Circa 7mila persone hanno reso l'ultimo saluto ai sette ciclisti morti domenica mattina a Lamezia Terme, in seguito ad un incidente, al loro ingresso nel campo dello stadio D'Ippolito, dove si sono tenuti i funerali. Un lungo applauso ha accolto le bare. Un gruppo di ciclisti in bici ha preceduto l'arrivo delle salme, scortate da altri amici del gruppo sportivo di cui facevano parte le vittime del disastro. A guidare i ciclisti Salvatore Mancuso, che si salvò per aver lasciato i compagni poco prima del sinistro. Dietro il corteo il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, visibilmente commosso. Tra le autorità presenti, in rappresentanza del governo, Michelino Davico, sottosegretario all'interno con delega agli enti locali. Gli atleti si sono disposti sui lati del tappeto sul prato dello stadio aprendo un corridoio attraverso il quale i sette feretri hanno raggiunto l'altare dove erano già state posizionate le foto. Ogni bara, su cui è stata posizionata una maglietta da ciclista, e per gli avvocati una toga, era accompagnata da una bicicletta. L’Amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino con negozi e scuole chiuse.Il professore di educazione fisica, Franco Bernardi, fondatore della palestra Atlas che li aveva fatti conoscere, e poi Rosario Perri, Franco Stranges, Domenico Palazzo, Pasquale De Luca, Vinicio Puppin e Giovanni Cannizzaro. Un bidello, due avvocati, il meccanico, il giovane commerciante. Diversi per età, idee, professione, ma uniti dalla stessa passione per la bicicletta che ogni domenica li faceva partire di buon mattino per quei cinquanta, settanta chilometri di fatica.La celebrazione funebre è stata presieduta dal vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora. "Davanti alla morte noi restiamo attoniti. Davanti a queste morti siamo inermi e profondamente rattristati. Nel cuore della domenica, la notizia dell'incidente che ha coinvolto questi nostri fratelli ci ha travolti, ha gettato tutta la città in un turbine di dolore. Ha parlato al cuore di tutti gli uomini e di tutte le donne d'Italia" ha detto il vescovo Cantafora nel corso della sua omelia."Noi abbiamo sempre bisogno - ha aggiunto - di capire le dinamiche, spiegare le cause di fatti così terribili, attribuire le colpe. E quindi è cominciata la ridda di sentimenti contrastanti e di sfoghi legittimi. Ma, davanti a questi nostri fratelli, davanti al dramma della vita e della morte, le domande si fanno più profonde, cercano risposte, oltre che in noi, soprattutto nella parola di Dio. Dinanzi a questo grande dolore - ha proseguito - non ci resta che fissare il volto del Cristo morente, totalmente abbandonato al Padre: solo così quel cuore ha trovato pace. Siamo qui per esprimere fraterna solidarietà ai familiari. Ci sentiamo in questo momento coinvolti nella responsabilità di vivere il gesto più grande: comprendere, amare, perdonare".Dopo l'omelia del vescovo, hanno preso la parola parenti e amici delle vittime. "Papà continuerai ad essere con noi anche da lassù" ha detto la figlia di uno dei cicloamatori morti dal pulpito del palco allestito al centro dello stadio. "Vittime delle istituzioni" ha detto un'altro degli oratori, riferendosi "alle colpe di chi ha consentito al giovane investitore di continuare a guidare nonostante i suoi precedenti". Ripetuti applausi hanno scandito la fine dei vari interventi. "Ogni ciclista sogna di fare il Giro d'Italia. Voi ci siete riusciti,d a qualche giorno siete su tutte le televisioni del paese" è il ricordo di un atleta del Ciclo Club Lamezia . "Siete allineati alla griglia, non volete aspettare. È la prima tappa che avete sbagliato ad organizzare. Buon viaggio - ha concluso - un giorno vi riprenderemo".MALORI - Durante la cerimonia diverse persone hanno accusato malori a causa, oltre all'emozione, del forte sole che batte sullo stadio D'Ippolito e il caldo di oggi al di sopra della media stagionale. Una di queste è stata portata fuori dallo stadio in barella. Un giovane giocatore della Vigor Lamezia, locale squadra di calcio, ed una ragazza hanno hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici del 118 e degli operatori della Protezione Civile, che stanno curando l'assistenza insieme ad operatori della Croce rossa italiana.CAMERA ARDENTE - Nella camera ardente, per tutta la serata di ieri, una folla commossa ha reso omaggio agli sfortunati cicloamatori, falciati durante la loro pedalata domenicale da quell’auto che, dopo una curva, ha cominciato a sbandare ed è piombata addosso al gruppo senza possibilità di scampo. Erano dieci i ciclisti sulla Statale 18, in località Marinella. Solo tre sono rimasti in vita, uno è