martedì 7 dicembre 2010

LAMEZIA, IN 7MILA AI FUNERALI DEI SETTE CICLISTI FOLLA COMMOSSA ALLO STADIO D'IPPOLITO, PROCLAMATO IL LUTTO CITTADINO. LA CERIMONIA FUNEBRE PRESIEDUTA DAL VESCOVO DI LAMEZIA TERME, MONSIGNOR LUIGI CANTAFORA. IL PIRATA TRASFERITO IN CARCERE

Circa 7mila persone hanno reso l'ultimo saluto ai sette ciclisti morti domenica mattina a Lamezia Terme, in seguito ad un incidente, al loro ingresso nel campo dello stadio D'Ippolito, dove si sono tenuti i funerali. Un lungo applauso ha accolto le bare. Un gruppo di ciclisti in bici ha preceduto l'arrivo delle salme, scortate da altri amici del gruppo sportivo di cui facevano parte le vittime del disastro. A guidare i ciclisti Salvatore Mancuso, che si salvò per aver lasciato i compagni poco prima del sinistro. Dietro il corteo il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, visibilmente commosso. Tra le autorità presenti, in rappresentanza del governo, Michelino Davico, sottosegretario all'interno con delega agli enti locali. Gli atleti si sono disposti sui lati del tappeto sul prato dello stadio aprendo un corridoio attraverso il quale i sette feretri hanno raggiunto l'altare dove erano già state posizionate le foto. Ogni bara, su cui è stata posizionata una maglietta da ciclista, e per gli avvocati una toga, era accompagnata da una bicicletta. L’Amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino con negozi e scuole chiuse.Il professore di educazione fisica, Franco Bernardi, fondatore della palestra Atlas che li aveva fatti conoscere, e poi Rosario Perri, Franco Stranges, Domenico Palazzo, Pasquale De Luca, Vinicio Puppin e Giovanni Cannizzaro. Un bidello, due avvocati, il meccanico, il giovane commerciante. Diversi per età, idee, professione, ma uniti dalla stessa passione per la bicicletta che ogni domenica li faceva partire di buon mattino per quei cinquanta, settanta chilometri di fatica.La celebrazione funebre è stata presieduta dal vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora. "Davanti alla morte noi restiamo attoniti. Davanti a queste morti siamo inermi e profondamente rattristati. Nel cuore della domenica, la notizia dell'incidente che ha coinvolto questi nostri fratelli ci ha travolti, ha gettato tutta la città in un turbine di dolore. Ha parlato al cuore di tutti gli uomini e di tutte le donne d'Italia" ha detto il vescovo Cantafora nel corso della sua omelia."Noi abbiamo sempre bisogno - ha aggiunto - di capire le dinamiche, spiegare le cause di fatti così terribili, attribuire le colpe. E quindi è cominciata la ridda di sentimenti contrastanti e di sfoghi legittimi. Ma, davanti a questi nostri fratelli, davanti al dramma della vita e della morte, le domande si fanno più profonde, cercano risposte, oltre che in noi, soprattutto nella parola di Dio. Dinanzi a questo grande dolore - ha proseguito - non ci resta che fissare il volto del Cristo morente, totalmente abbandonato al Padre: solo così quel cuore ha trovato pace. Siamo qui per esprimere fraterna solidarietà ai familiari. Ci sentiamo in questo momento coinvolti nella responsabilità di vivere il gesto più grande: comprendere, amare, perdonare".Dopo l'omelia del vescovo, hanno preso la parola parenti e amici delle vittime. "Papà continuerai ad essere con noi anche da lassù" ha detto la figlia di uno dei cicloamatori morti dal pulpito del palco allestito al centro dello stadio. "Vittime delle istituzioni" ha detto un'altro degli oratori, riferendosi "alle colpe di chi ha consentito al giovane investitore di continuare a guidare nonostante i suoi precedenti". Ripetuti applausi hanno scandito la fine dei vari interventi. "Ogni ciclista sogna di fare il Giro d'Italia. Voi ci siete riusciti,d a qualche giorno siete su tutte le televisioni del paese" è il ricordo di un atleta del Ciclo Club Lamezia . "Siete allineati alla griglia, non volete aspettare. È la prima tappa che avete sbagliato ad organizzare. Buon viaggio - ha concluso - un giorno vi riprenderemo".MALORI - Durante la cerimonia diverse persone hanno accusato malori a causa, oltre all'emozione, del forte sole che batte sullo stadio D'Ippolito e il caldo di oggi al di sopra della media stagionale. Una di queste è stata portata fuori dallo stadio in barella. Un giovane giocatore della Vigor Lamezia, locale squadra di calcio, ed una ragazza hanno hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici del 118 e degli operatori della Protezione Civile, che stanno curando l'assistenza insieme ad operatori della Croce rossa italiana.CAMERA ARDENTE - Nella camera ardente, per tutta la serata di ieri, una folla commossa ha reso omaggio agli sfortunati cicloamatori, falciati durante la loro pedalata domenicale da quell’auto che, dopo una curva, ha cominciato a sbandare ed è piombata addosso al gruppo senza possibilità di scampo. Erano dieci i ciclisti sulla Statale 18, in località Marinella. Solo tre sono rimasti in vita, uno è gravissimo all’Ospedale di Cosenza. Gli altri sette sono rimasti oltre ventiquattr’ore nell’obitorio del nosocomio lametino e poi sono stati trasferiti in chiesa. Al volante il giovane marocchino Chafik El Ketani, ventunenne, arrestato per omicidio colposo plurimo aggravato dall`assunzione di cannabis. L’intera comunità marocchina di venditori ambulanti, circa duemila persone hanno subito manifestato la volontà di partecipare ai funerali per stringersi accanto alle famiglie dei ciclisti. Ma la Questura ha sconsigliato la loro presenza alla cerimonia funebre. “Siamo vicini alle famiglie delle vittime - ha fatto sapere in serata la comunità marocchina - anche se le condizioni della grande disgrazia non ci permetteranno di essere presenti ai funerali. Ci teniamo ad informare che ci uniremo in preghiera per commemorare e ricordare la vita spezzata di questi nostri fratelli”. Oltre a quelle della comunità marocchina, sono state numerose le attestazioni di cordoglio pervenute ai familiari e al sindaco, tra cui quella del Capo dello Stato. Numerosa, ma discreta la presenza delle forze dell'ordine dentro e fuori lo stadio dove si sono celebrati i funerali.DAVICO: "PIU' SICUREZZA PER I CICLISTI'' - "Da appassionato ciclista sono particolarmente vicino ai familiari delle vittime così come a tutti gli amici del Cicloclub Lamezia così duramente colpiti. Da membro di questo Governo mi impegno a promuovere azioni concrete per garantire a ciclisti e pedoni una maggiore sicurezza". È quanto dichiarato dal sottosegretario all'Interno Michelino Davico presente alle esequie delle vittime di Lamezia Terme. "Quanto è accaduto ai sette ciclamatori calabresi - ha detto Davico -, è una tragedia che poteva e doveva essere evitata. Non più tardi di tre giorni fa, a Valenza Po, insieme alla Federazione ciclistica italiana, ho lanciato l'allarme sull'emergenza relativa alle vittime sulle strade tra ciclisti e pedoni: a fronte di un calo nel numero degli incidenti stradali, le vittime su due ruote sono in costante e drammatico aumento".
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lunedì 6 dicembre 2010

