martedì 1 giugno 2010

MOTOCICLISMO/ CAMPIONATO ITALIANO TRIAL JUNIORES

di SERGIO CONTI


Con la gara di Montoso è terminato il «girone» di andata di questa e dizione 2010 del Campionato Italiano Trial Juniores.Il CITOJ quest’ anno vede tre delle sue gare organizzate nel contesto del CITO e le altre tre addirittura abbinate agli Assoluti d’ Italia, l’ ormai conosciuto Hard Trial. Ecco il panorama di un campionato sì riservato ai giovani da 8 a 16 anni, ma entrato con pieno merito nel contesto di manifestazioni al top del livello nazionale, nelle quali i giovanissimi non sfigurano, anzi. In ogni occasione la partecipazione è oltremodo nutrita, con sempre più di 50 piloti impegnati in base alle categorie ed alle situazioni a volte assieme ai piloti «grandi», quelli del CITO a volta su percorsi a loro riservati. Il campionato 2010 ha messo in luce un notevole innalzamento del livello di questi piloti che sin da molto piccoli evidenzianola perfetta conoscenza della tecnica relativa al gesto atletico,testimoniando in maniera evidente che hanno buone e solide basi per crescere. Questo, bisogna assolutamente riconoscerlo, è il risultato di anni di impegno e di buona collaborazione tra i responsabili di questo settore che,capitanato daAngelo Panteghini,è il vero serbatoio cui attingere per avere i nostri nuovi campioni anche in competizioni internazionali. Dopo aver giustamente evidenziato l’impegno totale della FMI in questo settore, diamo spazio ai veri interpreti ossia ai piloti, iniziando dai più piccini ovvero le classi E e D.Qui in evidenza abbiamo la new entry a livello gare, Matteo Orlandi (MC Cairatese/Beta) che guida la classe E, mentre nella più popolata classe D è Lorenzo Gandola (MC White Speed/ Gas Gas) a precedere con un buon vantaggio una lunga classifica. Saliamo alla C2, la categoria più numerosa con ben 19 presenti: qui c’è un vero e proprio leader a nome Luca Corvi (MC Valtellina/Dna3all/ Beta) che con tre vittorie consecutive «viaggia» indisturbato verso il titolo tricolore. Passiamo alla C1 e qui è il canavesano Emilio Tasso (MC Valli del Canavese-Gas Gas) a guidare la terna inseguitrice. Ritornando ad una categoria tra quelle più numerose, la B1 dobbiamo segnalare il dominio del Moto Club Valchiampo che domina con Matteo Mazzocco (Beta) insidiato solo dal compagno di colori Mattia Tenuti (Beta). E siamo arrivati adesso alla classe top ossia la A, già fucina di campioni che adesso sono protagonisti tra gli adulti sia in Italia che all’estero; quest’anno la A evidenzia sopra a tutti due nomi: Francesco Xompero (Valchiampo/ Beta) e Cristian Ardissone (Valli C.se/Gas Gas) che viaggiano in questo CITOJ quasi appaiati in classifica, con Xompero avanti di un punto dopo tre gare. Le premesse quindi di avere un Campionato Italiano Trial Juniores avvincente sino alla fine ci sono tutte, attendiamo ora le restanti tre prove, ossia le due concomitanti con l’Hard Trial di Lazzate (20.06)e Scopello (19.09) inframmezzate dalla prova CITO di Crodo (04.07) per sapere chi saranno i campioni Juniores 2010.
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domenica 30 maggio 2010

ATTENTATI DEL '93, IL PDL CONTRO CIAMPI E VELTRONI: PAROLE IRRESPONSABILI

«A circa diciassette anni di distanza Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica e all'epoca presidente del Consiglio, comunica che nel 1993 egli ebbe il dubbio che gli attentati del 27 luglio di quell'anno fossero funzionali a un colpo di Stato. E arriva all'impudenza di chiamare in causa l'attuale governo intimandogli di non fare, sul possibile golpe del '93, ciò che lui ha invece fatto per diciassette anni: tacere». È un passaggio di un articolo di Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello del PdL, entrambi componenti del Copasir, che sarà pubblicato domani su quotidiano Libero. «Ciampi - scrivono Cicchitto e Quagliariello - si pone dunque dichiaratamente sulla scia e alla stessa stregua di Walter Veltroni, il quale pretenderebbe, non si sa a che titolo, che l'attuale governo chiarisca e risponda di tutti i misteri della storia d'Italia. La vicenda è ancor più inquietante in quanto assieme a questa inopinata chiamata in causa di Berlusconi, Veltroni e Ciampi dicono cose gravissime per ciò che riguarda i giorni nostri. Ciampi, in sorprendente assonanza con sibilline affermazioni rese da Massimo Ciancimino sugli schermi di Annozero tre puntate fa, arriva a sostenere che 'il clima che si respira oggi, a tratti, sembra pericolosamente rievocare quello del 92-93'. Questa descrizione - continuano - non coincide con i dati oggettivi della situazione. Siamo componenit del Copasir, e nessuno dei direttori degli attuali Servizi ci ha mai detto che ci si trovi di fronte al pericolo di nuovi attentati mafiosi con obiettivi golpisti. Allora delle due l'una: o Ciampi e Veltroni hanno informazioni riservate che nessun altro ha, o essi stanno giocando spregiudicatamente e anche, ci si consenta, irresponsabilmente, un'altra partita. La partita di concorrere a destabilizzare l'attuale equilibrio politico proprio con questo bombardamento mediatico e con questo avventurismo comunicativo che porta ad evocare il rischio di attentati e di tentativi di golpe del passato che verrebbero riproposti ai giorni nostri. La misura - concludono Cicchitto e Quagliariello - è ormai colma».
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sabato 29 maggio 2010