gravissimo all’Ospedale di Cosenza. Gli altri sette sono rimasti oltre ventiquattr’ore nell’obitorio del nosocomio lametino e poi sono stati trasferiti in chiesa. Al volante il giovane marocchino Chafik El Ketani, ventunenne, arrestato per omicidio colposo plurimo aggravato dall`assunzione di cannabis. L’intera comunità marocchina di venditori ambulanti, circa duemila persone hanno subito manifestato la volontà di partecipare ai funerali per stringersi accanto alle famiglie dei ciclisti. Ma la Questura ha sconsigliato la loro presenza alla cerimonia funebre. “Siamo vicini alle famiglie delle vittime - ha fatto sapere in serata la comunità marocchina - anche se le condizioni della grande disgrazia non ci permetteranno di essere presenti ai funerali. Ci teniamo ad informare che ci uniremo in preghiera per commemorare e ricordare la vita spezzata di questi nostri fratelli”. Oltre a quelle della comunità marocchina, sono state numerose le attestazioni di cordoglio pervenute ai familiari e al sindaco, tra cui quella del Capo dello Stato. Numerosa, ma discreta la presenza delle forze dell'ordine dentro e fuori lo stadio dove si sono celebrati i funerali.DAVICO: "PIU' SICUREZZA PER I CICLISTI'' - "Da appassionato ciclista sono particolarmente vicino ai familiari delle vittime così come a tutti gli amici del Cicloclub Lamezia così duramente colpiti. Da membro di questo Governo mi impegno a promuovere azioni concrete per garantire a ciclisti e pedoni una maggiore sicurezza". È quanto dichiarato dal sottosegretario all'Interno Michelino Davico presente alle esequie delle vittime di Lamezia Terme. "Quanto è accaduto ai sette ciclamatori calabresi - ha detto Davico -, è una tragedia che poteva e doveva essere evitata. Non più tardi di tre giorni fa, a Valenza Po, insieme alla Federazione ciclistica italiana, ho lanciato l'allarme sull'emergenza relativa alle vittime sulle strade tra ciclisti e pedoni: a fronte di un calo nel numero degli incidenti stradali, le vittime su due ruote sono in costante e drammatico aumento".
martedì 7 dicembre 2010
lunedì 6 dicembre 2010
GRAN FINALE PER IL TROFEO DEL CENTAURO
di SERGIO CONTI
Vittorie di classe per Eddy La Marra (Open), Michele Conti (600 Open), Francesco Cocco (600 Stock) e Marco Baldassarre (125 SP). Una giornata gelida non ha certamente raffreddato lo spirito agonistico dei 150 piloti che hanno partecipato alla 14° edizione del Trofeo di Natale organizzato sul circuito di Vallelunga dal Gentlemen's Motor Club di Roma.Nella classe Open, la pole position era appannaggio di Eddy La Marra in sella alla Honda - Lorini con la quale ha partecipato alla FIM Cup Superstock 2010.In questa classe il Trofeo era già praticamente nelle mani di Diego Tocca (oggi qunto) mentre è stato proprio La Marra il dominatore per tutti i dieci giri della gara. A contrastarlo ci hanno provato Loic Napoleon (Suzuki) e Remo Castellarin (BMW) che hanno dovuto accontentarsi rispettivamente della seconda e terza posizione ad oltre nove secondi.Lontanissimi gli altri.Con il Trofeo 2010 già assegnato a Filippo Russo, la 600 Open ha vissuto un brivido con una caduta collettiva di ben cinque piloti tra i quali il poleman Giuseppe Barone.Alla nuova partenza sono partiti in testa Michele Conti (Honda) e Massimiliano Iannone (Yamaha) ma al secondo giro quest'ultimo cadeva lasciando al primo la vittoria solitaria. Alle spalle di Conti si classificava Pischedda - che conquistava anche il secondo posto nel Trofeo - davanti ad Alfano e Viglieno, tutti su Yamaha.Tre piloti erano in lizza per la conquista del Trofeo del Centauro nella 600 Stock (Romano, Tocca e Ermacora) ma era Francesco Cocco a partire dalla pole position.Dopo una interruzione con bandiera rossa - per la caduta di Ruggieri -, alla ripartenza era Riccardo Russo (Yamaha) a prendere la testa ma al quinto giro Cocco (Yamaha) lo passava e andava a vincere, nonostante la resistenza di Nico Morelli (Yamaha) che concludeva al secondo posto. Daniele Tocca, piazzandosi all'ottavo posto, si aggiudicava il Trofeo del Centauro 2010 per la 600 Stock. La 125 SP, con il Trofeo del Centauro 2010 vinto in anticipo da Marco Guetti (Moriwaki), è vissuta sul duello tra Marco Baldassarre (Aprilia) e Andrea Del Piano (Moriwaki) che si sono più volte alternati in prima posizione dopo che lo stesso Guetti era caduto mentre era in testa. Alla fine ha prevalso Baldassarre che ha preceduto Del Piano e Guetti, tornato in pista dopo la scivolata.Il programma del Trofeo di Natale è stato completato dall'ultima prova del Trofeo Maxiscooter che ha visto il dominio assoluto di Blando (Gilera) che ha preceduto Rapicavoli (Yamaha) e Savoca Corona (Gilera).