GRAN FINALE PER IL TROFEO DEL CENTAURO


di SERGIO CONTI

Vittorie di classe per Eddy La Marra (Open), Michele Conti (600 Open), Francesco Cocco (600 Stock) e Marco Baldassarre (125 SP). Una giornata gelida non ha certamente raffreddato lo spirito agonistico dei 150 piloti che hanno partecipato alla 14° edizione del Trofeo di Natale organizzato sul circuito di Vallelunga dal Gentlemen's Motor Club di Roma.Nella classe Open, la pole position era appannaggio di Eddy La Marra in sella alla Honda - Lorini con la quale ha partecipato alla FIM Cup Superstock 2010.In questa classe il Trofeo era già praticamente nelle mani di Diego Tocca (oggi qunto) mentre è stato proprio La Marra il dominatore per tutti i dieci giri della gara. A contrastarlo ci hanno provato Loic Napoleon (Suzuki) e Remo Castellarin (BMW) che hanno dovuto accontentarsi rispettivamente della seconda e terza posizione ad oltre nove secondi.Lontanissimi gli altri.Con il Trofeo 2010 già assegnato a Filippo Russo, la 600 Open ha vissuto un brivido con una caduta collettiva di ben cinque piloti tra i quali il poleman Giuseppe Barone.Alla nuova partenza sono partiti in testa Michele Conti (Honda) e Massimiliano Iannone (Yamaha) ma al secondo giro quest'ultimo cadeva lasciando al primo la vittoria solitaria. Alle spalle di Conti si classificava Pischedda - che conquistava anche il secondo posto nel Trofeo - davanti ad Alfano e Viglieno, tutti su Yamaha.Tre piloti erano in lizza per la conquista del Trofeo del Centauro nella 600 Stock (Romano, Tocca e Ermacora) ma era Francesco Cocco a partire dalla pole position.Dopo una interruzione con bandiera rossa - per la caduta di Ruggieri -, alla ripartenza era Riccardo Russo (Yamaha) a prendere la testa ma al quinto giro Cocco (Yamaha) lo passava e andava a vincere, nonostante la resistenza di Nico Morelli (Yamaha) che concludeva al secondo posto. Daniele Tocca, piazzandosi all'ottavo posto, si aggiudicava il Trofeo del Centauro 2010 per la 600 Stock. La 125 SP, con il Trofeo del Centauro 2010 vinto in anticipo da Marco Guetti (Moriwaki), è vissuta sul duello tra Marco Baldassarre (Aprilia) e Andrea Del Piano (Moriwaki) che si sono più volte alternati in prima posizione dopo che lo stesso Guetti era caduto mentre era in testa. Alla fine ha prevalso Baldassarre che ha preceduto Del Piano e Guetti, tornato in pista dopo la scivolata.Il programma del Trofeo di Natale è stato completato dall'ultima prova del Trofeo Maxiscooter che ha visto il dominio assoluto di Blando (Gilera) che ha preceduto Rapicavoli (Yamaha) e Savoca Corona (Gilera).

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domenica 5 dicembre 2010

MORTI 8 CICLISTI: DROGATO E SENZA PATENTE ALLA GUIDA DELLA MERCEDES C’ERA UN MAROCCHINO DI 21 ANNI, RIMASTO ANCHE LUI FERITO: È STATO ARRESTATO CON L'ACCUSA DI OMICIDIO COLPOSO PLURIMO



Il bilancio della strage avvenuta sulla strada statale 18 nel comune di Lamezia Terme, al chilometro 372, è al momento di 8 morti e tre feriti, di cui uno gravissimo. La conferma arriva dai carabinieri del comando lametino. Le vittime sono Vinicio Poppin, Fortunato Bernardi, Pasqualino De Luca, Domenico Palazzo, Rosario Perri, Giovanni Cannizzaro e Franco Strangis. Tutte e sette sono di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, ed erano tutti ciclisti amatoriali di Lamezia-Sambiase. Tre di loro erano avvocati e svolgevano la loro professione nel foro di Lamezia Terme. Sono molto gravi le condizioni degli altri tre superstiti del gruppo, recoverati negli ospedali di Lamezia, Catanzaro e Cosenza. ALLA GUIDA SOTTO L'EFFETTO DI DROGA - Le condizioni dell’investitore, un cittadino di origine marocchina di 21 anni, e del bimbo che viaggiava insieme a lui, non destano preoccupazioni. Il giovane si chiama Chafik Elketani, residente a Gizzeria, in provincia di Catanzaro, ed è un immigrato regolare. Elketani, dopo le prime cure nell'ospedale di Lamezia Terme, è stato trasferito nel centro clinico del carcere di Catanzaro, con l'accusa di omicidio colposo plurimo. Dagli esami a cui è stato sottoposto in ospedale l'uomo è risultato sotto l'effetto di droga: è risultato positivo al test della cannabis. L'uomo era anche senza patente dopo che gli era stata ritirata sette mesi fa a causa di un sorpasso azzardato: lo hanno reso noto i vigili urbani di Lamezia Terme, che stanno svolgendo gli accertamenti sull'incidente. Il bimbo di otto anni che viaggiava sulla stessa macchina è il nipote di Elketani, ed è rimasto ferito in modo lieve. Il bambino, dopo l'incidente, e' stato portato nel reparto di pediatria dell'ospedale di Lamezia Terme, ma le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione. LA TRAGEDIA - L'incidente è avvenuto in tarda mattinata sulla statale 18 in localita’ Sant’Eufemia di Lametia Terme (Catanzaro). I ciclisti travolti da una autovettura facevano parte di un gruppo amatoriale di Sambiase di Lamezia Terme, legato alla palestra "Atlas". Tra le vittime ci sarebbe anche il titolare della stessa struttura sportiva.Secondo una prima ricostruzione, effettuata dai carabineri della Compagnia di Lamezia Terme, il marocchino viaggiava in direzione Gizzeria sulla strada statale 18. L'incidente è avvenuto durante una manovra di sorpasso ad alta velocità al chilometro 372 dove, dalla direzione opposta, arrivavano in fila i ciclisti. L'impatto violentissimo non ha lasciato scampo al gruppo. CHOC DEI SOCCORRITORI - ''Quello che abbiamo trovato arrivando qui stamattina è stato uno scenario impressionante. Indescrivibile. Nemmeno una bomba avrebbe potuto provocare qualcosa del genere''. A parlare e' Silvio Rocca, uno dei primi soccorritori della Croce bianca accorsi sul luogo dell'incidente.''Ci avevano allertato - ha aggiunto Rocca - per un incidente in cui, secondo le prime notizie, era coinvolto un solo ciclista. Giunti sul posto abbiamo visto che si trattava di una strage. Tutte persone che conoscevamo personalmente e quindi il colpo è stato ancora piu' doloroso. Abbiamo allertato gli altri soccorsi e l'elicottero. Qualcosa di veramente sconvolgente''.SALVO PER LA PIOGGIA - "Mi sento fortunato, sono vivo per la pioggia": Salvatore Mancuso era insieme al gruppo di ciclisti. "Dovevamo andare verso Amantea - racconta, piangendo, sul luogo della strage - ma quando siamo arrivati verso Campora San Giovanni ha iniziato a piovere ed io ed altri tre del gruppo abbiamo deciso di tornare indietro. Quando sono tornato a casa, mia moglie ha ricevuto una telefonata e un amico le ha detto: 'non so come dirtelo, ma forse tuo marito è rimasto coinvolto in un incidente. Lei ha risposto che ero sotto la doccia, ma io ho subito capito. È così che ho saputo di quello che è successo. Sono sconvolto. Era da cinque anni – ricorda - che andavamo in bicicletta insieme". LUTTO CITTADINO - Il Comune di Lamezia Terme proclamerà il lutto cittadino in occasione dei funerali dei ciclisti. Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, si e' recato sul luogo dell'incidente ed ha incontrato alcuni dei familiari dei ciclisti morti. ''La città è sgomenta - ha detto Speranza - e si stringe intorno alle famiglie delle persone scomparse. Il lutto è di tutti. Da oggi la citta' è in lutto anche se formalmente il sara' proclamato per il giorno dei funerali''.PADRE E ZIO DI DUE CALCIATORI - Fortunato Bernardi, uno dei sette ciclisti morti a Lamezia, era lo zio del giocatore dell'Inter Felice Natalino, di 18 anni. Natalino, che e' di Lamezia Terme ed e' un difensore, ha esordito quest' anno in serie A ed e' stato schierato da Benitez anche nell'anticipo di venerdi' scorso contro la Lazio. Bernardi, inoltre, era il padre di un altro calciatore, Alessandro, che milita nel Cosenza (Prima divisione Lega Pro).
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sabato 4 dicembre 2010