SCIOPERI, GIUGNO CALDO: STOP AEREI, TRENI, BUS E NAVI

Si annuncia un giugno 'caldò nei trasporti. Dal 7 fino al 25 del mese sono diverse le proteste e gli scioperi indetti nel settore aereo, per bus, treni e navi. Per restare solo al 'Prospetto dei principali scioperi nazionali e interregionalì aggiornato dal ministero dei Trasporti, si inizia il 7 giugno con il settore aereo: sono 4 le ore di sciopero indetto da Sdl, dalle 12 alle 16, del personale addetto ai servizi di assistenza a terra dei dipendenti delle società associate ad Assohandlers, l'associazione delle società dei servizi aeroportuali nazionali. Il giorno successivo, ad incrociare le braccia per 24 ore (dalle 16 dell'8 giugno alle 16 del 9) saranno tutti i lavoratori del gruppo Tirrenia: la protesta è stata proclamata da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti a sostegno del delicato passaggio verso la privatizzazione della compagnia. L'11 giugno tocca invece al trasporto pubblico locale: Lo sciopero di 24 ore è stato proclamato dai lavoratori aderenti a Sdl, Cobas, Rdb e Slai-Cobas. Il 18 giugno la protesta colpirà di nuovo il settore aereo. Tre gli scioperi indetti da diverse sigle: è previsto lo sciopero di 24 ore del personale aeroportuale di Sea e Sea Handling di Linate e Malpensa; i dipendenti dell'Enav aderenti ai Cobas incroceranno le braccia per quattro ore, dalle 12 alle 16; mentre i piloti e assistenti di volo di Alitalia Cai-AirOne aderenti a Filt-Cgil, Ipa, Avia e Anpac saranno in sciopero per 24 ore. Il 24 giugno è la volta del personale del trasporto ed appalti di Fs con un a modalità di 24 ore, dalle 21 del 24 giugno alle ore 21 del 25 giugno. E il giorno successivo, il 25 giugno, si annuncia una giornata nera: è stato infatti confermato lo sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale e ferroviario indetto unitariamente da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast dopo l'ordinanza della presidenza del Consiglio di rinviare lo sciopero proclamato per ieri 28 maggio.

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venerdì 28 maggio 2010

BIENNALE DANZA 2010: “OSSIGENO”, PIEDI FASCIATI E “BELLE FIGURE”

«Oxygen», ossigeno dà il via alla Biennale Danza. Come da tradizione, ormai, il battesimo del Festival viene impartito dal suo direttore, Ismael Ivo, che apre il sipario con i giovani talenti dell’Arsenale. Ventidue giovani scelti e addestrati nel cuore della Biennale nel segno del contemporaneo. Pronti a tendere muscoli e carne in una drammaturgia di corpo e respiro. Bianco-velata, ondeggiante sulla musica rarefatta di Arvo Part (dal vivo, con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Maffeo Scarpis), a sequenze alternate. Un assaggio della giovane generazione di danzatori in crescita, più che un’opera vera e propria. Un preludio a quello che è invece il vero focus della Biennale 2010, concentrato sulla danza canadese (e sull’Australia nella seconda parte). Il primo artista canadese a scendere in palco, in realtà è cinese: Wen Wei Wang. Ma da anni risiede a Vancouver dove ha fondato la sua compagnia. Danza occidentalizzata la sua, con la quale ripescare tracce di memoria cinesi. “Unbound” si ispira alla crudele tradizione di fasciare i piedi delle bambine cinesi per impedirne la crescita. Il piede-bonsai concedeva un’andatura ondulata agli occhi degli astanti (e atroci dolori a coloro che ve ne erano state costrette). Wen Wei trasforma quell’immaginario in un catalogo di passerelle per umani - uomini e donne - intenti a scalare vertiginose scarpe rosse, che incedono nello spazio intrecciando relazioni incerte con l’altro. Districandosi in trii ambigui (coreograficamente molto ben costruiti) e assoli sgomenti. Troppo laccato per essere drammatico, “Unbound” si staglia nel buio con l’interessante mosaico di luci di James Proudfoot. Una selva di corpi dove non ci si perde d’emozione. Il secondo appuntamento con il Canada è con Les Grands Ballets Canadiens de Montréal.
VIDEO Compagnia di vetrina, e di gran lustro, è diretta con mano elegante dal macedone Gradimir Pankov, nel segno di un contemporaneo che sa già di classico. Per esempio, quando prende in prestito il repertorio di Jiri Kylian. “Bella figura”, ispirata all’armonia dell’arte italiana, accende la serata di squarci di bellezza mozzafiato. La coreografia risale al 1995 ma solo anagraficamente: è un fuoco di invenzioni coreografiche, un’allegria di scherzi di danza. Impeccabile nel disegno, musicalissima nella sua tessitura, piena di sorprese. Un capolavoro. Cade, invece, nell’irresistibile attrazione da capolavoro, il belga Stijn Celis, che firma una nuova (2009) versione de “Le Sacre du Printemps”. Da quando, nel lontano 1913, l’iconoclastico balletto di Nijinskij e la “barbarica” musica di Stravinsky sconvolsero le platee di Parigi, qualche coreografo si prende la briga di rivisitarlo. Celis ha buone doti, ma non ha un’ispirazione pari a quella di Mats Ek nel ri-creare una Giselle contemporanea, né la felice inventiva di Matthew Bourne e del suo “Lago dei cigni”. Così Celis resta solo offuscato dalla memoria dell’originale (e di versioni più forti ed efficaci), nonostante abbia il raro talento di amministrare le masse dei ballerini. Il suo “Sacre” ridimensiona un rito tribale e feroce a scossoni emotivi di ragazzi e ragazze. Riti del quotidiano, cerimonie di transito dal gruppo alla coppia, dall’individuo alla massa. Qualche freschezza, poco dramma.Svettante la compagnia, affiatata, piena di ottimi elementi, in grado di virare dal gesto apparentemente informale alla stilizzazione elegante. Una meraviglia.
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giovedì 27 maggio 2010