di SERGIO CONTI
Vittorie di classe per Eddy La Marra (Open), Michele Conti (600 Open), Francesco Cocco (600 Stock) e Marco Baldassarre (125 SP). Una giornata gelida non ha certamente raffreddato lo spirito agonistico dei 150 piloti che hanno partecipato alla 14° edizione del Trofeo di Natale organizzato sul circuito di Vallelunga dal Gentlemen's Motor Club di Roma.Nella classe Open, la pole position era appannaggio di Eddy La Marra in sella alla Honda - Lorini con la quale ha partecipato alla FIM Cup Superstock 2010.In questa classe il Trofeo era già praticamente nelle mani di Diego Tocca (oggi qunto) mentre è stato proprio La Marra il dominatore per tutti i dieci giri della gara. A contrastarlo ci hanno provato Loic Napoleon (Suzuki) e Remo Castellarin (BMW) che hanno dovuto accontentarsi rispettivamente della seconda e terza posizione ad oltre nove secondi.Lontanissimi gli altri.Con il Trofeo 2010 già assegnato a Filippo Russo, la 600 Open ha vissuto un brivido con una caduta collettiva di ben cinque piloti tra i quali il poleman Giuseppe Barone.Alla nuova partenza sono partiti in testa Michele Conti (Honda) e Massimiliano Iannone (Yamaha) ma al secondo giro quest'ultimo cadeva lasciando al primo la vittoria solitaria. Alle spalle di Conti si classificava Pischedda - che conquistava anche il secondo posto nel Trofeo - davanti ad Alfano e Viglieno, tutti su Yamaha.Tre piloti erano in lizza per la conquista del Trofeo del Centauro nella 600 Stock (Romano, Tocca e Ermacora) ma era Francesco Cocco a partire dalla pole position.Dopo una interruzione con bandiera rossa - per la caduta di Ruggieri -, alla ripartenza era Riccardo Russo (Yamaha) a prendere la testa ma al quinto giro Cocco (Yamaha) lo passava e andava a vincere, nonostante la resistenza di Nico Morelli (Yamaha) che concludeva al secondo posto. Daniele Tocca, piazzandosi all'ottavo posto, si aggiudicava il Trofeo del Centauro 2010 per la 600 Stock. La 125 SP, con il Trofeo del Centauro 2010 vinto in anticipo da Marco Guetti (Moriwaki), è vissuta sul duello tra Marco Baldassarre (Aprilia) e Andrea Del Piano (Moriwaki) che si sono più volte alternati in prima posizione dopo che lo stesso Guetti era caduto mentre era in testa. Alla fine ha prevalso Baldassarre che ha preceduto Del Piano e Guetti, tornato in pista dopo la scivolata.Il programma del Trofeo di Natale è stato completato dall'ultima prova del Trofeo Maxiscooter che ha visto il dominio assoluto di Blando (Gilera) che ha preceduto Rapicavoli (Yamaha) e Savoca Corona (Gilera).
domenica 5 dicembre 2010
MORTI 8 CICLISTI: DROGATO E SENZA PATENTE ALLA GUIDA DELLA MERCEDES C’ERA UN MAROCCHINO DI 21 ANNI, RIMASTO ANCHE LUI FERITO: È STATO ARRESTATO CON L'ACCUSA DI OMICIDIO COLPOSO PLURIMO
Il bilancio della strage avvenuta sulla strada statale 18 nel comune di Lamezia Terme, al chilometro 372, è al momento di 8 morti e tre feriti, di cui uno gravissimo. La conferma arriva dai carabinieri del comando lametino. Le vittime sono Vinicio Poppin, Fortunato Bernardi, Pasqualino De Luca, Domenico Palazzo, Rosario Perri, Giovanni Cannizzaro e Franco Strangis. Tutte e sette sono di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, ed erano tutti ciclisti amatoriali di Lamezia-Sambiase. Tre di loro erano avvocati e svolgevano la loro professione nel foro di Lamezia Terme. Sono molto gravi le condizioni degli altri tre superstiti del gruppo, recoverati negli ospedali di Lamezia, Catanzaro e Cosenza. ALLA GUIDA SOTTO L'EFFETTO DI DROGA - Le condizioni dell’investitore, un cittadino di origine marocchina di 21 anni, e del bimbo che viaggiava insieme a lui, non destano preoccupazioni. Il giovane si chiama Chafik Elketani, residente a Gizzeria, in provincia di Catanzaro, ed è un immigrato regolare. Elketani, dopo le prime cure nell'ospedale di Lamezia Terme, è stato trasferito nel centro clinico del carcere di Catanzaro, con l'accusa di omicidio colposo plurimo. Dagli esami a cui è stato sottoposto in ospedale l'uomo è risultato sotto l'effetto di droga: è risultato positivo al test della cannabis. L'uomo era anche senza patente dopo che gli era stata ritirata