castro Pretorio-Garbatella dove è attivo il servizio sostitutivo tra San Paolo e Castro Pretorio. A Garbatella, i bus sostitutivi transitano in via Ostiense altezza circonvallazione/exmercati generali, mentre la ferrovia Roma-Lido è chiusa nella tratta Acilia-Colombo. «Il bilancio drammatico del nubifragio di questa mattina a Roma esige un momento della verità. Il sindaco Alemanno parla troppo, ma non risolve nulla»: così in una nota il leader di Alleanza per l`Italia, Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, dopo il nubifragio che ha messo Roma in ginocchio stamattina. «Ciò che è accaduto a Roma è una pagina indelebile - aggiunge - non solo per il bilancio tragico delle vite umane perdute e per gli enormi danni alla città, ma perché è la prova di una disorganizzazione disastrosa», osserva Rutelli. AL 118. sono arrivate circa 5000 chiamate da Roma e provincia sono arrivate al 118, stamattina, mentre la capitale era flagellata dal nubifragio, molte le richieste di aiuto di persone in difficoltà a causa di abitazioni e strade allagate. Difficile anche arrivare sul posto per i mezzi del 118, a causa degli allagamenti. Lo comunica la Direzione dell'Ares 118. In particolare, dalle 7 alle 11.30 di questa mattina, sono arrivate alla centrale operativa 118 di Roma e Provincia 5.000 telefonate. DOMANI TEMPORALI SI SPOSTANO AL SUD- Oggi il Lazio, domani il Sud. Si sposta la perturbazione che oggi ha colpito il Lazio ed il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso ieri e che prevede dalle prime ore di domani precipitazioni a prevalente carattere temporalesco su Calabria, Puglia e Sicilia. I fenomeni daranno luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Sono in corso indagini per verificare l'agibilitàe l'abitabilità del seminterrato di via di Castelporziano all'Infernettodove stamattina è morto un 31enne dello Sri Lanka, annegato a causa delmaltempo. A quanto si è appreso, nello scantinato vivevano in sei. Tratti insalvo stamattina la moglie e il bambino della vittima. LA PROTESTA DEGLI OMBRELLI DEL PD IN CONSIGLIO COMUNALE- Ombrelli aperti in Aula Giulio Cesare per denunciare «le mancanze dell'amministrazione capitolina che hanno portato ai gravi disagi di oggi a causa del maltempo». I consiglieri capitolini del Pd hanno messo in scena la protesta, anche per chiedere che il sindaco Gianni Alemanno, «presenzi in Aula per riferire sull' accaduto». ALEMANNO: PROTEZIONE CIVILE NON HA AVVERTITO: NOI DATO MASSIMA ALLERTA- Per i gravi disagi a Roma su trasporti e mobilità, causati dal nubifragio di stamattina, il sindaco Gianni Alemanno accusa la Protezione civile di non aver emanato ieri un bollettino meteo che avvertiva delle forti piogge. La Protezione civile risponde che «sicuramente si è trattato di fenomeni eccezionali», ma che «erano stati preannunciati» e che anzi è stato fornito «il massimo messaggio di allertamento possibile». Lo dice Paola Pagliara, responsabile del Centro funzionale centrale del Dipartimento della Protezione civile, all'agenzia di stampa TmNews. Un forte nubifragio ha paralizzato Roma creando veri e propri 'fiumi d'acqua' ed alcune zone risultano pesantemente allagate. Bloccate le metropolitane. Un anziano è morto annegato in un seminterrato all'Infernetto, zona a sud di Roma. I Vigili del Fuoco stanno cercando un altro anziano a Castelporziano che risulterebbe disperso. Forti disagi per gli automobilisti anche nel centro storico e molto oltre. Davanti alla Bocca della Verità gli autisti sono rimasti bloccati con le loro macchine in un vero e proprio 'laghetto urbano' con fiumi d'acqua. Lungotevere intasato.BLOCCATE LE METROPOLITANE- Anche i servizi pubblici stanno risentendo della situazione, alcune strade risultano non percorribili per gli autobus. Per quanto riguarda il servizio metro la linea B è stata disattivata tra Garbatella e Rebibbia (c'e un servizio sostitutivo su gomma), mentre per quanto riguarda la linea A, sono state chiuse per allagamento le stazioni: Termini, Manzoni, San Giovanni e Porta San Paolo, parzialmente fuori servizio anche gli accessi della stazione Ottaviano. Forti problemi anche per chi è a piedi: sono tanti i marciapiedi della capitale 'sommersi' da diversi centimetri d'acqua. Pagliara della Protezione civile: «Oggi si sono verificati valori molto vicini ai massimi storici e sicuramente si è trattato di fenomeni eccezionali», ma ricorda anche che «tutto era stato preannunciato da un avviso di condizioni meteo avverse trasmesso a tutti gli enti locali ieri alle 15. Le condizioni avverse avverse erano segnalate ed è stato emesso il massimo messaggio possibile, non ce n'è uno superiore». Le zone più colpite sono state soprattutto quella di Formello, di Campagnano, di Baccano (175 mm in tre ore). Su Roma sono caduti circa 50 mm di pioggia in mezz'ora al Centro (Castro Pretorio), quasi 80 mm sulla Tiburtina (Prato Lungo) e 125 mm in tre ore a San Basilio. IN TILT LE LINEE DEI BUS- Il servizio della Metro A è sospeso. Le stazioni sono state lasciate aperte per consentire ai viaggiatori di ripararsi dalla pioggia, tranne Termini, Manzoni, San Giovanni, Colli Albani, Porta Furba, Numidio Quadrato e Cinecittà, chiuse per allagamento. In tilt