MOTOCICLISMO/RIPRENDONO DA VITERBO GLI INTERNAZIONALI SUPERMOTO

di SERGIO CONTI

Viterbo 5 e 6 giugno 2010 - Giro di boa per i Campionati Internazionali d’Italia Supermoto al suo terzo round sullo splendido circuito di Viterbo. La pista della Tuscia Viterbese è la cornice perfetta per i match che si profilano, infatti la pista è tecnica ma dura sotto l’aspetto fisico ed esaltante per le emozioni di guida che circuiti come questo sanno offrire. Sabato 5 e domenica 6 giugno assisteremo sicuramente ad uno spettacolo emozionante, che potrebbe rivelarsi una prova estremamente importante per molti piloti, alcuni dei quali non potranno fallire questa tappa se vogliono ancora aspirare a lottare per il titolo tricolore o comunque per le posizioni che contano. Dopo due gare la situazione del campionato non può essere certa e ogni carta può essere decisiva per sovvertire il pronostico. La categoria nazionale S1 ha un pilota che si staglia nettamente sugli altri, il trentunenne pesarese Ivan Lazzarini che con la sua Honda sembra non avere rivali: quattro manche e quattro vittorie, con il bresciano Davide Gozzini (TM) secondo ma senza ancora aver mostrato appieno la sua vera forza. Interessante quindi vedere se a Viterbo, un circuito molto diverso dai precedenti, si potranno inserire elementi di novità. A quasi trenta punti da Lazzarini segue il bolognese Christian Ravaglia (Aprilia) e più dietro è posizionato il ravennate Fabio Balducci (Suzuki), tutti a podio almeno una volta. In evidenza nelle due prove sin qui fatte, ma ancora mai saliti i gradini del podio Edgardo Borella (Ktm), Elia Sammartin (Honda) e Fabrizio Bartolini (Husqvarna) rispettivamente alle spalle del gruppo di testa e davanti a Giovanni Bussei (Honda) che sul podio è già salito due volte su quattro. Nella graduatoria internazionale, dove anche gli stranieri prendono punti, a comandare è sempre Ivan Lazzarini ma alle sue spalle i due forti transalpini Thomas Chareyre (TM) e Thierry Van Den Bosch (Aprilia) non incutono sicurezza e non fanno misteri di puntare in alto, in modo da recuperare immediatamente il terreno perduto. Alle spalle dei francesi un altro iridato, Bernd Hiemer (Ktm), e poi Gozzini che precede Adrien Chareyre (Husqvarna), Ravaglia, Balducci, Borella, Seel (Suzuki).Oltre alle classi S1 e Internazionale nel ricco programma del fine settimana viterbese sono inseriti anche il tricolore Open e la Coppa Italia FMI, guidati rispettivamente dall’ex campione europeo Luca D’Addato (Honda) che deve guardarsi dal progressivo pilota sardo Lorenzo Pes (TM) vincitore dell’ultima prova di Busca, e Giuseppe Di Iorio (Honda), mentre in Coppa Italia è il maceratese Diego Monticelli (Honda) ad essere passato al comando della graduatoria di campionato, dopo la bella vittoria al Kart Planet, davanti a Paolo Salmaso (Ktm) e Andrea Taffurelli (Honda) rispettivamente secondo e terzo. In programma nell’intenso weekend laziale, anche la Coppa nazionale Young, che vede in testa con ben quattro vittorie parziali Lorenzo Promutico (Honda) su Riccardo Lodigiani (Fantic) e Simone Croci (Suzuki), ed i monomarca Honda e Suzuki con i rispettivi leader Jonny Falai e Thomas Gory pronti a continuare lo spettacolo della prova delle due precedenti prove. Il programma ufficioso di sabato prevede piloti in pista dalle ore 10,15 per i rispettivi turni di prove ufficiali, mentre dalle 14,00 scenderanno in pista per le qualifiche che finiranno attorno alle 17,00. La domenica moto in pista dalle 8,30 con le prove ufficiali, quindi warm-up e l’inizio delle gare finali che vede scendere in pista la prima manche internazionale alle ore 14,00. A seguire, la cerimonia di premiazione che assegnerà le nuove tabelle rosse e un cospicuo montepremi.
PREZZO BIGLIETTI- Sabato € 10 biglietto unico - Domenica intero € 15- Domenica ridotti FMI € 10- Under 14 ingresso gratuito
COME RAGGIUNGERE IL CIRCUITO INTERNAZIONALE DI VITERBO
Per chi viaggia in Autostrada.
Si arriva al circuito percorrendo l’Autostrada A1 uscendo ad Orte. Seguire subito fuori dall’Autostrada le indicazioni per Viterbo. Percorre la Superstrada fino all’uscita indicante Montefiascone/Siena e procedere in questa direzione sulla via Cassia per circa 6/7 km e al km 90+300 la pista è visibile e rimane sulla destra.
Per chi arriva da Grosseto.
Percorrere l’Aurelia fino a Montalto di Castro, uscire seguendo le indicazioni per Tuscania/Viterbo. Arrivati a Viterbo seguire le indicazioni Montefiascone/Siena. Procedere in questa direzione sulla via Cassia per circa 6/7 km e al km 90+300 la pista è visibile e rimane sulla destra.
Per chi arriva dalla Roma/Civitavecchia.
Percorrere l’Aurelia fino a Tarquinia. Seguire poi le indicazioni per Tuscania/Viterbo. Arrivati a Viterbo, seguire le indicazioni Montefiascone/Siena. Procedere in questa direzione sulla via Cassia per circa 6/7 km e al km 90+300 la pista è visibile e rimane sulla destra.
Per chi arriva da Siena.
Percorrere la Via Cassia direzione Roma. Oltrepassare Montefiascone, direzione Viterbo. Procedere in questa direzione sulla via Cassia per circa 6/7 km e al km 90+300 la pista è visibile e rimane sulla destra.
Per chi arriva dal versante Adriatico.
Arrivare ad Orte e seguire le indicazioni della Superstrada per Viterbo. Percorrere la Superstrada fino all’uscita indicante Montefiascone/Siena. Continuare in questa direzione sulla via Cassia per circa 6/7 km e al km 90+300 la pista è visibile e rimane sulla destra.
CLASSIFICHE