sette mesi fa a causa di un sorpasso azzardato: lo hanno reso noto i vigili urbani di Lamezia Terme, che stanno svolgendo gli accertamenti sull'incidente. Il bimbo di otto anni che viaggiava sulla stessa macchina è il nipote di Elketani, ed è rimasto ferito in modo lieve. Il bambino, dopo l'incidente, e' stato portato nel reparto di pediatria dell'ospedale di Lamezia Terme, ma le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione. LA TRAGEDIA - L'incidente è avvenuto in tarda mattinata sulla statale 18 in localita’ Sant’Eufemia di Lametia Terme (Catanzaro). I ciclisti travolti da una autovettura facevano parte di un gruppo amatoriale di Sambiase di Lamezia Terme, legato alla palestra "Atlas". Tra le vittime ci sarebbe anche il titolare della stessa struttura sportiva.Secondo una prima ricostruzione, effettuata dai carabineri della Compagnia di Lamezia Terme, il marocchino viaggiava in direzione Gizzeria sulla strada statale 18. L'incidente è avvenuto durante una manovra di sorpasso ad alta velocità al chilometro 372 dove, dalla direzione opposta, arrivavano in fila i ciclisti. L'impatto violentissimo non ha lasciato scampo al gruppo. CHOC DEI SOCCORRITORI - ''Quello che abbiamo trovato arrivando qui stamattina è stato uno scenario impressionante. Indescrivibile. Nemmeno una bomba avrebbe potuto provocare qualcosa del genere''. A parlare e' Silvio Rocca, uno dei primi soccorritori della Croce bianca accorsi sul luogo dell'incidente.''Ci avevano allertato - ha aggiunto Rocca - per un incidente in cui, secondo le prime notizie, era coinvolto un solo ciclista. Giunti sul posto abbiamo visto che si trattava di una strage. Tutte persone che conoscevamo personalmente e quindi il colpo è stato ancora piu' doloroso. Abbiamo allertato gli altri soccorsi e l'elicottero. Qualcosa di veramente sconvolgente''.SALVO PER LA PIOGGIA - "Mi sento fortunato, sono vivo per la pioggia": Salvatore Mancuso era insieme al gruppo di ciclisti. "Dovevamo andare verso Amantea - racconta, piangendo, sul luogo della strage - ma quando siamo arrivati verso Campora San Giovanni ha iniziato a piovere ed io ed altri tre del gruppo abbiamo deciso di tornare indietro. Quando sono tornato a casa, mia moglie ha ricevuto una telefonata e un amico le ha detto: 'non so come dirtelo, ma forse tuo marito è rimasto coinvolto in un incidente. Lei ha risposto che ero sotto la doccia, ma io ho subito capito. È così che ho saputo di quello che è successo. Sono sconvolto. Era da cinque anni – ricorda - che andavamo in bicicletta insieme". LUTTO CITTADINO - Il Comune di Lamezia Terme proclamerà il lutto cittadino in occasione dei funerali dei ciclisti. Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, si e' recato sul luogo dell'incidente ed ha incontrato alcuni dei familiari dei ciclisti morti. ''La città è sgomenta - ha detto Speranza - e si stringe intorno alle famiglie delle persone scomparse. Il lutto è di tutti. Da oggi la citta' è in lutto anche se formalmente il sara' proclamato per il giorno dei funerali''.PADRE E ZIO DI DUE CALCIATORI - Fortunato Bernardi, uno dei sette ciclisti morti a Lamezia, era lo zio del giocatore dell'Inter Felice Natalino, di 18 anni. Natalino, che e' di Lamezia Terme ed e' un difensore, ha esordito quest' anno in serie A ed e' stato schierato da Benitez anche nell'anticipo di venerdi' scorso contro la Lazio. Bernardi, inoltre, era il padre di un altro calciatore, Alessandro, che milita nel Cosenza (Prima divisione Lega Pro).sabato 4 dicembre 2010
LA STORIA DI NABILA"GRAZIATA" DAI GIUDICI ITALIANI