LA STORIA DI NABILA"GRAZIATA" DAI GIUDICI ITALIANI
 
Per la prima volta i giudici, in particolare quelli della Corte d'assise d'appello di Roma hanno riconosciuto un'attenuante particolare per rendere quanto piu' lieve possibile la condanna, per omicidio del marito italiano, nei confronti di una giovane donna tunisina. In questo modo la donna e' stata condannata solo a otto anni di reclusione che sta scontando nel carcere di Civitavecchia: il collegio composto da sei giudici popolari e due togati ha, infatti, considerato come una lunga provocazione, protrattasi nel tempo, il comportamento del marito che beveva, giocava e faceva uso di droghe disinteressandosi di lei e dei loro due bambini. Di questo caso ha parlato - al salone della legalita' in coso al Palafiera di Rimini - il presidente della prima sezione penale del tribunale di Roma Piero De Crescenzo. Proprio lui ha scritto la sentenza d'appello, quando era giudice a latere in Corte d'assise. ''Nei confronti di Nabila abbiamo applicato le attenuanti generiche piu' quella della provocazione considerando la circostanza dell'accumulo, nel tempo, di continue situazioni di prevaricazione che, alla fine, hanno portato questa donna ad accoltellare il marito''. ''Non c'era una giurisprudenza specifica alla quale poter fare riferimento - ha spiegato De Crescenzo - e ci siamo serviti di alcune pronunce della Cassazione che facevano riferimento all'attenuante della provocazione, sebbene in casi diversi. Ma era giusto tenere in considerazione che questa donna aveva a lungo subito e si era vista togliere i figli dai servizi sociali, per colpa della cattiva condotta del marito e, la sua violenza era nata da un'altra violenza piu' lunga e grande''. Nabila uccise il marito, con un unico fendente la sera del 28 dicembre del 2006, vicino a Cerveteri sul litorale laziale. A lungo aveva atteso, a casa, che il marito rientrasse dal bar dove si stava ubriacando. Temeva che il giorno dopo i servizi sociali, vedendo le pessime condizioni del suo compagno, avrebbero revocato il permesso straordinario che avevano dato alla coppia di rivedere i loro due bambini. Questo pomeriggio l'attrice Paola Gassman leggera' stralci della confessione giudiziale di Nabila, nella parte che piu' ha convinto i giudici ad alleggerirle gli anni di carcere.
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venerdì 3 dicembre 2010

DATE E LOCALITÀ DEL CALENDARIO GARE 2011 A FINE MARZO MOTORI ACCESI PER LA NUOVA SFIDA DEGLI INTERNAZIONALI D’ITALIA, ITALIANO OPEN E COPPA ITALIA SUPERMOTO


di PAOLA MAURIZIO

Lo aspettavamo ed è arrivato, ricco di appuntamenti come da consuetudine e ancora con sei tappe, tutte diverse, e ben distribuite nell’arco di tempo che va da marzo a settembre.E’ stato ufficializzato dalla FMI il calendario gare 2011 dei Campionati Nazionali Supermoto, come al solito atteso da piloti e addetti ai lavori.Le novità sono varie e di non poco conto. Su tutti spicca in senso positivo la cadenza regolare delle gare che vedono la disputa di una prova al mese. Si parte il 26 e 27 marzo dal South Milano di Ottobiano, in Lombardia, per poi spostarsi al Sagittario di Latina, nel Lazio, il 16 e 17 aprile. Un mese più tardi, 14 e 15 maggio, è la volta del Circuito Internazionale di Viterbo, nel Lazio, dove si svolgerà la terza prova che segnerà anche il giro di boa della stagione. Ancora un mese e il Circus si sposterà in Piemonte, precisamente al Kart Planet di Busca nel weekend del 18 e 19 giugno. Anche la Romagna torna protagonista con il Circuito di Pomposa che ospiterà il Campionato Italiano il 16 e 17 luglio. Due mesi di stop per le doverose vacanze estive e poi di nuovo in pista per il gran finale il 24 e 25 settembre, che stavolta sarà ospitato dal Motodromo di Castelletto di Branduzzo, nel pavese, dove saranno assegnati anche i titoli 2011.Tra le novità più attese della nuova stagione ricordiamo l’effettuazione di una gara, precisamente a Ottobiano in occasione dell’apertura del campionato, con un saggio del tutto sperimentale che prevede la partenza dietro al cancelletto, sullo stile del motocross.Fissata anche la data della prova serale, prevista in occasione dell’appuntamento estivo di Pomposa, che oltre alla gara del sabato sera vedrà poi la continuazione della sfida nella giornata di domenica.Continuano, grazie al successo della passata stagione agonistica, le sfide per le categorie Open, a cilindrata e licenza libera per i soli piloti italiani e valevole per il titolo di Campionato Italiano Supermoto, e la Coppa Italia FMI Supermoto per piloti italiani amatori e anch'essa a cilindrata libera. Le sfide come sempre affiancheranno i big dell’internazionale nel ricco programma domenicale delle sei prove in calendario, che si snoderà da marzo a settembre passando attraverso i più bei circuiti d’Italia.
CALENDARIO GARE 2011
27 Marzo 2011: Ottobiano (PV) - Circuito South Milano
17 Aprile 2011: Latina - Circuito Il Sagittario
15 Maggio 2011: Viterbo - Circuito Internazionale di Viterbo
19 Giugno 2011: Busca (CN) - Circuito Kart Planet
17 Luglio 2011: Pomposa (FE) – Circuito Internazionale di Pomposa
25 Settembre 2011: Castelletto di Branduzzo (PV)
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giovedì 2 dicembre 2010

LA REGINA SILVIA AMMETTE«MIO PADRE ERA NAZISTA»

La regina Silvia di Svezia, 67 anni, dichiara di essere costernata per il passato nazista del padre. Dopo le rivelazioni fatte domenica scorsa dalla televisione svedese, in base alle quali Walther Sommerlath acquisi' nel 1938 una fabbrica appartenuta ad un ebreo, arianizzata dai nazisti, la casa reale svedese ha emesso un comunicato in cui la regina ammette per la prima volta il passato nazista del padre. "La regina non ha alcun motivo per commentare il contenuto del programma televisivo", e' scritto nella nota, in cui si aggiunge che "ovviamente la regina e' dispiaciuta per il fatto che suo padre fu un membro del partito nazista, di cui venne a conoscenza solo in eta' adulta. La regina non ebbe mai l'opportunita' di parlare di cio' con il padre". A riportare alla ribalta il passato nazista di Walther Sommerlath nella trasmissione della rete televisiva "TV4", che avra' un seguito domenica prossima, e' stato lo storico Mats Deland, lo stesso che gia' 8 anni fa aveva scoperto l'iscrizione alla Nsdap del padre della regina, avvenuta il 1 dicembre 1934 in Brasile, dove la famiglia Sommerlath visse fino al momento del trasferimento a Berlino nel 1938. Frugando in archivi brasiliani e tedeschi, lo storico ha accertato che Walther Sommerlath entro' in possesso della fabbrica berlinese "Wechsler & Henning" grazie al programma di arianizzazione delle aziende ebraiche attuato dal governo nazista. In una lettera della Camera d'Industria e Commercio di Berlino del maggio 1939 e' scritto che si tratto' di "un'arianizzazione dell'azienda, avvenuta con un'autorizzazione di polizia". La regina Silvia aveva spiegato nella primavera scorsa che la fabbrica del padre aveva prodotto solo membrane per maschere antigas destinate alla protezione civile. Lo storico svedese ha invece scoperto che, oltre ai componenti di queste maschere, la fabbrica di Walther Sommerlath produsse anche componenti per panzer e per cannoni antiaerei. Nel corso della trasmissione televisiva il fratello di Silvia, Ralf Sommerlath, di 14 anni piu' anziano della sorella, ha rivelato di aver chiesto una volta al padre, deceduto 20 anni fa, se la sua fabbrica fosse appartenuta prima ad un ebreo, ma "lui mi disse di no". Lo storico Deland ha invece accertato che l'azienda appartenne in effetti ad un ebreo, Efim Wechsler, rifugiatosi nel 1939 in Brasile per sfuggire alle persecuzioni naziste.
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mercoledì 1 dicembre 2010