S1 CAMPIONATO ITALIANO: 1. Ivan Lazzarini punti 100; D. Gozzini 79; 3. C. Ravaglia 71.S1 CAMPIONATO INTERNAZIONALE: 1. Ivan Lazzarini punti 83; 2. T. Chareyre 72; 3. T. Van Den Bosch 68. OPEN CAMPIONATO: 1. Luca D’Addato punti850; 2. Lorenzo Pes 630; 3. Giuseppe Di Iorio 615.COPPA ITALIA CAMPIONATO: 1. Diego Monticelli punti 870; 2. Paolo Salmaso 770; 3. Andrea Taffurelli 614.COPPA YOUNG CAMPIONATO: 1. Lorenzo Promutico punti 1.000; 2. Riccardo Lodigiani 760; 3. Simone Croci 650.HONDA CAMPIONATO: 1. Jonny Falay punti 380; 2. Enrico Veglia 370; 3. Gianluca Guiotto 296.SUZUKI CAMPIONATO: 1. Thomas Gory punti 150; 2. K. Dursapt 114; 3. A. Scalabrin 101.

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mercoledì 26 maggio 2010

MANOVRA, TREMONTI: «LA CRISI È UN TORNATE DELLA STORIA»

«Un governo che penalizza i magistrati, mortifica il personale giudiziario, vuole distruggere la giustizia». La dura presa di posizione è di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, che giudica la manovra economica del governo «gravemente iniqua e penalizzante non solo per i magistrati, ma per il complessivo andamento della giustizia». E la inserisce in una «strategia di insieme», di cui sono parte integrante «disegni di legge, come quello sulle intercettazioni» con cui «viene messa in dubbio la stessa possibilità di svolgere indagini». Md auspica la «mobilitazione generale di tutti gli operatori della giustizia» e denuncia: «i magistrati sono colpiti su due piani, con il prelievo forzoso per i redditi di importo superiore a 90.000 euro, che, ricordiamo, corrispondono a stipendi mensili superiori a 3500 euro, e con il blocco di ogni aumento di stipendio. In tal modo, si altera la stessa struttura del trattamento economico, e si provoca una reale riduzione degli stipendi».Quanto al personale giudiziario, «sin qui mortificato per la mancata riqualificazione e per l'impossibilità di progressioni in carriera, subisce oggi -segnala la corrente- la sterilizzazione di quegli aumenti già concordati in sede di contrattazione collettiva». Md ricorda che la giustizia, è stata «già drasticamente colpita con il taglio degli organici del personale, il blocco del turn over e un taglio dei consumi»;e ora «gli uffici giudiziari dovrebbero continuare a funzionare con una riduzione effettiva che arriva quasi al 25 % del personale e con fondi che ammontano a stento al 50 % di quanto stanziato nel 2008». «I cittadini debbono sapere di chi Š la responsabilità se, nonostante lo sforzo di magistrati, cancellieri, avvocati, non si riuscirà a far funzionare questa macchina» conclude Md che invita l'Anm a «continuare e rafforzare» la propria iniziativa di «pressione e protesta». Pronti alla mobilitazione anche i medici. Provvedimenti «tanto vergognosi quanto iniqui» su quali «non si faranno sconti» e anzi, si prepara la mobilitazione. A confermarlo l'Anaao-Assomed che «si attiverà - si legge in una nota - insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria, per organizzare azioni di protesta» contro la manovra economica varata dal governo che è l'ennesima «mannaia sui medici del servizio pubblico». A pagare «non possono essere sempre i soliti noti» rileva l'associazione sottolineando come la manovra «penalizzi, fino all'accanimento, i medici dipendenti del Ssn, mettendo le mani nelle tasche dei loro camici fino a sfondarle». I medici si vedranno «scippati gli incrementi economici di un contratto appena firmato» dal «congelamento e, per una parte non piccola, anche dal taglio degli stipendi» andando a pagare «la parcella della cattiva gestione della politica». Peraltro, «prendere i soldi direttamente dalle buste-paga dei medici vuol dire introdurre una nuova aliquota fiscale mascherata» e «ancora una volta il pubblico impiego viene additato come causa del dissesto dei conti e poi usato come un bancomat dello Stato». «Ma - conclude la nota - nessuna manovra correttiva può essere considerata equa se salvaguarda rendite finanziarie e privilegi per penalizzare il lavoro, tantomeno quello dei medici del Ssn chiamati a tutelare, in condizioni sempre più gravose e rischiose, un bene costituzionalmente garantito quale il diritto alla salute dei cittadini». Per il ministro dell'Economia Tremonti invece con la manovra finanziaria «l'Italia ha fatto una scelta molto chiara, quella di salvaguardare i livelli di stato sociale e di operare forti riduzioni di spesa dei governi centrale, regionale e locale». «È fondamentale - ha sottolineato - salvaguardare la coesione socialE». Il presidente del Consiglio Berlusconi illustrerà i contenuti della manovra questa sera alle 20,30 ai gruppi parlamentari del Pdl di Camera e Senato. Lo Stato deve