Per la prima volta i giudici, in particolare quelli della Corte d'assise d'appello di Roma hanno riconosciuto un'attenuante particolare per rendere quanto piu' lieve possibile la condanna, per omicidio del marito italiano, nei confronti di una giovane donna tunisina. In questo modo la donna e' stata condannata solo a otto anni di reclusione che sta scontando nel carcere di Civitavecchia: il collegio composto da sei giudici popolari e due togati ha, infatti, considerato come una lunga provocazione, protrattasi nel tempo, il comportamento del marito che beveva, giocava e faceva uso di droghe disinteressandosi di lei e dei loro due bambini. Di questo caso ha parlato - al salone della legalita' in coso al Palafiera di Rimini - il presidente della prima sezione penale del tribunale di Roma Piero De Crescenzo. Proprio lui ha scritto la sentenza d'appello, quando era giudice a latere in Corte d'assise. ''Nei confronti di Nabila abbiamo applicato le attenuanti generiche piu' quella della provocazione considerando la circostanza dell'accumulo, nel tempo, di continue situazioni di prevaricazione che, alla fine, hanno portato questa donna ad accoltellare il marito''. ''Non c'era una giurisprudenza specifica alla quale poter fare riferimento - ha spiegato De Crescenzo - e ci siamo serviti di alcune pronunce della Cassazione che facevano riferimento all'attenuante della provocazione, sebbene in casi diversi. Ma era giusto tenere in considerazione che questa donna aveva a lungo subito e si era vista togliere i figli dai servizi sociali, per colpa della cattiva condotta del marito e, la sua violenza era nata da un'altra violenza piu' lunga e grande''. Nabila uccise il marito, con un unico fendente la sera del 28 dicembre del 2006, vicino a Cerveteri sul litorale laziale. A lungo aveva atteso, a casa, che il marito rientrasse dal bar dove si stava ubriacando. Temeva che il giorno dopo i servizi sociali, vedendo le pessime condizioni del suo compagno, avrebbero revocato il permesso straordinario che avevano dato alla coppia di rivedere i loro due bambini. Questo pomeriggio l'attrice Paola Gassman leggera' stralci della confessione giudiziale di Nabila, nella parte che piu' ha convinto i giudici ad alleggerirle gli anni di carcere. venerdì 3 dicembre 2010
DATE E LOCALITÀ DEL CALENDARIO GARE 2011 A FINE MARZO MOTORI ACCESI PER LA NUOVA SFIDA DEGLI INTERNAZIONALI D’ITALIA, ITALIANO OPEN E COPPA ITALIA SUPERMOTO
di PAOLA MAURIZIO
Lo aspettavamo ed è arrivato, ricco di appuntamenti come da consuetudine e ancora con sei tappe, tutte diverse, e ben distribuite nell’arco di tempo che va da marzo a settembre.E’ stato ufficializzato dalla FMI il calendario gare 2011 dei Campionati Nazionali Supermoto, come al solito atteso da piloti e addetti ai lavori.Le novità sono varie e di non poco conto. Su tutti spicca in senso positivo la cadenza regolare delle gare che vedono la disputa di una prova al mese. Si parte il 26 e 27 marzo dal South Milano di Ottobiano, in Lombardia, per poi spostarsi al Sagittario di Latina, nel Lazio, il 16 e 17 aprile. Un mese più tardi, 14 e 15 maggio, è la volta del Circuito Internazionale di Viterbo, nel Lazio, dove si svolgerà la terza prova che segnerà anche il giro di boa della stagione. Ancora un mese e il Circus si sposterà in Piemonte, precisamente al Kart Planet di Busca nel weekend del 18 e 19 giugno. Anche la Romagna torna protagonista con il Circuito di Pomposa che ospiterà il Campionato Italiano il 16 e 17 luglio. Due mesi di stop per le doverose vacanze estive e poi di nuovo in pista per il gran finale il 24 e 25 settembre, che stavolta sarà ospitato dal Motodromo di Castelletto di Branduzzo, nel pavese, dove saranno assegnati anche i titoli 2011.Tra le novità più attese della nuova stagione ricordiamo l’effettuazione di una gara, precisamente a Ottobiano in occasione dell’apertura del campionato, con un saggio del tutto sperimentale che prevede la partenza dietro al cancelletto, sullo stile del motocross.Fissata anche la data della prova serale, prevista in occasione dell’appuntamento estivo di Pomposa, che oltre alla gara del sabato sera vedrà poi la continuazione della sfida nella giornata di domenica.Continuano, grazie al successo della passata stagione agonistica, le sfide per le categorie Open, a cilindrata e licenza libera per i soli piloti italiani e valevole per il titolo di Campionato Italiano Supermoto, e la Coppa Italia FMI Supermoto per piloti italiani amatori e anch'essa a cilindrata libera. Le sfide come sempre affiancheranno i big dell’internazionale nel ricco programma domenicale delle sei prove in calendario, che si snoderà da marzo a settembre passando attraverso i più bei circuiti d’Italia.