APPLAUSI E LACRIME PER LA CONDANNA A NOVE ANNI ALL’ASSASSINO DI SANDRI. L’AGENTE DI POLIZIA LUIGI SPACCAROTELLA, IMPUTATO PER L’OMICIDIO DI GABRIELE È STATO CONDANNATO DALLA CORTE DI APPELLO DI FIRENZE PER OMICIDIO VOLONTARIO

La Corte di Assise di Appello di Firenze ha condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione il poliziotto Luigi Spaccarotella per l’omicidio di Gabriele Sandri, il giovane 26enne tifoso della Lazio, morto l’11 novembre 2007 colpito da un proiettile nell’area di servizio della A1 a Badia al Pino, vicino ad Arezzo. RIBALTATA LA PRIMA SENTENZA - A leggere la sentenza è stato il presidente Emilio Gironi, dopo circa 3 ore di camera di Consiglio. In primo grado Spaccarotella era stato condannato a sei anni per omicidio colposo. Il Pg Aldo Giubilaro, questa mattina, aveva chiesto la condanna a 14 anni per omicidio volontario. Il secondo grado di giudizio ha quindi ribaltato il primo, accolta in parte la richiesta dell’accusa, che aveva chiesto 14 anni di carcere. “Ci hanno dato ragione – ha commentato Michele Monaco, avvocato della famiglia Sandri all’agenzia Dire – la famiglia è pienamente soddisfatta“. CONTENTO DI ESSERE ITALIANO - “Gabriele ha avuto la giustizia dovuta, oggi forse siamo riusciti a dire una parola di verità“. Così Giorgio Sandri, padre di Gabriele, commenta la sentenza di condanna a 9 anni e 4 mesi per l’agente di polizia Luigi Spaccarotella. Giorgio e Daniela Sandri, la madre di Gabriele, hanno accolto con lacrime di commozione la sentenza. “Siamo soddisfatti della sentenza – ha aggiunto Giorgio Sandri – che rinoconosce il reato. Le bugie e le menzogne cadono nel nulla. Oggi sono contento di essere italiano“.”Alla lettura della sentenza ho provato pietà per Spaccarotella, anche se verso di noi non ha mai avuto gesti di comprensione“. Lo ha detto la mamma di Gabriele Sandri, Daniela, commentando la sentenza. “Sono tre anni che soffro – ha aggiunto Daniela in lacrime – ora questa sentenza ci restituisce serenità“. SPACCAROTELLA SPERA ANCORA - E un lungo applauso ha accolto l’uscita dei genitori di Gabriele Sandri dall’aula in cui si è svolto il processo di appello. Alla lettura della sentenza in aula il pubblico, composto soprattutto da tifosi laziali e amici di Sandri, ha accolto la sentenza in silenzio. La gioia è scoppiata all’uscita dall’aula, dove molti amici di Sandri erano in lacrime, così come i genitori Giorgio e Daniela, che si sono abbracciati a lungo; Daniela ha avuto anche un piccolo malore. Felicità e’ stata espressa anche dal fratello di Gabriele, Cristiano. “Sono affranto ma le speranze non sono finite“. Così Luigi Spaccarotella ha commentato la sentenza della Corte di Appello di Firenze, che lo ha condannato a 9 anni e 4 mesi per l’omicidio volontario di Gabriele Sandri. A riportare il commento è uno dei suoi legali, l’avv. Federico Bagattini, che ha annunciato che farà ricorso in Cassazione contro il pronunciamento della Corte di Appello fiorentina.
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martedì 30 novembre 2010

CERVELLI IN FUGA DALL'ITALIA: IN 20 ANNI PERSI 4 MLD

I cervelli italiani in fuga all'estero hanno portato con sè 4 miliardi di euro. E' questo il valore di tutti i brevetti realizzati dai nostri ricercatori nei vari laboratori in giro per il mondo, calcolato da una ricerca effettuato dall'ICom (Istituto per la Competitivita'), presentato oggi in occasione della cerimonia di consegna al Senato di una borsa di studio da parte della Fondazione Lilly a una giovane ricercatrice. Lo studio ha preso in esame i brevetti presentati dai ricercatori italiani all'estero negli ultimi 20 anni. Il valore dei brevetti diretti dai top 20 italiani fuggiti all'estero e' di 861 milioni di euro netti e su 20 anni il dato si attesta a 2 miliardi di euro. Se si considerano tutti i brevetti, quelli in cui e' italiano l'inventore principale o un membro del team, arriviamo ad un valore rispettivamente di 1,7 miliardi euro e a 3,9 miliardi di euro. La fuga descritta dalla ricerca appare inarrestabile: il 35% dei migliori 500 ricercatori italiani, spiega lo studio, abbandona il Paese. Fra i migliori 100, uno su due sceglie di lavorare all'estero, mentre nei top 50 la percentuale di fuga sale al 54% e solo 23 ricercatori sono ancora in Italia: ''Una tale situazione comporta anche una importante perdita economica per il nostro Paese - sottolinea Andrea Lenzi, presidente del Cun - Come dimostrato dalla indagine economica presentata in questo convegno, la ricerca non e' solo in teoria uno dei motori dello sviluppo di ogni sistema paese, ma e' anche in pratica un grande investimento'. Restera' invece in Italia, almeno per i prossimi 4 anni, Tiziana Vavala', la ricercatrice under 35 dell'universita' di Torino premiata oggi: per i suoi studi sui markers oncologici ricevera' 360mila euro."Fare la ricercatrice qui in Italia e' quasi un'avventura - ha affermato Vavala' - non un incentivo, non un incoraggiamento, e' quasi un atto di coraggio". La regione italiana che ha ceduto piu' talenti, secondo i dati presentati, e' la Lombardia, che si e' lasciata sfuggire 704 milioni di euro, come valore attuale dei suoi brevetti, e circa 1,7 miliardi di euro dal 1989 ad oggi. Per quanto riguarda invece il costo di un singolo scienziato che dall'Italia si trasferisce all'estero la perdita e' di 63 milioni, che diventano 148 se si considera tutta la durata media della vita scientifica del ricercatore, e a cui andrebbero aggiunti i 900mila euro necessari per tutto il ciclo di formazione. Alla consegna del premio, che dalla prossima edizione avra' anche il sostegno della fondazione Cariplo, c'era anche Napoleone Ferrara, l'ultimo dei Lasker Awards per la ricerca clinica, emigrato negli Usa gia' da molto tempo: "E' noto anche alla comunita' internazionale che l'Italia e' un paese pieno di talenti - spiega Ferrara - ma che i fondi e i posti nell'universita' sono meno di quelli che servirebbero. Negli Usa c'e' un investimento enorme nella ricerca, penso che il resto del mondo dovrebbe prendere esempio". La borsa di studio del 2011, il cui bando e' stato presentato oggi, avra' come tema: "Sviluppo di nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce della Malattie Alzheimer".

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lunedì 29 novembre 2010

BERLUSCONI: «CHI HA PAGATO LE MIE RAGAZZE?»



