lunedì 25 ottobre 2010

BERSANI: «VIA IL LODO PER LE EMERGENZE UN NUOVO GOVERNO»



Via il Lodo Alfano e si discuta di riforma fiscale. Se invece il Parlamento continuerà a essere ostaggio dei problemi giudiziari del premier, sarà difficile per Berlusconi evitare la crisi. E a quel punto ci penserà un governo di transizione ad approvare una nuova legge elettorale ma anche a gestire le emergenze del Paese. Pier Luigi Bersani lancia una proposta al centrodestra ma pianifica anche le possibili mosse in caso di rottura definitiva tra finiani e Pdl. Il giorno dopo l’altolà di Gianfranco Fini sullo scudo processuale e due giorni prima che la commissione Affari costituzionali del Senato riprenda la discussione con sul tavolo i rilievi del Quirinale, il segretario del Pd dice davanti alle telecamere di SkyTg24 che il Lodo Alfano verrebbe «spazzato via» da un referendum e che se Berlusconi ritirasse tutti i provvedimenti “ad personam” sulla giustizia dicendo «ai problemi miei ghe pensi mi» darebbe alla politica italiana «un elemento di rasserenamento». Bersani non si fa troppe illusioni che ciò avvenga ma rilancia, sfidando il governo a «tirare il Lodo Alfano fuori dal Parlamento per parlare di riforma fiscale». La risposta del centrodestra non tarda ad arrivare, e va nella direzione prevedibile, con il vicepresidente dei deputati Pdl Osvaldo Napoli che parla di «offerte finte e ricatti veri». E domani anziché ritirare il provvedimento, i senatori di Pdl e Lega della commissione Affari costituzionali (rispettivamente 11 e 2) fronteggeranno i senatori (9 Pd, 1 Idv, 1 Udc e 2 finiani) contrari alla reiterabilità dello scudo processuale. NUOVO GOVERNO PER LE EMERGENZE Per Bersani, che oggi festeggia il suo primo anno da segretario Pd, la rottura con i finiani sul salva-premier potrebbe portare alla crisi di governo. A quel punto, nei piani del leader dei Democratici, si dovrebbe dar vita a un governo di transizione che si occupi non solo di legge elettorale, ma anche delle emergenze del Paese. Spiega Bersani: «Una nuova legge elettorale serve per mettere in sicurezza la democrazia, perché con questa non solo si nominano i parlamentari ma si può realizzare una condizione in virtù della quale col 35% dei voti uno può fare il presidente della Repubblica. E questo non sta in piedi. Ora, per fare una legge elettorale ci vogliono alcuni tempi naturalmente, e in quei tempi bisognerà pur corrispondere ad emergenze immediate che ha questo Paese». Bersani non si spinge a dire, come ha fatto Massimo D’Alema, che il nuovo governo dovrebbe metter mano anche a delle riforme politiche ed economiche, compresa quella fiscale, anche perché sa che un’impostazione del genere è vista come fumo negli occhi non solo da una forza esterna al Parlamento come la Sinistra e libertà di Nichi Vendola, ma anche da un partito come l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Dice quindi Bersani: «Certamente un grande programma di riforme va affidato a un’alternativa di governo, che va presentata agli elettori. È importante segnalare che anche forze che oggi sono fuori dal Parlamento, Sel per esempio ma non solo, pensano assolutamente necessaria una fase nella quale si metta mano al meccanismo democratico». Ma la convergenza tra la proposta di Bersani e quella di Fini di aumentare la tassazione delle rendite finanziarie non è passata inosservata.
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domenica 24 ottobre 2010

SCUOLA, SCIOPERO DELLA PRIMA ORA CONTRO I TAGLI E I BAVAGLI



Ancora uno sciopero nel settore dell'istruzione contro i tagli agli organici e le riforme attuate dal governo: domani la Flc-Cgil ha confermato l'astensione dal lavoro in corrispondenza della prima ora di servizio per i docenti ed il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola, l'Afam e la formazione professionale. Mentre nei settori dell'università e della ricerca, saranno proclamati scioperi articolati territorialmente. Lo sciopero, che segue quello sempre di un'ora dell'8 ottobre, si attuerà malgrado la Commissione di garanzia competente abbia contestato al sindacato di Mimmo Pantaleo la violazione della regola della «rarefazione oggettiva», che proibisce lo svolgimento di uno sciopero se non sono trascorsi almeno 7 giorni dall'ultimo (in questo caso la Cub ha proclamato una giornata di astensione dal lavoro per il 29 ottobre). «Contro corvi e norme errate» Nel confermare lo sciopero di domani di un'ora dei docenti ed il personale Ata della scuola, dell'Afam e della formazione professionale, contro tagli e riforme in atto, la Flc-Cgil si rivolge polemicamente a coloro che hanno cercato di bloccare l'iniziativa: «In questi giorni - si legge in una nota del sindacato - abbiamo visto alcuni 'corvi' volare. Con il loro gracchiare hanno lasciato intendere che lo sciopero del 25 fosse stato annullato dalla Commissione nazionale di garanzia sul diritto di sciopero. Rassicuriamo tutti, non saranno i 'corvi' e neppure le interpretazioni arbitrarie ed errate delle norme che fermeranno lo sciopero e la Flc. Alla Commissione abbiamo già comunicato che il nostro sciopero è valido e confermato». L'organizzazione sindacale guidata da Mimmo Pantaleo ha anche annunciato che il 30 ottobre scenderà in piazza a Napoli con il movimento dei precari e poi insieme agli studenti e i ricercatori nelle iniziative di novembre: «con la Flc - sostiene la Cgil - sono le uniche forze sociali che si oppongono a questo disegno di impoverimento culturale del paese».