costare di meno ai cittadini. Berlusconi lo ribadisce ai ministri al termine del Consiglio che ha dato il via libera alla manovra, ma soprattutto riassume così l'iter di un provvedimento che è lo stesso premier a bollare come rigoroso ma necessario, viste le richieste dell'Europa. Lotta all'evasione fiscale e nessun aumento delle tasse sono i due perni intorno al quale ruota il ragionamento del Cavaliere che oggi, in una conferenza stampa, entrerà nel dettaglio della Finanziaria con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il via libera alla manovra arriva comunque al termine di una giornata accompagnata da tensioni che hanno visto al centro proprio il titolare del Tesoro contro cui si sono scatenati i malumori di diversi ministri, anche nel corso della riunione a palazzo Chigi. Malumori legati soprattutto al fatto che il tesoro non avrebbe fornito cifre e dettagli sui tagli ed alcune misure, come per esempio la soglia della tracciabilità dei pagamenti in contanti e la decurtazione degli stipendi dei dirigenti pubblici. Tremonti, raccontano alcuni partecipanti al cdm, si sarebbe presentato solo con l'articolato della manovra senza fornire ai diretti interessati neanche l'entità dei tagli ai vari dicasteri. Insomma, una riunione sempre sul filo dell'equilibrio che avrebbe caratterizzato anche l'incontro tra Berlusconi, il ministro dell'Economia e il sottosegretario Letta che ha preceduto il Consiglio. Un incontro ristretto per risolvere gli ultimi nodi relativi alla tracciabilità dei contanti, misura che il premier avrebbe bollato come impopolare. Il compromesso è stato raggiunto con l'abbassamento della soglia da 7000 euro a 5000, così come voluto fortemente dai sindacati che hanno appoggiato la manovra. Inoltre, dalla scure dei tagli è stata esentata la presidenza del Consiglio. Un delicato punto di bilanciamento, dunque, quello raggiunto tra il premier ed il titolare di via XX Settembre che ha consentito il via libera alla finanziaria nonostante i mal di pancia di diversi ministri. Un approvazione che, stando a quanto raccontano diversi presenti, sarebbe aperta a modifiche anche se fonti ufficiali dell'Esecutivo precisano che l'approvazione è definitiva. Rimarrebbero spazi solo per limature tecniche. Oltre a dare il via libera al testo, il Cdm avrebbe autorizzato preventivamente la fiducia qualora le circostanze lo rendessero necessario. I dettagli della finanziaria sono stati oggetto di discussione anche nella successiva cena a palazzo Grazioli tra Cavaliere, il leader della Lega Umberto Bossi, che ha apprezzato l'operato del responsabile del Tesoro e smentito tensioni nel governo, il ministro della Semplificazione Legislativa Roberto Calderoli e lo stesso Tremonti. Resta il fatto, racconta chi ci ha parlato, che il presidente del Consiglio avrebbe preferito una gestione diversa della costruzione della manovra. Tant'è, raccontano i fedelissimi, che oggi illustrerà in prima persona agli italiani le misure prese, proprio per ovviare ai "difetti" di comunicazione che -rimarca- avrebbero impedito di trasmettere ai cittadini i segnali di ottimismo. L'incontro con i sindacati Il ministro dell'Economia ha anche parlato alle parti sociali di un lungo elenco di società e enti che, con i tagli previsti dalla manovra 2011-2012, saranno sciolti. Un taglio che ''non sara' simbolico'', avrebbe detto il ministro. Da Tremonti la conferma che ci saranno ''parecchi tagli'' e ''significative riduzioni dei trasferimenti'' agli enti locali. Inoltre, avrebbe detto ancora il ministro, ''il federalismo fiscale fara' risparmiare''. Immediato lo sfogo di Vasco Errani: 'Non ci sono state fornite le cifre in modo chiaro e puntuale e anche questo e' un problema: e' difficile partecipare ad uno sforzo di governo della spesa pubblica senza sapere quali sono i riferimenti complessivi'', ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni al termine dell'incontro col governo sulla manovra a Palazzo Chigi.''Ci sono rischi per l'attuazione del federalismo?'', gli e' stato chiesto. ''Se per esempio il governo si trattenesse tutte le risorse relative a quelli che erano i fondi per l'attuazione delle Bassanini - ha risposto Errani - il federalismo fiscale non avrebbe piu' nulla da attuare: c'e' bisogno di chiarezza per fare una manovra seria, che non sia recessiva, vogliamo fare la nostra parte ma in modo da poter svolgere ognuno la sua funzione''. Sul condono, infine, Errani ha detto che si parla di regolarizzazione catastale sulle case fantasma ma ''se si regolarizza una casa senza nessuna concessione edilizia - ha puntualizzato - si tratta di fatto di un condono''. ''Leggendo le prime bozze che circolano, non mi pare ci sia molto. Anzi. Questa e' una manovra depressiva. E' solo un giro di specchi''. Cosi' Pier Luigi Bersani ha commentato da Pechino, dove si trova per il forum politico Europa-Cina, le linee della manovra economica che il governo varera' questa sera. ''Non si affronta nulla di strutturale, tagli indiscriminati e nessuna crescita'', ha aggiunto. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha iniziato il suo intervento chiedendo chiarimenti sulle misure relative a finestre per le pensioni e buonuscita per i dipendenti pubblici. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avrebbe replicato ribadendo che sulle pensioni non sono previsti interventi strutturali. Intervenire sulle finestre, avrebbe detto il ministro, ''e' solo uno spostamento dell'erogazione della pensione''. ''Il grosso dei sacrifici lo si chiede sempre ai lavoratori, pubblici e privati'' e non c'e nessuna misura ''di sostegno a occupazione e investimenti. Quindi e' una manovra che non mantiene un profilo di equità'', ha dichiarato a questo punto Epifani, aggiungendo che la manovra ''va quindi cambiata in Parlamento''.Per la Cgil, ha detto Epifani, ''non e' in discussione che ci voglia una manovra correttiva come fanno altri Paesi. Continuo a rammaricarmi - ha quindi aggiunto il leader della Cgil - del fatto che il governo aveva detto che eravamo in una situazione di tranquillita' e non era vero''. ''Un giudizio definitivo lo daremo alla lettura del testo'' ma ''non e' in discussione che vi voglia una correzione'', ha spiegato Epifani dopo l'incontro a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali. ''La manovra mantiene un profilo di iniquita' sociale: un reddito da un milione di euro non viene toccato, ma un lavoratore pubblico che guadagna 1.500 euro si', cosi' come un lavoratore privato che deve andare in pensione''. Per la Cgil ''resta un giudizio di fondo: il grosso dei sacrifici e' per i lavoratori poubblici e privati''Critica anche la posizione del giuslavorista e senatore del Pd Pietro Ichino sulla manovra, che si e' dice ''sbalordito'' per ''l'azzeramento dell'Autorita' indipendente per la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni pubbliche, parte della riforma Brunetta nata da un accordo tra maggioranza e PD''. Ne ha parlato a Genova a margine delle celebrazioni per i 60 anni della Cisl. ''Che si debba dare il segnale del massimo rigore nei conti pubblici e' fuori discussione - ha affermato Ichino -. Quello che e' stupefacente e' che in questo momento in cui come forse non mai e' indispensabile saper distinguere tra sprechi e spese utili, rami secchi e corpo vivo dell'amministrazione pubblica, le rendite e la retribuzione del lavoro produttivo, il governo azzera cio' che e' stato fatto in questi due anni anche con un forte, responsabile, costruttivo contributo dell'opposizione, perche' viene azzerata l'Autorita' indipendente per la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni pubbliche, strumento cardine per quella distinzione''.''Si torna cosi' a porsi nelle condizioni per cui i tagli diventano indiscriminati, i cosiddetti tagli orizzontali - ha proseguito Ichino - che non distinguono tra cio' che va tagliato e potrebbe essere tagliato anche molto di piu' e cio' che invece ferisce nel vivo il corpo produttivo del Paese. Questo e' un errore clamoroso che non possiamo perdonare al governo''. ''Questo e' il momento di andare a fondo nella liberalizzazione dei servizi alle famiglie e alle imprese invece di tornare indietro con misure di tipo corporativo. Questo e' il momento di fare la riforma del Welfare e del mercato del lavoro, altro che come dice Sacconi, 'in un periodo di crisi non si fanno le riforme'. Il periodo di crisi e' il momento in cui si devono fare le riforme. Anche per questo aspetto c'e' un dissenso profondo rispetto alla linea del governo'', ha detto il giuslavorista. ''Il messaggio positivo che dobbiamo lanciare ai mercati per ridare fiducia nel sistema Italia non e' solo l'equilibrio dei conti pubblici, ma e' anche la capacita' dell'Italia di tornare a crescere, ad essere competitiva sul terreno internazionale. Per questo non bastano i conti pubblici in ordine - ha proseguito Ichino - ma occorre anche guarire quel male oscuro di cui soffre da vent'anni la nostra economia, che negli ultimi vent'anni e' cresciuta la meta' della media del resto dell'UE ed in questo periodo di crisi ha perso piu' di quanto abbiano perso in media gli altri Paesi europei''. ''Questo male oscuro lo si cura incidendo nelle piaghe e nelle tare del nostro sistema e quindi questo e' il momento di fare le riforme''.
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martedì 25 maggio 2010