Wikileaks, the day after. Sono passate poche ore dalla pubblicazione dei segreti di Wikileaks, e le reazioni in tutto il mondo non si fanno attendere. A partire da quelle di Berlusconi. Il premier dopo lo tsunami parla da Tripoli: rivelazioni di funzionari di terzo grado che fanno male al Paese. E poi sulle ragazze: "Pagate per dire il falso. Io non frequento festini selvaggi". Ma il Pd chiede che riferisca al Copasir. Il giorno dopo lo tsunami Wikileaks, Berlusconi smette di ridere e dalla Libia va all'attacco sulle rivelazioni che lo vedono protagonista. Anzi, coprotagonista e "portavoce del capobranco Putin". "Non mi curo delle rivelazioni fatte da funzionari di terzo grado - ha detto - Queste cose fanno male al Paese". Ovviamente il presidente del Consiglio si riferisce al giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble che in un dispaccio riservato inviato agli Usa lo aveva definito:"Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno'': Un leader ''fisicamente e politicamente debole'' le cui ''frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". E proprio sugli scandali sessuali Berlusconi da Tripoli sostiene di non sapere cosa siano i "party selvaggi" di cui scrive Der Spiegel. ''Mi domando perché ci siano ragazze che dicono il falso sul mio conto. Mi domando perché lo facciano - afferma il premier Silvio Berlusconi -. Sono infondate e incredibili. Una ragazza che si dichiara prostituta di fronte al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, per trovare un marito. Allora - sottolinea il capo del governo - mi domando chi le ha pagate...''. E ancora: ''Io una volta al mese offro cene nelle mie case dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante. Le cose che vengono dette fanno male all'immagine del nostro Paese. Riferisca al Copasir. "Seppure i materiali di Wikileaks riguardassero anche anni in cui il governo c'era il centrosinistra, come sostiene il capogruppo del Pdl Cicchitto, noi non abbiamo un bel nulla da temere, né stravaganze diurne o notturne, né questioni d`affari", dice il Pd Ettore Rosato ribadendo come sia "inaccettabile, dopo quanto sta accedendo, che il presidente del Consiglio si sottragga agli obblighi di legge. Il Paese viene misurato, purtroppo, anche sulla sua immagine e perciò abbiamo bisogno di sapere quali siano i risvolti politici della documentazione che sta emergendo. In particolare - aggiunge Rosato - è giusto che davanti al Copasir siano dettagliati i rapporti tra Berlusconi e Putin in merito a vicende economiche che riguardano l'interesse del Paese". Anche il ministro degli esteri Franco Frattini ha detto senza mezzi termini che «Wikileaks vuole distruggere il mondo». Il ministro ha ribadito che non intende ''commentare nel merito''. ''La comunita' internazionale, quella vera, quella che vuole migliorare il mondo e non distruggerlo come vuole Wikileakes, deve reagire compatta senza commentare, senza retrocedere sul metodo della diplomazia, senza lasciarsi andare a crisi di sfiducia che, se diventasse sfiducia reciproca, potrebbe bloccare collaborazioni fondamentali per risolvere le grandi crisi che vi sono nel mondo'', ha spiegato il titolare della Farnesina da Doha dove si trova in visita. E a partire da Mosca, che prende tempo ritenendo prematuro commentare quanto emerso dai documenti riservati del Dipartimento di Stato diffusi da Wikileaks, il mondo oggi sembra trattenere il fiato in attesa di vedere 'concretizzate' le conseguenze delle rivelazioni, mentre continua il flusso ininterrotto di informazioni. Giungono da piu' parti, con dettagli di volta in volta rilevati da diverse testate in ogni angolo del mondo o direttamente dai documenti accessibili online, sebbene al momento si tratti solo di una minima parte (circa 200 sui 250mila sono disponibili in rete) della mole di informazioni del Dipartimento di Stato che, hanno affermato gli stessi responsabili di Wikileaks, verranno pubblicati in vari blocchi nel corso mesi. Cosi' oggi sul New York Times, uno dei grandi giornali in possesso del materiale raccolto da Wikileaks, si legge che gli Usa domandarono all'Italia di bloccare la fornitura a Teheran di 12 navi veloci con le quali l'Iran avrebbe potuto attaccare la flotta americana nel Golfo, e la richiesta fu accolta ''solo dopo 11 mesi di resistenze, durante i quali le prime 11 navi furono comunque consegnate''. Che nella imminenza della Operazione Piombo Fuso contro Hamas a Gaza, Israele cerco' invano di coordinare le posizioni con Egitto ed Anp. Oppure un messaggio datato 2009, citato da Le Monde, in cui una fonte in Iran riferisce che il leader religioso iraniano Ali Khamenei ha il cancro, tra gli altri che continuano ad affluire in maniera del tutto imprevedibile dalla montagna di informazioni telematiche. L'attenzione, poi, continua a concentrarsi su Julian Assange, l'uomo dietro quella che viene gia' definita 'la fuga di notizie piu' grande della storia', che potrebbe addirittura perdere il suo passaporto australiano. Solo un'ipotesi per il momento, ma l'Australia mette le mani avanti affermando che e' determinata a negare rifugio al fondatore di Wikileaks. Durissimo il ministro degli Esteri Franco Frattini che che ha affermato: Wikileaks ''vuole distruggere il mondo'' ribadendo tuttavia che non intende ''commentare nel merito''. C'e' poi chi minimizza l'impatto delle rivelazioni, come il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, secondo cui i documenti riservati della diplomazia Usa pubblicati dal sito Wikileaks non hanno provocato ''alcun danno al rapporto tra la Germania e gli Stati Uniti''. E oltreoceano continuano i tentativi -risultati finora vani- di fermare Assange e Wikileaks con tutti gli strumenti a disposizione: il senatore statunitense Joe Lieberman, che presiede la Commissione Homeland Security e Affari Governativi, ha chiesto a Barack Obama con urgenza di ''chiudere'' Wikileaks. ''La pubblicazione di questi file non e' altro che un attacco alla sicurezza nazionale - si legge in un comunicato del senatore -. Wikileaks sta mettendo a rischio la vita e la liberta' degli americani e dei non-americani. I responsabili (di Wikileaks) avranno il sangue sulle proprie mani''. La stampa di tutto il mondo ne parla, riferisce i dettagli per ora emersi e ritenuti piu' interessanti per il paese di riferimento. Unica anomalia la stampa cinese sulla quale non compare alcun riferimento alle rivelazioni di Wikileaks rispetto ai rapporti con Pechino. Unico riferimento, il messaggio nel quale si riporta la notizia che il re dell'Arabia Saudita avrebbe chiesto agli Stati Uniti di attaccare l'Iran. SCHEDE 1 Assange, l'uomo del giorno è sparito 2 La storia e i file segreti pubblicati 3 Il mistero sui server che fanno tremare il mondo 4 I leader secondo gli Usa, la catastrofe diplomatica americana. Onu: siamo inviolabili. Le Nazioni Unite sono un'organizzazione per «sua natura trasparente» il cui lavoro però deve essere considerato «inviolabile» dai paesi membri. È questa la prima reazione che è arrivata dal Palazzo di Vetro, secondo quanto si legge sul sito del Guardian e del Pais, dopo la pubblicazione dei documenti intercettati da Wikileaks secondo i quali gli Stati Uniti avrebbero cercato di organizzare un sistema per spiare l'attività del segretario generale dell'Onu e dei suoi funzionari. La Russia ''e' virtualmente uno Stato della mafia'' La Russia ''e' virtualmente uno Stato della mafia''. Cosi' i diplomatici americani secondo i documenti di Wikileaks riportati dai siti di alcuni quotidiani Usa. La Russia e le sue agenzie usano i boss della mafia per effettuare le loro operazioni, la relazione e' cosi' stretta che il Paese e' divenuto ''virtualmente uno stato della mafia''. Berlusconi: "Non si possono giudicare le relazioni tra Paesi dai dispacci di qualche diplomatico" Un uomo ''incapace e vanitoso'', amante delle ''feste selvagge'' e, anche per questo, ''stanco''. Dalle rivelazioni di Wikileaks emerge un giudizio tutt'altro che lusinghiero di Silvio Berlusconi. Un leader ''fisicamente e politicamente debole'', secondo le relazioni delle sedi diplomatiche americane in Italia intercettate dal sito internet di Julian Assange, che lo accusano di essere il ''portavoce'' di Putin in Europa. Tanto da spingere la segreteria del Pd a parlare, alla luce delle indiscrezioni rilanciate dai giornali internazionali, del ''discredito a cui Berlusconi