anche diverse linee autobus. A causa del nubifragio e per agevolare i cittadini, i varchi ztl, su disposizione dell'amministrazione comunale, sono stati spenti dalla Centrale della Mobilità. E' dunque libero l'accesso al centro storico e Trastevere. ANCHE NAPOLITANO BLOCCATO DALLA PIOGGIA- Il forte nubifragio che si e' abbattuto su Roma ha causato difficolta' al traffico aereo ed ha impedito anche la partenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per Pisa dove era atteso alle 10 per inaugurare la Domus Mazziniana. Al momento e' confermato il convegno all'universita' dopo le 11, mentre la cerimonia alla Domus Mazziniana e davanti al monumento a Garibaldi e' stata spostata al pomeriggio. DISAGI ALLE FERROVIE- Sempre a causa del nubifragio la ferrovia Roma-Lido è temporaneamente sospesa, la ferrovia Termini-Giardinetti non è attiva tra Centocelle e Termini e la metro B è stata riattivata tra le stazioni Policlinico e Rebibbia. Lo rende noto l'Agenzia per la Mobilità di Roma. ALLAGATA LA STAZIONE TIBURTINA- A causa delle piogge delle ultime ore si è allagato il sottopassaggio della nuova stazione Tiburtina che passa sotto i binari collegando il piazzale antistante la struttura con l'ingresso posteriore verso Pietralata. Il sottopassaggio è ridotto ad un vero e proprio fiume con grandi rivoli d'acqua che scendono dalle rampe di accesso ai binari. L'unico modo per passare è attraverso delle tavole di legno poste in terra che lentamente stanno andando sottòacqua visto la grande quantità di pioggia in entrata. Sono centinaia i pendolari irati rimasti bloccati, in particolare, sulla banchina dei binari 24 e 25 che servono la tratta Fiumicino aeroporto-Fara Sabina Orte, impossibilitati a defluire regolarmente nel sottopassaggio, dove peraltro piove anche all' interno in vari punti. Anche nell'atrio dell'ingresso posteriore della stazione piove all'interno in vari punti e come se non bastasse, per i pendolari mancano le comunicazioni riguardanti la chiusura delle linee metro A e B e di eventuali servizi di bus sostitutivi. Intanto la pioggia continua a cadere incessantemente ed al momento il traffico intorno alla stazione Tiburtina, in particolare sulla tangenziale e sul ponte Tiburtino, è molto intenso e rallentato. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno chiederà al presidente della Regione Lazio Renata Polverini "il riconoscimento dello stato di emergenza e il conseguente riconoscimento dello stato di calamità naturale per l'agricoltura e la protezione civile", in relazione al nubifragio che ha colpito stamane la Capitale. Ma dovrebbe chiedere scusa. La città non ha retto al nubifragio anche per via dei tombini straripanti e le fogne intasate. Il riconoscimento dello stato di calamità naturale, ha spiegato Alemanno, "varrà come giustificazione per tutti i cittadini che non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro per l'interruzione dei servizi pubblici locali". "L'allerta meteo di ieri - ha aggiunto il sindaco - parlava solo di temporali e non di piogge torrenziali come quelle di questa mattina. E l'intensità è stata imprevista".PIOGGIA IN CLASSI LICEO, CADONO PEZZI SOFFITTO "Piove nelle classi, crollano pezzi di soffitto e uno finisce addosso ad uno studente". A denunciare quanto accaduto questa mattina al liceo Socrate di Roma è il collettivo Senza Tregua. "Gli studenti del Socrate - scrivono in un comunicato -, eccetto i minorenni sono fatti uscire e tornare a casa. Molte delle classi sono al momento inagibili a causa dell'acqua che continua a cadere dai soffitti. Proprio ieri gli studenti del collettivo 'Dante di Nanni', da anni attivo nella scuola, avevano consegnato alla vice presidente della Provincia Cecilia D'Elia un ampio dossier sulla disastrosa condizione dell'edilizia al Socrate". A causa del maltempo che si è abbattuto in queste ore su Roma e che ha paralizzato le strade della Capitale, la società giallorossa ha deciso di rinviare la conferenza di presentazione di Franco Baldini. L'appuntamento con la stampa, inizialmente previsto per le 13:30 di quest'oggi, é stato rimandato di 24 ore. ARRIVA LA PRIMA NEVE SULLE MONTAGNE VENETE- Con i suoi 22 cm di coltre Ra Vales a 2615 metri di quota nel cortinese è la località dolomitica, e veneta in generale, con la maggiore precipitazione nevosa rilevata questa mattina dall'Arpav alle 8. Ad Arabba, sul monte Ornella sulle Dolomiti meridionali a 2250 metri i cm raggiunti sono 15 mentre a Coltrondo sul monte Croce la neve ha raggiunto i 14 centimetri. Niente neve per ora sulle prealpi bellunesi e veronesi mentre nel vicentino a Campomolon a1735 metri in Comune di Arsiero si sono depositati 9 centimetri. Tra i luoghi turistici maggiormente frequentati dagli sciatori si registrano i 12 cm ai 2200 metri di Pradazzo a falcade e i 10 cm. ai 1900 metri di Col dei Baldi di Alleghe-Zoldo. L'Arpav per la pianura prevede pioggia sino in tarda mattinata e l'abbassamento del punto neve sino a circa 900-1200 metri sulle Dolomiti e tra i 1200 e 1500 metri sulle Prealpi.                                                                                   p.c.s.
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mercoledì 19 ottobre 2011