CALENDARIO GARE 2011
27 Marzo 2011: Ottobiano (PV) - Circuito South Milano
17 Aprile 2011: Latina - Circuito Il Sagittario
15 Maggio 2011: Viterbo - Circuito Internazionale di Viterbo
19 Giugno 2011: Busca (CN) - Circuito Kart Planet
17 Luglio 2011: Pomposa (FE) – Circuito Internazionale di Pomposa
25 Settembre 2011: Castelletto di Branduzzo (PV)




di PAOLA MAURIZIO
Lo aspettavamo ed è arrivato, ricco di appuntamenti come da consuetudine e ancora con sei tappe, tutte diverse, e ben distribuite nell’arco di tempo che va da marzo a settembre.E’ stato ufficializzato dalla FMI il calendario gare 2011 dei Campionati Nazionali Supermoto, come al solito atteso da piloti e addetti ai lavori.Le novità sono varie e di non poco conto. Su tutti spicca in senso positivo la cadenza regolare delle gare che vedono la disputa di una prova al mese. Si parte il 26 e 27 marzo dal South Milano di Ottobiano, in Lombardia, per poi spostarsi al Sagittario di Latina, nel Lazio, il 16 e 17 aprile. Un mese più tardi, 14 e 15 maggio, è la volta del Circuito Internazionale di Viterbo, nel Lazio, dove si svolgerà la terza prova che segnerà anche il giro di boa della stagione. Ancora un mese e il Circus si sposterà in Piemonte, precisamente al Kart Planet di Busca nel weekend del 18 e 19 giugno. Anche la Romagna torna protagonista con il Circuito di Pomposa che ospiterà il Campionato Italiano il 16 e 17 luglio. Due mesi di stop per le doverose vacanze estive e poi di nuovo in pista per il gran finale il 24 e 25 settembre, che stavolta sarà ospitato dal Motodromo di Castelletto di Branduzzo, nel pavese, dove saranno assegnati anche i titoli 2011.Tra le novità più attese della nuova stagione ricordiamo l’effettuazione di una gara, precisamente a Ottobiano in occasione dell’apertura del campionato, con un saggio del tutto sperimentale che prevede la partenza dietro al cancelletto, sullo stile del motocross.Fissata anche la data della prova serale, prevista in occasione dell’appuntamento estivo di Pomposa, che oltre alla gara del sabato sera vedrà poi la continuazione della sfida nella giornata di domenica.Continuano, grazie al successo della passata stagione agonistica, le sfide per le categorie Open, a cilindrata e licenza libera per i soli piloti italiani e valevole per il titolo di Campionato Italiano Supermoto, e la Coppa Italia FMI Supermoto per piloti italiani amatori e anch'essa a cilindrata libera. Le sfide come sempre affiancheranno i big dell’internazionale nel ricco programma domenicale delle sei prove in calendario, che si snoderà da marzo a settembre passando attraverso i più bei circuiti d’Italia.27 Marzo 2011: Ottobiano (PV) - Circuito South Milano
17 Aprile 2011: Latina - Circuito Il Sagittario
15 Maggio 2011: Viterbo - Circuito Internazionale di Viterbo
19 Giugno 2011: Busca (CN) - Circuito Kart Planet
17 Luglio 2011: Pomposa (FE) – Circuito Internazionale di Pomposa
25 Settembre 2011: Castelletto di Branduzzo (PV)
giovedì 2 dicembre 2010
LA REGINA SILVIA AMMETTE«MIO PADRE ERA NAZISTA»
La regina Silvia di Svezia, 67 anni, dichiara di essere costernata per il passato nazista del padre. Dopo le rivelazioni fatte domenica scorsa dalla televisione svedese, in base alle quali Walther Sommerlath acquisi' nel 1938 una fabbrica appartenuta ad un ebreo, arianizzata dai nazisti, la casa reale svedese ha emesso un comunicato in cui la regina ammette per la prima volta il passato nazista del padre. "La regina non ha alcun motivo per commentare il contenuto del programma televisivo", e' scritto nella nota, in cui si aggiunge che "ovviamente la regina e' dispiaciuta per il fatto che suo padre fu un membro del partito nazista, di cui venne a conoscenza solo in eta' adulta. La regina non ebbe mai l'opportunita' di parlare di cio' con il padre". A riportare alla ribalta il passato nazista di Walther Sommerlath nella trasmissione della rete televisiva "TV4", che avra' un seguito domenica prossima, e' stato lo storico Mats Deland, lo stesso che gia' 8 anni fa aveva scoperto l'iscrizione alla Nsdap del padre della regina, avvenuta il 1 dicembre 1934 in Brasile, dove la famiglia Sommerlath visse fino al momento del trasferimento a Berlino nel 1938. Frugando in archivi brasiliani e tedeschi, lo storico ha accertato che Walther Sommerlath entro' in possesso della fabbrica berlinese "Wechsler & Henning" grazie al programma di arianizzazione delle aziende ebraiche attuato dal governo nazista. In una lettera della Camera d'Industria e Commercio di Berlino del maggio 1939 e' scritto che si tratto' di "un'arianizzazione dell'azienda, avvenuta con un'autorizzazione di polizia". La regina Silvia aveva spiegato nella primavera scorsa che la fabbrica del padre aveva prodotto solo membrane per maschere antigas destinate alla protezione civile. Lo storico svedese ha invece scoperto che, oltre ai componenti di queste maschere, la fabbrica di Walther Sommerlath produsse anche componenti per panzer e per cannoni antiaerei. Nel corso della trasmissione televisiva il fratello di Silvia, Ralf Sommerlath, di 14 anni piu' anziano della sorella, ha rivelato di aver chiesto una volta al padre, deceduto 20 anni fa, se la sua fabbrica fosse appartenuta prima ad un ebreo, ma "lui mi disse di no". Lo storico Deland ha invece accertato che l'azienda appartenne in effetti ad un ebreo, Efim Wechsler, rifugiatosi nel 1939 in Brasile per sfuggire alle persecuzioni naziste.