ha portato l'immagine dell'Italia nel mondo''. Il diretto interessato non commenta, attenendosi al silenzio annunciato in giornata dal ministro degli Esteri Franco Frattini su notizie ''non confermate ne' certificate''. Ma secondo fonti autorevoli, la sua reazione, quando ad Arcore gli e' stato riferito il contenuto delle rivelazioni sull'Italia, e' stata una bella e sana risata. Non fosse altro perche' non si puo' giudicare il rapporto fra Italia e Stati Uniti, e' il ragionamento del premier emerso in ambienti del Pdl, dai dispacci di qualche diplomatico. Quello che conta sono soprattutto le relazioni fra i leader, che Berlusconi ha sempre considerato ''ottime'' a cominciare proprio da quelle con Barak Obama. E questo, come da sempre spiega il premier, si ragiona sempre in ambienti del Popolo della liberta', vale sia dal punto di vista personale che per le scelte di politica estera compiute nel corso degli anni. Nel caso di Roma e Washington, dunque, il rapporto di amicizia e' solido e non sara' messo in discussione da alcuni dispacci diplomatici, aggiungono le medesime fonti del Pdl. Il premier, si ricorda ancora negli stessi ambienti, ha sempre difeso il suo rapporto privilegiato con Vladimir Putin. Un rapporto ''straordinariamente stretto'', secondo un documento catturato da Wikileaks e diffuso dal New York Times, mentre il Sunday Telegraph racconta delle preoccupazioni americane per l'intesa Eni-Southstream e riferisce delle informazioni che Hillary Clinton, potente Segretario di Stato americano, ha chiesto a inizio anno su eventuali ''investimenti personali'' dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi Paesi. Legittimi interventi in favore delle imprese italiane che lavorano in Russia, riferiscono fonti del Pdl. Non fosse altro perche', secondo Berlusconi, tra i doveri di un presidente del Consiglio c'e' anche quello di lavorare per aiutare le industrie nazionali. Ma il Pd replica secco alle rivelazioni: ''I contenuti dei documenti resi noti oggi - sostiene la segreteria del partito - confermano il livello di discredito a cui Berlusconi ha portato l'immagine dell'Italia nel Mondo''. Il vicepresidente afghano portò con sé 52 milioni di dollari cash. Le accuse di corruzione in piu' occasioni mosse dagli Stati Uniti nei confronti dei dirigenti dell'Afghanistan si sono spesso fondate su qualcosa di piu' semplici sospetti. I file diffusi da Wikileaks - riporta il New York Times - hanno rivelato che quando il vicepresidente afghano Ahmed Zia Massoud lo scorso anno visito' gli Emirati Arabi Uniti, le autorita' locali, in accordo con gli agenti americani della Dea (Drug Enforcement Administration), scoprirono che l'uomo portava con se' 52 milioni di dollari in contanti. Un successivo e ironico telegramma dell'ambasciata americana di Kabul defini' il denaro ''una somma significativa'', precisando che Massoud poteva portarlo senza rivelarne ne' l'origine, ne' la destinazione. Il dirigente afghano ha sempre negato di aver portato denaro al di fuori dell'Aghanistan. Wikileaks, caricata solo una minima parte dei documenti. Il processo di caricamento dei file e' ancora in corso, si legge sul sito di Wikileaks: allo stato attuale solo una minima parte della documentazione e' disponibile online. Imprecisato il tempo che richiedera' l'operazione. Wikileaks, Berlusconi "ci ride sopra" Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni diffuse dal sito di Wikileaks sull'Italia, si è fatto una risata. Bersani: massimo discredito per l'Italia "I contenuti dei documenti resi noti oggi confermano il livello di discredito a cui Berlusconi ha portato l'immagine dell'Italia nel Mondo''. Questo un primo commento della segreteria del Pd su quanto sta emergendo dalle rivelazioni di Wikileaks. Usa, critiche ai reali inglesi. Ci sono anche apprezzamenti poco lusinghieri nei confronti della famiglia reale e del governo britannico nei dispacci del Dipartimento di stato americano divulgati da Wikileaks. Lo ha detto alla BBC Simon Hoggart, uno dei giornalisti del quotidiano Guardian che hanno lavorato alla massa di documenti messi a disposizione dei media dal sito di Julian Assange. In un dispaccio, che il Guardian mettera' online nelle prossime ore, si afferma che almeno un esponente della famiglia reale britannica (si tratterebbe del principe Andrea) ha agito a volte in modo inopportuno. Altri documenti indicano che l'attuale premier, il conservatore David Cameron, non gode di grande considerazione alla Casa Bianca. Nemmeno il suo predecessore, il laburista Gordon Brown, tuttavia, era amato dagli americani. Secondo la BBC, dai dispacci che verranno pubblicati nelle prossime ore emergeranno anche ''feroci critiche'' all'operato della Gran Bretagna in Afghanistan. 11mila file "segreti" ma nessuno "top secret" Dei 251.287 file diffusi da Wikileaks 11mila sono classificati come "segreti" e 9mila sono considerati "noforn", ossia materiale considerato troppo delicato per condividerlo con il governi stranieri. Molti non sono riservati e nessuno e' segnalato come "top secret". I documenti Wikileaks sono online.Wikileaks ha pubblicato sul proprio sito i documenti del Dipartimento di Stato Usa. El Paìs, 3012 i file inviati dall'Italia. Sono ''3.012'' i file inviati dalle sedi diplomatiche americane in Italia e 'catturati' da Wikileaks. Lo rende noto il quotidiano spagnolo El Pais in una mappa intitolata ''Intercambio dei documenti e zone calde del pianeta''. Le sedi diplomatiche americane in Italia, secondo la mappa, non sono tra quelle che hanno inviato piu' documenti rivelati dal sito di Julian Assange. Al primo posto, c'e' l'ambasciata Usa ad Ankara, con 7.918 telegrammi inviati. Al secondo posto, la sede statunitense a Baghdad, con 6.677 documenti e al terzo Tokio, con 5.697. L'Italia, secondo i dati forniti da El Pais, si piazzerebbe al sedicesimo posto di questa speciale classifica. La Clinton s'informa sugli investimenti personali di Berlusconi. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto all'inizio di quest'anno alle ambasciate americane a Roma e Mosca informazioni su eventuali ''investimenti personali'' dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi. E' quanto si legge in un documento riservato anticipato dal sito Wikileaks e pubblicato dal settimanale tedesco Der Spiegel. Iran, armi da Corea del Nord in grado di colpire Ue. L'Iran ha ottenuto sofisticati missili dalla Corea del Nord in grado di colpire l'Europa occidentale. Lo afferma il New York Times citando i documenti Wikileaks. Arabia Saudita voleva attaccare Iran. Il re Abdallah d'Arabia Saudita "ha chiesto spesso agli Stati Uniti di attaccare l'Iran per mettere fine al programma nucleare di Teheran", secondo l'ambasciatore saudita negli Stati Uniti Adel al-Jubeir citato in alcuni documenti delle sedi diplomatiche Usa. Il re consigliava a Washington di "tagliare la testa al serpente" e sottolineava che lavorare con gli Stati Uniti per combattere l'influenza iraniana in Iraq era una priorità strategica del re e del suo governo, secondo la fonte. Guantanamo, detenuti furono imposti ai paesi stranieri. Dopo le numerose polemiche riguardanti Guantanamo, i diplomatici americani fecero pressioni su alcuni paesi stranieri perché accettassero alcuni dei detenuti del carcere. Alla Slovenia fu detto che se voleva incontrare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe dovuto accettare un prigioniero, mentre all'isola di Kiribati furono offerti incentivi del valore di milioni di dollari per accettare un gruppo di detenuti. E' quanto si legge in alcuni documenti trasmessi a Washington dai diplomatici americani. Gli Stati Uniti suggerirono inoltre che accettare più detenuti sarebbe stato "un modo low cost per il Belgio di emergere in Europa". E' quanto emerge dalle anticipazioni dei 251.287 documenti ottenuti dal sito internet WikiLeaks e pubblicati dal New York Times. Berlusconi incapace, vanitoso e stanco per le lunghe nottate. “Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno'': questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio italiano e' un leader ''fisicamente e politicamente debole'' le cui ''frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza'', afferma sempre la Dibble in un documento inviato a Washington e reso noto da Wikileaks. Il telegramma della Dribble e' citato dal Guardian, uno dei giornali che ha ottenuto da Wikileaks i documenti