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sabato 23 ottobre 2010

REGALA SLIP E DICE: «MI FACCIA UNA... LEGA»



Un consigliere della Lega Nord regala uno slip di pizzo bianco e allega uno scritto non proprio elegante, 'fammi una lega'. Capita a Castel San Pietro Terme, grosso paese tra Bologna e Imola, nel pieno della rossa Emilia-Romagna, e il protagonista del bel gesto è Gino Volta. Destinatario il sindaco Sara Brunori, Pd alla guida di una giunta di centrosinistra. Il non primo scivolone leghista su frasi o gesti a sfondo pesantemente sessuale è arrivato ieri sera in Consiglio comunale dopo che Volta aveva criticato la politica della Giunta concludendo che questa avrebbe lasciato i cittadini in mutande. Dopo di che ha consegnato un pacchetto al sindaco e se ne è andato. Il primo cittadino donna ha scartato l'omaggio e si è trovata tra le mani lo slip con stampata una figurina maschile in boxer a cui un fumetto faceva dire la frase non proprio femminista. «Qualcuno cercherà di minimizzare questo gesto come goliardico ma, come donna e come rappresentante della città e dello Stato, sono profondamente offesa da questo atto molto volgare», ha commentato Sara Brunori. «Quando non si hanno argomenti intelligenti si passa sempre agli insulti - ha continuato -. Il Consiglio non è un bar, ma è il luogo del confronto civile, il cuore della democrazia, in cui i rappresentanti eletti dal popolo si confrontano e fanno scelte nell'interesse della comunità. Offendere il Consiglio e il sindaco, nel tentativo di ridicolizzarli, è un atto antidemocratico che, in questo caso, è aggravato dal carattere sessista, purtroppo molto diffuso in certi ambienti politici in cui le donne hanno spazi marginali o inesistenti. Come sindaco e come persona - ha chiuso Brunori - attendo ora scuse ufficiali e mi aspetto che i gruppi consiliari prendano distanza da quanto è accaduto. Naturalmente valuterò eventuali azioni successive in difesa dell'onorabilità dell'istituzione che rappresento». Contro quel gesto si è alzato il coro, guidato dal deputato Pd ed ex sindaco di Imola Massimo Marchignoli, che ha annunciato che segnalerà «al ministro degli Interni la gravità del gesto», «talmente ignobile che si commenta da solo», «un vero e proprio atto di violenza nei confronti di una donna. Non c'entra la lotta politica: siamo all'ostentazione della barbarie di cultura e di valori». Poi le donne del Pd di Imola, la deputata e coordinatrice regionale Idv Silvana Mura. In difesa di Volta il Pdl del circondario imolese: «Non si può non indignarsi per la reazione inconsulta e sconsiderata che il Pd ha avuto nei confronti della goliardata degli amici della Lega di Castel San Pietro». Secondo il Pdl, «il Pd imolese farebbe bene a rispondere nel merito alle domande che il centrodestra fa sul Circondario, invece di sventolare mutande! Così come il suo rappresentante in parlamento, l'on.Massimo Marchignoli, farebbe bene a porre questioni più pregnanti al ministro Maroni, che non quelle degli slippini regalati al sindaco Brunori. Ci dicano cosa vogliono fare col Circondario, ci spieghino come hanno speso milioni e milioni di euro pubblici».