TAGLI AI SUPERCOMPENSI? A TUTTI MINISTRI ESCLUSI: SON PRECARI

Il taglio ai compensi over 90mila e 150mila euro era tutta una finta. O meglio, lo era per ministri e sottosegretari, non per il resto dell'umanità. Ricordiamo: tra le misure anti - crisi, chi guadagna oltre 90mila euro lordi l'anno nella pubblica amministrazione vedrà ridursi il compenso del 5% per la parte che supera quota 90mila; per chi invece incamera oltre 150mila euro, sempre all'anno e sempre lordi, la riduzione sale al 10% per ogni euro che supera quota 150mila. Circolare del ministero dell'Economia alla mano, il quotidiano finanziario Italia Oggi è riuscito però a “sgamare” un provvedimento che, immaginiamo, non avrà benevola fama, almeno fra molti cittadini: la riduzione vale per tutti nella pubblica amministrazione salvo che per ministri e sottosegretari. Coloro che Berlusconi ha nominato al timone del Paese saranno rimborati di quanto versato già. Resta da vedere se il dicastero di Tremonti smentirà o tornerà indietro sui suoi passi. O lascerà tutto inalterato. La ragione per cui ministri e sottosegretari sono esentati? Commovente: “Tale personale – cita Italia Oggi tra virgolette – ricopre una carica politica e non è titolare di un rapporto di lavoro dipendente”. Non sono dipendenti, a differenza di chi lavora nella pubblica amministrazione, e pertanto non possono reggere simili sacrifici sul loro stipendio. Insomma, sono precari. Con Dl n. 78 del 2010, il “taglio” del 5 o 10% vale dal 1° gennaio 2011 e vale fino al 31 dicembre 2013. Vale per i trattamenti economici complessivi. Ma, riporta l'articolo del quotidiano, in base a quanto indicato dall'Ispettorato generale per gli ordinamenti del personale e in base a quanto ha analizzato la Ragioneria dello Stato, dalla misura vengono esonerati i titolari dei dicasteri e i loro sottosegretari e vedranno rimpinguata la loro mensilità di novembre 2011 perché verranno rimborsati. Come – avverte il giornale - spiega un'informazione dell'11 ottobre 2011.                                                p.s.m.

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martedì 18 ottobre 2011

«GRAZIE, BEPPE GRILLO». IN MOLISE LA SINISTRA PERDE PER COLPA SUA



Seggio sfiorato in Molise, ma non ottenuto per il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, come sembrava in un primo momento. Infatti, il candidato alla carica di presidente della Regione, Antonio Federico, ha ottenuto 10.650 voti pari al 5,60%, ma non è bastato perchè la lista a lui collegata non ha raggiunto il quorum del 5%. In sostanza, 4.393 elettori che hanno votato Antonio Federico come candidato presidente, non hanno espresso la preferenza per la lista Movimento 5 stelle, un 40 per cento che è costato il seggio. «Per un pugno di voti in Molise vince il candidato di destra, inquisito, grazie ai voti di Grillo, tolti al centrosinistra. Come in Piemonte». Così Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera, via Twitter, ha commentato il voto delle regionali in Molise. «Il risultato delle elezioni regionali in Molise - ha dichiarato Davide Zoggia, responsabile Enti Locali della segreteria nazionale Pd - dimostra che il frazionamento dello schieramento alternativo a Iorio e il conseguente risultato conseguito dalla lista Beppegrillo.it hanno colpito il centrosinistra, impedendogli di ottenere una storica vittoria». «Il successo del movimento Cinque Stelle di Grillo ancora una volta - come lo scorso anno in Piemonte - si conferma la miglior polizza sulla vita del potere berlusconiano». Lo scrive sul suo blog il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. «In democrazia - osserva l'esponente dipietrista - tutti hanno il diritto di presentare una lista, di correre alle elezioni, così come decidere di allearsi o non, di stabilire le proprie strategie e i percorsi politici, tenendo sempre a mente, però, l'interesse massimo che un movimento, un partito deve perseguire, ovvero il bene dei cittadini e l'interesse del Paese. Questo è un diritto sacrosanto che rispetto. Ma così come sono profondamente convinto di ciò, lo sono altrettanto del fatto che gli altri, soprattutto se si è una forza impegnata in politica, hanno il diritto di trarne le considerazioni e di valutarne le conseguenze. In Molise, dunque, così come accaduto in Piemonte lo scorso anno, ha vinto il centrodestra per un soffio, grazie al successo, rispettabilissimo ma non privo di conseguenze, del movimento Cinque stelle, che - aggiunge Donadi - ha sottratto quella percentuale di voti necessaria affinché il candidato del centrosinistra si aggiudicasse la guida della regione». «Ancora una volta dunque - prosegue il presidente dei deputati di Idv - si scrive Grillo ma si legge Berlusconi. Il movimento Cinque Stelle ha di fatto regalato a Iorio la guida della regione Molise. So già cosa mi verranno a dire i duri e puri del movimento grillino: destra e sinistra sono la stessa cosa, non cambierà mai niente, etc.. etc... Ebbene, niente di più falso. Quanto accaduto, per la seconda volta, è qualcosa su cui gli esponenti del Movimento Cinque Stelle dovranno riflettere. Perché fino a quando non saranno in grado di conquistare loro il 51 per cento dei voti, proprio loro sono la miglior polizza sulla vita del potere berlusconiano che, in Molise, ha la faccia del pluri indagato Iorio. E ho detto tutto».                                                  r.c.p.