MOTOCICLISMO/ EUROPE CUP MINIBIKE MX 2010 TORINO MOTOR FEST – OVAL LINGOTTO TORINO

di SERGIO CONTI


È grande festa delle minibike due giornate di caldo torrido e splendido sole hanno accompagnato "Torino Motor Fest". In pista si sono susseguite a ritmo serrato prove e gare di Minibike e Supercross, regalando sempre grande spettacolo. L’evento della Coppa Europa Minibike MX 2010 riservata alle piccole 4 tempi ha vissuto il clima di una gara veramente importante con spunti agonistici davvero intensi, del resto come ci si aspettava visto la posta in palio. L'organizzazione ha risposto alla grande creando tutte le situazioni idonee perché questo spettacolo si potesse concretizzare: dalla pista preparata per l’occasione alla cura meticolosa di ogni particolare e in “action”, i piloti, hanno ripagato con grande spettacolo e gare emozionanti.La Minibike ha vissuto già dal sabato, nelle prove, la prevista realtà su come sarebbe stato difficile battere i francesi in questa disciplina, anche se gli italiani hanno tentato per tutti i due giorni di cogliere il risultato a sorpresa. Sabato dopo la pole position fatta segnare dai francesi nelle cronometrate, sia nella Amatori 12 con Clement Godefroy, sia nella Pro 12 con Mike Valade, si assisteva alla sfida uno contro uno dove la vittoria di Lorenzo Cucini ha suscitato speranza e creato il giusto clima di fiducia per le gare del giorno dopo. Si è iniziato a fare sul serio: il via di gara 1, nella Amatori 12, ha visto lo scatto fulmineo del francese Clement Godefroy su Bucci Moto che allungava e andava a vincere senza problemi. In gara 2 la buona partenza di Dragonetti ed il giusto ritmo che gli ha permesso di reggere al comando per un paio di giri ha fatto ben sperare, ma poi l’italiano ha dovuto lasciare il passo a Godefroy che nonostante la perdita del filtro aria è andato a vincere anche gara 2 aggiudicandosi così l’ambito trofeo della Coppa Europa Minibike MX 2010 nella categoria Amatori 12. La categoria Pro 12 ha visto al via i migliori piloti italiani ma Valade, in sella alla Bucci Moto, ha azzeccato due partenze magistrali e si è aggiudicato entrambe le gare conquistando anch’egli la Coppa Europa e ribadendo che è lui, oggi, il pilota più forte d'Europa e grande talento di questa disciplina. La pattuglia italiana ha fatto bella figura. Guidata da Lorenzo Cucini (Rotek), Christian Ravaglia (Bucci Moto) e Manuel Beconcini (Holeshot), un trio che ha ben figurato ed è giunto nell'ordine alle spalle del transalpino; quarto assoluto Manuel Coppellotti (Holeshot), quinto Mario Rolandi (Rotek), sesta posizione per il portoghese Guerreiro. Nella Amatori 10 vittoria di Emanuele Scaciotti (Rotek) su Fabio Fassio (PBS). Podio tutto italiano nella Pro 10: vince l'italiano Giovanni Quaglino (Italian Minis). Nella Women affermazione di Daniela Gatti (Bucci Moto) e nella Rookie di Vannich Sega (Lem) seguito da Alessio Finello (Bucci Moto). In rappresentanza della UEM era presente a Torino Mr. Roman Frast che con FX Action sta già gettando le basi per il prossimo Campionato Europeo Minibike MX 2011 previsto su tre prove, vista l'ottima riuscita di questo evento. Un breve cenno anche all’ entusiasmante evento di Supercross organizzato da Off Road Pro Racing e co-gestito da FX Action. Le due società promoter hanno collaborato con grande professionalità unendo gli sforzi per consegnare, al pubblico, un evento delle grandi occasioni. Questa gara, valida come 2° Trofeo Torino Motor Fest, è stata vinta da Cyrille Coulon, terzo il nostro Stefano Dami.