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mercoledì 20 ottobre 2010

PDL ANIMALISTA: IN LOTTA
PER CAVALLI, CANI E CAVIE


Il PdL sfodera l'anima animalista: minoritaria (soprattutto tra i colleghi), osteggiata e ancora scarsina a risultati concreti. Ma agguerrita e militante. Quasi tutta - se si esclude il compassato ministro Frattini - al femminile. In prima linea il tandem biondorosso Francesca Martini-Michela Vittoria Brambilla. A seguire le avvenenti deputate Fiorella Ceccacci Rubino e Gabriella Giammanco. Last but not least la ministra dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che pare aver scongiurato il rischio di passare alla storia come la liquidatrice dei parchi nazionali strangolati dalla «dieta Tremonti». Il titolare degli Esteri Franco Frattini, in un post su Facebook, si scaglia contro le «crudeli esecuzioni di massa» di cani randagi in Romania. In particolare nei comuni di Costanza e Cernavoda, dove - denuncia - eliminano i quadrupedi dopo essersi felicemente intascati i finanziamenti italiani per vaccinazioni e sterilizzazioni. Lamenta il titolare della Farnesina «di essersi rivolto a tutte le più alte cariche dello Stato romeno» ma «di aver ricevuto risposte burocratiche e insoddisfacenti». Prima di lui, eroina delle associazioni ambientaliste era diventata la rossa ministra del Turismo Michela Vittoria Brambilla con l'uno-due di quest'estate contro Palio di Siena e botticelle romane. L'attacco alla tradizionale corsa dei cavalli delle contrade senesi, da cui non sempre i protagonisti escono illesi, è stata assunta a prototipo delle manifestazioni senza cui si può vivere: «Se la Catalogna ha fatto a meno della corrida anche noi possiamo rinunciare al Palio». Giammai: è stata subissata di improperi politici, costretta a rettificare, minacciata di querele. Non maggiore fortuna ha avuto la critica alle carrozzelle trainate da equino (le famigerate botticelle) che portano i turisti dalle parti del Colosseo o dei Fori Romani. Dopo l'ennesimo caso di truffa (600 euro in nero per due ore) o maltrattamenti (numerose le segnalazioni di cavalli costretti a inerpicarsi sui sampietrini sotto il sole, in orario teoricamente di riposo, assetati, caduti per la stanchezza) la ministra ha fatto notare che l'immagine capitolina non ne trae giovamento. Alemanno però continua a fare orecchie da mercante. Consolidata paladina dei diritti faunistici anche la sottosegretaria leghista alla Salute Francesca Martini, che si è battuta per i cani sui treni, contro le cavie da laboratorio, per il patentino ai padroni. Da segnalare l'esaurirsi della pazienza delle due giovani deputate pidielline Fiorella Rubino Ceccacci e Gabriella Giammanco per l'iper-permissiva (per i cacciatori) normativa venatoria avallata in Veneto dal nuovo governatore leghista Zaia in spregio alla normativa europea e con sprezzo delle salate multe: «Prestigiacomo intervenga». Tremonti permettendo.
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lunedì 18 ottobre 2010

COMPAGNONE (MX1), BERTUCCELLI (MX2) E LENTINI (MINI) SI AGGIUDICANO GLI INTERNAZIONALI D’ITALIA SUPERMARECROSS 2010

di SERGIO CONTI

GABICCE MARE – Epilogo dei Campionati Internazionali d’Italia Supermarecross - Trofeo “Gaetano Di Stefano” sul litorale adriatico bersagliato dal maltempo. La pioggia ha infastidito le manche in programma nel pomeriggio, mentre la mattinata è trascorsa sotto un tiepido sole. Ovviamente è mancato il pubblico delle grandi occasioni ma alcuni irriducibili hanno aperto gli ombrelli pur di assaporare il puro agonismo messo in scena dai concorrenti. Qui i titoli in palio sono stati assegnati solo nelle manche conclusive. Un plauso va anche rivolto agli uomini del Motoclub Andreani capaci di tracciare un percorso indubbiamente bello e spettacolare, ma di lavorare incessantemente anche con il maltempo che imperterrito ha condizionato tutto il pomeriggio di gare. Bella anche la dislocazione del paddock che, come nella precedente stagione, era collocato tra le vie di Gabicce Mare. La MX1 si è decisa nella seconda frazione perché al via di gara 1 Felice Compagnone (Honda-Pardi Racing) cade proprio alla prima curva ed è costretto ad inseguire il rivale Daniele Bricca (Suzuki-Petriglia Racing). Compagnone giunge secondo sotto la bandiera a scacchi, alle spalle di Bricca che recupera qualche punticino. Decisiva, dunque, le seconda manche che si risolve sin dal via con Compagnone che agguanta subito la leadership inseguito da Bricca. Niente da fare per il pilota della Suzuki che si avvicina ma non può nulla contro la voglia di riconfermarsi campione del pilota Honda. Compagnone arriva così a tagliare il traguardo per primo festeggiato da tutti i componenti del team. Colpo di scena iniziale anche nella MX2: Giovanni Bertuccelli (KTM-Cerbone Moto Racing) cade subito alla prima curva di gara 1, lasciando via libera a Marco Maddii (Suzuki-Delta Racing) che vince indisturbato. Bertuccelli, dopo un’imperiosa rimonta, giunge quarto con Maddii che così si stacca dal rivale comandando la classifica provvisoria. La seconda gara consegna al pubblico un altro episodio davvero inaspettato: Bertuccelli coglie l’hole shot mentre Maddii è quarto, recupera subito due posizioni, ma poco dopo deve arrendersi perché il suo mezzo è fuori uso. Speranze svanite nell’arco di pochi attimi, per il pilota toscano, e consegna della tabella rossa nelle mani di Bertuccelli che, indisturbato, va a vincere la manche finale. Nella Minicross è Alessandro Lentini (KTM-Scuderia Milani) ad aggiudicarsi il primato insidiato da un Jimmy De Nicola (KTM-MC 2P Passo) davvero ostico che tenta più volte di rompere le uova nel paniere al giovane pilota laziale. Nella prima gara è De Nicola il più veloce al via, comandando il gruppo per diverse tornate, ma è l’ azione dirompente di Lentini a prevalere. Nella seconda Lentini parte al comando ma poco prima del traguardo (siamo al primo giro) cade dando via libera De Nicola. Poche tornate e Lentini torna primo, sino alla fine. Per lui, dunque, il meritato titolo in palio. Infine l’ultima gara della giornata, la manche del Supercampione valevole per il Trofeo Coast to Coast. Protagonisti ancora Compagnone e Bricca con quest’ ultimo il più veloce allo start. Al pilota di Pardi bastano però pochi giri per portarsi al comando. Questa manche non desta particolari colpi di scena se non all’ultimo giro quando la moto di Bricca si ferma dando via libera a Maddii per il secondo posto. Nella classifica finale di questo torneo vince Maddii, la MX2, mentre Compagnone si aggiudica il trofeo nella MX1. L’edizione 2010 va dunque in cantiere con un responso generale decisamente positivo in termini di spettacolo e pubblico.