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lunedì 17 ottobre 2011

DOVE SONO I BLACK BLOC? MOLTI SUL WEB



Ecco le loro rivendicazioni: «Rivolta subito» dopo le devastazioni di Roma, molti cercano di dare volti e nomi ai black bloc che hanno rovinato la manifestazione degli indignati. Le operazioni di polizia stanno cercando di chiudere il cerchioattorno agli ambienti anarco-insurrezionalisti. Ora, al di là del cretinismo del dietrologo di professione, che ipotizza infiltrazioni e pupari che tirano i fili dei rivoltosi, molte chiacchiere sulla rete – e nei bar, nelle piazza, nelle case – stanno scivolando verso la teoria che i black bloc sono tutta un'invenzione (delle forze dell'ordine, dello Stato, del sistema capitalistico tout court). Resta il fatto però che in tanti forum sul web la violenza ha trovato – e continua a trovare –sostenitori e giustificazioni. Al netto dell'ambiguità che può esserci dietro interventi anonimi in un forum internet, e i tanti interventi contrari alle violenze che si leggono in quegli stessi spazi, questo è quello che emerge. 1 Su Indymedia i commenti sono al post che dice: «Dobbiamo creare un governo provvisorio popolare. Sembra impossibile, ma la Storia è ancora da scrivere. NON UN PASSO INDIETRO ! I compagni di ogni dove si stanno preparando per il 15: i compagni della ValSusa (onore a loro), gli operai, gli studenti, gli emarginati di sempre... ma non cadiamo nella retorica...COMBATTERE!» Un anonimo scrive: «Carissimi idioti-pacifisti di merda: avete visto a BOLOGNA cosa ha fatto la polizia? Una ragazzina con detti spaccati per una manganellata in viso solo perché spingeva. Questa è la tolleranza e la non-violenza che volete propugnare e di cui volete farvi portatori il 15?» Un altro risponde a un altro commentatore: ««Non credo alla manifestazione pacifica. Andiamo e portiamo a termine il lavoro, andare per sfogarsi e il giorno dopo uguale di prima non ha ragione di essere, se qualcuno ci rimetterà qualche dente o qualche braccio rotto spero almeno ci si possa portare a casa il pezzo di pane. Spero in qualche insurrezione nell'arma, sono anche loro malpagati e anche loro con famiglie alle spalle, spero nel buon senso di gendarmeria, esercito, carabinieri e polizia, anche voi siete il popolo, dovresti essere dalla parte del popolo! Ci si vede nella mischia. Unica mente unico scopo». Sempre un anonimo spiega: «Troppe strade perdenti abbiamo percorso in cent'anni: diamoci una possibilità. Rivolta ORA!». Altro messaggio: «Sono appunto almeno 30 anni che non si presenta un'occasione simile. Usiamola bene. In culo 'Viola', 'grillini', PRC, CGIL, SEL,IdV, i Rinaldini & Casarini ecc... W l'Autonomia diffusa ! W NO TAV ! W il Sindacalismo Conflittuale». 2 I responsabili di Militant scrivono: «Ci sembra inutile attardarsi dietro al perbenismo ipocrita di quei “sinceri democratici” che inorridiscono di fronte a un cassonetto bruciato, ma poi plaudono alle proteste che incendiano le città del resto del mondo. Di questa sinistra “presbite” che vede bene le rivolte solo quando divampano in lontananza non sappiamo proprio cosa farcene». Ed ecco alcuni dei commenti che si leggono a margine. E Rebeldia commenta: «Se ancora qualcuno crede che la passeggiata sotto il sole, sentendo musica raggae possa disturbare i potenti della terra e non solo Berlusconi, forse ha perso qualche passaggio della storia degli ultimi 10 anni. Non esiste più spazio né dialogo. Qualcuno più famoso di me disse che la ”rivoluzione non è un pranzo di gala”, ed allora sara’ il caso che qualcuno inizi a riflettere da che parte stare». 3 Il centro sociale occupato Askatasuna ieri invece ha scelto di ripubblicare l'editoriale di Infoaut – lo condivide su Fb e a 465 utenti piace: «Spiace la rinuncia degli organizzatori a puntare dritta verso i palazzi del potere, perché questo ha lasciato di fatto mano libera alla spontaneità, che non essendo indirizzata, ha consumato, dall’inizio, passo per passo, l’attacco a tutto ciò che è considerato simbolo del sistema di iniquità. Era destino, ed era giusto, siamo nell’Italia dei Berlusconi e dei ceti politici sempre verdi.Doveva finire con qualche comizio in piazza San Giovanni, è finita con ore di resistenza… Que se ne vayan todos (ma proprio todos).4 Sul sito Notav.info si legge: «A Roma il movimento no tav ha sfilato e lottato… Inutile oggi prendere le distanze o dire così non va bene così non si fa o ancora peggio pensare che i giovani che erano a Roma a piazza san Govanni sono un problema per il movimento. Il problema italiano sono e restano i politici, le banche, i finanzieri che in maniera mostruosa risucchiano ricchezza e impoveriscono il mondo». Un commento che piace a 765 persone su Facebook.                                                                                           r.d.c.
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domenica 16 ottobre 2011

BLACK BLOC, SCATTA TORMENTONE SU POLIZIOTTI INFILTRATI

Il giorno dopo gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti a Roma, su Facebook compaiono le prime foto e i primi commenti su una possibile infiltrazione di poliziotti e carabinieri tra i violenti che hanno messo a ferro e fuoco le vie del centro della capitale. In un'immagine pubblicata sul gruppo 'Indignados Italia' del popolare social network, è già scattata tra gli utenti la segnalazione di un uomo, cerchiato in rosso, che assiste inerme alla devastazione della vetrina di una filiale della banca Carime da parte di due giovani con il casco in testa. La didascalia che accompagna la foto recita: «Fate girare. Diamo un nome a questo signore cerchiato. Se è un poliziotto questo dimostrerà che tutto era preventivo». Gli inquirenti della Procura di Roma cercheranno di ricostruire una «mappa degli scontri» e di individuare se c'è stato o meno una «strategia complessiva». Sono questi i primi incarichi che si sono dati gli investigatori applicati all'indagine su quanto avvenuto nel corso della manifestazione degli Indignati. In una prima fase bisognerà concludere gli interrogatori di convalida davanti al gip, poi - si spiega - verrà data ampia delega agli uomini della Digos e del Ros affinchè si proceda, ad esempio, alla identificazione dei soggetti che hanno assaltato e devastato, anche attraverso le immagini televisive e fotografiche. Le indagini saranno coordinate dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti, responsabile del pool antiterrorismo.                                                                            s.p.m.c.