segreti. Putin definito alpha dog", maschio dominante. Vladimir Putin definito ''alpha dog'', il maschio dominante : e' una delle colorite espressioni contenute dei cablogrammi del Dipartimento di Stato resi pubblici oggi dal sito di Julian Assange Wikileaks. Il presidente russo e' uno dei leader mondiali che vengono etichettati senza peli sulla lingua dai diplomatici di Washington: il presidente afghano Hamid Karzai e' ''ispirato dalla paranoia'' mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel ''evita i rischi ed e' raramente creativa''. Le definizioni sono state raccolte dal Guardian, uno dei giornali a cui Wikileaks ha passato la mole di documenti diplomatici. «Pechino ha diretto attacco informatico a Google Usa» Le autorità cinesi ("China's politburo") avrebbero diretto un'intrusione nei sistemi informatici della Google, come rivelato da una fonte cinese all'ambasciata Usa di Pechino, e come è riportato in un telegramma riservato reso pubblico da Wikileaks. Lo si legge sulle anticipazioni fornite dal New York times on line. L'attacco a Google faceva parte di una campagna coordinata di sabotaggio informatico condotta da agenti governativi, esperti privati e 'fuorilegge di internet' reclutati dal governo cinese. Sin dal 2002 avrebbero avuto accesso al sistema informatico del governo Usa e dei suoi alleati occidentali. Condanne da tutti i Paesi. La Casa Bianca ha condannato "nei termini più forti" la pubblicazione "irresponsabile e pericolosa" di nuovi documenti diplomatici statunitensi, sottolineando che l'iniziativa del sito Wikileaks potrà far correre rischi di morte a molte persone. "Che sia chiaro, queste rivelazioni faranno correre rischi al nostro corpo diplomatico, ai membri delle comunità dei servizi di informazione, e alle persone nel mondo intero che fanno appello agli Stati Uniti per aiutarli a promuovere la democrazia e un governo trasparente", ha affermato il portavoce del presidente Barack Obama, Robert Gibbs, in un comunicato. I documenti sensibili che Wikileaks si appresta a pubblicare "possono mettere in pericolo la vita di molte persone". Lo ha dichiarato il Foreign Office britannico che condanna ogni tipo di pubblicazione di documenti classificati. "Condanniamo ogni tipo di pubblicazione non autorizzata di informazioni classificata, come condanniamo ogni fuga di documenti classificati in Gran Bretagna". Si legge su un comunicato del ministero degli Esteri britannico. La pubblicazione di questi documenti "può mettere in difficoltà la sicurezza nazionale, non è nell'interesse del Paese e come hanno affermato gli Stati Uniti può mettere in pericolo molte vite", ha sottolineato il ministero. L'imminente pubblicazione di nuovi documenti da parte di Wikileaks, tra cui documenti inviati dall'ambasciata americana di Londra a Washington, fa tremare i polsi a numerosi responsabili di governi internazionali mentre Washington ha moltiplicato i contatti con gli alleati per attenuare l'effetto. Un giornalista del quotidiano britannico Guardian ha confermato che il suo giornale pubblicherà domani ampi stralci degli oltre 250 mila documenti, alcuni dei quali dovrebbero rivelare la posizione critica dell'amministrazione americana nei confronti del primo ministro britannico Gordon Brown, ma anche dell'attuale inquilino di Downing Street David Cameron. "Abbiamo una relazione molto forte con il governo americano. E questa continuera", ha sottolineato il Foreign Office. «Gheddafi usa il botox» Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra ''le piu' delicate'' El Pais cita questa sera quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, secondo ElPais, l'ambasciatore americano a Tripoli ''racconta che Gheddafi usa il botox ed e' un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori''. Il giornale, che annuncia per l'edizione cartacea in edicola domani mattina ulteriori rivelazioni e dettagli, parla fra l'altro anche dei ''sospetti che la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner solleva a Washington, fino al punto che la segretaria di stato giunge a chiedere informazioni sul suo stato di salute mentale''. Il quotidiano spagnolo afferma che ''le espressioni usate in alcuni documenti sono di natura tale da poter dinamitare le relazioni fra gli Usa ed alcuni dei suoi principali alleati'' e ''possono porre a rischio alcuni progetti importanti della sua politica estera, come l'avvicinamento alla Russia o l'appoggio di alcuni paesi arabi''. ''La portata di queste rivelazioni e' tale, aggiunge El Pais, che si potra' parlare di un prima e di un dopo, per quanto riguarda le usanze diplomatiche''. ''Queste indiscrezioni possono porre fine ad una era della politica esterna''. «Un "mediatore ombra" italiano che parla russo tra Berlusconi e Putin» Ci sarebbe un mediatore ''ombra'' italiano che parla russo nelle relazioni fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Vladimir Putin. E' quanto affermano - secondo il New York Times che riporta documenti di Wikileaks - i diplomatici americani nel 2009 descrivendo la relazione fra Berlusconi e Putin, fatta anche di regali lussuosi e redditizi contratti energetici. "Diplomatici americani a Roma riportano nel 2009 come i loro contatti italiani descrivano il rapporto tra Berlusconi e Putin come 'straordinariamente stretto'. Secondo il documento, diffuso dal New York Times, il rapporto includeva 'generosi regali', lucrosi contratti in campo energetico e un 'oscuro intermediario italiano che parla russo". Secondo i diplomatici Usa Berlusconi appariva sempre piu' come "il portavoce di Putin" in Europa. «Tendenze islamistiche di Erdogan». Secondo quanto pubblicato dallo Spiegel nei documenti di Wikileaks gli Usa mettono in evidenza che il primo ministro turco Erdogan costituisce una minaccia islamica perche' sarebbe in particolare sotto l'influenza del suo ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu. Secondo i diplomatici americani Davutoglu sarebbe "particolarmente pericoloso" per le influenze fondamentaliste da lui esercitate su Erdogan. Un consigliere del partito turco al governo Akp dichiara ironicamente in un documento americano "vogliamo riprenderci l'Andalusia e vendicarci della disfatta dell'assedio di Vienna nel 1683". Erdogan avrebbe sistemato in posizioni di comando banchieri islamici e si informerebbe esclusivamente attraverso giornali vicini al fondamentalismo. Nel documento e' scritto che "il capo del governo turco e' circondato da una cerchia di ferro di consulenti sottomessi (ma presuntuosi)" e si considera "il tribuno popolare dell'Anatolia". Le Monde sui rapporti Usa-Iran. Le prime rivelazioni da Wikileaks pubblicate dal sito on line del francese Le Monde riguardano i rapporti Usa-Iran e in particolare il dossier nucleare. In alcune dichiarazioni raccolte a Parigi da diplomatici che parlano con un iraniano che lavora a Teheran per un'organizzazione internazionale, l'Iran viene descritto come ''una totale dittatura''. I documenti rivelano anche un tentativo di assassinare, nel gennaio 2010, ''un presentatore televisivo irano-americano'' che vive a Londra protetto dai servizi inglesi. Un agente iraniano avrebbe ''tentato di reclutare in California un killer per assassinarlo''. NYT: Gli Usa spiavano l'Onu. Il Dipartimento di Stato Usa nel luglio 2009 ordino' di spiare i vertici delle Nazioni Unite, compresi il segretario generale, Ban Ki-moon, e i rappresentanti in Consiglio di sicurezza di Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna: e' quanto scrive il sito del quotidiano britannico Guardian rivelando il contenuto dei documenti segreti pubblicati da Wikileaks. La direttiva ''classificata'', scrive il Guardian, fu spedita a 30 ambasciate a nome della segretaria di stato, Hillary Clinton, e chiedeva la raccolta di dati personali su questi e numerosi altri dirigenti e anche sottosegretari, consiglieri e collaboratori, comprese le password usate, le chiavi in codice usate per comunicare e anche i dati biometrici. ''Informazioni - scrive il Guardian - che sembrano sfumare il confine fra diplomazia e spionaggio''. Paìs: «Berlusconi è il portavoce in Europa di Putin». Una relazione straordinariamente stretta fra Vladimir Putin e il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, che include ''regali generosi'', contratti energetici redditizi: Berlusconi ''sembra essere il portavoce di Putin'' in Europa. Cosi' - riporta