Classifiche di giornata

MX1 (Gara 1): 1.Bricca; 2.Compagnone; 3.Fontanesi; 4.Saletti; 5.Bagnarelli.

MX1 (Gara 2): 1.Compagnone; 2.Bricca; 3.Saletti; 4.Fontanesi; 5.Bagnarelli.

MX2 (Gara 1): 1.Maddii; 2.Zinetti; 3.Moroni; 4.Bertuccelli; 5.Ruzzi.

MX2 (Gara 2): 1.Bertuccelli; 2.Moroni; 3.Zinetti; 4.Runcio; 5.Milizia.

Minicross (Gara 1): 1.Lentini; 2.De Nicola; 3.Righini; 4.Belli; 5.Santandrea.

Minicross (Gara 2): 1.Lentini; 2.De Nicola; 3.Belli; 4.Santandrea; 5.Righini.

Supercampione: 1.Compagnone; 2.Maddii; 3.Bricca; 4.Moroni; 5.Ruzzi.

Classifica finale di campionato

MX1: 1.Compagnone pt.1800; 2.Bricca 1770; 3.Doria 920; 4.Fontanesi 830; 5.Amodeo 820.

MX2: 1.Bertuccelli pt.1690; 2.Maddii 1155; 3.Moroni 1160; 4.Zinetti 869; 5.Runcio 855.

Minicross:1.Lentini pt.1550;2.De Nicola 1480; 3.Di Nardo 830; 4.Scala 794; 5.Caruso 790.
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domenica 17 ottobre 2010