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sabato 15 ottobre 2011

LA GUERRA, DEL GOVERNO TESTIMONIANZE SUGLI SCONTRI BERLUSCONIANI i DRAGHI: «CAPISCO GLI INDIGNATI POVERI »


 
BILANCIO SUGLI SCONTRI: 70 FERITI, TRE GRAVI


ROMA
Sale a 70 il bilancio delle persone ferite nel corso degli scontri durante il corteo degli Indignati. Venticinque persone sono state medicate nell'ospedale da campo montato dall'Ares 118 nei pressi di San Giovanni, gli altri 45 sono stati trasportati nei vicini pronto soccorso. Tre di loro sono gravi.


RIMOSSE BARRICATE ALL'ESQUILINO La situazione tesa si è spostata nel quartiere dell'Esquilino. La polizia ha rimosso le barricate. CARICA DELLA POLIZIA IN VIA MERULANA-Le forze dell'ordine hanno caricato i manifestanti del corteo di Roma che si erano asserragliati in via Merulana innalzando barricate. La carica è stata lanciata con dei blindati che hanno sfondato le barricate. BLINDATI SFONDANO BARRIERE BLACK BLOC-Almeno otto blindati della polizia hanno sfondato le barriere di reti metalliche e cassonetti dei black block su via Merulana. Una via Merulana al buio. Le luci sulla strada sono state tutte spente. Gli incappucciati indietreggiano.


BLINDATO CARABINIERI IN FIAMME


Incendiato blindato dei carabinieri. Può scoppiare.


30 I FERITI TRA FORZE DELL'ORDINE


Sarebbero circa 30 i feriti tra le forze dell'ordine


VIOLENTI A S GIOVANNi: CENTINAIA


Sarebbero qualche centinaio i black bloc in piazza S. Giovanni. CARICHE POLIZIA. ANCHE SU MANIFESTANTI


Cariche della polizia. Che investono anche i manifestanti pacifici.


SEL: MANIFESTANTE AGGREDITO DA INCAPPUCCIATI


Il manifestante che ha perso due dita per l'esplosione di un petardo nel corso del corteo degli indignati a Roma, è un militante di Sel «aggredito da un gruppo di incappucciati» mentre stava sfilando «pacificamente in via Cavour e protestava contro i violenti». Lo afferma Massimo Cervellini, coordinatore romano di Sinistra Ecologia e Libertà.


RAINEWS: POLIZIA INTERVENUTA TARDI


I reporter di Rainews raccontano: le forze dell'ordine sono intervenute in via Labicana quando la situazione era difficilmente controllabile.


DIVERSI FERITI TRA MANIFESTANTI


Diversi i manifestanti feriti da bombe carta e petardi. MARONI HA AUTORIZZATO L'USO DI IDRANTI


Un'agenzia riferisce che il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha autorizzato l'utilizzo degli idranti. SASSAIOLA IN SAN GIOVANNI


MA ARRIVANO I MANIFESTANTI PACIFICI


Sassaiola in piazza San Giovanni. Ma arriva il corteo dei pacifici da un'altra direzione. I più però hanno desistito. La situazione resta molto complicata e rischiosa. MANIFESTANTI CERCANO DI USCIRE


DA SAN GIOVANNI, MA E' CAOS- Manifestanti camminano a mani alzate dal sagrato cercando di uscire dalla piazza San Giovanni coperta da una nube di lacrimogeni. La polizia cerca di sgombrare la piazza: è un caos infernale. La gente che non c'entra con gli scontri si trova in mezzo. CORTEO PACIFICO CONTINUA IN VIA CAVOUR- Il corteo, nella parte che è partita molto più tardi, intanto prosegue da via Cavour in modo tranquillo e pacifico. Le immagini tv di Rainews rimandano due situazioni opposte: gli scontri da un lato, i colori dall'altro. MANIFESTANTI PACIFICI ASSERRAGLIATI.I manifestanti pacifici volevano sentire i comizi asserragliati sul sagrato. Chi è lì si trova in una situazione a imbuto. FERITO DA PIETRA FOTOGRAFO


Fotografo dell'agenzia Adnkronos ferito da una pietra lanciata dai black bloc. Che impediscono il riformarsi pacifico del corteo e proseguono con gli assalti.GRAVE IL MANIFESTANTE FERITO: BOTTIGLIATA AL VOLTO- E' grave il manifestante è stato ferito in via Cavour a Roma, all'altezza di via dei Serpenti, da una bottigliata al volto. Il sessantenne colpito dè stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni. I VIOLENTI DIVELGONO PIETRE- I violenti divelgono pietre. Ribadiamo: hanno deliberatamente sabotato il corteo per fare guerriglia. La piazza è diventata teatro di battaglia.PIAZZA SAN GIOVANI SVUOTATA CARICHE, BOMBE CARTA, UN FERMATO - All'angolo tra piazza San Giovanni e via Emanauele è guerriglia. Il grosso del corteo sparito. Bombe carta. Fermato un ragazzo dalla polizia. Vola di tutto. I violenti stanno riuscendo nel loro obiettivo: svuotare il corteo. La piazza che doveva concludere la manifestazione è stata svuotata dalla violenza. IN VIA CAVOUR POLIZIA NON INTERVENUTA