mercoledì 1 dicembre 2010
APPLAUSI E LACRIME PER LA CONDANNA A NOVE ANNI ALL’ASSASSINO DI SANDRI. L’AGENTE DI POLIZIA LUIGI SPACCAROTELLA, IMPUTATO PER L’OMICIDIO DI GABRIELE È STATO CONDANNATO DALLA CORTE DI APPELLO DI FIRENZE PER OMICIDIO VOLONTARIO
La Corte di Assise di Appello di Firenze ha condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione il poliziotto Luigi Spaccarotella per l’omicidio di Gabriele Sandri, il giovane 26enne tifoso della Lazio, morto l’11 novembre 2007 colpito da un proiettile nell’area di servizio della A1 a Badia al Pino, vicino ad Arezzo. RIBALTATA LA PRIMA SENTENZA - A leggere la sentenza è stato il presidente Emilio Gironi, dopo circa 3 ore di camera di Consiglio. In primo grado Spaccarotella era stato condannato a sei anni per omicidio colposo. Il Pg Aldo Giubilaro, questa mattina, aveva chiesto la condanna a 14 anni per omicidio volontario. Il secondo grado di giudizio ha quindi ribaltato il primo, accolta in parte la richiesta dell’accusa, che aveva chiesto 14 anni di carcere. “Ci hanno dato ragione – ha commentato Michele Monaco, avvocato della famiglia Sandri all’agenzia Dire – la famiglia è pienamente soddisfatta“. CONTENTO DI ESSERE ITALIANO - “Gabriele ha avuto la giustizia dovuta, oggi forse siamo riusciti a dire una parola di verità“. Così Giorgio Sandri, padre di Gabriele, commenta la sentenza di condanna a 9 anni e 4 mesi per l’agente di polizia Luigi Spaccarotella. Giorgio e Daniela Sandri, la madre di Gabriele, hanno accolto con lacrime di commozione la sentenza. “Siamo soddisfatti della sentenza – ha aggiunto Giorgio Sandri – che rinoconosce il reato. Le bugie e le menzogne cadono nel nulla. Oggi sono contento di essere italiano“.”Alla lettura della sentenza ho provato pietà per Spaccarotella, anche se verso di noi non ha mai avuto gesti di comprensione“. Lo ha detto la mamma di Gabriele Sandri, Daniela, commentando la sentenza. “Sono tre anni che soffro – ha aggiunto Daniela in lacrime – ora questa sentenza ci restituisce serenità“. SPACCAROTELLA SPERA ANCORA - E un lungo applauso ha accolto l’uscita dei genitori di Gabriele Sandri dall’aula in cui si è svolto il processo di appello. Alla lettura della sentenza in aula il pubblico, composto soprattutto da tifosi laziali e amici di Sandri, ha accolto la sentenza in silenzio. La gioia è scoppiata all’uscita dall’aula, dove molti amici di Sandri erano in lacrime, così come i genitori Giorgio e Daniela, che si sono abbracciati a lungo; Daniela ha avuto anche un piccolo malore. Felicità e’ stata espressa anche dal fratello di Gabriele, Cristiano. “Sono affranto ma le speranze non sono finite“. Così Luigi Spaccarotella ha commentato la sentenza della Corte di Appello di Firenze, che lo ha condannato a 9 anni e 4 mesi per l’omicidio volontario di Gabriele Sandri. A riportare il commento è uno dei suoi legali, l’avv. Federico Bagattini, che ha annunciato che farà ricorso in Cassazione contro il pronunciamento della Corte di Appello fiorentina.
martedì 30 novembre 2010
CERVELLI IN FUGA DALL'ITALIA: IN 20 ANNI PERSI 4 MLD
I cervelli italiani in fuga all'estero hanno portato con sè 4 miliardi di euro. E' questo il valore di tutti i brevetti realizzati dai nostri ricercatori nei vari laboratori in giro per il mondo, calcolato da una ricerca effettuato dall'ICom (Istituto per la Competitivita'), presentato oggi in occasione della cerimonia di consegna al Senato di una borsa di studio da parte della Fondazione Lilly a una giovane ricercatrice. Lo studio ha preso in esame i brevetti presentati dai ricercatori italiani all'estero negli ultimi 20 anni. Il valore dei brevetti diretti dai top 20 italiani fuggiti all'estero e' di 861 milioni di euro netti e su 20 anni il dato si attesta a 2 miliardi di euro. Se si considerano tutti i brevetti, quelli in cui e' italiano l'inventore principale o un membro del team, arriviamo ad un valore rispettivamente di 1,7 miliardi euro e a 3,9 miliardi di euro. La fuga descritta dalla ricerca appare inarrestabile: il 35% dei migliori 500 ricercatori italiani, spiega lo studio, abbandona il Paese. Fra i migliori 100, uno su due sceglie di lavorare all'estero, mentre nei top 50 la percentuale di fuga sale al 54% e solo 23 ricercatori sono ancora in Italia: ''Una tale situazione comporta anche una importante perdita economica per il nostro Paese - sottolinea Andrea Lenzi, presidente del Cun - Come dimostrato dalla indagine economica presentata in questo convegno, la ricerca non e' solo in teoria uno dei motori dello sviluppo di ogni sistema paese, ma e' anche in pratica un grande investimento'. Restera' invece in Italia, almeno per i prossimi 4 anni, Tiziana Vavala', la ricercatrice under 35 dell'universita' di