ANTIGUA, REPORT INDAGA SULLE VILLE DEL PREMIER GHEDINI: LA RAI LO CENSURI



Dopo Santoro, ora la censura di Stato punta su Report, il programma su Rai3 di Milena Gabanelli, moltissime volte premiato come il più per programma italiano di inchieste giornalistiche. Su un quotidiano nazionale, che fa riferimento a un servizio che andrà staserà in onda a 'Report', si fa riferimento a Silvio Berlusconi come uno dei principali sponsor «della scatola offshore» che riguarderebbe operazioni immobiliari ad Antigua. In particolare- scrive il quotidiano - dal bilancio 2005 della società 'Flat point' emergerebbe che banca Arner, alla quale sarebbe legato il premier, ha finanziato per 6 milioni di dollari caraibici una operazione sulla costa di Antigua di Nonsuch Bay. Dai conti personali di Berlusconi accesi presso Banca Intesa e Monte dei Paschi di Siena «sono partiti ingenti bonifici verso un conto di Flat Point aperto proprio presso la sede milanese di Banca Arner la quale a sua volta ha girato gli stessi corrispettivi alla sede di Lugano». «Un mare di soldi - prosegue il quotidiano - che si muovono però senza una corrispondenza tra le somme scritte nei contratti ufficiali depositati dalla 'Flat Point' in banca ed i bonifici». «Nel bilancio della Flat Point i 29 acri di terreno su cui sorge lo sviluppo immobiliare sono stati iscritti per un valore di 2,7 milioni di dollari caraibici (poco più di 700 mila euro)». «Molto meno di quanto versato dai conti del premier» perché - scrive ancora il quotidiano, «Berlusconi da solo muove oltre 20 milioni di euro e dai registri risulta aver acquistato solo 4 acri di terreno». Ghedini il censore: «Grave se la Rai lo trasmette» L'avvertimento arriva subito da Niccolò Ghedini, deputato Pdl e legale del presidente del Consiglio, che in una nota punta il dito contro «un programma con notizie insussistenti e diffamatorie e senza alcun contraddittorio». Sarebbe davvero «grave» se la Rai mandasse in onda questa sera la puntata di Report in cui si ricostruisce l'acquisto da parte del premier Silvio Berlusconi di una serie di immobili nell'isola caraibica di Antigua. «Gli articoli apparsi quest`oggi su alcuni quotidiani e che trarrebbero origine dal programma Report, che dovrebbe andare in onda questa sera su Rai Tre - osserva Ghedini - sono totalmente fuorvianti e palesemente diffamatori poiché si basano su assunti già dimostratisi insussistenti. Infatti la vicenda è già stata ampiamente trattata dai giornali alcuni mesi or sono e tutte le delucidazioni e i documenti pertinenti erano stati ampiamente offerti ma negli articoli non se ne tiene minimamente conto». Vita e Giulietti: No allo stop. Inchieste solo su Fini?
Secca la risposta dell'opposizione: «A che titolo l'avvocato Ghedini chiede la censura preventiva contro Report?». Se lo chiedono in una nota il senatore del Pd Vincenzo Vita e il deputato del gruppo Misto Giuseppe Giulietti, portavoce Articolo21. «Ci auguriamo - proseguono - che a nessuno venga in mente di tappare la bocca ad una giornalista seria autorevole e libera come Milena Gabanelli anche perché sarebbe singolare che le inchieste si possano fare solo sul presidente Fini». Franceschini: è intimidazione Per il presidente dei deputati del Pd quella di Ghedini è «una intimidazione arrogante e vergognosa e insieme un altro attacco alla libertà di informazione». Bonelli dei Verdi: in piazza se fermano Report. Secondo il presidente dei Verdi Angelo Bonelli «siamo in presenza di un vero e proprio tentativo di golpe moderno: oggi i golpe non su fanno con i carri armati ma chiudendo le televisione. Dopo Santoro oggi tocca alla Gabanelli e domani cosa succederà? Se questa sera Report non dovesse andare in onda non resterebbe che scendere in piazza».

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venerdì 15 ottobre 2010

MEDIASET, INDAGATI PER REATI FISCALI IL PREMIER E BERLUSCONI JUNIOR


Silvio Berlusconi ed il figlio Piersilvio sono convocati in procura a Roma il 26 ottobre prossimo, secondo quanto si è appreso, nell'ambito del filone capitolino dell'inchiesta sulla compravendita dei diritti Mediaset. La data è indicata nell'invito a comparire notificato a i due indagati. Il premier e il figlio, stando alle indiscrezioni, potrebbero non presentarsi. La procura di Roma ha ipotizzato una frode sugli anni 2003 e 2004 per gli acquisti Mediaset, attraverso società direttamente collegate, di diritti televisivi da 'major' statunitensi. Ci sarebbero state “sovrafatturazioni” e questo avrebbe sottratto al fisco 10 milioni di euro. Sempre secondo gli inquirenti, con la differenza tra le somme realmente versate e quelle indicate nelle fatture, Mediaset avrebbe creato fondi neri attraverso società con sede nell'Estremo Oriente. Niccolò Ghedini, deputato Pdl e legale del presidente del Consiglio, dice che «dall'eventuale prosieguo delle indagini si potrà agevolmente evidenziare come i prezzi dei diritti fossero assolutamente congrui e acquistati da società terze e che pacificamente il presidente Berlusconi e Piersilvio Berlusconi sono totalmente estranei ai fatti in oggetto, dovendosi quindi pervenire ad una pronta archiviazione». Ma è Daniele Capezzone a dare la reazione politica al caso: «Non esiste un solo caso nell'Occidente avanzato e nella storia delle democrazie moderne, in cui un plurivincitore delle elezioni, un leader scelto e più volte confermato da una larga maggioranza di cittadini, sia stato e sia oggetto di una così massiccia, sistematica, inesauribile serie di attacchi, inchieste, procedimenti giudiziari». «E così, è proprio il caso di dire: a ciascun giorno la sua inchiesta», dice il portavoce Pdl che ribadisce: «Chiunque dovesse pensare di poter battere Berlusconi per via giudiziaria mostrerebbe di non aver capito nulla nè di Berlusconi nè della maggioranza degli italiani. In democrazia, i governi li scelgono gli elettori, non le procure». È invece Fabrizio Cicchitto a rilevare che la novità «è la dimostrazione che fino al '94 la magistratura non si è occupata di Berlusconi mentre dal '94 in poi ha iniziato a occuparsene perchè lui fa politica». E questo, ha aggiunto, «è un grande problema per la democrazia del paese». Ed è polemica per le parole con le quali il Pdl Francesco Casoli invita «i giudici che amano stare sotto ai riflettori» a «fare molta attenzione perchè il clima politico è molto pesante, e se disgraziatamente dovesse accadere qualcosa le toghe non saranno esentate dal non avere la coscienza macchiata». «Al netto della loro inquietante vaghezza, la parole di Casoli sono di gravità inaudita», replica il Pd Emanuele Fiano, sottolineando che così si tende «a intimidire i giudici, a stravolgere l'equilibrio tra i poteri costituzionali e a procurare un allarme nelle popolazione tanto pericoloso quanto indimostrato».
Contatore visite gratuitoNella foto> Silvio e Piersilvio Berlusconi
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giovedì 14 ottobre 2010