Emerge dalle cronache che in via Cavour la polizia all'inizio degli incidenti non è intervenuta. I vigili del fuoco, per il numero di persone in strada, hanno avuto difficoltà a raggiungere le auto in fiamme. IDRANTI E LACRIMOGENI IN SAN GIOVANNI


All' imbocco di piazza San Giovanni le forze dell'ordine sparano acqua con gli idranti. La tensione si sta spostando lì: ci sono giovani con i caschi in testa. I VIOLENTI IN PIAZZA S. GIOVANNI: CARICHE


Dopo gli scontri in via Emanuele Filiberto i blac bloc si sono spostati. Carica della polizia, finanza e carabinieri a San Giovanni. Ma tutto il corteo è arrivato fino alla piazza sotto il ricatto di questi violenti: tra i manifestanti c'era rabbia e anche paura verso i violenti che hanno fatto irruzione nella piazza. Lì ci sono palloncini colorati che dicono "il fine non giustifica i mezzi". POLIZIA CARICA, BARRICATE ERETTE E SGOMBRATE DA PEZZO CORTEO


Corteo deviato dai Cobas, all'incrocio con via Manzoni i violenti hanno eretto barricate sgombrate dagli stessi manifestanti. La polizia carica i violenti. Che hanno rovesciato cassonetti e incendiato un'agenzia interinale. Sassi contro gli agenti. FUMOGENI, SASSI CONTRO ASSESSORATO Fumogeni e lacrimogeni della polizia all'incrocio tra via Labicana e via Merulana che cerca di contenere gli incappucciati. Nella loro marcia violenta per le vie del corteo degli indignados, i blac block hanno assaltato un edificio in via Labicana con all'interno uffici del ministero della Difesa; sono entrati nel palazzo, hanno sfondato vetri e dato alle fiamme altre auto in strada. Colpita anche una struttura probabilmente dismessa della Guardia di finanza. Hanno lancio sassi contro l'assessorato delle Politiche sociali. PIAZZA SAN GIOVANNI TRANQUILLA- Piazza San Giovanni si sta riempiendo, la situazione qui è tranquilla. Qui deve confluire il corteo come meta finale. COLONNA DI FUMO DAL CENTRO DI ROMA- La tensione resta alta. Una densa colonna di fumo si leva dal centro della città ed è visibile da lontano in una giornata assolata. I VIOLENTI VOGLIONO CAOS PER SABOTARE IL CORTEO


I violenti sanno di sabotare la manifestazione ed è chiaro: a questo puntano: al caos per deligittimare un corteo partito in modo variopinto. Non possono avere scusanti né appigli. La reazione dei manifestanti lo dimostra. Come è chiaro che gli attacchi erano pianificati. Torna la domanda: chi sono?SESSANTENNE FERITO DAI VIOLENTI- Un ferito in via Cavour a Roma: si tratta di un militante dei Cobas, di circa 60 anni, rimasto ferito mentre stava tentando di impedire ad altri manifestanti di lanciare bottiglie contro i vigili del fuoco intervenuti per spegnere le auto date alle fiamme. L'uomo è rimasto ferito in modo non grave da una bottigliata al volto. I VIOLENTI ASSALTANO CASERMA- Assaltata caserma dell'esercito dalle parti di via Labicana, sfondato un portone, lanciano fumogeni, lacrimogeni, bottiblie, bruciata un'altra auto, distruggono motorini. Il resto del corteo cerca di isolarli e continua a urlare: bastardi, fascisti, smettetela. MANIFESTANTI CONTRO I VIOLENTI: BUFFONI


MA I BLACK BLOC LANCIANO BOMBA CARTA


Un fumogeno e una bomba carta sono stati lanciati contro la ex sede Agenzia delle entrate a via Labicana. Alcuni manifestanti hanno urlato «buffoni» contro i teppisti ma questi non hanno desistito e ad un certo punto i manifestanti sono fuggiti per paura di «vendette» e ritorsioni da parte dei violenti. E' sempre più chiaro che chi provoca disordini è in contrasto con chi manifesta. PANNELLA AL CORTEO: INSULTATO- Marco Pannella è stato insultato durante la manifestazione romana degli Indignados. Il leader storico dei Radicali è stato apostrofato con un «bastardo» dai manifestanti per il comportamento dei Radicali in aula ieri alla Camera durante la fiducia al governo che - diversamente dall'opposizione - hanno votato sin dalla prima chiama alla fiducia del governo. INCAPUCCIATI BLOCCANO CORTEO,


COBAS LI CONTESTANO- Un gruppo degli incappucciati sta bloccando il corteo all'altezza del Colosseo. I Cobas da un camion li contestano con molta durezza: andate via, abbiamo la crisi a cui pensare, smettetla.