Torino premiata oggi: per i suoi studi sui markers oncologici ricevera' 360mila euro."Fare la ricercatrice qui in Italia e' quasi un'avventura - ha affermato Vavala' - non un incentivo, non un incoraggiamento, e' quasi un atto di coraggio". La regione italiana che ha ceduto piu' talenti, secondo i dati presentati, e' la Lombardia, che si e' lasciata sfuggire 704 milioni di euro, come valore attuale dei suoi brevetti, e circa 1,7 miliardi di euro dal 1989 ad oggi. Per quanto riguarda invece il costo di un singolo scienziato che dall'Italia si trasferisce all'estero la perdita e' di 63 milioni, che diventano 148 se si considera tutta la durata media della vita scientifica del ricercatore, e a cui andrebbero aggiunti i 900mila euro necessari per tutto il ciclo di formazione. Alla consegna del premio, che dalla prossima edizione avra' anche il sostegno della fondazione Cariplo, c'era anche Napoleone Ferrara, l'ultimo dei Lasker Awards per la ricerca clinica, emigrato negli Usa gia' da molto tempo: "E' noto anche alla comunita' internazionale che l'Italia e' un paese pieno di talenti - spiega Ferrara - ma che i fondi e i posti nell'universita' sono meno di quelli che servirebbero. Negli Usa c'e' un investimento enorme nella ricerca, penso che il resto del mondo dovrebbe prendere esempio". La borsa di studio del 2011, il cui bando e' stato presentato oggi, avra' come tema: "Sviluppo di nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce della Malattie Alzheimer".




I cervelli italiani in fuga all'estero hanno portato con sè 4 miliardi di euro. E' questo il valore di tutti i brevetti realizzati dai nostri ricercatori nei vari laboratori in giro per il mondo, calcolato da una ricerca effettuato dall'ICom (Istituto per la Competitivita'), presentato oggi in occasione della cerimonia di consegna al Senato di una borsa di studio da parte della Fondazione Lilly a una giovane ricercatrice. Lo studio ha preso in esame i brevetti presentati dai ricercatori italiani all'estero negli ultimi 20 anni. Il valore dei brevetti diretti dai top 20 italiani fuggiti all'estero e' di 861 milioni di euro netti e su 20 anni il dato si attesta a 2 miliardi di euro. Se si considerano tutti i brevetti, quelli in cui e' italiano l'inventore principale o un membro del team, arriviamo ad un valore rispettivamente di 1,7 miliardi euro e a 3,9 miliardi di euro. La fuga descritta dalla ricerca appare inarrestabile: il 35% dei migliori 500 ricercatori italiani, spiega lo studio, abbandona il Paese. Fra i migliori 100, uno su due sceglie di lavorare all'estero, mentre nei top 50 la percentuale di fuga sale al 54% e solo 23 ricercatori sono ancora in Italia: ''Una tale situazione comporta anche una importante perdita economica per il nostro Paese - sottolinea Andrea Lenzi, presidente del Cun - Come dimostrato dalla indagine economica presentata in questo convegno, la ricerca non e' solo in teoria uno dei motori dello sviluppo di ogni sistema paese, ma e' anche in pratica un grande investimento'. Restera' invece in Italia, almeno per i prossimi 4 anni, Tiziana Vavala', la ricercatrice under 35 dell'universita' di Torino premiata oggi: per i suoi studi sui markers oncologici ricevera' 360mila euro."Fare la ricercatrice qui in Italia e' quasi un'avventura - ha affermato Vavala' - non un incentivo, non un incoraggiamento, e' quasi un atto di coraggio". La regione italiana che ha ceduto piu' talenti, secondo i dati presentati, e' la Lombardia, che si e' lasciata sfuggire 704 milioni di euro, come valore attuale dei suoi brevetti, e circa 1,7 miliardi di euro dal 1989 ad oggi. Per quanto riguarda invece il costo di un singolo scienziato che dall'Italia si trasferisce all'estero la perdita e' di 63 milioni, che diventano 148 se si considera tutta la durata media della vita scientifica del ricercatore, e a cui andrebbero aggiunti i 900mila euro necessari per tutto il ciclo di formazione. Alla consegna del premio, che dalla prossima edizione avra' anche il sostegno della fondazione Cariplo, c'era anche Napoleone Ferrara, l'ultimo dei Lasker Awards per la ricerca clinica, emigrato negli Usa gia' da molto tempo: "E' noto anche alla comunita' internazionale che l'Italia e' un paese pieno di talenti - spiega Ferrara - ma che i fondi e i posti nell'universita' sono meno di quelli che servirebbero. Negli Usa c'e' un investimento enorme nella ricerca, penso che il resto del mondo dovrebbe prendere esempio". La borsa di studio del 2011, il cui bando e' stato presentato oggi, avra' come tema: "Sviluppo di nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce della Malattie Alzheimer".
lunedì 29 novembre 2010
BERLUSCONI: «CHI HA PAGATO LE MIE RAGAZZE?»
Iscriviti a:
Post (Atom)