CAMPIONATI INTERNAZIONALI D’ITALIA/ A GABICCE MARE SI CHIUDE IL SUPERMARECROSS
di SERGIO CONTI

E’ il litorale marchigiano più rinnomato in italia e nel mondo ad ospitare l’ epilogo dei Campionati Internazionali d’Italia Supermarecross. A Gabicce Mare si chiude la stagione con l’ assegnazione dei titoli 2010. Grande attesa per conoscere i nomi dei vincitori, mentre sarà assicurato lo spettacolo offerto dai protagonisti di questa disciplina. Nel week end vi sarà anche il Corso Hobby Cross organizzato dalla Commissione Sviluppo Attività Sportive della FMI coadiuvato dal Motoclub Andreani e da FX Action. Gli Internazionali d’ Italia Supermarecross - Trofeo «Gaetano Di Stefano» chiudono i battenti ritornando al nord, dopo la tappa di Catania, su una delle più belle spiagge del litorale Adriatico e del mondo. Gabicce Mare ospita così la fine di questo campionato che ha avuto, per la prima volta, la titolarità di torneo internazionale, quindi aperto a conduttori stranieri. Il ricco montepremi messo in palio in questa stagione sarà assegnato alla fine di questa grande giornata di sport, una domenica contraddistinta dallo spettacolo che i piloti sapranno offrire agli intervenuti. Il paddock, come nella precedente stagione, sarà dislocato tra le vie di Gabicce Mare, questo per decretare un contatto sempre più diretto tra pubblico e protagonisti. Sabato sera, infine, proprio in un locale della cittadina si svolgerà una grande festa per la chiusura di questa edizione, con la proiezione di immagini delle tappe precedenti. Nella MX1 non è mutato il distacco di punti, soltanto 30, che divide la classifica tra i due primi attori della specialità: Felice Compagnone (Honda-Pardi Racing) e Daniele Bricca (Suzuki-Petriglia Racing) il cui scontro a Catania è finito 1-1. A Gabicce si giocheranno il titolo in palio. Ancora più incerto l’ esito della MX2. E’ ancora tutta da giocare questa categoria con i soliti Giovanni Bertuccelli (KTM-Cerbone Moto Racing) e Marco Maddii (Suzuki-Delta Racing) che dopo Catania viaggiano ancora sullo stesso binario a pari merito in classifica. Un punteggio senza differenza di punti per i due, dove l’estro del giovane siciliano si scontrerà con la voglia di riconferma del pilota toscano, reduce da una stagione funestata da un infortunio che l’ha tenuto lontano dalle piste. Nel Minicross sembra ormai cosa fatta per i due leader di classifica: la Junior è ampiamente comandata da Alessandro Lentini (KTM-Scuderia Milani); mentre la Senior vede Jimmy De Nicola (KTM-MC 2P Passo) con un notevole vantaggio sugli inseguitori. Anche la classifica assoluta incoronerà un solo vincitore del Supermarecross.
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mercoledì 13 ottobre 2010