AGGREDITE DUE TROUPE DI SKYA erai300MILA I MANIFESTANTI- La manifestazione è imponente. Saranno forse 300mila o più. SPEZZONE DI VIOLENTI: OCCUPIAMO FORI IMPERIALI- Lo spezzone che ha fatto incidenti ha annunciato che non andrà a San Giovanni perché - dicono - non li rappresentano. Vogliono occupare i Fori Imperiali. L'hanno annunciato al megafono. MANIFESTANTI TRA ROVINE DI MASSENZIO- Prima gli incappucciati, poi una parte di manifestanti entrato nella Basilica di Massenzio. Tra le rovine romane. Lì non ci sono guardie. "Riprendiamoci i nostri spazi", urlano alcuni. Ancora tensione. CLIMA MENO FESTOSO


La manifestazione partita in modo festoso ha ora un clima più serio: l'ironia dopo gli incidenti si è affievolita. SARANNO TRECENTO I VIOLENTI


NEL CORTEO NON SANNO CHI SONO Quelli che provocano disordini saranno chi dice 40-50, ad altri sembrano di più. In realtà saranno trecento. Alcuni hanno i caschi. Di sicuro i partecipanti al corteo non sanno chi sono. ANCHE GENTE DA' DI FASCISTA AI "NERI"


La parte più dura è arrivata ai Fori Imperiali. Blindati impediscono di andare verso piazza Venezia. Gente comune insulta quelli vestiti di nero e incappucciati: anche loro gridano loro "fascisti". DUE LE AUTO A FUOCO- Auto a fuoco, arrivano i vigili, un palazzo avvolto dal fumo, il corteo si spezza e si è fermato. Un incendio è stato spento dai vigili. In città si vede la colonna di fumo nero. Un'auto è una Mercedes. QUELLI DEI NO TAV CONTRO I VIOLENTI: NO VIOLENZA- La contestazione agli incappucciati è molto forte. Quell i vestiti di nero si mescolano allo spezzone dei no tav, ma quelli dei no tav a volto scoperto brandiscono bandiere hanno e urlanourlaTo no alla violenza, la violenza fa reprimere il movimento . I MANIFESTANTI AI BLAC BLOC: FASCISTI


Molti manifestanti contestano i black bloc, uralno loro che non si fa così e gli dicono fascisti. SFONDATE VETRINE DA INCAPPUCCIATI DI NERO


Sfondata una vetrina di un supermercato in via Cavour all'altezza di via dei Serpenti, dei ragazzi hanno preso merci tra cui alcolici e distrutto auto a colpi di mazzate. Al centro del corteo ci sono gruppi incappucciati, vestiti nero. CORTEO VERSO I FORI IMPERIALI, IN MIGLIAIA ANCORA A PIAZZA ESEDRA Con la testa del corteo degli indignati già all'altezza di via dei Fori Imperiali, ci sono ancora migliaia di persone ferme in piazza della Repubblica. BRUCIATA BANDIERA DELL'ITALIA E DELL'UE- Alcuni dimostranti che stanno sfilando per via Cavour si sono arrampicati sopra l'ingresso dell'hotel Atlantico e stanno lanciando alla folla decine e decine di volantini con su scritto «È arrivata la vendetta precaria». I manifestanti, mascherati con l'immagine di Guy Fawkes, hanno anche dato fuoco, usando alcuni fumogeni, a una bandiera italiana e a una dell'Unione Europea. CAMION TEATRI OCCUPATI, MOMENTI DI TENSIONE CON UN GRUPPO DI 'INCAPPUCCIATI' Un gruppo di ragazzi vestiti di nero, felpa con cappuccio in testa e il volto coperto da sciarpe, è passato vicino al camion dei teatri occupati: momenti di tensione mentre il corteo attraversa piazza della Repubblica. CORTEO GIA' PARTITO DA PIAZZA ESEDRA Il corteo dalla piazza è già partito, in anticipo rispetto alle 14. Lo aprono i Comitati per l'acqua, seguono i Cobas. Alla manifestazione partecipa anche la Fiom. CORTEO PARTITO DALLA SAPIENZA In testa c'è il camion dei quattro spazi occupati: il cinema palazzo nel quartiere di San Lorenzo, il teatro Valle, il teatro di Ostia, il teatro Marinoni di Venezia, ovvero spazi culturali autogestiti. Il camion è molto colorato, dietro segue il dragone dei Draghi ribelli. Nel corteo alcune migliaia di studenti, saranno due-tremila. DALLA SAPIENZA, STRISCIONE 'LADY VENDETTA' «Ci avete detto di studiare per essere libere. Ci avete detto di lavorare per emanciparci. Ora ci volete rinchiudere in casa? La vendetta sarà lady». Contiene questa frase lo striscione calato dalla facciata principale dell'università La Sapienza di Roma. Due camion aprono lo spezzone di manifestazione che partirà da piazzale Aldo Moro. Tra gli altri striscioni: «Siamo il 99% e siamo in credito, studenti e precari in rivolta permanente» GLI OCCUPANTI DEL TEATRO VALLE


Con i manifestanti arrivano anche gli artisti e tecnici che occupano il Teatro Valle di Roma.






STRISCIONE ALLA SAPIENZA: 'NON E' IL NOSTRO DEBITO'


Molti manifestanti sono già in piazzale Aldo Moro, davanti all'università La Sapienza dove si sono dati appuntamento studenti, precari e docenti da tutta Italia. Srotolato un grande striscione con la scritta: «non è il nostro debito». Il corteo convergerà nella manifestazione che partirà alle 14 a piazza Esedra, vicino alla stazione Termini. CORI ANTI BERLUSCONI ALLA TERMINI- A Termini un treno di 'indignatì che hanno riempito la stazione di Roma di cori contro Berlusconi. Circa 400 le persone giunte con un regionale da Pisa. Sceso dal treno un corposo gruppo di ragazzi ha iniziato a gridare: «Livorno antifascista», «Bandiera Rossa» e «Berlusconi pezzo di m....». DONNE IN VIA DEL CORSO: 'EVA CONTRO IVA"