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domenica 23 maggio 2010

MANOVRA, TFR CONGELATO PER TRE ANNI

Quel centinaio di articoli che circolano nelle stanze del Palazzo sono una bomba a orologeria. Nella bozza della manovra Giulio Tremonti ha azzerato tutti i centri di potere fin qui costruiti dai suoi alleati/concorrenti. In una fitta rete di articoli viene demolito l’impero Bertolaso: aboliti i grandi eventi, depotenziati gli interventi d’emergenza, ordinanze sottoposte al controllo del ministero dell’Economia, limitate le deroghe per le assunzioni. Come dire: il plenipotenziario delle calamità non esiste più. Sarà forse per questo che voci parlamentari riferiscono di un Tremonti accerchiato da colleghi di governo inferociti, incluso il «semprecalmo» Gianni Letta? Se Letta piange, La Russa non ride. E con lui il suo attivissimo sottosegretario Guido Corsetto, vero «inventore» della Difesa Spa, oggi abrogata con un tratto di penna. Senza tanti giri di parole se ne va la «scatola magica» da cui Corsetto prometteva di far sgorgare fiumi di risorse per lo Stato, con diritti d’immagine su marchi e divise militari e con la gestione degli immobili. Così come si riduce il fondo per il riordino delle carriere militari (cui attinge anche la polizia): colpiti gli ambienti vicini all’area finiana. Furioso pare sia anche Renato Brunetta, che si è visto congelare tutte le sue «rivoluzioni». L’accusa per il ministro è sempre la stessa: fa il gioco della Lega. Il partito di Bossi è pronto ad accettare anche una tosatura agli enti locali, pur di blindare il titolare del Tesoro e correre verso il federalismo. Ma la pressione su Tremonti è diventata quasi ingestibile: i conti vanno peggio di quanto si dica e il governo è in tumulto. La data di martedì per il varo a questo punto appare sempre più incerta. Ministri a parte, la manovra fa piangere soprattutto i cittadini, in particolare quelli meno rappresentati dal Carroccio (i dipendenti pubblici) e chi rispetta le regole. L’impianto complessivo si basa, come sempre, su una tantum. Dopo lo scudo, ora arriva la sanatoria edilizia, che le indiscrezioni cifrano per 5-6 miliardi, una somma assolutamente irrealistica dopo i condoni già passati. Indiscrezioni inquietanti anche sul fronte dei pubblici. Gli uffici starebbero preparando una misura sulle liquidazioni molto dura: il Tfr sarebbe spalmato in tre anni, anziché erogato entro tre (o sei) mesi dal pensionamento. Per l’intera platea degli statali si prospettano anni di impoverimento. Nella scuola si prevede che «per il personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario gli anni 2010-11-12 (cioè già da quest’anno, ndr) non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali». Niente scatti, niente progressioni: tutto perso. Sui rinnovi contrattuali si scrive che «non si dà luogo, e senza possibilità di recupero». La spesa per consulenze, convegni, sponsorizzazioni, missioni e formazione è dimezzata rispetto ai livelli del 2009: l’Italia torna indietro. Il testo circolante conferma il taglio per ministri e membri del governo (-10%). Sui dirigenti è previsto un taglio del 5% sulla quota variabile e nessun aumento al rinnovo. In generale, poi, c’è il taglio del 10% sugli stipendi superiori ai 75mila euro. Ma tutta questa partita potrebbe subire una frenata per via delle minacce di ricorsi già partite dalle associazioni di categoria. Stangata nella sanità: ticket di 7,5 euro per i non esenti e di 3 euro per gli attuali esenti. Sembra sfumare l’ipotesi di un pedaggio sul Grande raccordo anulare. Nebbia fitta sul fronte fiscale, anche perché l’81% delle imprese chiuderà in perdita, dunque niente acconti.

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sabato 22 maggio 2010

INTERCETTAZIONI, FINIANI CONTRO. «NO A FIDUCIA»


"E' tangibile il rischio dell' espatrio delle notizie dall' Italia su giornali e tv straniere". E' l'allarme che Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati Pdl, lancia in un articolo per 'GenerazioneItalia'. "Cosa accadrebbe - si chiede l' esponente finiano - se cio' che dovesse essere vietato al Corriere della sera, a Repubblica o ai telegiornali Rai e Mediaset dovesse trovare ampiaospitalita' su Le Monde, sul Times o sui grandi media internazionali a cominciare dal network di mr. Murdoch? Che faremo dinanzi al fenomeno inedito dell'espatrio della notizia? Grideremo al complotto?". "Secondo noi - prosegue - va evitato un altro grave errore politico che si chiama voto di fiducia. Lo diciamo con chiarezza e per tempo. La legge sulle intercettazioni, per suanatura, deve avere un percorso squisitamente parlamentare, tormentato quanto si vuole, ma senza rischio di interventi liquidatori e ultimativi da parte del governo". "Si conceda al Parlamento, all'opposizione ma anche alla maggioranza, alle categorie interessate, ai cittadini tutto il tempo necessario per discutere e trovare mediazioni sul testo. Non e' - osserva - una settimana di dibattito in piu' che puo' vanificare l'esito finale"."Terza istantanea considerazione. Siamo particolarmente esposti come Paese a particolari attenzioni da parte dell'alleato americano. Putin, Gheddafi e dintorni. Certe nostre relazioni non incontrano il massimo gradimento. La voce critica verso la nuova normativa di un esponente del governo americano in visita in Italia - aggiunge - costituisca motivo di seria riflessione. La legge sulle intercettazioni ha bisogno di altri correttivi. Basta un granello di buon senso. Il Pdl deve adoperarlo".Il Consiglio dei ministri non ha ancora ipotizzato di ricorrere alla fiducia per l'approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha spiegato il ministro delle Riforme e leader della Lega Nord, Umberto Bossi. «È una cosa di cui si parlerà in Cdm - ha spiegato Bossi - fino ad adesso non si è ventilata» l'opzione del ricorso alla fiducia. Reazioni anche da Bruxelles: «Porteremo il provvedimento sulle intercettazioni davanti agli organismi di controllo europei e sottoporremo la questione nella prossima sessione di lavoro del Parlamento europeo», ha annunciato il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella. «Il Pd -spiega- solleverà la questione in sede Ue non per processare l'Italia in Europa, ma perchè se verrà approvato si indebolirà drasticamente uno dei più efficaci strumenti in mano agli investigatori e all'opinione pubblica per la lotta internazionale alla criminalità organizzata e al terrorismo, un'eventualità concreta come testimonia la reazione allarmata dell'amministrazione statunitense».
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