LA RAI PUNISCE SANTORO. DIECI GIORNI DI STOP. PROTESTA A VIALE MAZZINI

Michele Santoro di nuovo nella bufera. Il conduttore di 'Annozero', su decisione del direttore generale della Rai, Mauro Masi, e' stato multato con una sospensione di 10 giorni, a partire dal giorno 18, e con la detrazione dallo stipendio, per il 'Vaffa...' ai vertici dell'azienda detto nella trasmissione d'apertura del 23 settembre. Scoppiano subito le polemiche e le accuse di "azione censoria". Ma Masi, in una nota spiega: "Il provvedimento disciplinare non puo' essere in alcun modo considerato riconducibile a iniziative editoriali tendenti a limitare la liberta' di espressione o il diritto di critica. Santoro si e' reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise: l'uso del mezzo televisivo a fini personali; un attacco diretto e gratuitamente offensivo al Direttore Generale". Una decisione da cui si dissocia subito il presidente della Rai, Paolo Garimberti, che parla di provvedimento "manifestamente sproporzionato"e non condivisibile, "al di la' di altre considerazioni". Santoro scrive al cda dell'azienda: "Il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, e' di una gravita' inaudita e, contro di esso, reagiro' con tutte le mie forze in ogni sede". Il giornalista parla di "un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilita'". Per l'avvocato Domenico D'Amati, legale di Michele Santoro, il provvedimento al programma rientra in ''un uso abnorme del potere disciplinare con finalita' repressive del diritto di informazione e di critica correttamente esercitato in Annozero''. L'abnormita' e' resa evidente, tra l'altro, ''dalla entita' della sanzione, che, pur se risultante dal regolamento aziendale, e' pari al doppio del massimo consentito dal CNLG per la sospensione, che e' di cinque giorni, in considerazione della elementare esigenza di continuita' del lavoro giornalistico''. Il fatto e' ''molto grave - spiega D'Amati - perche' si aggiunge ad altri precedenti comportamenti diretti ad ostacolare la messa in onda di Annozero e quindi a sottrarsi non solo ai doveri dell'azienda verso i telespettatori ma anche all'esecuzione di una sentenza del Tribunale di Roma confermata in appello''. Per il legale, ''questo modo di agire non e' conforme ai doveri di un pubblico amministratore anche perche' appare in linea con interessi extra aziendali, emersi tra l'altro da recenti indagini della Procura della Repubblica di Trani. Questi saranno i temi delle iniziative che promuoveremo in sede giudiziaria''. D'Amati conclude sottolineando che ''Il Consiglio di Amministrazione della Rai non puo' restare spettatore di questa vicenda in quanto ha precisi doveri di intervento a tutela del pubblico interesse. La sua inerzia comporterebbe una piena assunzione di responsabilita'''. La sospensione di Michele Santoro per 10 giorni è "una decisione sbagliata ed abnorme" di cui "il direttore generale si assume ogni responsabilità", secondo i consiglieri di minoranza della Rai, Nino Rizzo Nervo e Giorgio van Straten, secondo i quali lo stop di Masi al conduttore di 'Annozero' "conferma, come era già emerso dalle intercettazioni di Trani, la sua volontà di assecondare le pressioni politiche esterne per chiudere la trasmissione di Santoro". "Ci chiediamo con preoccupazione - aggiungono i due consiglieri - in quale Paese sarebbe possibile quello che sta avvenendo in Rai: un'azione continua e destabilizzante che ha come obiettivo ormai scoperto quello di intimidire e ostacolare le trasmissioni sgradite al presidente del Consiglio". "Adesso Santoro deciderà cosa fare, da parte nostra - avvertono Rizzo Nervo e Van Straten - non possiamo però accettare che i tempi di attuazione di un provvedimento disciplinare, destinato peraltro ad essere annullato in sede di ricorso, possano avere come effetto la mancata messa in onda di una trasmissione di successo determinando un grave danno aziendale anche in termini di mancati ricavi pubblicitari. Nel caso in cui ciò dovesse accadere, non vi è dubbio che il direttore generale sarà chiamato personalmente a risponderne. E' consolidata prassi aziendale, infatti, che la decisione di indicare le date in cui la sospensione verrà applicata spetta ai direttori di rete e di testata per evitare, come è del resto logico, che un provvedimento disciplinare possa tradursi in un danno per il funzionamento della rete o della testata". Matteo Orfini, responsabile Informazione e Cultura del Pd, e Morri, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza: "La decisione su Santoro dimostra l'ossessione del centrodestra nei confronti di Santoro". Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, torna a chiedere le dimissioni "immediate" di Masi e afferma che il provvedimento "e' la conferma che l'ordine impartito da Palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni definite scomode e' arrivato a destinazione". L'Idv, il 'Popolo viola' e la Fnsi aderiscono alla protesta davanti agli studi Rai, indetta da 'Articolo 21'. Non solo: Il movimento del Popolo Viola lancia l'iniziativa 'Tv spenta il 21 e 28 ottobre' come forma di protesta dontro la direzione generale della Rai di Mauro Masi e segno di solidarietà con la redazione di Annozero e con Michele Santoro. Si tratterà di uno 'sciopero dei telespettatori' in concomitanza con le giornate di sospensione inflitte a Santoro e alla sua trasmissione da Masi, considerata espressione "dell`ennesimo inaccettabile attacco alla libertà d`informazione perpetrata dal Governo". "Nei giorni di giovedì 21 e giovedì 28 ottobre invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore il pluralismo e la libertà a tenere e televisioni spente dalle 6 alle 24 - spiegano i coordinatori del 'Popoplo viola'- per ribadire che i diritti alla critica e al dissenso sono valori fondamentali della democrazia". Per promuovere l`iniziativa, è stata aperta una pagina Facebook dedicata che si chiama 'Sciopero dei telespettatori' contro la sospensione di Santoro e Annozero. "Nei primi minuti dalla nascita ha registrato un’ impennata di consensi (http://www.facebook.com/pages/Sciopero-dei-telespettatori-contro- la-sospensione-di-Santoro-e-Annozero/154482654590432?v=wall) a dimostrazione che i cittadini hanno fortemente a cuore la libertà d`informazione nel nostro Paese", dicono al coordinamento dei Viola. Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, difende la decisione di Masi: "Chiunque abbia occhi per vedere sa bene la strategia che Michele Santoro ha messo in atto. Per un verso, cerca l'escalation, alimenta un crescendo di provocazioni, insulta uno dei massimi dirigenti dell'azienda".Verna, segretario nazionale dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai: "Se Masi crede di fermare Annozero con la sanzione disciplinare a carico di Michele Santoro si sbaglia di grosso. Il sasso in bocca alla liberta' di informazione di cui giustamente parla il segretario della Fnsi, Franco Siddi, si trasformera' per lui in un boomerang.E' evidente che Santoro potra' andare in onda, anche nelle giornate di sospensione indicate dal direttore generale", dice verna. "E' stato fatto un errore marchiano da parte del direttore generale- prosegue Verna.- Ha gia' scelto i giorni in cui Santoro dovra' fermarsi. Questo e' precluso dallo statuto dei lavoratori, dall'articolo 7, in cui si dice che il lavoratore ha 20 giorni di tempo per impugnare la sanzione. Dunque entro quei 20 giorni la sanzione non puo' essere eseguita". Per il segretario la sospensione "e' l'ennesimo errore dei tanti che Masi sta facendo sul piano industriale, sul mancato rinnovamento tecnologico, sulla riduzione degli spazi informativi e di fatto del pluralismo".
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martedì 12 ottobre 2010