Al grido 'Noi la crisi non ve la paghiamo' un ordinato corteo di circa 50 donne si è snodato su via del Corso, davanti al Parlamento, nei pressi di Largo Chigi. Hanno distribuiti volantini. 'Eva contro Iva: o la Borsa o la vita', si legge su uno dei piccoli poster affissi su una vetrina della Galleria Alberto Sordi, che è stata percorsa dalle «indignate col sorriso», come si sono definite alcune delle partecipanti alla protesta. «Basta shopping». Lanciata una borsa di carta rossa contro un portone degli uffici della Presidenza del Consiglio che affacciano su via Santa Maria. CHIUSE STRADE, 4 STAZIONI METRO E SITI ARCHEOLOGICI Scatta intorno alle 12 a Roma la chiusura delle strade del centro e di quattro stazioni della metropolitana per la manifestazione degli Indignati prevista per le 14 da Piazza della Repubblica. Sono 500 i vigili urbani previsti in servizio per oggi nelle strade mentre per la sicurezza ci saranno 1500 uomini delle forze dell'ordine. Alle 12 chiuse le stazioni metro Barberini, Spagna, Cavour e Colosseo, mentre l'Atac devia 39 linee bus. Chiusi per tutto il giorno i siti archeologici centrali come Colosseo, Fori Imperiali, Foro Romano, Mercati Traianei e Colle Oppio, ai quali non si potrà accedere per tutto il giorno. I PUNTI PIU' TEMUTI


Previsti sbarramenti lungo il percorso della manifestazione che arriverà a piazza San Giovanni attraverso via Cavour, via dei Fori Imperiali, via Labicana e viale Manzoni. I passaggi ritenuti più pericolosi, e che quindi verranno sbarrati e presidiati, si trovano all'incrocio tra via dei Fori Imperiali e via Alessandrina, via Napoleone III e via Gioberti, largo del Tritone, Piazza del Popolo all'angolo con il Tridente (Via del Babbuino, Via di Ripetta e Via del Corso). Due elicotteri della polizia sorvoleranno la capitale. DEVASTATE CARROZZE TRENO A CASSINO, UN FERMATO -La Polfer Lazio riferisce che alcuni manifestanti che intendevano partecipare al corteo degli Indignati a Roma hanno devastato due carrozze di un treno diretto dal sud a Roma all'altezza di Cassino, nel Frusinate. Una persona è stata fermata e quattro denunciate. PRIMI ARRIVI IN PIAZZA REPUBBLICA PER CORTEO ROMA- Sono arrivati in piazza della Repubblica a Roma i primi partecipanti alla manifestazione nazionale del movimento degli Indi


gnati prevista per le ore 14. Zaini e sacchi a pelo alla mano sono giunti con i pullman da Milano alla stazione Anagnina e da qui si sono spostati nella zona di Termini. «La passione politica non ha prezzo - recita uno dei primi cartelli esposti in piazza - per tutto il resto c'è Berluscard». «Siamo del popolo viola di Milano - dice Pino, tra i primi arrivati in piazza della Repubblica -. Siamo arrivati con dieci pullman alla stazione Anagnina e di qui alcuni sono andati a San Giovanni dove è in corso un'assemblea pubblica, altri stanno facendo un giro per Roma in attesa dell'inizio del corteo». «Perchè mi sento un indignato? - dice Pino - Perchè mio figlio guadagna 700 euro al mese, assiste disabili ed è costantemente precario e non può costruirsi un futuro. Spero che oggi non ci siano scontri, ma la tensione credo sarà inevitabile». ATTESI MANIFESTANTI DA 80 PROVINCE, 750 PULLMAN DAVANTI A UNIVERSITÀ SAPIENZA PRIMI GRUPPI DI CORTEO Sono circa 80 le province italiane dalle quali si prevede l'arrivo di manifestanti per il corteo degli Indignati di oggi pomeriggio a Roma. Tra le province con il maggior numero di partecipanti attesi alla manifestazione ci sono Milano, Genova e altre dell'Emilia Romagna e della Toscana. Intanto ai caselli autostradali intorno alla capitale sono già in transito i pullman: ne sono attesi circa 750. Gli organizzatori stimano che per l'I-Day potrebbero sfilare in corteo tra le 100 mila e le 200 mila persone. Di fronte all'Università La Sapienza, in piazzale Aldo Moro, si stanno radunando i primi gruppi di studenti, il cui corteo è previsto che si muova verso le 12 per confluire in quello principale che partirà da piazza della Repubblica. NOVECENTO CITTA'


Oltre novecento città in tutto il mondo si preparano alla manifestazione degli 'indignatì. Giovani, disoccupati e precari replicheranno la protesta organizzata a Madrid lo scorso 15 maggio, con presidi ininterrotti dei luoghi cruciali della capitale spagnola. In alcune città la mobilitazione si attende imponente: a Roma - a partire dalle 12 - sono attesi fino a 150mila partecipanti, una folla eterogenea di organizzazioni extraparlamentari, sigle sindacali, movimenti no global, così come collettivi studenteschi e singoli cittadini. Il corteo occuperà il cuore della Città eterna, da Piazza della Repubblica fino a Piazza San Giovanni, passando per il Colosseo (chiuso come altri siti archeologici all'accesso ai visitatori), i Fori Imperiali e via Manzoni. Duemila, gli agenti cui spetterà il compito di tenere sotto controllo la situazione. Un appuntamento atteso anche in altri luoghi simbolo di una protesta che intende denunciare le responsabilità dei centri di potere politico e finanziario nell'attuale crisi: si va dalla marcia su Times Square promessa dagli 'indignatì statunitensi, al ritorno dei precari spagnoli sulla strada che porta dalla periferia di Madrid alla centralissima Puerta del Sol. Complice il fuso orario, il movimento si è già fatto sentire in Giappone, con una marcia che interessa le sedi della okyo Electric Power Co e del ministero dell'Economia.                       s.m.c.p.