il New York Times - i diplomatici americani hanno descritto nel 2009 le relazioni fra Italia e Russia. Procura di Roma valuta se ci sono estremi reato. La Procura di Roma, una volta esaminato il contenuto e la natura dei documenti della diplomazia americana in via di pubblicazione, valutera' l'esistenza di eventuali estremi di reato. La mole di documenti che stanno per essere pubblicati. La nuova pubblicazione conta circa 260.000 documenti diplomatici, tra questi 8.000 sarebbero direttive del Dipartimento di Stato statunitense. Nessuno dei file sarebbe classificato Top secret: la metà sarebbe senza livello di segretezza, il 40,5% "confidenziali", circa 15.652 quelli "segreti". Il sito conferma: i media pubblicheranno i file. "El Pais, Le Monde, Speigel, Guardian e New York Times" pubblicheranno questa sera la documentazione di fonte Usa anche se il sito di Wikileaks sara' irraggiungibile". Lo scrivono i responsabili del sito via Twitter. Wikileaks, i responsabili del sito: «Siamo sotto attacco» Il sito di Wikileaks e' sotto attacco informatico. Lo annunciano i responsabili via Twitter. "Stiamo subendo un DDoS (distributed denial of service, letteralmente negazione del servizio)", si legge nel messaggio stringato. Il sito da circa un'ora era effettivamente irraggiungibile. Il Guardian pero' annuncia che pubblichera' i documenti in proprio possesso, qualunque sara' lo stato del sito di Wikileaks questa sera. Escono i primi file: critiche Usa a Karzai, Mandela e Gheddafi. I file in uscita da Wikileaks conterrebbero molte critiche mosse dagli Usa a imrpotanti leader mondiali come Nelson Mandela, Hamid Karzai e il colonnello Gheddafi. Lo anticipano i giornali britannici secondo cui sarebbe a rischio dalla pubblicazione anche la relazione privilegiata Usa-Gran Bretagna per via di alcune osservazioni sul premier David Cameron. Il giornale Mail on Sunday scrive che il presidente sudafricano accuso' il presidente Usa George Bush di essere razzista perche, ai tempi dell'invasione dell'Iraq, ignoro' le richieste dell'Onu perche Kofi Annan era di colore. Secondo il Sunday Tims invece ci sarebbero rivelazioni esplosive per le relazioni di Usa e Gran Bretagna con opinioni negative date da Washinghton sui governi di Blair, Brown e dello stesso Cameron. Una 'gelata' si attende anche per i rapporti di Usa e Russia. Secondo il Kommersant infatti ci sarebbero palesi critiche degli Usa ai leader russi nonche le registrazioni di colloqui tra diplomatici americani russi. Non dovrebbe invece esserci nulla di compromettente per i rapporti tra Usa e Israele. IL premier Benjamin Netanyahu ha fatto oggi sapere di essere stato contattato dal governo Usa in merito ai file Wikileaks da cui non dovrebbero emergere elementi di polemica. Frattini: fuga notizie rivela vulnerabilità Usa. La pubblicazione da parte di Wikileaks imminente, dei documenti del dipartimento di Stato Usa ''dimostra la vulnerabilita' degli Stati Uniti'' sul piano della sicurezza dei propri dati sensibili. Lo ha detto il ministro degli esteri, Franco Frattini, conversando con i giornalisti a bordo dell'aereo che lo ha portato in Qatar. ''E' bastato che un funzionario fornisse il proprio codice di accesso'' al sito di Julian Assange perche' venissero prelevati, e poi pubblicati, gli scambi di informazioni tra le ambasciate Usa e il dipartimento di Stato. ''Se succede questo in America - si chiede sconcertato il ministro - figuriamoci cosa succede in paesi con standard di sicurezza apparentemente meno sofisticati''. Il titolare della Farnesina ha assicurato che in Italia ''i dati sensibili sono assolutamente sicuri''. Frattini: «Questo è l'11 settembre della diplomazia mondiale».Le imminenti rivelazioni di Wikileaks saranno ''l'11 settembre della diplomazia mondiale'' perche' ''faranno saltare tutti i rapporti di fiducia tra gli Stati''. Ne' e' convinto il ministro degli Esteri Franco Frattini a poche ore dalla pubblicazione dei documenti americani dei quali precisa di non conoscere ancora il contenuto. Autorità inglesi temono "collera" dei musulmani. Il governo di Londra ha messo in guardia i britannici residenti in Pakistan, Iraq, Iran e in altri Paesi musulmani per il rischio di reazioni violente a causa della pubblicazione di documenti riservati da parte di Wikileaks contenenti commenti "anti-musulmani". Lo afferma il quotidiano britannico "Sunday Times". Il governo britannico teme che alcune conversazioni tra diplomatici contengano critiche su argomenti sensibili fatte sia dagli Stati Uniti sia dalla Gran Bretagna "che potrebbero spingere a considerare Londra alleata del grande Satana per attaccare l'islam", ha riferito un responsabile del governo di Londra che ha chiesto l'anonimato. "C'è un certo nervosismo perché si potrebbe accendere alcune teste calde", ha aggiunto la fonte. Il ministero della Difesa britannica ha chiesto ai responsabili dei principali giornali di "muoversi con cautela" per le possibili implicazioni, in merito alla sicurezza nazionale, che potrebbero derivare dalla pubblicazione di questi documenti diplomatici. Assange: documenti su maggiori questioni mondiali. ''I documenti che stiamo per pubblicare riguardano essenzialmente tutta le maggiori questioni in ogni Paese del mondo''. Lo afferma - riporta l'agenzia Bloomberg - il fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks e' intervenuto in video alla terza conferenza annuale di giornalisti investigativi arabi (Arij), ad Amman in Giordania. Fra poche ore e' prevista la pubblicazione di migliaia di documenti: alle 22.30 ora italiana i quotidiani che hanno avuto copia dei file, quali The New York Times, The Guardian, El Pais e Der Spiegel, dovrebbero mettere online le proprie analisi sulla documentazione. Sale l'attesa per la pubblicazione da parte di Wikileaks dei riservatissimi documenti che minacciano una tempesta diplomatica globale. Gli Usa hanno avvertito i governi chiamati in causa nei documenti confidenziali che Julian Assange vuole far mettere in rete. L'ora X delle rivelazioni dovrebbe scattare stasera alle 22.30, con le pubblicazioni da parte di vari quotidiani internazionali, a cominciare da New York Times, Guardian, Le Monde e Der Spiegel. Ci sarebbe materiale imbarazzante anche per l'Italia e oggi il ministro Franco Frattini suggerisce alla magistratura di "valutare seriamente" l'ipotesi di mettere sotto inchiesta chi dovesse pubblicarle "poiché si tratta di notizie frutto di reato". Per il Pdl, l'operazione Wikileaks cambia la stessa nozione di terrorismo con una accezione "più vasta" di quella tradizionale. Il capo di Wikileaks - dice il ministro degli Esteri in al Corriere della Sera - è sotto processo in almeno dieci Paesi ed è ricercato. E com'è noto le autorità americane hanno arrestato e messo sotto processo il responsabile di queste fughe". Parla invece di una nuova forma di terrorismo il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Nelle prossime ore - osserva in una nota - vedremo l'effettiva entità dell'operazione Wikileaks e quindi saremo in grado di dare una valutazione ponderata". Frattini precisa che non commenterà "mai" notizie "frutto di un reato", ma chiede "la consapevolezza di un interesse nazionale: anche perché è noto che il materiale copre fatti dal 2006 al 2009...".Per il capo della diplomazia italiana i magistrati non dovrebbero invece indagare sul contenuto delle rivelazioni, anche se riguardasse dei reati: "Si tratterebbe di rivelazioni identiche a quelle che arrivano da una busta anonima inviata alla Procura della Repubblica. Che fa un procuratore, indaga sulla base di un anonimo?". Intanto gli Stati Uniti hanno respinto qualunque negoziato con Wikileaks, affermando che il sito internet specializzato possiede i documenti in violazione della legge americana. "Non intavoleremo un negoziato sulla diffusione o la divulgazione di documenti confidenziali americani ottenuti illegalmente", ha scritto il consulente giuridico del Dipartimento di Stato, Harold Koh, in una lettera indirizzata al fondatore del sito, Julian Assange, e al suo avvocato, girata ai mass media. Quanto ai contenuti, la ridda delle indiscrezioni rilancia oggi con Gheddafi e Mugabe, ma anche Mandela. Secondo il Daily Mail, infatti, anche l'eroe anti-apartheid sarebbe "fortemente criticato" dal Dipartimento di stato nei documenti in via di diffusione.
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