«BETTINI SI È DIMENTICATO DI ME» SCARPONI NON HA DIGERITO LA MANCATA CONVOCAZIONE AZZURRA. ORA ‘GIRO DI LOMBARDIA’

di SERGIO CONTI

Sono farciti di rabbia e amarezza i podi colti in Toscana e in Emilia da Michele Scarponi. Per la mancata convocazione in Nazionale per il mondiale australiano. Michele Scarponi ci sperava, confidava in una chiamata da parte del nuovo cittì Paolo Bettini. Sarebbe stata una fantastica accoppiata con l’ altro marchigiano Andrea Tonti. Invece neanche uno squillo. «Bettini in questi mesi non si è fatto mai sentire, sia in senso positivo che negativo — confessa Michele Scarponi —. Dispiace, mi aspettavo un altro tipo di trattamento». IN FIN DEI CONTI il professionista filottranese, classe 1979, era reduce dal Mondiale 2009 di Mendrisio, quando sull’ammiraglia c’ era ancora il compianto Franco Ballerini, dove aveva lasciato una buona impressione. «In Australia non potevo sicuramente ricoprire il ruolo di velocista, però un altro incarico me lo potevo ritagliare. Magari simile al compito che hanno svolto Nibali e Visconti». Invece è stato costretto a guardare l’ iride in tivù «e alla fine il 4° di Pozzato è stato un buon risultato, per come si era messa la gara all’ ultimogiro, quando davanti, a un certo punto, non c’ era nessun italiano». ORMAIACQUA PASSATA, il presente parla di uno Scarponi in grande forma. E ciò aumenta ancor di più il rammarico. Secondo alcune settimane fa a Prato, terzo sabato all’ Emilia. Poteva arrivare anche l’ oro sull’ erta bolognese di San Luca, «ma ho optato per una volata lunga—racconta —. Sono partito ai 350 metri contando di farcela, invece Gesink e Martin avevano più birra di me. Poteva andar meglio, ma sono contento lo stesso. Ho dimostrato di avere una buona gamba e sono fiducioso per l’ ultima gara». Sabato, il Giro di Lombardia. «La corsa più importante dopo il Giro d’ Italia (dove ha sfiorato il podio, ndr)». Quest’ anno ancora più impegnativa. Dopo il Ghisallo ci sarà il ritorno di una salita lunga, la Colma di Sormano, in attesa del San Fermo che come consuetudine potrebbe decidere la corsa. «UN TRACCIATO che mi si addice particolarmente. Voglio far bene, vorrei fare l’ ultimo regalo a Gianni Savio». Sarà infatti l’ ultima gara di Michele Scarponi in maglia Androni. Il giorno dopo comincerà a pensare alla nuova avventura che lo attende nel 2011 con la Lampre Farnese, diretta da Giuseppe Saronni. Ma per ora testa e gambe solo per il Lombardia.
Nella foto> Michele Scarponi e Gianni Savio

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